Archivio | marzo, 2017

Le mostre in città: cosa non perdere nel fine settimana

26 Mar
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Un’opera in mostra nello studio di Paola Bonora

Un omaggio al mondo canino, per ridare dignità al miglior amico dell’uomo (spesso trattato come un giocattolo), immortalandolo attraverso la pittura. “Poi venne il cane” è la mostra bipersonale di Paola Bonora e Rosangela Giovannini che inaugura oggi pomeriggio nello studio della Bonora, in via Terranuova, 30/a, Ferrara. La mostra sarà visitabile fino al prossimo aprile dalle 17 alle 19.30.
Paola Bonora e Rosangela Giovannini hanno ritratto, in quattro mesi di lavoro, una serie di cani, di razze diverse, concentrando la loro attenzione sul carattere, sullo sguardo e sull’atteggiamento dei loro amici a quattro zampe. Una sorta di ritratti affettivi che pur nella diversità, sono accomunati dalla simpatia con cui entrambe entrano in relazione con i loro soggetti. Una quarantina le opere in mostra, acquerelli puri quelli della Giovannini, acquerelli con tecnica mista quelli della Bonora, oltre a un manifesto con una raccolta di foto di personaggi famosi (Neruda, Di Caprio, Brando, e molti altri) fotografati coi loro cani. Inoltre, saranno in vendita diversi gadget appositamente progettati e realizzati per l’occasione, il cui ricavato andrà totalmente a due canili cittadini, della Lega del cane e dell’Associazione AVEDEV.
Ieri sera, invece, nello show room Beza arredamenti, in via Ragno, 6, è stata inaugurata la mostra di Maurizio Ceccarelli dal titolo “Un Mondo Strappato”, all’interno del progetto Smart, la prima piattaforma multimediale studiata per supportare la crescita di artisti italiani emergenti, nata da una idea imprenditoriale di un gruppo di studenti della Bologna Business School (Bbs).

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Un’opera di Maurizio Ceccarelli (part.)

“Quando mi è stato proposto di essere l’artista dell’evento di lancio di Smart ho risposto subito positivamente”, commenta Ceccarelli. “In Italia ci sono tanti artisti che, come me, hanno difficoltà a trovare visibilità: Smart è l’opportunità che mancava”. Ceccarelli, originario di Sasso Morelli, vicino Imola, all’incirca dal 2001 si interessa di immagine, dalle locandine che si trovano negli uffici, ai cartelloni pubblicitari che tappezzano le metropolitane dei grandi centri urbani. A differenza di Mimmo Rotella, Ceccarelli non espone un lacerato, ma un frammento invecchiato e deturpato dal tempo, che può ritornare materia nuova tramite la tecnica di decollage. L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 30 aprile.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 marzo 2017

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Bellezza e morte: il petrolio nelle opere di Mery Godigna Collet

24 Mar

Il petrolio come materia nuda da modellare, da trasformare in bellezza, oppure come demone che invade, esplode, inghiottendo tutto.

Nemico nefasto della natura, eppure, esso stesso, profondamente natura, risorsa vitale per l’uomo.

“In-NATURA-le” è il titolo della nuova mostra personale dell’artista Mery Godigna Collet che espone, dallo scorso 19 marzo, nella Galleria del Carbone in via del Carbone, 18/a, a Ferrara. L’artista di origini venezuelane nell’ultimo periodo ha operato ad Austin, in Texas, e dunque, non a caso, tema della sua mostra è il petrolio, per riflettere su quanto sia labile il confine tra l’uso e l’abuso della natura.In mostra opere, realizzate con petrolio e pigmenti naturali – dal caldo rosso al blu glaciale – oltre ad alcune sfere gigantesche (per riflettere sull’abnorme utilizzo del petrolio nel nostro Paese e, più in generale, nei Paesi avanzati), e ad un video.

La rassegna sarà visitabile fino al prossimo 2 aprile dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

Musica e cinema, miei articoli sul sito de la Nuova Ferrara (21, 22 e 23 marzo 2017)

23 Mar

Ferrara Film Festival, lungometraggi accessibili ai pazienti di Cona in emodialisi

23 Mar
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Alizè Latini e Maximilian Law

Saranno una quarantina i pazienti in emodialisi che da stasera fino a domenica potranno vedere nove proiezioni del Ferrara Film Festival, durante gli orari che dedicano settimanalmente alla terapia. È questo il progetto all’insegna dell’accessibilità ideato da Maximilian Law e Alizè Latini, rispettivamente Direttore e vice Direttrice del Festival, e proposto nei mesi scorsi all’Azienda Ospedaliero-Universitaria ferrarese. Protagonista dell’accordo è EasyDial, multinazionale californiana tra i maggiori sponsor del festival, che ha finanziato l’installazione di due maxischermi nella sala dialisi del reparto di nefrologia del Polo Ospedaliero di Cona.

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I presenti alla conferenza stampa

Un progetto, come spiegato ieri dal Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera Eugenio Di Ruscio, «che permette di rendere le sedute di dialisi un po’ più leggere, anche attraverso una selezione dei film, evitando quelli particolarmente drammatici».
«Il tempo della dialisi – ha prosegutito Alda Storari, Direttrice del Reparto Nefrologia e Dialisi – se da una parte salva la vita, dall’altra è vissuta come una schiavitù, un tempo perso, noioso. In questo modo, invece, lo facciamo diventare tempo guadagnato, speso in modo utile in senso culturale e ricreativo: è insomma, un’opportunità alla quale non potevamo rinunciare». Proposta alla quale, come confermato da Law, «l’Azienda Ospedaliera ha dato immediata disponibilità, per questo esperimento che, nei prossimi anni, vorremmo estendere ad altre realtà». Un ruolo decisivo per l’accordo è stato svolto da Luca Severi, collega di Law, Responsabile comunicazione per EasyDial, rappresentata ieri da Luca Tommasi, responsabile europeo dell’azienda.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 marzo 2017

Sandro Symeoni, quando le locandine diventano opere d’arte

23 Mar
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Luca Siano

L’immaginario visivo del grande cinema italiano e internazionale per mezzo secolo è diventato popolare anche grazie alle originali creazioni artistiche di Sandro Symeoni (al secolo Alessandro Simeoni), nato nel 1928 a Migliarino e morto a Roma nel 2007. Per questo la Ferrara Film Commission ha deciso di dedicargli una mostra retrospettiva intitolata “Sandro Simeoni: Pittore CinematoGrafico”, che inaugura oggi alle 11.30 nella Sala d’Onore del Palazzo Municipale di Ferrara e rimarà in parete fino al prossimo 31 marzo. L’esposizione, a cura di Francesca Mariotti e Luca Siano, ospiterà numerose opere, tra grafiche, bozzetti e affissioni cinematografiche dell’illustre artista, le cui opere andranno in mostra, dall’8 al 18 aprile prossima, nella Sala Polivalente del Comune di Migliarino/Fiscaglia.
Sandro Symeoni ha dipinto tra il 1950 e il 1995, creando le più note immagini cinematografiche (e non solo) per le più importanti case di produzione italiane e straniere, tra cui Paramount, Warner Bros, Columbia, CEI Incom, Cineriz, PEA, Titanus. Attraverso materiali fotografici e grafiche in originale esclusivi verraanno ripercorse vita e produzione di Symeoni, autore di locandine di circa 3mila capolavori, tra i quali “Brutti, sporchi e cattivi”, “Profondo Rosso”, “La Dolce Vita”, “I racconti di Canterbury”, “La lunga notte del ’43” e “Gola profonda”.
La mostra, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, ha avuto, circa un anno fa nello Spazio d’Arte l’Altrove in via de’ Romei, 38 a Ferrara, un’anticipazione in scala ridotta.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 marzo 2017

Aiutare i ragazzi con disabilità ad avere una vita autonoma

23 Mar
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L’intervento di Chiara Sapigni

Progetti e proposte condivise finalizzate alla graduale indipendenza dei ragazzi disabili. Su questo tema si è concentrato il seminario formativo dal titolo “Autonomia e disabilità” svoltosi sabato scorso nella Casa del Volontariato, sede di Agire Sociale di Ferrara, in via Ferrariola. L’incontro, introdotto e moderato da Maria Teresa Graziani dell’Associazione “Lo specchio”, ha visto le relazioni di Elisa Barattini dell’Associazione “Casa&Lavoro” e dell’avv. Antonella Martina, esperta di diritto civile e amministrazione di sostegno, nonché socia de “Lo Specchio”.
Ormai da molti anni Ferrara risulta all’avanguardia in questo ambito, in quanto nel 1999 fu il primo Comune italiano a realizzare appartamenti domotici (presenti in via Ungarelli, 43, zona Foro Boario), vale a dire forniti di automazione di alcune funzioni: un modello di «residenzialità a misura d’uomo» della durata massima di un anno appunto finalizzata al percorso di indipendenza di vita per ragazzi disabili. Anche su questo si è soffermata l’Assessore ai Servizi alla Persona Chiara Sapigni nel suo intervento, seguito da quello della Barattini, che ha spiegato l’importanza della triade «autonomia, autodeterminazione e adultità, per questo graduale processo di autonomia dalle figure genitoriali, che vanno, comunque, loro stesse aiutate con un sostegno psicologico, sia individuale sia di gruppo». Martina, invece, dopo aver spiegato i significati di pensione di invalidità, indennità di accompagnamento, capacità di intendere e di volere, capacità di agire, e reato di abbandono, ha specificato come «l’amministratore di sostegno abbia l’obbligo giuridico di prendersi cura e di custodire i soggetti senza, o con scarsa, capacità di agire. Questo ruolo spetta innanzitutto ai genitori, ma può riguardare insegnanti, personale infermieristico, operatori, tutor, o altre figure».
pubblicoTante le domande e le riflessioni emerse dai presenti, tra cui la proposta di un tavolo di lavoro che coinvolga Comune, associazioni, INPS e AUSL per realizzare proposte concrete sul problema dell’autonomia dei disabili. Infine, ricordiamo che esiste un ufficio del Comune di Ferrara, Informahandicap-Centro H con sede in via Ungarelli, 43, per aiuto o informazioni su questi temi. Questi i contatti: telefono 0532-903994, email: info@centrohfe.it, sito web: centroh.comune.fe.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 marzo 2017

Pietro Barcellona. Come sono diventato cristiano

19 Mar

Cinque anni fa Pietro Barcellona, un anno prima di morire, ha raccontato il proprio incontro col cristianesimo: una narrazione di vita, non meramente filosofica, un’esperienza del cuore e della carne, non una disquisizione accademica. Da leggere e meditare.

radicimolesi

COME SONO DIVENTATO CRISTIANO

In tutti i profili che mi riguardano su internet o in altri contesti, come ad esempio nelle recensioni ai miei libri, vengo sistematicamente definito come «un ateo marxista convertito al cristianesimo». Nei termini in cui questa sorta di definizione della storia intellettuale di una persona si risolve in una mera notizia essa non è solo falsa ma è anche strumentale ad una sorta di doppia censura: da parte dei giornali laici, perché le mie posizioni appaiono viziate da una grave contaminazione religiosa, e da parte del mondo cattolico perché esse risulterebbero inaffidabili e tendenzialmente fuori da ogni linea ecclesiale.

Tempietto protocristiano VI sec., Campello sul Clitunno

Poiché continuo a collocarmi idealmente in quell’area della sinistra che persiste tenacemente nella critica al capitalismo come forma totalizzante di vita e che allo stesso tempo considera indispensabile a una profonda revisione delle nostre categorie interpretative il rapporto con la…

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