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Storia e arte in parete: guida alle mostre del fine settimana

11 Mar
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Un’opera di Anna Di Prospero in mostra al MIA Photo Fair

Anche in questo fine settimana Ferrara si conferma a pieno titolo città d’arte. Partendo da fuori, da giovedì fino a domani è in programma a Milano il MIA Photo Fair, dove la ferrarese Maria Livia Brunelli home gallery è presente con tre fotografi (Silvia Camporesi, Anna Di Prospero e Hiroyuki Masuyama) allo stand A47, con un progetto curatoriale sull’energia dei luoghi.
Nel nostro territorio, oggi alle 10.30 nella Sala Voltini del Centro Culturale Cappuccini di Argenta inaugura, con la presentazione del libro omonimo, la mostra storico-documentaria “Legati mani e piedi con rozze funi. Le carte raccontano la pellagra a Ferrara ed Argenta 1859-1933” a cura di Magda Beltrami e Mara Guerra, presenti insieme a Benedetta Bolognesi dell’Archivio Storico comunale. La mostra, in parete fino al 1° aprile, è visitabile da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 19. Sempre ad Argenta, oggi alle 17.30 nel Centro Culturale Mercato inaugura la mostra di Marino Trioschi, “Trioschi. Antologica 1970-2017”, promossa con la Galleria d’arte Stefano Poppi e la Galleria Giacomo Cesari, entrambe di Argenta, e con presentazione di Franco Bertoni. La mostra sarà aperta fino al 17 aprile e visitabile da martedì a sabato 9.30-12.30, da giovedì a domenica 15.30-18.30.
A Ferrara, invece, oggi alle 16 a Casa Ariosto è in programma il “Concerto per Franco” del duo Claudio Miotto (clarinetto) e Paolo Rosini (chitarra), nell’ambito della mostra di don Franco Patruno “La libertà di dire, la verità di fare”, in esposizione fino al 12 marzo. L’entrata è gratuita.
“Andar per rifugi” è, invece, il titolo della mostra fotografica che la Sezione di Ferrara del Club Alpino Italiano presenta da oggi, alle 17, fino al 19 marzo alla Porta degli Angeli.
Domani, invece, alle 11 nel Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara (in c.so Ercole I d’Este, 19) inaugura la seconda sezione della mostra storico-documentaria “E Beltrame disegnò la Grande Guerra”, a cura di Gian Paolo Marchetti, con la collaborazione di Antonella Guarnieri, Elena Ferraresi e Martina Rubbi. La mostra sarà visitabile fino al 9 aprile dal martedì alla domenica, 9.30-13 e 15-18.

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Un’opera di don Patruno in mostra a Casa Ariosto

Ancora domani, alle 11 nella sede dell’Associazione “Al boattino” di Masi Torello (in via dei Masi, 8) inaugura la mostra fotografica “Storie ferraresi”, con opere di Silvia Grillanda, Andrea Mantovani e Germano Nardini. La visita della mostra con aperitivo è possibile tramite iscrizione (10 euro) all’Associazione.
Sempre fuori città, domani dalle 15.30 al Mondo Agricolo Ferrarese a San Bartolomeo in Bosco (in via Imperiale, 265) avrà luogo l’evento “Arte internazionale e mondo culturale della tradizione a confronto”, con presentazione di G. P. Borghi della mostra di Habdessamad Halloumi, “Da Casablanca a Ferrara”, in parete fino al 5 aprile. Alle ore 16 di domani, invece, inaugura la personale di pittura di Alessandro Govoni nella sede di G&G Fashion Art in via IV novembre, 15/b a Renazzo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 marzo 2017

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“Abbasso la guerra” al Museo del Risorgimento e della Resistenza

24 Set

esterno MRR“Abbasso la guerra. Persone e movimenti per la pace dall’800 a oggi” è il nome del nuovo progetto espositivo che viene inaugurato oggi alle 11 nella Sala mostre del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara (in via c.so Ercole I d’Este, 19).

La mostra fotografica e documentaria è a cura di Francesco Pugliese e verrà presentata da Massimo Maisto, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Daniele Lugli presidente emerito del Movimento Nonviolento, e da Antonella Guarnieri Responsabile del Museo. L’esposizione rimarrà in parete fino al prossimo 23 ottobre e sarà visitabile, a ingresso libero e gratuito, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Chiusura il lunedì.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 settembre 2016

Chiusa la mostra sui venti giorni di Ferrara capitale

3 Ago

esterno MRRChe cosa lega tra loro l’azienda Ducati, un giudice del Vaticano, un ex sindaco di Cento e la famiglia Felloni?

La risposta si può trovare nella mostra “1866: i 20 giorni di Ferrara capitale. La III guerra di Indipendenza”, curata da Luigi Davide Mantovani col contributo di Elena Ferraresi e Antonella Guarnieri, responsabile del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara (in corso Ercole I d’Este, 19) che ospita l’esposizione, visitabile fino allo scorso 31 luglio. In mostra, cimeli, foto e documenti per raccontare il periodo dal 12 luglio al 31 luglio 1866, in cui il re Vittorio Emanuele II stabilì il quartier generale a Palazzo Strozzi Sacrati (allora Palazzo Reale) di Ferrara.

Tante, dunque, le storie in mostra e i legami col presente. Si parte dall’uniforme della “Piemonte Reale Cavalleria” appartenuta a Scipione Mayr, unico figlio maschio di Carlo Mayr e combattente nel ‘66 nella battaglia di Custoza, dove rimane ferito e per questo riceve la medaglia d’argento. Vi è poi la storia del fornaio Gaetano Turchi, arruolatosi volontario a 22 anni, con documenti prestati dal discendente Marco Turchi, o il caso di Ferdinando Campanati. Proseguendo, la storia di Ugo Turbiani, staffetta a cavallo, che racconta il suo incontro con Garibaldi, e Filippo Sega, del V reggimento Bersaglieri, avo di Giulio Felloni, presidente Ascom Ferrara – che ha prestato per la mostra documenti sulla carriera militare di Sega – e del fratello Giancarlo, gestore del negozio in via Canonica. Spostandoci a Cento, vi è Antonio Parmeggiani con alcuni suoi cimeli (il berretto garibaldino e un puntale di bandiera) prestati dal discendente Mario Parmeggiani (grazie a Maria Teresa Alberti), e Federico Cantori, avo di Fulvio Cantori, sindaco di Cento dal 1973 al 1978. Un’annotazione spetta anche a Enea Cavalieri, ebreo ferrarese classe ’48 che va a combattere, appena 18enne, volontario nei Bersaglieri, e a Nino Bonnet, un cui discendente è Pier Antonio Bonnet, dal 2009 giudice unico di Città del Vaticano, e quindi in prima linea nei recenti processi saliti agli onori della cronaca. C’è poi la storia di Antonio Cavalieri Ducati, ultimo di quattro fratelli comacchiesi, tutti combattenti. Antonio, classe 1853, nel 1926, poco prima di morire, aiuta i tre figli a costituire la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati, dalla quale nella seconda metà del ‘900 nascerà la Ducati Motor Holding Spa.

Un documento in particolare è degno di nota: «l’ho comprato su Ebay circa quattro mesi – ci spiega Mantovani –, è il registro di arruolamento dei 686 volontari del distretto di Ferrara (di cui circa 160 di origine veneta), che equivalevano a più di tre quarti degli arruolati totali. In questo documento oltre a nome e cognome c’è età, statura, professione e alcune annotazioni, come ad esempio la presenza di rilievi penali». Nella stessa teca, una foto particolare, eseguita nel 1865 dallo Studio di Raffaello Ferretti, che ritrae in 72 ovali, posti sulle stecche di un ventaglio, i volti di giovani donne ferraresi. Tra i volti, in basso, anche, molto probabilmente, quello del giovane Umberto di Savoia, futuro re Umberto I, anch’egli nel 1866 a Ferrara.

Quasi tutti i documenti esposti – tra cui diverse pubblicazioni, periodici dell’epoca, e una micrografia – sono di proprietà di collezionisti privati, di cui una buona parte appartengono allo stesso Mantovani, il quale a fine mostra intende donarli al Museo, sperando così di incentivare gli altri collezionisti a fare lo stesso. Infine, un’altra speranza è che, con questo progetto, altri eredi siano stimolati a riscoprire cimeli e documentazione sui loro avi garibaldini.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 31 luglio 2016

In mostra la vita nei bunker tedeschi nel secondo dopoguerra

25 Apr
Guarnieri e Occhi

Antonella Guarnieri e Francesca Occhi

Negli anni ’50 nel Delta padano più di 300.000 persone vivevano in condizioni disumane, senza acqua potabile, senza una casa, una miseria documentata anche nel film “Delta padano” di Florestano Vancini (1951). Molti di questi disperati decisero quindi di occupare i bunker tedeschi, più di cinquanta fortificazioni tra Lido degli Estensi e Mesola.

Sabato mattina nel Museo del Risorgimento e della Resistenza in c.so Ercole I d’Este, 19 è stata inaugurata una mostra sul tema, in due sezioni: “Memento. I bunker della II guerra mondiale nel Delta del Po” a cura di Francesca Occhi, e “Il Delta nell’immediato dopoguerra. Vita nei bunker e volontà di ricostruzione” a cura di Antonella Guarnieri, responsabile del Museo.

Nella sua sezione la Occhi, attraverso foto e testi, ha cercato di risalire a quel tragico periodo di 60 anni fa, riportando anche un’intervista al costruttore delle fortificazioni, Nino Avanzi. La giovane curatrice ha spiegato come dopo lo sbarco in Sicilia, gli Alleati avevano pensato ad altri sbarchi nel Delta del Po, per poi risalire fino in Germania. Oggi, alcuni bunker sono stati demoliti, altri versano in stato di abbandono, altri ancora, a Mesola, sono rimasti nei cortili di abitazioni costruite successivamente, usati come cantine o magazzini.

Nella sezione della Guarnieri vi sono ritagli di giornali del ‘52 dove si denuncia la terribile situazione di miseria, la vita nei bunker e l’interesse da parte di alcuni politici ed ex partigiani. Per poterli occupare, quelle persone – che vi rimasero dentro fino ai primi anni Sessanta – furono anche costrette a pagare 10 lire al mese di affitto alla Società di Bonifica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 aprile 2016

Doppia mostra per il 25 aprile al Museo della Resistenza

24 Apr

francesca occhiIn occasione delle celebrazioni del 25 aprile il Museo del Risorgimento e della Resistenza ieri mattina ha inaugurato una mostra in due sezioni: “Memento. I bunker della II guerra mondiale nel Delta del Po” a cura di Francesca Occhi, e “Il Delta nell’immediato dopoguerra. Vita nei bunker e volontà di ricostruzione” a cura di Antonella Guarnieri, responsabile del Museo.

Il progetto della Occhi, seguendo il concetto di “museo fuori dal museo”, pone al centro il territorio del Delta del Po, presentato come paesaggio di archeologia militare riferito a un insieme di reperti e tracce presenti in modo diffuso nei Comuni che lo compongono.

Il progetto fotografico documenta il paesaggio bellico della Seconda Guerra Mondiale da Lido Estensi a Mesola, seguendo la Strada Statale Romea da sud verso nord. La sequenza inizia con il muro difensivo antisbarco a Lido Estensi, proseguendo a Porto Garibaldi e Pomposa, arrivando poi alla Pineta del Fondo e Mesola.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 aprile 2016

Una tre giorni ricca di inaugurazioni artistiche

23 Apr

Obiettivo su Rudant al Carbone. In parete finiscono anche bunker, Po e architettura razionalista. Spazio Frau e Annunziata puntano sulla fotografia.

mostra al Carbone

Opere di Durant in mostra al Carbone

È una tre giorni ricca di eventi artistici quella in programma a Ferrara e non solo.

In occasione del 25 aprile il Museo del Risorgimento e della Resistenza in c.so Ercole I d’Este, 19 oggi alle 11 inaugura una mostra in due sezioni: “Memento. I bunker della II guerra mondiale nel Delta del Po” a cura di Francesca Occhi, e “Il Delta nell’immediato dopoguerra. Vita nei bunker e volontà di ricostruzione” a cura di Antonella Guarnieri. Il progetto della Occhi, seguendo il concetto di “museo fuori dal museo”, pone al centro il territorio del Delta del Po, presentato come paesaggio di archeologia militare.

I diari di viaggio sono i protagonisti, invece, del progetto che verrà presentato oggi alle 18 nella Galleria del Carbone in via del Carbone, 18/a. “Passando…” è il nome della personale di Frédéric Rudant presentata da Paolo Volta e visitabile fino al 7 maggio. La mostra è visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20, chiuso lunedì e martedì.

Sempre oggi dalle 17 inaugura la tripersonale fotografica “Nature parallele” con opere di Marco Caselli Myotis, Vittorio Colamussi e Luca Pasqualini. La mostra, curata da Francesca Occhi, viene presentata alle 17 ad Arredamenti Gavioli (Spazio Frau, c.so Porta Mare, 8/a) con le foto di Pasqualini, e alle 18 all’Hotel Annunziata (p.zza Repubblica, 5) con gli altri due artisti. La mostra sarà visitabile all’Annunziata tutti i giorni a partire dalle 10, mentre nello Spazio Frau dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30, e dalle 15.30 alle 19.30.

Sarà inaugurata domani alle 16 nella Sala delle Bifore della Reggia di Belriguardo a Voghiera la retrospettiva dedicata al fotografo Carlo Gajani, con sessanta opere aventi per oggetto paesaggi, ritratti e nudi, in parete fino al 29 maggio.

Fino al 20 maggio sarà, inoltre, possibile visitare la personale di disegni e pitture di Sebastiano Zuccatelli nel circolo ARCI Bolognesi in piazzetta San Nicolò a Ferrara. Domani per l’inaugurazione delle 18.30 vi sarà un live painting dell’artista con musiche di Alfonso Santimone.

A Tresigallo invece oggi inaugura la mostra fotografica “Tresigallo, viaggio nel tempo” di Roberto Cavazzuti, alle 17 all’Urban Center Sogni (di fianco alla Casa della Cultura). Cavazzuti è nato a Rimini nel 1965 ma dal 2002 vive e lavora a Parigi dove studia tecnica e scrittura fotografica all’atelier d’arte “L’Oeil de l’Esprot”. Attratto dall’architettura razionalista, trova Tresigallo, citata come uno degli esempi più completi del genere in Italia. Nel primo viaggio nel 2014 la “folgorazione”, poi viaggio dopo viaggio ha lavorato per cercare di conoscere la storia del luogo, di capirlo, per inserirlo nel suo contesto storico. La mostra sarà aperta fino all’8 maggio.

Infine, lunedì 25 è l’ultimo giorno in parete di “Soffio d’Oriente”, curata da Giorgio Cattani con opere di quattro studenti cinesi dell’Accademia di Brera. La mostra, in parete alla Porta degli Angeli in via Rampari di Belfiore, 1 a Ferrara, è visitabile dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 aprile 2016

Bassani? «Burbero ma delizioso». Lo scrittore Luperti racconta l’amico Giorgio

4 Mar
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Giorgio Bassani

Giorgio Bassani? «Una persona burbera e nervosa ma anche deliziosa, sempre disposta ad aiutarmi». Oggi ricorre il centenario dalla nascita dell’indimenticato scrittore ferrarese, e per l’occasione ieri alle 16 al Museo del Risorgimento e della Resistenza (in c.so Ercole I d’Este, 19) è stato presentato il romanzo del conte Alessandro Rigi Luperti, Il tempo degli uomini e il tempo delle cose. La vita di Clorinda (La ragnatela, 2015).
Cosa c’entra Bassani con quest’opera ambientata nell’Ottocento a Cagli, nelle Marche, allora provincia pontificia? È lo stesso Alessandro Rigi Luperti a raccontarcelo, partendo dalla nostra città. «A Ferrara vi sono stato qualche volta, ma di passaggio». Sono, quindi, perlopiù i suoi amici ferraresi a parlargliene, uno in particolare, Giorgio Bassani.
«Ammiravo molto le sue opere», ci spiega. «Un giorno, nel ’75, a Roma [dove Luperti vive dal ’68, ndr], un’amica in comune mi propone di far leggere i miei scritti a Bassani: i due si presentano a casa mia, e da lì nasce la nostra amicizia. Era un tipo strano – prosegue Luperti –, a volte burbero, nervoso, ma anche delizioso nei modi. Spesso capitava a casa mia all’improvviso, poi magari per alcuni mesi non lo vedevo…».

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Clorinda, protagonista del romanzo

Il tempo degli uomini e il tempo delle cose narra della vita, «interessante e faticosa», della contessa Clorinda Rigi Luperti, bisavola dell’autore, nata come raccolta di memorie famigliari. «Bassani la lesse e mi disse che bisognava farla stampare. All’inizio mi rifiutai, facendolo arrabbiare, dato che, mi disse, ne aveva già parlato ad Alcide Paolini ed Enzo Siciliano». A spuntarla sarà lo scrittore ferrarese. «Ero diventato Bassani-dipendente», ci dice scherzando, «gli facevo sempre leggere i miei scritti perché li giudicasse. Era spesso positivo nei suoi commenti, mi spronava continuamente a scrivere e a farli pubblicare».
L’incontro di ieri, organizzato con Fondazione Rigi Luperti e Fondazione Bassani, ha visto i saluti del Vicesindaco Massimo Maisto, di Antonella Guarnieri, Responsabile del Museo, e gli interventi di Alberto Mazzacchera, Fondazione Rigi Luperti, dell’autore e dello storico Davide Luigi Mantovani.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 04 marzo 2016