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Troppe incertezze sul futuro, il festival artistico “Cardini” rimandato al 2021

8 Giu

cardiniGli organizzatori del festival “Cardini Atelier Aperti”, inizialmente previsto il 21 e 22 marzo, poi spostato al 23 e 24 maggio, hanno deciso di rinviarlo al 2021. Sì, perché il festival in questione (promosso e co-organizzato da CNA Ferrara in collaborazione con un team di professionisti esperti di arte contemporanea) è alquanto particolare, presupponendo un peregrinare tra le vie della città, da uno studio di artista all’altro, da un laboratorio all’altro, per scoprire in un fine settimana “i luoghi più intimi della creazione artistica”. Le date di fine maggio, però, in un certo sono rimaste, solo l’appuntamento è andato online, con due Webinar sulla pagina Facebook del festival (“Cardini Atelier Aperti a Ferrara”). “Non si è trattato della versione di Cardini online – ci spiegano gli organizzatori -, ma di un piccolo gesto per confermare il nostro impegno in quella data, il nostro modo di esserci ora, in un momento in cui non è possibile realizzare il festival come immaginato assicurando le corrette condizioni sanitarie per la salvaguardia di tutti. Abbiamo dunque optato per un paio di ‘incontri virtuali’, ‘chiaccherate’ con alcuni artisti e artigiani che avrebbero partecipato alla seconda edizione di Cardini, per mantenere l’impegno con il pubblico del festival nelle date concordate”. Perché non ‘spostare’ il festival dopo l’estate?”, chiediamo. “Cardini è un festival che anzitutto si basa sulle persone”, ci rispondono gli organizzatori. “La particolare incertezza ad oggi sulla ripresa e sulle modalità con cui si svolgeranno le attività scolastiche dell’anno 2020-2021, rende difficile programmare lo slittamento dell’evento nella sua forma originale entro il 2020”. L’ambito scolastico è, infatti, l’altro pilastro del progetto, che rimane dunque vincolato alla ripresa delle scuole: “gli studenti del Liceo Artistico Dosso Dossi (una classe quarta e una classe quinta, quest’anno 4A-5A), con un percorso formativo dedicato, hanno avuto modo di conoscere artisti e artigiani partecipanti al festival, di studiare la loro poetica e i loro atelier/laboratori, per poterli presentare al pubblico e per poterli aiutare durante il weekend di Cardini. Non escludiamo però la possibilità di iniziative ‘altre’ targate Cardini dopo l’estate”.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 5 giugno 2020

https://www.lavocediferrara.it/

Carbone, da 20 anni molto più di una Galleria

13 Gen

In via del Carbone a Ferrara a inizio del 2000 nasceva lo spazio artistico-culturale diretto, sempre con “coraggio” e “continuità”, da Paolo Volta e Lucia Boni: li abbiamo incontrati per farci raccontare gli esordi e per riflettere sul senso del Carbone in questi anni ’20 appena iniziati: “cerchiamo di proporre pensieri e sguardi differenti e di dare spazio ai giovani”

artisti dic 2019A cura di Andrea Musacci

Da una storia d’amore sbocciata circa 50 anni fa è nata e continua a vivere una delle roccaforti dell’arte e della cultura estensi, un punto di riferimento per chi pensa che la creatività e il pensiero possano vivere soprattutto e innanzitutto nella relazione concreta e diretta fra le persone.
Parliamo della Galleria del Carbone, fondata e diretta dai coniugi Paolo Volta e Lucia Boni, e che proprio in questo periodo festeggia i suoi primi 20 anni di vita, trascorsi nella sede di via del Carbone 18, di fronte alla Chiesa di San Giacomo, ora sala 4 del Cinema Apollo. Ma gli albori del progetto risalgono al ’97, quando nasce l’ “Accademia d’Arte – Città di Ferrara”, fondata da nove persone: oltre a Volta e Boni, Isabella Guidi, Gianni Vallieri, Paola Braglia Scarpa, Rita Confortini, Tiziana Davì, Giuliana Magri e Giacomo Savioli. La Galleria – un vero e proprio spazio culturale a 360° – ha ospitato centinaia di eventi, soprattutto mostre (nell’ordine di una al mese) ma anche esibizioni musicali, presentazioni letterarie, letture dal vivo e altro ancora. Attualmente, fino al 26 gennaio, ospita la mini-collettiva “La camminata come opera d’arte” di quattro artiste – Chiara Bettella, Elisabetta Marchetti, Cristina Squarzoni e Beatrice Vaccari – allieve dell’atelier di Ketty Tagliatti.
Tante le personalità intervenute dal 2000 al Carbone, fra cui Franco Farina, Vittorio Sgarbi, Roberto Roda, Carlo Bassi, Giorgio Chiappini, Daniele Lugli (il Carbone è anche “sede” del Movimento Nonviolento di Ferrara), Marco Bertozzi, Franco Basile, o critici come Gianni Cerioli, Lucio Scardino, Michele Govoni, Maria Livia Brunelli, Massimo Marchetti, musicisti come Emmanuela Susca e Roberto Manuzzi.
Come dicevamo, tutto inizia 50 anni fa, quando nel ’69 Paolo e Lucia, dopo aver frequentato il Dosso Dossi, si iscrivono lo stesso giorno all’Accademia di Belle Arti di Bologna (Paolo a pittura, Lucia a scultura). Nel ’72 si fidanzano e nel ’76 si sposano. Li abbiamo incontrati per farci raccontare questo pezzo ventennale della storia di Ferrara.

Nel 2000 in che momento delle vostre vite nasce questo progetto?
Io, Paolo, lavoravo già nel mio studio Techno srl, di progettazione architettonica, dove ancora lavoro.
Io, Lucia, invece, lavoravo nel Laboratorio delle Arti del Comune di Ferrara, e da alcuni anni sono in pensione.

Perché, insieme ad altri, avete sentito il bisogno di aprire uno spazio come il Carbone?
Dar vita alla Galleria ci ha permesso un maggior contatto con gli artisti, di avere con loro scambi diretti e molto fertili. La Galleria è nata anche grazie all’opportunità “fortuita” di poter avere in affitto quella che è ancora la sede qui in via del Carbone. Purtroppo, però, non tutti i soci fondatori dell’Accademia accettarono di farla nascere, all’inizio ci fu una “diaspora”, ma noi due, insieme ad altri, andammo avanti con coraggio.

Vent’anni fa la città come rispose a questa vostra proposta? E in questi anni com’è cambiato il vostro rapporto con Ferrara?
Diciamo che coraggiosa fu anche la partecipazione degli artisti, fin da subito, e ci fu interesse da parte dei giornali locali e dei critici d’arte. Mettemmo in atto una capillare distribuzione degli inviti e facemmo fin da subito un’intensa pubblicità alle mostre e alle nostre attività: un lavoro per tutta la città, distribuendo a mano i volantini. Negli anni l’interesse è rimasto ma al tempo stesso è sopravvenuta anche una certa abitudinarietà e una certa fatica. Ma andiamo avanti, e sempre – ci teniamo a dirlo – senza pressioni esterne di alcun tipo. Fino alla morte di don Franco Patruno, per esempio, avevamo con lui un rapporto amicale e di collaborazione, una comune visione artistico-culturale, non, come qualcuno insinuava, di “dipendenza” dalle sue scelte. Avevamo, ad esempio, buoni rapporti anche con Franco Farina o con l’ex Assessore all’Istruzione Mantovani. L’Amministrazione Comunale ci ha sempre sostenuto con il patrocinio gratuito, cioè non finanziandoci mai (a parte in un’occasione).

Nella Ferrara del 2020 che senso ha uno spazio come il Carbone?
In quest’ vent’anni, è vero, sono cambiate tante cose, soprattutto negli ultimi tempi. Negli anni diverse gallerie hanno aperto e chiuso, per motivi differenti: siamo contenti di rappresentare per i nostri soci – della prima ora e non – e per Ferrara, una continuità. Abbiamo sempre difeso, e continueremo a farlo, il principio della gratuità delle iniziative che proponiamo e della loro varietà, anche perché non vogliamo che la nostra associazione e la Galleria siano una nicchia per soli intenditori, ma, anche oggi, un luogo di divulgazione di pensieri e sguardi differenti e non superficiali.

Il Carbone ha voluto dare e dà spazio anche ad artisti giovani ed emergenti e a nuove forme artistiche…
Esatto. Sono cambiate le tecnologie e la stessa divulgazione spesso non passa attraverso un dialogo reale con gli oggetti (le opere d’arte) e con le persone (gli artisti). Noi, invece, vorremmo conservare anche il sapere su come viene realizzato un lavoro artistico, da dove origina e dove vuole portare.
Riguardo alla scelta degli artisti che ospitiamo, innanzitutto vorremmo sottolineare come al Carbone non espongono solo nostri soci, né solo artisti ferraresi o storici. Il nostro spazio non si connota nemmeno come quello di uno specifico movimento artistico. Sono tanti i giovani che hanno esposto ed espongono qui – e alcuni di loro hanno proprio esordito -, come Luca Zarattini, Andrea Mario Bert, Lorenzo Romani, Luca Serio. Inoltre, fin da subito abbiamo avuto legami con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, per progetti con gli insegnanti, gli studenti o i neo laureati, ospitandoli ad esempio per stage.
Vogliamo anche ricordare le tante mostre da noi curate ma ospitate in altri spazi: quella sulla poesia visiva a Porto Viro, le collaborazioni col Liceo Dosso Dossi e altre scuole, le attività alla Biblioteca Bassani e con altre biblioteche, a Ca’ Cornera, Porto Tolle, Arquà Polesine. Oppure, gli scambi artistici con “Der Kreis” (“Il Cerchio”) di Norimberga, con Monaco, con la Galleria Koller di Budapest, con Odessa o Austin nel Texas.

In questo ventennio qual è stato il vostro più grande dispiacere?
Forse non sempre la città è stata attenta alle nostre proposte artistiche e culturali, e negli ultimi tempi notiamo una minore attenzione da parte della stampa locale.
I dispiaceri più grandi però ci sono venuti dalle morti premature di non pochi artisti nostri amici e soci.

Quale invece la vostra gioia più grande?
L’essere riusciti a far nascere e a consolidare rapporti continuativi con tanti artisti e non solo (anche musicisti e scrittori, ad esempio), e l’aver fatto esordire, come detto, giovani artisti validissimi.

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 17 gennaio 2020

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http://lavoce.epaper.digital/it/news

 

Mercato, vecchi maestri, giovani talenti: viaggio nel mondo artistico ferrarese

3 Feb

Gli articoli delle mie due pagine uscite su la Nuova Ferrara del 03 febbraio 2017 si possono leggere più facilmente cliccando su questi due link:

Andrea Musacci

MosaicoMania, ad Argenta in mostra i lavori degli studenti

26 Gen
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(dalla pagina Facebook di Enzo Tinarelli)

Fino a domenica al Centro Culturale Mercato di Argenta (in piazza Marconi) è possibile visitare la retrospettiva dell’artista Enzo Tinarelli, dal titolo “Note musive e pittoriche. Mosaici, dipinti e opere su carta 1981-2016”. La personale offre la possibilità di ripercorrere l’itinerario, sia musivo che pittorico, dell’artista classe 1961 originario di Anita, ma che oggi vive tra Carrara, Ravenna e Bordeaux. Tutte le sale espositive (al piano terra e al primo piano) accolgono le opere di Tinarelli: dai mosaici alle opere sui carta, dai dipinti ad uno spazio laboratoriale che, nel mese di gennaio, ha riunito gli appassionati di mosaico. In programma, infatti, vi sono stati nove laboratori con le scuole del territorio, e tre, gratuiti, dedicati invece agli adulti (con prenotazione obbligatoria), in programma il 14, 21 e 28 gennaio, dalle ore 14 alle 18.

Durante le tre settimane di laboratori con le scuole (elementari, medie inferiori e medie superiori), svoltosi i lunedì, giovedì e venerdì mattina, sono stati realizzati numerosi mosaici sia singoli (cm. 20×20) sia collettivi, ed esperienze di mosaico tradizionale in tecnica diretta con vero materiale musivo (marmi, pietre e smalti vetrosi), con tessere preventivamente tagliate. Gli adulti, invece, hanno fatto anche esperienza di taglio delle tessere con martellina e tagliolo. I mosaici, dopo una breve esposizione collettiva, rimarranno di proprietà degli autori. Domenica, in occasione della chiusura, dalle 15.30 alle 18.30 saranno esposti tutti i mosaici realizzati nei laboratori degli studenti.

La mostra è visitabile la mattina (esclusa domenica) dalle 9.30 alle 12.30, il pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 gennaio 2017

A Belriguardo domani la Giornata delle Famiglie

8 Ott

belrCome d’abitudine, anche quest’anno il Museo Civico di Belriguardo a Voghiera domani parteciperà alla Giornata Nazionale delle Famiglie in Museo (F@fMU).

Nel corso della Giornata i partecipanti seguiranno la visita guidata alla sezione archeologica del Museo, e in un secondo momento, nell’angolo bambini del Museo appositamente preparato, potranno disegnare l’oggetto che più ha colpito la loro fantasia, o un particolare di un reperto o addirittura inventarsene uno ispirandosi a quello che hanno visto durante la visita guidata. Tutti i disegni rimarranno poi lì esposti per due settimane.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’08 ottobre 2016

Alla Città del Ragazzo convegno sull’Origami

18 Giu

Origami-craneOggi e domani alla Città del Ragazzo avrà luogo un convegno organizzato dal CDO – Centro Diffusione Origami, intitolato “OrigamiPro” in cui si discuterà sul tema dell’uso degli origami per uso professionale. Il mondo dell’origami è molto vasto, e molteplici sono gli utilizzi e le potenzialità di questa arte. In Italia e Germania, ad esempio, sono stati fatti convegni dedicati solo all’utilizzo dell’Origami nella didattica, dalla materna alla università, e l’origami si può applicare in vari mestieri, ad esempio per allestimenti, scenografie, moda e architettura. Scopo del convegno è di fare il punto della situazione, raccogliendo esperienze e soprattutto cercando un confronto per capire se sia necessario chiedere una sorta di copyright per gli origami.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 giugno 2016

Oggi da Rrose Selavy laboratorio e uscite in centro

10 Apr

Rrose SelavyLa mostra “Progetti di Viaggio”, in parete nella sede dell’Associazione Rrose Sélavy di Ferrara, in via Ripagrande, 46, propone un approccio lento al viaggio. Questo principio lega i progetti dei mezzi camperizzati disegnati negli anni ’70 dall’architetto cesenate Gilberto Orioli, con i quaderni di viaggio illustrati da Sara Menetti e Dario Grillotti. Questi ultimi propongono oggi un laboratorio per sperimentare e imparare le basi del disegno rapido e dello schizzo da viaggio. Durante la giornata, dalle 10 alle 18, si imparerà a costruire il proprio taccuino e riempirne le pagine con disegni fatti sul posto da osservazione diretta, imparando a ritrarre tanto immobili quanto figure animate e di sfondo.

La lunga giornata prevede anche due uscite, alle 11.30 e alle 15 nel Castello Estense e dintorni per provare il disegno dal vero. Il costo è di 30 € a persona (tessera e pranzo non inclusi). Per informazioni scrivere a rroseselavyferrara@gmail.com.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 aprile 2016

La Gipsoteca Vitali di Cento riaperta per essere la casa della cultura

11 Mar

8[Qui sul sito de la Nuova Ferrara la mia galleria fotografica della gipsoteca]

Un luogo d’arte privato che aspira a diventare un punto di riferimento per la città di Cento. Una collezione di calchi in gesso (circa 170) – ma anche di centinaia di foto, dipinti, disegni realizzati dall’artista e imprenditore Guerrino Vitali (1917-1990) – che può diventare centro per numerose attività culturali.
È questa la Gipsoteca Vitali in via Santa Liberata, 11, inaugurata il 3 settembre 1988, e in seguito chiusa e riaperta più volte. Ora Donatella Cavicchi, nuora di Guerrino, e Linda Cavicchi, nipote di Donatella, sono più che mai determinate a omaggiare tanto la memoria di Vitali quanto la storia di Cento. Lo scorso 22 novembre, 25° anniversario dalla scomparsa del fondatore e circa un mese dopo la morte del figlio Giorgio (marito di Donatella), hanno infatti riaperto lo spazio alla presenza di circa 250 persone.
I calchi presenti sono copie di opere di diverse epoche, dall’antichità fino a Michelangelo, del quale spicca la Pietà Bandini, ma anche, ad esempio, di fregi ornamentali del XV-XVI secolo.
La produzione pittorica di Vitali, invece, è una vera e propria dichiarazione di amore a Cento. Basti pensare alle due versioni della Danza dei sette veli di Salomè. In essa, l’artista ha rappresentato i protagonisti con i volti di alcuni noti centesi, tra cui Ugo Montanari, Preside dell’Istituto Magistrale e del Liceo Cevolani. Lo stesso artista si rappresentò nell’opera, come fece anche in un dipinto del ciclo Cento Dipinta, realizzato tra gli anni ’70 e gli anni ‘80. Come ci spiegano Donatella e Linda Cavicchi, «le opere hanno un forte valore documentario, sono importanti per la memoria storica».
6Vi sono poi i disegni – raffiguranti per lo più figure femminili, ballerine, ma anche figure maschili per studi anatomici – e le centinaia di foto scattate a Cento, ad esempio durante il Carnevale, raccolte nella camera oscura. «Vorremmo catalogarle per fare un archivio – ci spiegano –, e pensiamo anche di raccogliere i suoi molti libri d’arte». Le idee, di certo, non mancano alle due nuove guide della gipsoteca. «Abbiamo anche pensato alla possibilità di usare questo luogo per spettacoli teatrali, incontri letterari, mostre fotografiche e concerti». Già lo scorso gennaio, quattro classi della Scuola Elisabetta Renzi sono venute qui per un laboratorio di sculture in gesso. Ora la speranza è che la gipsoteca diventi la casa culturale di tutti i centesi.

[Qui la pagina de la Nuova Ferrara con l’articolo]

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 marzo 2016

“Pappappero”, il laboratorio dei clown a Wunderkammer

20 Feb

index“Pappappero” è il nome dell’originale laboratorio sul clown in programma a Wunderkammer (in via Darsena, 57 a Ferrara). L’evento laboratoriale è il primo del 2016 organizzato dall’Associazione Basso Profilo, e sarà condotto da Alex Turra, il quale accompagnerà i partecipanti in un percorso composto da due moduli, base e avanzato, che comprenderanno il lavoro di gruppo e lo sviluppo di potenzialità individuali. Si comincerà studiando le tecniche di scena di base. Il lavoro in gruppo, adatto anche ai principianti, servirà a liberare l’energia degli attori. Il corso di tecnica base di terrà oggi dalle 15 alle 23, e domani dalle 10.30 alle 18.30.
Il corso di tecnica avanzata si terrà sabato 5, dalle 15 alle 23, e domenica 6 marzo, dalle 10.30 alle 18.30.
Per informazioni e prenotazioni scrivere a alexsturra@yahoo.it o telefonare al 3926453104.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 febbraio 2016

Laboratorio sull’affresco oggi a Belriguardo

7 Feb
angolo bimbi belriguardo

L’angolo per i bambini al Museo di Belriguardo

Riprendono oggi i laboratori didattici per bambini al Museo di Belriguardo a Voghenza. A partire dalle ore 16 spazio alla creatività attraverso una lezione pratica per capire come nascono gli affreschi.

Il Castello di Belriguardo era famoso per i più di cento saloni affrescati dai più importanti artisti del Rinascimento italiano. Ancora oggi è possibile ammirare la Sala della Vigna, la sala da pranzo degli Este per i pranzi di Stato con il ciclo di affreschi che rappresentante cariatidi e paesaggi alpini.

Ai giovani partecipanti non mancheranno, dunque, le fonti di ispirazione.

Inoltre, a Belriguardo, è stato allestito un “angolo dei putìn”, con tavoli, sedie, fogli da disegno e colori per tenere impegnati i bambini, mentre i genitori visitano il Museo.

Andrea Musacci