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Fondo Antonioni, importanti novità

11 Ott

Tavola rotonda Fondo

Ieri alle 16.30 nella Biblioteca Ariostea ha avuto luogo la tavola rotonda dedicata alle prospettive sul Fondo Antonioni, incontro conclusivo del Piano Michelangelo Antonioni, moderato dal coordinatore del Piano Leonardo Delmonte. Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Massimo Maisto ha iniziato il dibattito con due importanti annunci: innanzitutto che “fra qualche settimana il Fondo Antonioni sarà incorporato nell’Archivio storico comunale”, sito in via Giuoco del Pallone. Inoltre, che per il futuro vi è “l’idea di ricollocare il Museo Antonioni nel complesso di Palazzo Massari-Palazzina Cavalieri di Malta.”

Il progetto di catalogazione informatizzata del Fondo è, invece, stato al centro della relazione della Direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Maria Luisa Pacelli, la quale ha ricordato anche il contributo, nella catalogazione di parte del Fondo, da parte del dott. Francesco di Chiara, anch’esso intervenuto nel dibattito.

Il Presidente dell’Associazione “Amici della Biblioteca Ariostea” Paola Zanardi ha usato un’immagine calzante, definendo il Fondo “il cuore di Antonioni”, risorsa che – come ha detto Enrico Spinelli, Dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi – “si ha il dovere di conservare e tramandare.” Il docente di Storia del Cinema Alberto Boschi ha, invece, ricordato i due contributi di UniFe all’anno di Antonioni, vale a dire il convegno internazionale del dicembre 2012 e il corso da lui tenuto dedicato al grande regista. Sono, inoltre, intervenuti il Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara Matteo Galli e Doris Cardinali, coordinatrice del Piano. In conclusione, Delmonte ha presentato il nuovo sito del Piano Antonioni, “strumento necessario per passare, dopo le celebrazioni del centenario, ad una nuova fase”, rivolta a tutta la cittadinanza, soprattutto ai giovani, anche attraverso la produzione artistica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 ottobre 2013

(nella foto, da sx: Paola Zanardi, Maria Luisa Pacelli, Leonardo Delmonte, Enrico Spinelli, Massimo Maisto)

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Oggi si conclude il lungo ciclo di incontri del “Piano Michelangelo Antonioni”

10 Ott

Il “Piano Michelangelo Antonioni. La ricerca di un posto nel paesaggio” è un ciclo di iniziative – organizzato dall’Associazione Michelangelo Antonioni e da Basso Profilo – iniziate nel settembre 2012 e che si conclude oggi alle 16.30 nella Biblioteca Ariostea con una tavola rotonda sulle prospettive del Fondo Antonioni. Interverranno il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Massimo Maisto, la Direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Maria Luisa Pacelli, il Presidente dell’Associazione “Amici della Biblioteca Ariostea” Paola Zanardi, il Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara Matteo Galli, il docente di Storia del cinema di UniFe Alberto Boschi, nonché Francesco di Chiara, Assegnista di ricerca sempre a UniFe, e i curatori e coordinatori del Piano Doris Cardinali e Leonardo Delmonte. L’incontro sarà introdotto da Enrico Spinelli, Dirigente Servizio Biblioteche e Archivi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 ottobre 2013

L’arte in tutte le forme nel segno di Antonioni

5 Lug

your time is up_

“Careful with that axe, Eugene” è un brano dei Pink Floyd, uscito nel ’68, e diventato nel ’70 “Come in number 51, Your Time is Up”, appositamente per la scena finale di “Zabriskie Point”, film di Michelangelo Antonioni. Nasce da qui la scelta di Basso Profilo, Arci e Zuni Ferrara di intitolare “Your time is up” l’evento iniziato mercoledì e che si concluderà oggi al Chiostro di San Paolo, e che parte, appunto, dalla relazione tra immagine e musica e si ispira in particolare alla deflagrazione finale del film citato. Un progetto eclettico che spazia in diversi ambiti artistici. Col progetto “Turboangelo” tre vecchi televisori proiettano immagini di film del maestro sovrapposte ad altre, in un vortice continuo di rimandi. “La bottega degli usvei”, invece, è un laboratorio dei ragazzi della cooperativa sociale di Portomaggiore “Scacco matto” che propone le loro creazioni artistiche ricavate da materiali riciclati. In un altro lato del chiostro, due writer, Paolo Garola e Andrea Amaducci dipingono due grandi graffiti ispirati al tema. E poi si possono trovare i dipinti di Alessandro Baronciani, Sarah Mazzetti e Eleonora Marton e, last but not least, il progetto “Cinema, movimento, colore” dell’associazione Viaindustriae di Foligno, che riprende un festival ideato nel ’79 dallo stesso Antonioni, partendo dalla monocromia seriale di grandi pannelli, i quali arriveranno a saturazione grazie all’intervento creativo del pubblico. L’evento è organizzato in collaborazione con Cluster Theory, Alterazioni Video, Viaindustriae, Eleven Damage e Articiok ed è parte del “Piano Michelangelo Antonioni: la ricerca di un posto nel paesaggio”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 luglio 2013

A S. Paolo inaugura “Your time is up”

3 Lug

your time is up

Videoarte, urban graffiti e installazioni nella cornice quattrocentesca del Chiostro di San Paolo a Ferrara. È questo “Your time is up”, mostra organizzata da Basso Profilo, Zuni e Arci Ferrara, da oggi al 5 luglio, dalle 18 alle 24. Mercoledì 3 luglio, durante la vernice della mostra alle ore 18 vi sarà la presentazione delle opere esposte, e dalle ore 18.30 sarà possibile partecipare ad un garage sale curato da “I’m Still Alive”. Il titolo del progetto, “Your Time is Up”, rimanda al brano dai Pink Floyd “Come in number 51, Your Time is Up”, realizzato ad hoc per la scena finale del  di Michelangelo Antonioni del 1970.  La scelta di questo titolo vuole da un lato sottolineare l’inscindibile rapporto tra l’immagine e la musica nella filmografia antonioniana, dall’altro invitare a riflettere sul significato della conclusione del film, vale a dire la deflagrazione  che riduce in cenere la villa di un uomo d’affari americano. L’evento è organizzato in collaborazione con Cluster Theory, Alterazioni Video, Viaindustriae, Eleven Damage e Articiok. La mostra, parte del “Piano Michelangelo Antonioni: la ricerca di un posto nel paesaggio”, si avvale del patrocinio del Comune, della Provincia e dell’Università degli Studi di Ferrara ed è realizzata nell’ambito del progetto “Dentro le Mura”-Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’ ANCI -Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 luglio 2013

Antonioni, cinema e paesaggio nel ciclo Détournement

2 Giu

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Il tema del rapporto tra cinema e paesaggio è un aspetto fondamentale nella produzione antonioniana. Se n’è discusso venerdì dalle 18 nello spazio Wunderkammer in via Darsena, 57, in occasione del quarto incontro del ciclo Détournement. L’appuntamento ha coinvolto anche studiosi ed esperti provenienti da Oltralpe, vale a dire lo storico del cinema José Moure (Université Paris 1 Sorbonne-Panthéon) e Thierry Roche (Université de Picardie), antropologo, oltre al prof. di Storia del Cinema Alberto Boschi e all’urbanista Romeo Farinella, entrambi dell’Università di Ferrara. All’inizio della serata sono stati proiettati cinque documentari: “Gente del Po” (1948), “N.U. – Nettezza Urbana” (1948), “Sette canne e un vestito” (1949), “La villa dei mostri” (1950), “La funivia di Faloria/Vertigine” (1950). Nel dibattito si è partiti, dunque, dalla produzione documentaristica di Michelangelo Antonioni, per affrontare diverse tematiche come ad esempio il rapporto tra movimento e fissità, la relazione con l’altro e col paesaggio, il rapporto tra i documentari e i film fiction del regista ferrarese. Un altro documentario ben analizzato dai relatori, appartenente ad un periodo diverso rispetto agli altri elencati, è stato “Chung Kuo, Cina” del 1972. Il progetto Détournement, che fa parte del Piano Michelangelo Antonioni,. è a cura dell’APS Basso Profilo in collaborazione con il Laboratorio CITER, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e la rivista “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre”. Si avvale, inoltre, del patrocinio della Provincia e del Comune di Ferrara e dell’ Università degli Studi di Ferrara, ed è curato da Doris Cardinali, Ilaria Cesari, Leonardo Delmonte e Cecilia Verdini.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 giugno 2013

(nella foto, da sx: Thierry Roche, Romeo Farinella, José Moure, Alberto Boschi)

A Wunderkammer incontro sul (neo) realismo magico di Antonioni

19 Apr

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La riflessione sul cinema di Antonioni non finisce mai di partorire sempre nuovi stimoli, nuovi punti di vista. Ciò anche grazie agli eventi inclusi nel Piano Michelangelo Antonioni. Domenica 14 aprile alle 18 presso Palazzo Savonuzzi in via Darsena 57 a Ferrara si è chiusa ‘Is Michelangelo dead?’, mostra omaggio ad Antonioni di quattro giovani artisti, Daniele Cestari, Enrico Pambianchi, Denis Riva e Silvia Forese. La mostra è stata curata dal Centro Studi Dante Bighi in collaborazione con UXA, Ufficio per l’Architettura, APS Basso Profilo e Consorzio Wunderkammer. Alle ore 18.30 è stato proiettato il  documentario “Ritorno a lisca bianca”, a cui è seguito l’incontro dal  titolo ‘Nuovi paesaggi: dal neorealismo al realismo magico’. Alessandro Scarsella (dell’Università Ca’ Foscari di Venezia) ha delineato gli aspetti fondamentali del cosiddetto (neo)realismo magico di Antonioni, nel quale “l’elemento magico non annienta la logica, ma sovrappone ad essa un’altra logica”, più immaginifica. Gianpiero Ariola (critico della rivista ‘Sensi&Dissensi’) ha interloquito col prof. Scarsella e col pubblico spiegando come in Antonioni “non sia assente né la componente empatica né quella emotiva”, in quanto nel suo cinema “non è presente un’inattività dei corpi, ma al contrario i corpi parlano, hanno un loro linguaggio” con un continuo passaggio dalla stasi alla cinetica, e dall’attrazione alla dispersione di forza, di energia. Alle 21, al piano primo  nell’Aula Magna della Scuola di Musica Moderna di Ferrara, ha infine avuto luogo il concerto di Mary Cutrufello, songwriter e chitarrista.

Andrea Musacci

L’estetica del paesaggio nel cinema di Michelangelo Antonioni

19 Apr

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Martedì 9 aprile si è tenuta l’ultima conferenza del ciclo “Sinfonie Urbane. La ricerca di un posto nel paesaggio”,  a cura di Doris Cardinali, nell’ambito del Piano Michelangelo Antonioni. La conferenza, dal titolo “Finis terrae: i margini del mondo. L’estetica del paesaggio in Michelangelo Antonioni”, è stata tenuta dal prof. Andrea Gatti dell’Università degli Studi di Ferrara. Nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea, dopo l’introduzione di Doris Cardinali, il docente ha spiegato come “la riflessione filosofica possa aiutarci ad analizzare i film di Antonioni”. In particolare si può notare rispetto ai suoi primi film il passaggio “da una visione pratica, concreta ad una visione estetica, ideale del paesaggio, da un certo neo-realismo ad un’accezione visionaria e astratta del paesaggio”. L’estetica del paesaggio come disciplina specifica è un’invenzione inglese del ‘700, anche se oggi è da molti considerata obsoleta. Il prof. Gatti ha proseguito esponendo la sua preferenza per la svolta internazionale nella filmografia antonioniana, quella, cioè, da Blow-up (1966) a Professione:reporter (1975). L’intervento si è concentrato su Zabriskie Point (1970): per il docente, innanzitutto, il regista ha scelto la Death Valley come paesaggio per questo film in quanto “luogo sublime e pieno di estreme contraddizioni che scuotono le nostre certezze”. È un luogo vivo e morto al tempo stesso, è un luogo sterile, ma dal quale può nascere una forza creatrice. Per concludere, nell’estetica del paesaggio di Antonioni il concetto di “margine” è un concetto molto presente. Egli, infatti, usa spesso “paesaggi che sono luoghi di margine”, in quanto in questi “può avvenire l’incontro tra opposti, tra reale e irreale, tra reale e immaginazione”.

Andrea Musacci