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Pietro Barcellona. Come sono diventato cristiano

19 Mar

Cinque anni fa Pietro Barcellona, un anno prima di morire, ha raccontato il proprio incontro col cristianesimo: una narrazione di vita, non meramente filosofica, un’esperienza del cuore e della carne, non una disquisizione accademica. Da leggere e meditare.

radicimolesi

COME SONO DIVENTATO CRISTIANO

In tutti i profili che mi riguardano su internet o in altri contesti, come ad esempio nelle recensioni ai miei libri, vengo sistematicamente definito come «un ateo marxista convertito al cristianesimo». Nei termini in cui questa sorta di definizione della storia intellettuale di una persona si risolve in una mera notizia essa non è solo falsa ma è anche strumentale ad una sorta di doppia censura: da parte dei giornali laici, perché le mie posizioni appaiono viziate da una grave contaminazione religiosa, e da parte del mondo cattolico perché esse risulterebbero inaffidabili e tendenzialmente fuori da ogni linea ecclesiale.

Tempietto protocristiano VI sec., Campello sul Clitunno

Poiché continuo a collocarmi idealmente in quell’area della sinistra che persiste tenacemente nella critica al capitalismo come forma totalizzante di vita e che allo stesso tempo considera indispensabile a una profonda revisione delle nostre categorie interpretative il rapporto con la…

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Alla Galleria del Carbone la mostra di Bonora

7 Dic

Galleria del CarboneIn occasione del quinto centenario dalla prima edizione dell’Orlando furioso, sabato alle 18 nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a) è stata inaugurata la mostra “Angelica e Alcina per un teatro ariostesco” dell’artista ferrarese Maurizio Bonora.

La mostra è visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 dicembre 2016

«La rivoluzione radicale di Cristo contro l’attuale crisi antropologica»

2 Dic

15284081_1544173712266564_3314015151756277832_nNell’ambito del ciclo di incontri “Cultura e Carità”, a cura del Centro Sant’Andrea, ieri sera, giovedì 1 dicembre, Marco Guzzi è intevenuto nella conferenza dal titolo “Crisi ideale dell’Occidente, critica e proposta di Papa Francesco”. L’incontro si è svolto nella Sala delle Capriate, in piazza Leon Battista Alberti, a Mantova.

«Papa Francesco è consapevole della crisi dell’Occidente, e propone, di conseguenza, una rivoluzione radicale, la rivoluzione di Cristo, l’unica che trasforma radicalmente il cuore dell’uomo, come qualcosa, però, da incarnare, oggi, in modi diversi», ha spiegato Guzzi.

La posta in gioco è al «livello biologico, di sopravvivenza antropologica». La proposta di Papa Francesco è, dunque, quella più radicale, quella cristiana, l’unica che può fornire una via d’uscita vera dall’attuale crisi antropologica, «causata dalla negazione del primato dell’essere umano sugli altri esseri».

In questo «punto di rottura» senza precedenti nella storia, vi è «il dominio quasi assoluto del paradigma tecnocratico, e la preminenza di un soggetto egopatico e paranoico, dell’uomo egoico-bellico». Espressioni di questo paradigma sono anche il potere tecno-finanziario che uccide le democrazie, e il dominio quasi totale dell’omologazione dei mass media e dell’informazione. «Andiamo verso l’autodistruzione – ha proseguito Guzzi -, per questo serve un rincominciamento radicale, una rivoluzione culturale, un pensiero davvero globale, un nuovo pensiero comune, condiviso universalmente». Tutto ciò, però, è impensabile senza, prima, «una liberazione interiore, la rivoluzione personale di ognuno di noi, attraverso cioè una dilatazione della coscienza. Poi, noi cristiani – ha concluso il relatore – dobbiamo prendere coscienza di essere già, in quanto battezzati, l’inizio di questa nuova umanità trans-egoica, relazionale e post-bellica: dobbiamo, quindi, svolgere una doppia funzione: di denuncia e di annuncio, per un nuovo cominciamento di tipo iniziatico».

Andrea Musacci

«Il vescovo Caffarra apprezzò e oggi Monsignor Negri dice sì»

1 Dic
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Duomo realizzato da Claudio Gualandi

L’idea è nata circa un mese fa, durante uno degli incontri pubblici nella Sala dell’Arengo del Palazzo Municipale, dedicati alla figura di Rossetti. «Ammiro la facciata del Duomo dalla finestra e penso: sarebbe bello poter coprire il telone del cantiere col mio Duomo illustrato», ci racconta. Ora, in occasione della presentazione dell’Albero di Natale della solidarietà, in programma sabato dalle 17 in Piazza Cattedrale, per circa un’ora verrà proiettata la facciata della Cattedrale illustrata da Gualandi, realizzando così, almeno in parte, la sua intuizione.

La proiezione, delle dimensioni di circa 12×8 metri, permetterà di sovrapporre la facciata illustrata sulla parte centrale di quella reale, evitando così l’impalcatura di legno posta alla base dell’edificio. L’organizzazione dell’evento, come degli altri eventi in programma, sono a cura di Made eventi, SuonoeImmagine e Delphi International.

L’opera è stata realizzata da Gualandi nel 2000 in occasione del Giubileo. Nello stesso anno riuscì a donare una copia della stessa all’allora Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, il Card. Carlo Caffarra, il quale, racconta Gualandi, «lo guardò con attenzione, sorrise e disse: “a pieno titolo diventerà proprietà della Diocesi ferrarese». Al centro in basso un Vescovo regge il crocifisso, usato da Papa Giovanni Paolo II, per celebrare l’Anno Santo. Ai lati, su vari livelli, si affastellano angeli e demoni, beati e dannati, musici e operai.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 dicembre 2016

Leggere “Sotto i cieli di Urano” in Biblioteca Ariostea

2 Nov

Palazzo Paradiso Ariostea“Sotto i cieli di Urano” è il nome dell’evento in programma oggi alle ore 17 nella Biblioteca Ariostea di Ferrara (in via Scienze, 17), organizzato dalla Compagnia del Libro in collaborazione con Associazione Culturale Gruppo del Tasso di Ferrara.

La grande fantascienza sarà la protagonista dell’incontro, attraverso alcuni dei più importanti autori moderni del genere: Asimov, Matheson, Gibson, Bradbury, Heinlen e Dick, sono solo alcuni dei nomi. Ognuno di loro rappresenta un’idea della fantascienza, dalla classica, alla distopica al cyberpunk. Una carrellata per riscoprire un genere che erroneamente dal grande pubblico viene considerato solo di intrattenimento quando non un parente povero della letteratura mainstream. Analisi e letture saranno a cura di Enrico Neri, Eleonora Pescarolo, Elisa Orlandini, Silvia Lambertini, Linda Morini, Andrea Moretti, Sara Suzzi e Alberto Amorelli.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 novembre 2016

Fino al 16 novembre le opere di Laveri in mostra a Ferrara

1 Nov

La Galleria Mazzacurati Fine Art, in collaborazione con RossovermiglioArte di Padova, fino al prossimo 16 novembre nella sua sede in c.so Martiri della Libertà, 75 presenta la mostra personale dell’artista Giorgio Laveri.

In parete vi sono esposti sedici lavori che abbracciano un arco temporale compreso tra il 2006 e il 2016, per questo artista savonese celebre per le sue ciliegie giganti.

La mostra è visitabile a ingresso libero e gratuito lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19.30, giovedì solo dalle 10 alle 13, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30.

Andrea Musacci

Mazzacurati Fine Art, ecco le ciliegie di Laveri

27 Ott

giorgio-laveriLa Galleria Mazzacurati Fine Art, in collaborazione con RossovermiglioArte di Padova, sabato alle 18 inaugura nella sua sede in c.so Martiri della Libertà, 75 la mostra personale dell’artista Giorgio Laveri.

In parete vi saranno esposti sedici lavori che abbracciano un arco temporale compreso tra il 2006 e il 2016, per questo artista savonese celebre per le sue ciliegie giganti.

In questa occasione l’artista scultore, regista, sceneggiatore, performer, noto a livello nazionale ed internazionale, propone alcune delle sue opere più significative ed emblematiche del suo ricco percorso di ricerca.  Ciliegie, fischietti, i Truka (i celebri rossetti policromi declinati in molte varianti), e penne a sfera, popolano la poliedrica esposizione, tutti realizzati in ceramica smaltata dai colori forti e dall’impatto immediato.

Nel catalogo che sarà disponibile durante la mostra Vittoria Coen scrive: ”mai come in questo caso, si può parlare di ironia e di autoironia. Il senso del Ludus poetico è caratteristica del lavoro di Giorgio Laveri. Così come in Homo Ludens, però, il gioco è espressione serissima di crescita, maturazione, consapevolezza, con uno sguardo distante e, allo stesso tempo, dentro le cose”. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 16 novembre lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19.30, giovedì solo dalle 10 alle 13, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 ottobre 2016