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Mediazione sociale, giustizia tra le differenze

21 Feb

Un dibattito sulla mediazione per vivere meglio ed evitare conflitti

bertelli-sapigni-martini

Bertelli, Sapigni e Martini

Nei contesti abitativi è possibile costruire un senso di comunità nonostante le differenze? Di questo si è riflettuto ieri mattina a Palazzo Bonacossi (in via Cisterna del Follo) nel seminario “La mediazione sociale nelle società complesse. Cos’è? A cosa serve? Principi metodologici e possibilità d’intervento”, organizzato, per la Giornata della Giustizia Sociale, da Camelot, Rete “Dialogo Negoziazione Ascolto”, in collaborazione con ACER e Mediattivi (Coordinamento regionale Mediatori ACER) e con il patrocinio del Comune di Ferrara. Dopo l’introduzione di Patrizia Bertelli, presidente Camelot, e dell’Assessore Servizi alla Persona Chiara Sapigni, che ha ricordato il ruolo del Centro di Mediazione, è intervenuto Raffaello Elvio Martini, psicologo di comunità e promotore del progetto “BuonAbitare”.

«La mediazione non è appannaggio di professionisti, ma è una funzione molto diffusa», ha esordito Martini, «significa trovare soluzioni per far convivere in modo soddisfacente le diversità, che a volte diventano conflitti». Nello specifico, «la mediazione sociale è servizio specialistico alla persona realizzato tramite sportelli sul territorio, ma è anche lavoro di comunità – ha proseguito –, un’azione che aiuti le persone a realizzare cambiamenti nell’ambiente dove vivono, con il coinvolgimento attivo e responsabile dei singoli».

martiniGli spazi in comune, ad esempio nei condomini, «se da un lato consentono il fare comunità, dall’altro possono provocare conflitti». Per questo, anche con fatica, «bisogna sviluppare fiducia, solidarietà, intelligenza collettiva», senza “gestioni” dall’alto, ma «facilitando lo sviluppo di una comunità d’intenti», e non dimenticando che «il conflitto può anche essere una risorsa perché obbliga a trovare soluzioni e a riconfigurare la situazione».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 febbraio 2017

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Un libro illustrato e due bassorilievi in memoria della Shoah

17 Apr
foto di gruppo studenti

Foto di gruppo degli studenti coinvolti

[Qui la mia galleria fotografica sul sito de la Nuova Ferrara]

Un libro illustrato e due bassorilievi per raccontare la memoria della Shoah. È questo il progetto che ha coinvolto diversi studenti e il MEIS di Ferrara, presentato nella mattinata di ieri a Palazzo Bonacossi (in via Cisterna del Follo). Il libro “L’identità ritrovata” è stato scritto e illustrato dagli studenti delle classi 2° B e 4° E, in collaborazione con la 3°A del Liceo artistico Dosso Dossi e la 3° G e 3° T del Liceo scientifico Roiti, ed edito anche in formato ebook, già disponibile sul sito del Comune di Ferrara.

Oltre ai tanti studenti, altre due protagoniste sono Gianna Perinasso e Federica Zabarri, docenti del Liceo Dosso Dossi. La prima ha spiegato come il lavoro sia stato ideato un anno fa e avviato lo scorso settembre. L’idea è stata quella di legare scuola, museo e città, inventando la storia di un giovane 16enne, Andrea, che attraverso una ricerca, fatta anche nel MEIS, riscopre le proprie radici e quindi anche un po’ se stesso. «Un intreccio di idee ed emozioni – ha proseguito la docente – con una valenza storica e culturale importante». Alcuni studenti hanno spiegato il contenuto di questo che è «un romanzo di formazione, una storia in continuo movimento, a spirale». Nelle illustrazioni, inoltre, il volto di Andrea non è delineato, in modo che ognuno si possa riconoscere in lui.

Il percorso si è avvalso anche di un laboratorio di scrittura creativa, tenuto dalla prof.ssa Caterina Brandoli, e del viaggio-studio a Berlino al museo dell’olocausto, oltre che al campo di concentramento di Sachenhausen.

È poi intervenuta Laura Cussollotto, che ha curato il progetto dei bassorilievi, composto da diverse formelle realizzate da alcuni studenti. Infine, una decina di loro ha proposto una lettura interpretativa del testo, con regia di Vincenzo Iannuzzo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 aprile 2016

“L’identità ritrovata”, progetto storico sulla memoria ebraica

15 Apr

cartolinaUn progetto storico-artistico che coinvolge diversi studenti insieme al MEIS di Ferrara, dedicato all’identità e alla memoria ebraica della nostra città. Domani alle 10.30 a Palazzo Bonacossi (in via Cisterna del Follo) verrà presentato il libro “L’identità ritrovata”, scritto e illustrato dagli studenti delle classi 2° B e 4° E, in collaborazione con la 3°A del Liceo artistico Dosso Dossi e la 3° G e 3° T del Liceo scientifico Roiti, edito anche in formato Ebook dal Comune di Ferrara.

I giovani autori proporranno alcune riflessioni sulla nascita del libro e sulle illustrazioni, esporranno il bassorilievo “Emozioni di viaggio”, e seguirà una lettura interpretativa del testo da parte alcuni studenti, con regia di Vincenzo Iannuzzo. Interverranno Massimo Maisto, Vicesindaco di Ferrara, Marcella Zappaterra, consigliere Regione Emilia Romagna, Fabio Muzi, dirigente scolastico del Liceo Dosso Dossi, Anna Quarzi, direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea, Gianna Perinasso e Federica Zabarri, docenti del Liceo.

Il percorso si è avvalso di un laboratorio di scrittura creativa, del viaggio-studio a Berlino al museo dell’olocausto e al campo di concentramento di Sachenhausen.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 aprile 2016

“Il paesaggio percepito” oggi a Bonacossi

6 Apr

bonacossiOggi alle 17.15 a Palazzo Bonacossi in via Cisterna del Follo, 5 a Ferrara si svolgerà l’incontro dal titolo “Il paesaggio percepito. Un nuovo modo di pensare i luoghi”, tenuto da Paola Bonora, geografa e docente all’Università di Bologna.

Nel corso dell’incontro vi sarà anche la proiezione del documentario d’inchiesta “Quando il Po è dolce” (1951) di Renzo Renzi, con la collaborazione di Sergio Zavoli.

Il paesaggio è la grande opera monumentale e collettiva entro cui scorre il filo della storia. In esso, fin dai tempi più antichi, natura e cultura si sono inestricabilmente intrecciate, disegnando un gigantesco mosaico.

Questa consapevolezza è diventata valore fondamentale con la Convenzione Europea del Paesaggio (2000), ratificata nel nostro Paese qualche anno dopo, che afferma e tutela una nuova idea di bene paesaggistico.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 aprile 2016

A Bonacossi incontro sull’antica sede episcopale

12 Feb

bonacossiIn occasione dell’esposizione “Voci dalle pietre”, visitabile nel Salone d’onore del Municipio di Ferrara fino al 19 febbraio, oggi alle 17.30 a Palazzo Bonacossi, in via Cisterna del Follo, 5 a Ferrara, avrà luogo il secondo incontro di approfondimento sul tema. Sarà il prof. Sauro Gelichi a relazionare su “La sede episcopale di Comacchio, Voghenza e Ferrara nell’alto medioevo”. Il prossimo incontro è in programma alle 16.30 del 26 febbraio, e sarà il Vescovo Mons. Luigi Negri a relazionare, al Museo Archeologico Nazionale, su “La cattedrale nella vita della Chiesa universale e particolare”.

In mostra vi sono diciannove pannelli per presentare e far conoscere le antichità romane e bizantine che Ferrara conserva e insieme i percorsi che consentono di raggiungere gli edifici nei quali le varie “pietre” sono conservate e visibili.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 febbraio 2016

Confronto tra Piero Stefani e Mons. Negri ieri a Bonacossi

1 Nov
Mons. Luigi Negri e Piero Stefani

Mons. Luigi Negri e Piero Stefani

Un confronto franco e di alto livello sui temi della carità, dell’identità, del dialogo e dell’accoglienza dello straniero.

Ieri pomeriggio a Palazzo Bonacossi in via Cisterna del Follo, 5 a Ferrara, si è svolto il XXII Convegno di Teologia della Pace organizzato da Pax Christi insieme ad altre realtà, cattoliche e laiche.

La prima parte è stata l’occasione per uno scambio dialettico tra Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, e Piero Stefani, biblista spesso critico nei confronti dell’attuale guida della diocesi.

Stefani ha preso la parola dopo la presentazione da parte di Alessandra Mambelli, partendo dal Libro del Levitico e dall’insegnamento già qui contenuto sull’accogliere e l’amare il “forestiero”, lo “straniero che viene a risiedere presso di noi”.

Attraverso personaggi e vicende dell’Antico Testamento, Stefani ha cercato di dimostrare la relatività del termine “straniero” («ognuno è straniero rispetto agli altri popoli»), il rischio che un “noi” identitario troppo forte escluda l’altro, ma anche i doveri dell’immigrato rispetto a chi lo ospita.

Mons. Negri ha ripreso una riflessione di Benedetto XIV su come «il dialogo sia possibile se si ha un’identità forte, e quest’ultima è tale non se ha potere per imporsi, ma ragioni forti». Ciò che ostacola il dialogo, ha proseguito il Vescovo, non è né l’identità né la religione, ma «l’ideologia, che in epoca moderna è sempre stata irreligiosa». Riguardo alle questioni legate all’immigrazione, per Mons. Negri bisogna evitare tanto l’approssimazione del “tutti dentro” quanto quella del “tutti fuori”. Essendo l’accoglienza «non la soluzione ma l’inizio di un cammino, è necessaria un’intesa reciproca tra ospite e ospitante, e anche quest’ultimo ha il dovere della benevolenza verso il primo».

Prima della relazione di Alessia Passarelli, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, e dopo quella del geografo Carlo Alberto Campi, è intervenuta Chiara Sapigni, Assessore all’Immigrazione, che ha messo in guardia «tanto dall’attendismo quanto dall’opposizione nei confronti dei fenomeni migratori».

Non risparmiando una stoccata al Vescovo Negri, la Sapigni ha chiesto, anche alla Diocesi, «proposte concrete e serie per l’integrazione, altrimenti si fa una sorta di colonialismo, non altrove, ma qui nel nostro territorio».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’01 novembre 2015

L’amicizia tra Ariosto e Calcagnini oggi a Palazzo Bonacossi

8 Ott
Ludovico Ariosto

Ludovico Ariosto

“Ludovico Ariosto e Celio Calcagnini: storia di un’amicizia” è il nome dell’incontro organizzato da Istituto di Studi Rinascimentali, Musei Civici di Arte Antica – Storico Scientifici e Comune di Ferrara, in attesa del convegno e delle iniziative previste per i 500 anni dalla prima edizione dell’ “Orlando furioso”. Sarà il Prof. Franco Bacchelli, dell’Università Alma Mater di Bologna, oggi alle ore 17 a relazionare nella sala conferenze di Palazzo Bonacossi, via Cisterna del Follo, 5 a Ferrara.

Celio Calcagnini e Ludovico Ariosto, pur nella grande diversità di interessi, furono buoni amici per oltre cinquanta anni. Calcagnini, che pur evitava l’uso del volgare, difese l’opera massima dell’Ariosto da un ignoto detrattore nel suo dialogo “Equitatio” – di cui è stato recentemente reperito l’autografo – pur deplorando, affettuosamente, che l’amico non avesse scritto l'”Orlando furioso” in metro latino epico.

Ma fu quasi sicuramente il Calcagnini che, traendole dalla sua grande biblioteca – il cui catalogo è riemerso solo recentemente – fece leggere all’Ariosto le anche allora rarissime “Intercenales” dell’Alberti – che poi di nuovo si smarrirono sino al ritrovamento del 1964. Un gruppo di scritti sarcastici ed amari che tanto servirono alla costruzione dell’episodio lunare del poema ariostesco e la cui influenza si vede anche negli “Apologi”, ora dimenticati, di Celio. L’ingresso alla conferenza è libero e gratuito.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’08 ottobre 2015