Giubileo, quella speranza che ci àncora al cielo

8 Gen

La meditazione di don Ruffini in Duomo: «confessione, perdono e carità al centro»

Nella Cattedrale di Ferrara si sono tenute le tre meditazioni sul tema del Giubileo 2025: dopo quella del Vescovo il 6 dicembre e quella di don Bovina il 13, l’ultima si è svolta il 20 dicembre con don Fabio Ruffini che ha riflettuto su “Giubileo: cammino di perdono”. 

Don Ruffini ha preso le mosse dalla Lettera ai Romani (5, 1-5), da quella «speranza che non delude e non illude», perché «l’Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo».

È grazie alla docilità allo Spirito Santo che il Vangelo «entra davvero nella nostra vita e non rimane un mero spartito scritto ma è la nostra stessa vita a diventare una bella musica che suona». L’Anno Santo – ha proseguito il relatore – è anche «un atto di pedagogia da parte della Chiesa, che diventa ancor più nostra maestra».Da parte della Chiesa, dunque, c’è «la volontà di richiamare all’importanza di determinate verità di fede, a partire dai novissimi».

Da qui, il tema del Giubileo, “Pellegrini di speranza”, «che in realtà sarebbe meglio tradurre con “Pellegrini attraverso /dentro / verso la speranza”, in modo da sottolineare maggiormente il dinamismo, il cammino di speranza e di perdono».

Citando la Lettera agli ebrei (6,18-20), don Ruffini ha quindi spiegato come la speranza è «un’àncora gettata nel domani di Dio, nel pieno compimento: siamo àncorati al Cielo, al Cristo risorto dai morti. La speranza trascina già il cuore al di là della meta».

Il nostro dev’essere «un cammino di continua versione e di perdono, anche attraverso le indulgenze». E la comunione con Cristo e in Cristo è «comunione con i nostri fratelli e sorelle, oltre che con i morti e i santi». Sempre, però, «tenendo assieme la Confessione dei peccati, l’indulgenza e la carità».

Andrea Musacci

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 10 gennaio 2025

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(Foto Alessandro Berselli)

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