Archivio | febbraio, 2013

La mostra fotografica di Daniele Zappi

27 Feb

Zappi

“Sogni in punta di piedi” è un progetto del fotografo ferrarese Daniele Zappi (nella foto) alle Grotte del Boldini, in via Previati, 18. Tema dominante è “la fragilita’ della società contemporanea”, con le sue ingiustizie e contraddizioni. Soggetto dei suoi scatti è appunto una ballerina “adolescente candida e fragile”, rappresentazione della “debolezza della perfezione”. Nel suo viaggio simbolico dalla culla materna (la vetrina) fino alla maturazione, è vivo il contrasto fra solitudine e degrado della contemporaneità e i sogni giovanili così difficili da realizzarsi. L’ambiente urbano in cui danza e cammina incerta la protagonista è uno spazio inquinato, (post) industriale. Zappi, classe ’75, dopo la laurea in scienze naturali, inizia l’attività, da autodidatta, nell’ambito della fotografia naturalistica. La mostra, realizzata con l’associazione Feedback di Ferrara, è aperta fino al 25 febbraio (orari 10-13 e 15-20).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 febbraio 2013

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I poster della Marton al circolo Zuni

27 Feb

Marton Zuni

Presso il Circolo Arci Zuni si è svolta l’inaugurazione della mostra “Red and blue posters” di Eleonora Marton. L’artista – che attualmente vive a Londra – ha presentato 24 poster inediti, prodotti in edizione limitata di 25 copie ognuno. Lo stile delle opere risulta vivace, a tratti sorprendente, nonostante la scelta di uno stile essenziale e immediato. Il modello è quello delle locandine pubblicitarie, reinterpretato per raccontare attimi di vita quotidiani, messaggi diretti ed efficaci in rosso e in blu, con immagini stilizzate ma che colpiscono per la loro autenticità. Una mostra importante, insomma, frutto di un’artista non comune, viste anche le sue collaborazioni con, tra gli altri, Disney e The New York Times Magazine. L’esposizione, visitabile fino al 24 marzo, è un’iniziativa del Progetto “Dentro le mura, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Anci.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 febbraio 2013

Intervista a Marco e Vitaliano Teti dell’associazione “Ferrara Video&Arte”

24 Feb

V&M_Teti

I fratelli Marco e Vitaliano Teti, calabresi, ormai da molti anni vivono a Ferrara. Dal 2007 organizzano il festival di VideoArte “The scientist” e nel 2008 hanno fondato l’associazione “Ferrara Video&Arte”. A marzo Vitaliano partirà per Newark, New Jersey, dove rappresenterà l’Italia al CologneOff 2013 Usa, mostra collettiva internazionale.

Come e quando è nato il vostro interesse per la VideoArte? «Per 11 anni – dice Vitaliano – ho insegnato “Realizzazione audiovisiva” all’Università di Ferrara e il prof. Paolo Frignani, oltre alla prof.ssa Patrizia Fiorillo, è stato il mio “mentore”. Nel 2007 venne in mente a me, Filippo Landini e altri di fare un festival di VideoArte a Ferrara: “The scientist” oggi è un fiore all’occhiello tra i festival nazionali e non, grazie anche alla presenza di artisti di fama internazionale. L’associazione è nata nel 2008 per organizzare meglio tutti gli aspetti del festival».

Com’è nata la collaborazione col direttore artistico di CologneOff Wilfried Agricola de Cologne? «“The scientist” ha sempre avuto molte collaborazioni, che nascono dalla nostra serietà professionale e dalla qualità del nostro lavoro. Dalla conoscenza con Wilfried sono nate la collaborazione per la VII edizione di “The scientist” del 2013, dedicata esclusivamente ai giovani under 35, per cui Wilfried ci manderà una selezione di artisti, e la partecipazione a Newark».

Per Newark avete scelto Claudia Carboni: «Claudia si è laureata con me a UniFe con una tesi su Fabrizio Plessi, uno dei più grandi videoartisti, al quale s’ispira pure nell’opera che presenta, “Real-lusion”».

Dopo “Alchimie digitali” avete in mente altri libri? «L’importanza di “Alchimie digitali” – dicono – è di aver storicizzato le edizioni di “The scientist” organizzate fino a quel momento. Non volevamo produrre un mero catalogo del festival ma riflettere sul passaggio dall’analogico al digitale nella Video Arte. Da parte nostra c’è l’interesse a proseguire quest’opera di storicizzazione anche nel futuro».

Nel 2012 e 2013 ci sono molte iniziative per Antonioni, qual è il vostro rapporto col maestro? «Circa un anno fa ho prodotto, con Carlotta Breda, un cortometraggio intitolato “Elegia del Po”. E Nevio Casadio, giornalista Rai – conclude Vitaliano -, sta producendo un documentario dedicato proprio ad Antonioni, nel quale ci sarà anche un’intervista a me e a Carlotta».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 febbraio 2013

Welcome Mr. Sfiggy! L’antieroe ferrarese dei fumetti neopop

23 Feb

Alessio Bolognesi Mr. Sfiggy

Alessio Bolognesi, ferrarese, è un ingegnere elettronico come tanti. Se non fosse che questo suo “lato razionale” non gli ha impedito di dare vita a Sfiggy, protagonista divertente e dissacrante dei suoi fumetti. Daoggi e fino al 3 marzo il giovane fumettista ferrarese esporrà le sue opere presso Spazio San Giorgio a Bologna, nella mostra intitolata “Welcome Mr Sfiggy!”, la prima personale dell’artista nella città felsinea. Come spiega Marta Menegon della galleria bolognese, «Spazio San Giorgio ha scelto di proporre soprattutto artisti pop/neopop e quindi Alessio è perfettamente in linea con le nostre scelte artistiche». È lo stesso Bolognesi a spiegarci come «nelle opere riverso le mie passioni: pittura, ma anche cinema, letteratura, musica e fumetto. Tutto è fonte di nuovi stimoli e idee». Gli chiediamo dunque di parlarci un po’ della sua creature. A cominciare dal nome del personaggio: curioso, semplice ed efficace. «Sfiggy, ci dice, è l’antieroe per antonomasia: è “sfigato”, irriverente e anticonformista, non si pone il problema di diventare impopolare. E’ un personaggio senza compromessi». Questo giovane artista (è nato nel 1978) continua a svolgere l’attività di ingegnere, per la quale si è laureato all’Università di Ferrara nel 2006, ma ricorda come l’attività artistica sia «Iniziata quasi per gioco quattro anni fa, mentre Sfiggy è nato circa tre anni fa, da un veloce schizzo fatto durante una riunione di lavoro». Ora Bolognesi sogna di vivere solo d’arte, ma dato il momento di crisi nel quale viviamo, «il mio lato razionale mi dice che è meglio, per ora, non fare scelte avventate». Intanto pensa ai progetti per il futuro: «Vorrei fare molte mostre, anche all’estero – confessa – realizzare un fumetto, dei libri illustrati e una linea di abbigliamento street-wear, tavole da skate o snowboards». Non gli mancano di certo le idee, insomma, ma soprattutto – ci confida chiudendo la chiacchierata – «Voglio continuare a divertirmi come sto facendo adesso, anche se questo porta via tante ore di sonno alle mie nottate».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 febbraio 2013

Incontro sul cinema. Conferenza della Dott.ssa Diletta Pavesi su L’avventura e Picnic ad Hanging Rock

21 Feb

foto (18) - Copia

Due giovani donne che scompaiono come inghiottite dalla Natura, un mistero che la ragione non può comprendere: questo il cuore della conferenza “Smarrirsi nel mistero del paesaggio: un confronto fra L’avventura e Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir” tenuta dalla dott. Diletta Pavesi alla Biblioteca Ariostea per le “Sinfonie urbane” all’interno del “Piano Michelangelo Antonioni. La ricerca di un posto nel paesaggio”, curato da Doris Cardinali e Leonardo Delmonte. Le sparizioni sono simbolo di una drammatica rottura del rapporto fra uomo e mondo, nella quale, come spiega la Pavesi: «L’uomo scopre la sua posizione periferica, la sua irrilevanza, e in ultimo il carattere fittizio della sua identità», mentre il mondo si mostra come kaos. Ne “L’avventura” i borghesi dell’Italia del boom ben presto rimuovono il dionisiaco, con il suo fascino e la sua violenza. In “Picnic”, invece, nonostante l’alterità dell’esperienza panica rimanga, la disciplina vittoriana subisce uno scacco non sanabile. Insomma, una natura che non è regno di una “felicità perduta” ma maestoso luogo sintesi di grazia e di terrore.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 febbraio 2013

Grandi registi a confronto. Le opere di Antonioni e Weir

19 Feb

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Il prossimo incontro del “Piano Michelangelo Antonioni. La ricerca di un posto nel paesaggio” avrà luogo oggi alle ore 17 presso la Biblioteca comunale Ariostea, con la conferenza della dottoressa Diletta Pavesi dal titolo “Smarrirsi nel mistero del paesaggio: un confronto fra l’avventura e Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir”. Una curiosa rete di analogie sembra collegare L’avventura (1960) di Michelangelo Antonioni a Picnic ad Hanging Rock (1975) di Peter Weir, un vero e proprio capolavoro australiano. Tanto L’avventura quanto Picnic ad Hanging Rock sviluppano il loro racconto a partire da un’inspiegabile scomparsa. In entrambe le opere, lo scenario in cui si consuma l’evento misterioso è il paesaggio naturale: l’isola di Lisca Bianca ne L’avventura e l’imponente roccia vulcanica di Hanging Rock in Picnic. Si consiglia vivamente la partecipazione. Come ha rilevato la maggior parte dei commentatori, è istintivo supporre che Peter Weir, regista da sempre sensibile al cinema d’autore europeo, abbia tratto ispirazione dal celebre film di Antonioni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 febbraio 2013

 

Da Simoni che parla dei suoi inizi alle fiabe più cattive

16 Feb

marcello simoni

La scrittrice Rita Montanari ha insegnato al liceo scientifico Roiti di Ferrara ed in quello di Codigoro. Proprio in quest’ultimo ha avuto come allievo Marcello Simoni, però mai avrebbe pensato di reincontrarlo per “interrogarlo” sulla sua produzione letteraria, e sul conseguente successo editoriale. Simoni, infatti, ha ormai raggiunto una fama nazionale, soprattutto grazie al romanzo “Il mercante di libri maledetti” (2011), il quale ha raggiunto il secondo posto tra i libri più venduti in Italia e grazie al quale l’anno scorso ha vinto il Premio Bancarella. Ieri pomeriggio, nella sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, i due hanno conversato con tono affettuoso, ricordando i tempi del liceo nei quali già la Montanari lo notò come uno di quei studenti che «hanno il mare dentro». Lo scrittore di Comacchio ha poi ripercorso la sua breve carriera, ricordando ad esempio come il suo primo romanzo dovette pubblicarlo in Spagna, dato che nel nostro Paese non trovò un editore disponibile, o raccontando aneddoti come quello sul titolo del suo libro più famoso, che in origine era “Il mercante di reliquie”. Simoni ha proseguito entrando nel dettaglio dei suoi romanzi, delle storie e dei personaggi in essi contenuti. Infine ha anticipato il suo terzo romanzo, di prossima uscita.

Il presente remoto

Alle 16.30, sempre in sala Agnelli, oggi c’è “Il presente remoto” 2013, 6ª edizione. Non c’è sempre un lieto fine, fiabe fra tradizione e immaginario mediatico. Proiezione del video di Luna Malaguti ed Emiliano Rinaldi, “Barbe-Bleue e le Petite Chaperon Rouge”. A seguire Roberto Roda del Centro etnografico dialoga con gli autori. Dimenticate le zuccherose riduzioni cinematografiche disneyane, le fiabe sono torbide: i baci del principe azzurro non risvegliano le principesse, il bel Eric non affronta la strega del mare per amore di Ariel e chi si inoltra nel bosco va incontro a un terribile destino. Nel 2012 Luna Malaguti ed Emiliano Rinaldi, redattori della rivista “Mumble” hanno firmato una serie di interessanti riflessioni sulla fiaba: un video “Barbe-Bleue e le Petite Chaperon Rouge”, un racconto espositivo titolato Cappuccetto rosso contro Barbablù e tre saggi brevi pubblicati online.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 febbraio 2013