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E all’alba, ecco la nostra rinascita: “Passio Christi” al Teatro Comunale

6 Apr
Vito Lopriore – (C) Marco Caselli Nirmal

L’opera di Michele Placido con la “Passione” di Mario Luzi presentata il Venerdì Santo: i tormenti della condizione umana e la Liberazione in Cristo

di Andrea Musacci

L’affanno di chi ha paura, il rantolo dell’angoscia, di chi è solo e senza luce. Di chi, disarmato, vive la lontananza, l’apparente insanabilità dello smarrimento. Dove ogni dire e udire è vano, ogni sguardo è nemico, dove il male ha le sembianze dell’irreparabile.
Oltre 20 anni fa il poeta Mario Luzi, invitato da Giovanni Paolo II a scrivere i testi per la Via Crucis al Colosseo, seppe, come pochi, dare parola a questo tremendo umanissimo non comprendere. Per questo, la scelta di alcuni di quei versi per lo spettacolo “Passio Christi”, non può non commuovere. Il progetto tra cinema e teatro andato in onda la sera di Venerdì Santo sul canale You Tube del Teatro Comunale di Ferrara (e disponibile fino al 12 aprile), è stato ideato dal Presidente dell’“Abbado” Michele Placido su testi, oltre che di Luzi, di Dario Fo e Franca Rame (“Maria alla croce”), coi Salmi recitati da Moni Ovadia e lo Stabat Mater interpretato in dialetto trentino da Daniela Scarlatti. In scena, anche lo stesso Placido, Sara Alzetta e Vito Lopriore nei panni del Cristo. Fra i luoghi della nostra città scelti, la chiesa di San Giuliano e il Cimitero ebraico. Magistrale il Coro dell’Accademia dello Spirito Santo diretto da Francesco Pinamonti.

La stanchezza, dicevamo, quel respiro affannoso che «inciampava nei denti» (1). E, insieme, la violenza della derisione, lo scherno impietoso che anticipa la brutalità sulla carne. «Dubito talora – prega al Padre il Cristo di Luzi – / che questa sofferenza non ti arrivi / poi subito di questo mi ravvedo / perché so la tua misericordia». Ma la notte è buia, i minuti non scorrono ma incombono: «Io dal fondo del tempo ti dico: la tristezza / del tempo è forte nell’uomo, invincibile». E quegli anfratti sono, nella “Passio” di Placido, le budella nascoste del teatro ferrarese, dove gli umori e i tormenti urlano per affiorare, per rivivere in questa stagione di non-presenza, di chiusura e lontananze. E questa mancanza, questa privazione il regista sceglie di mostrarla, per renderle giustizia. È il “retroscena” col suo travaglio a un tempo manuale e intellettuale, del legno e del pensiero, in una zona ambigua dove finzione e realtà sovrapponendosi sanno di incertezza.

Negli interstizi dietro, sopra e oltre la scena, dunque, al di là dell’apparire – vero o falso che sia – il dialogo è con Dio, sempre, è la confidenza del Figlio col Padre, è la preghiera che si apre all’eterno. Dai sottofondi, la vertigine: «quanto è lontana da te l’angoscia che mi opprime»; e ancora Luzi: «Anche la morte pare eterna, è duro convincerli, gli umani, / che non ci sono due eternità contrarie, / il tutto è compreso in una sola e tu sei in ogni parte / anche dove pare che tu manchi». Anche in quell’ossatura di legno e polvere, dove una debole luce filtra, sul palco dell’umano dimenarsi dove le tuniche, come detto, possono essere inganno o domanda perpetua, lì, nel fastidio e nel dubbio, «Tu entri» «e lo disbrogli / pure così lontano come sei nella tua eternità / da questi nodi delle esistenze temporali».

E nei viluppi entra anche il femminile, portando cura e visione, rivelandosi nel viso contratto di Maria, sulle labbra il lamento, ancora l’affanno della via che porta alla croce. Lungo la strada – di nuovo – la scelta, fino al sepolcro, è di affiancare, coi loro corpi, alcuni morti ammazzati del nostro tempo: da Pier Paolo Pasolini a Stefano Cucchi, da George Floyd ai bambini vittime delle guerre. Volti morti o sofferenti privi di luce, come nel tremendo silenzio del sabato. Ma Lui «non è qui», e allora perché Lo cerchiamo tra ciò che non può essere all’altezza di tutto il nostro dolore? Perché, invece, nello smarrimento non tentare di riconoscerLo mentre ci accompagna, quando nel buio ci affianca? Perché anche lungo la via che Tu hai tracciato, che Tu sei, è «difficile tenersi». Ma «Tu solo» davvero sai il Mistero. 

«Ora sì, o Redentore», «invochiamo il tuo soccorso, tu, guida e presidio, non ce lo negare».  Ora e sempre, ora e ogni giorno. Adesso possiamo chiederglieLo, sappiamo di poterglieLo chiedere perché crediamo nella Sua Resurrezione, perché – sempre tentati dal non sperare – ancora una volta speriamo. Nell’affanno, «con amore ti chiediamo amore». Un amore che libera, che fa uscire, un amore «infinitamente più grande».

La resurrezione è, nella “Passio”, proprio un’uscita, una fuga, una lode, ancora e sempre, una perenne preghiera sulle labbra, in canto o in prosa, nel giubilo o nel dolore. Si ricongiunge il cammino, ritorna su quei passi iniziali, gli stessi ma incredibilmente diversi: nell’esordio della “Passio” vi era, infatti, Placido pellegrino inquieto fra le vie del centro di Ferrara. Un sobbalzo nel petto, poi gli spari improvvisi come un lampo di luce, e invece era notte, una lunga notte, quella dei corpi riversi ai piedi del Castello, quella tremenda notte nel novembre del ’43. Ma non dormono, no, sono morti, giacciono ma rivivranno. E allora «di mattino, quando era ancora buio» (2), in un’alba grigia e vuota, è l’ora della Liberazione, della Rinascita, è il tempo della pienezza, anche per noi, per chi, come gli apostoli, non aveva «ancora compreso» (3). 


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(dove non indicato, le citazioni sono tratte da “La Passione. Via Crucis al Colosseo” di Mario Luzi, 1999)


(1) F. Guccini, “Venezia”.

(2) Gv 20, 1.

(3) Gv 20, 9.

Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 9 aprile 2021

http://www.lavocediferrara.it

Caselli Nirmal, ecco le immagini della nuova mostra

13 Lug

“Atelier” è il nome della personale del noto fotografo ferrarese Marco Caselli Nirmal, visitabile fino al prossimo 31 luglio (dalle 9 alle 19.30, esclusa la domenica) nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45.

Qui le immagini dell’esposizione.

Andrea Musacci

Inaugura “Atelier”, la personale di Caselli Nirmal

4 Lug

13557908_1111949595515020_9211376454197311967_nQuarant’anni di esperienza artistica negli scatti di un maestro come Marco Caselli Nirmal. “Atelier” è il nome della personale del noto fotografo ferrarese, che inaugura martedì alle 18.30 nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45.

Fino al 31 luglio dalle 9 alle 19.30 sarà possibile ammirare una selezione delle innumerevoli fotografie scattate da Caselli, in una mostra anomala per Cloister, fino ad ora spazio adibito a personali e collettive di pittura e scultura.

Come scrivono gli organizzatori, “di fianco allo scatto che isola e trasforma in opera d’arte il gesto teatrale e di fianco all’eleganza di architetture, spicca il tema della comunicazione dell’esperienza artistica”. L’esposizione sarà anche un’occasione per omaggiare il Maestro Claudio Abbado e l’ex vicedirettore del Teatro Comunale di Ferrara Paolo Natali.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 luglio 2016

Beethoven da tutto esaurito: l’Abbado chiude col botto

14 Mag

La musica classica riempie il teatro nonostante le poltrone da 90 euro. A dirigere, il Maestro Gatti che sceglie la Nona Sinfonia

beethovenA due settimane dall’evento, risultano quasi del tutto esauriti i biglietti per il concerto in programma la sera del 28 maggio al Teatro Comunale Claudio Abbado, quando la Mahler Chamber Orchestra sarà diretta da Daniele Gatti. Una straordinaria chiusura della stagione, un imperdibile concerto fuori abbonamento. La Mahler Chamber Orchestra, diretta da Gatti, sarà protagonista della Nona Sinfonia di Beethoven, che verrà eseguita a Ferrara con un cast di eccezionali solisti – Christine Oelze, Christa Meyer, Torsten Kerl e Steven Humes – e due cori catalani – il Coro Orfeó Català e il Cor de Cambra del Palau de la Música Catalana. Completerà il programma l’esecuzione dell’Ottava Sinfonia.

Proprio sei mesi fa, il 14 novembre, è stata aperta la vendita dei biglietti, dalla biglietteria del Teatro e dal sito internet, una settimana dopo la conferenza stampa per l’annuncio pubblico dell’evento.

Un ulteriore imperdibile concerto a distanza di due anni dall’intitolazione dell’edificio all’indimenticato Maestro Claudio Abbado. Oltre al sopracitato Maestro Gatti, protagonisti del concerto saranno due cori eccezionali, diretti da Josep Vila I Casañas: il Coro Orfeó Català, tra i migliori cori amatoriali della Spagna, fondato nel 1891, e il Cor de Cambra del Palau de la Música Catalana, uno dei più prestigiosi cori professionistici spagnoli, nato nel 1990. Per quanto riguarda, invece, i cantanti, saliranno sul palco Christine Oelze (soprano), Christa Meyer (mezzosoprano), Torsten Kerl (tenore) e Steven Humes (basso).

La Mahler Chamber Orchestra, nata nel ‘97 grazie all’iniziativa del Maestro Abbado, e da lui stesso diretta, vede fra i suoi 45 componenti, di venti nazioni diverse, ben sette italiani: Francesco Senese (violino), Lia Previtali (viola), Marco Frezzato (primo violoncello), Chiara Tonelli (primo flauto), Chiara Santi (fagotto), Alessandro Battaglini (fagotto), e Christian Miglioranza (percussioni). Come anticipato, la MCO eseguirà la Sinfonia n. 9 in re minore, op. 125 “Corale” (Allegro ma non troppo, un poco maestoso, Molto vivace, Adagio molto e cantabile, Presto, Allegro assai; Recitativo per baritono: O Freunde, nicht diese Töne; Coro: Freude, schöner Götterfunken). Inoltre, l’orchestra, sempre di Beethoven eseguirà anche la Sinfonia n. 8 in fa maggiore, op. 93 (Allegro vivace e con brio, Allegro scherzando, Tempo di Menuetto, Allegro vivace e Intervallo).

Il rapporto artistico tra Daniele Gatti e la Mahler Chamber Orchestra ha avuto inizio con una fortunatissima interpretazione di Lulu di Berg al Festival di Vienna del 2010. Sono seguite ulteriori collaborazioni, come i due concerti eseguiti a Lucerna, il primo nell’estate 2014 dedicato a Mendelssohn, il secondo nell’estate 2015, con musiche di Prokof’ev e Stravinsky. Gatti e la MCO hanno intrapreso assieme la realizzazione dell’integrale delle Sinfonie beethoveniane: il progetto ha toccato Ferrara il 26 gennaio 2015 con la storica esibizione, sempre al Comunale, dedicata alla memoria di Claudio Abbado, nel primo anniversario della sua morte. In quell’occasione, Gatti diresse la MCO in un programma comprendente le Sinfonie n. 1, 2 e 5 di Beethoven.

La musica classica riempie dunque il teatro nonostante i prezzi non siano alla portata di tutti. Sono rimasti solo una manciata di biglietti per lo storico concerto al Teatro Abbado di Ferrara. Questi i prezzi in euro (intero-ridotto-giovani): Platea: 90-77-45; Palchi centrali 1^ fila: 81, 68, 40,50; Palchi centrali 2^ fila: 71, 60, 35, 50; Palchi laterali 1^ fila: 71, 60, 35,50; Palchi laterali 2^ fila: 66, 57, 33; Galleria e posti 4° ord. 1^ fila: 52, 43, 26. Galleria e posti 4° ord. 2^ fila: 47, 41, 23,50; Loggione 1^ fila: 32, 27; Loggione 2^ fila: 23; Ingresso loggione: 17.

I biglietti sono acquistabili fino alle ore 19.30 del 28 maggio sul sito di Ferrara Musica: http://www.ferraramusica.it, o presso la Biglietteria del Teatro.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 maggio 2016

Nel nome di Borges, Aisemberg celebra l’artista a suon di tango

12 Mag

Domani al Ridotto un concerto per celebrare lo scrittore. Il pianista: amo la musica di Piazzolla e le sue opere

Aisemberg al piano nella sua casa (2)

Hugo Aisemberg al pianoforte nella sua casa

“Da allora in poi, quante cose / io e te abbiamo visto: / le partenze e il soffrir / d’amore non corrisposto. / La morte mi prenderà, / tu costeggerai la vita, / tu sei memoria infinita, / tango che fosti e sarai”. Sono versi da Qualcuno parla al tango (1965) di Jorge Luis Borges e Astor Piazzolla, emblematici della vita del musicista di origini ebraiche Hugo Aisemberg. Il suo è un amore viscerale per il tango, che lo porta a suonare il pianoforte, a 78 anni, fino a dieci ore al giorno. La sua storia è fatta di venature di culture e luoghi diversi: Ferrara e Buenos Aires, Odessa e Roma. Siamo andati a trovarlo nella casa dove vive da 17 anni con la moglie Rosi Murro, e dove ha sede il Centro Astor Piazzolla, fondato nel 1993 dopo la morte del Maestro. Domani sera alle 21 regalerà alla città un concerto al Ridotto del Teatro Comunale, dove eseguirà brani di Borges musicati da Piazzolla e da altri compositori, accompagnato da Ruben Peloni. E proprio del grande compositore argentino serba un ricordo vivo, totale. Con affettuosa venerazione ci mostra una lettera che Piazzolla gli scrisse nel maggio del 1985, oltre a uno spartito manoscritto dello stesso donatogli dalla vedova, Laura Escalada Piazzolla, Presidente Onorario di quel Centro diretto da Aisemberg, che ora ha un sogno: aprire a Ferrara un Museo del Tango.

Quali sono le sue origini, e com’è arrivato a Ferrara?

I miei nonni erano russi, nel ’13 i miei genitori sono nati nella campagna vicino Buenos Aires, dove sono nato anch’io nel ’38. Nel ‘71 mi sono trasferito in Italia, a Sezze Romano, vicino Latina. Io e mia moglie Rosi, romana, stiamo insieme da circa vent’anni. Fino al 2009 ho insegnato al Conservatorio Rossini di Pesaro. Il 31 dicembre 1999 suonai al Teatro Comunale di Ferrara col mio gruppo, Novitango, e vi tornai nel 2009: da quel momento io e Rosi ci innamorammo della città e decidemmo di trasferirci.

Ci parli del rapporto col tango e con Piazzolla.

Fin da bambino amai il tango. Sono stato il primo pianista a suonare brani di Piazzolla in un concerto di musica classica. Parliamo di 50 anni fa, era l’11 agosto 1966: fu qualcosa di rivoluzionario, dato che in Argentina vi era una rigida divisione tra classica e tango. Poi, passai due anni stupendi a Budapest, all’Accademia di Musica Franz Liszt. Nel frattempo seppi che Piazzolla si era informato di me e voleva conoscermi. Il nostro primo incontro avvenne nel ’68, e poi lo rincontrai nel ’73 nella sua casa a Piazza Navona a Roma. Dopo la sua morte, nel ’92, contattai subito la moglie per proporle l’idea di intitolare al marito un Centro.

Aisembeg mentre ci mostra la lettera che Piazzolla gli scrisse nell'85

Aisemberg mentre ci mostra la lettera che Piazzolla gli scrisse nel 1985

Veniamo all’incontro di domani sera. Come conobbe Borges?

Borges lo conobbi, non personalmente, ascoltandolo alle sue conferenze pubbliche. Da giovane non riuscivo ad amarlo, visto il suo appoggio a varie dittature, da Peron a Videla. Mi avvicinai a lui per il suo legame con Piazzolla. In tutto sono sette i brani di questo con testi di Borges. Di queste, domani sera ne eseguiremo quattro, di cui tre dalla raccolta Para las seis cuerdas, mentre altre quattro sono musicate da Carlos Guastavino, Eladia Blazquez e Juliàn Plaza. È la prima volta che eseguiamo otto brani, tre dei quali, se non sbaglio, verranno fatti per la prima volta in Italia.

Com’è nato, invece, il rapporto con Ruben Peloni?

Con Ruben mi lega un’amicizia nata nei primi anni ‘90, grazie alla compagnia di Syusy Blady con la quale collaboravo. Ruben è il personaggio ideale per questi concerti, ha una voce stupenda e una bellissima presenza. Tra noi c’è un grande feeling, per me è insostituibile.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 maggio 2016

Ferrara celebra il genio visionario di Borges

5 Mag

Ciclo di eventi dedicati allo scrittore argentino nel trentennale della sua scomparsa: eredità preziosa per tutta la cultura

Pres. eventi Borges (Favretti, Aisemberg, Pazzi)

Da sinistra, Dario Favretti, Hugo Aisemberg e Roberto Pazzi

Un omaggio al genio visionario di Jorge Luis Borges (1899-1986) in una commistione fra diverse espressioni artistiche. In occasione del 30° anniversario della morte dello scrittore, l’Associazione “Astor Piazzolla” diretta dal Maestro Hugo Aisemberg, con Agenda Ridotto del Teatro Comunale cittadino e Biblioteca Ariostea, propone un tris di eventi. Un progetto ambizioso, tanto che durante la presentazione di ieri Dario Favretti della Fondazione Teatro Comunale, lo ha descritto come «uno dei più importanti della stagione del Ridotto». Aisemberg, argentino d’adozione, ha evidenziato come «l’argentinismo di Borges fosse forte nei suoi esordi, prima che egli diventasse uno scrittore universale».

Scrittore, poeta, saggista, traduttore e accademico, Borges ha lasciato una preziosa eredità in tutti i campi della cultura moderna, persino in quella pop, e molti sono gli scrittori che si sono ispirati alle sue opere. Famoso sia per i suoi racconti fantastici, in cui ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi del fantastico, sia per la sua più ampia produzione poetica. Dotata di intelligenza profetica, cultura stellare e sorgiva creatività, la scrittura di Borges è popolata di allusive metafore, sogni, memorie e struggenti nostalgie. Non c’è tema riguardante l’esistenza umana che non abbia avuto un suo pensiero, ha giocato con l’identità, con l’universalità di ogni oggetto, di ogni situazione, di ogni gesto. Tutti i grandi scrittori del ‘900 hanno ammirato la sua opera e riconosciuto che Borges ha trasformato completamente il senso del ruolo dello scrittore nel mondo della cultura.

Tra i protagonisti del primo dei tre incontri, in programma domani, vi sarà lo scrittore e poeta Roberto Pazzi, che ha sottolineato gli incroci tra «due colossi del fantastico», Borges e Ariosto (quest’anno protagonista con i 500 anni dell’Orlando furioso). Proprio sull’Ariosto e Ferrara «capitale del fantastico», lo scrittore argentino in Ariosto e gli arabi, contenuto nella raccolta L’artefice (1960), scrive: “Come a ogni poeta, la fortuna / o il destino gli diè una sorte rara; / andava per le strade di Ferrara / e al tempo stesso andava per la luna.” Mentre Dalia Bighinati ha definito Borges «autore luterano nel senso pasoliniano», Rosi Murro, che ha curato le proiezioni di foto dall’Archivio dell’Associazione Piazzolla, ha spiegato l’importanza del simbolo del labirinto nell’immaginario borgesiano.

L’omaggio prevede domani alle 17 in Biblioteca Ariostea letture di Pazzi, presentazione del Direttore dell’Ariostea Enrico Spinelli, interventi di Bighinati e Aisemberg, proiezione della ricerca fotografica a cura di Rosi Murro, “Frammenti di Borges” e momento musicale con “Oblivion” di Piazzolla, che vedrà Fabio Bonora al clarinetto e Hugo Aisemberg al pianoforte. Si proseguirà l’11 maggio alle 17 nel Ridotto del Comunale con la proiezione de “Il nome della rosa” (1986) di J. J. Annaud, omaggio a Umberto Eco, dove il personaggio Jorge da Burgos è un tributo allo scrittore argentino. Infine, il 13 maggio alle 21 al Ridotto proiezione di “Labirinti” con foto a cura di Rosi Murro, lettura di poesie di Borges da “Para las seis cuerdas” con musiche di Piazzolla, Carlos Guastavino, Eladia Blasquez e Juliàn Plaza cantate da Ruben Peloni e con Aisemberg al piano.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 maggio 2016

Al Ridotto del Comunale la vita del maestro musicista Bassani

27 Gen

Bassani-GiovanniOggi alle 17 nel Ridotto del Teatro Comunale prende avvio il ciclo di conferenze sulla storia della musica a Ferrara. Nella prima delle tre iniziative, promosse in collaborazione con la Biblioteca Archivio del Teatro, Sandro Pasqual interverrà sul tema “Accademie e Confraternite, Morti e Spiriti Santi: Giovan Battista Bassani e la difficile vita del compositore a Ferrara nel Seicento”. Un’occasione per ricostruire uno spaccato di vita musicale cittadina e onorare il terzo centenario della morte del maestro di cappella padovano, il più importante tra quelli presenti a Ferrara nel Seicento.

Sandro Pasqual è diplomato in Violoncello, laureato in Storia, ed è da tempo attivo nella divulgazione dei principali problemi che assillano la professione del musicista. L’evento è a cura di Agenda Ridotto e Istituto Gramsci di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 gennaio 2016

Alle 17 al Ridotto del Comunale c’è il “Molière” di Mnouchkine

12 Nov

downloadAll’interno del programma degli incontri con il pubblico, organizzato nel Ridotto del Teatro Comunale Abbado in C.so Martiri della libertà a Ferrara, oggi alle ore 17 verrà proiettato il film “Molière” di di Ariane Mnouchkine. La pellicola, uscita nel 1978, racconta la vita del drammaturgo e commediografo francese ed è stato presentato in concorso al 31° Festival di Cannes.

Ariane Mnouchkine (Boulogne-Billancourt, 1939) è una regista teatrale francese e tra i fondatori, nei primi anni Sessanta, del Théâtre du Soleil. Numerosa la produzione, che vede un “Macbeth” di Shakespeare, del 2014, come sua ultima realizzazione.

Nel fine settimana, dal 13 al 15 novembre il Teatro Comunale ospiterà “Il malato immaginario” di Molière con Gioele Dix e Anna Della Rosa, per la regia di Andrée Ruth Shammah. Dal 18 al 21 febbraio prossimi, invece, sempre al Comunale, l’attore Paolo Rossi interpreterà “Molière: al recita di Versailles”, di Stefano Massini, Paolo Rossi e Giampiero Solari, con la regia di quest’ultimo. Infine, il prossimo appuntamento col “Cinema al Ridotto” è previsto per il 21 gennaio 2016 quando, alle ore 17, verrà proiettato “The lady – l’amore per la libertà” di Luc Besson.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2015

Tre serate legate alla danza al Ristorante 381

1 Ott

Flag_of_Brazil.svgIl Ristorante “381 Storie da Gustare”, in Piazzetta Corelli, 24 a Ferrara, ha ideato tre serate legate alla stagione di Danza al Teatro Comunale di Ferrara. Alcune compagnie di danza provenienti da Brasile, Québec e Sudafrica si esibiranno al Teatro Abbado, e così il 381 ha pensato di dedicare tre serate a queste realtà. Si inizia oggi con la serata dedicata al Brasile. “Sapori e danze dal Brasile” vedrà una cena brasiliana accompagnata dal Gruppo di Capoeria Cordao de Ouro con una performance alle 21.

I prossimi appuntamenti sono il 13 novembre con “Assaggiamo il Canada!”, e il 4 dicembre con “Un salto in Sudafrica”. Prenotazioni allo 0532-62052.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 ottobre 2015

Il pianista Lazzari torna al Ridotto del Comunale

22 Ott

Lazzari a MarfisaStasera alle 21 al Ridotto del Teatro Comunale torna il giovane pianista Jacques Lazzari, dopo il debutto lo scorso dicembre. Lazzari, classe ’95, sarà accompagnato da altri due giovanissimi talenti, la violoncellista Matilde Lotti e il violinista Jacopo Ferri, entrambi classe ’96.

Lazzari, pianista e compositore, ha frequentato il Liceo Artistico Dosso Dossi e si è avviato allo studio del pianoforte all’età di cinque anni. Attualmente studia alla Scuola di Musica Moderna a Ferrara, all’interno della quale ha conseguito di recente un’importante borsa di studio.

Dodici i brani che presenterà al pubblico stasera: “Leaf Fall”, “Meditation I”, “I See for You a Way in the Clouds”, “Short 013”, “Words and Paper”, “Just Awake”, “L’attesa”, “Meaning I”, “Rem”, “Ver.”, “Mood of the Viewer”, “Doucement”. L’entrata al concerto è libera.

Andrea Musacci

Nella foto, Lazzari, Lotti e Ferri durante l’esibizione a Marfisa d’Este.