Archivio | febbraio, 2017

Dialogo con l’arte: le mostre in città e fuori dalle mura

25 Feb
16995936_1651882421495692_6716451546257432941_n

Da sinistra, Patrick Tabarelli, Jasmine Pignatelli, Giorgio Cattani e Maria Letizia Paiato

Due artisti «viandanti»  che, attraverso linguaggi artistici differenti, incrociano i rispettivi sguardi sul reale, ricreandone geometrie, frammentarietà e movimenti. Oggi alle 18 inaugura “Echo of Hidden Places”, bi-personale degli artisti Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli nella galleria Fabula Fine Art diretta da Giorgio Cattani in via del Podestà, 11 a Ferrara. Il nuovo progetto espositivo, curato da Maria Letizia Paiato, raccoglie, alternandole tra loro, le opere di Tabarelli, non più realizzate a mano ma da drawing machine, e quelle della Pignatelli. I due hanno assorbito, attualizzato e reinterpretato personalmente le riflessioni sull’arte astratta del Novecento, dialogo, questo, tra radici e contemporaneità, tipico della filosofia di Fabula. Questa loro rilettura si è spinta fino a mettere in dubbio lo stesso concetto di materia (e, dunque, di reale), sperimentando costantemente in bilico con l’indeterminatezza, anche estrema: il vuoto. Così, per la Pignatelli, le pesanti croci nere (nero che richiama il nulla) si contrappongono a vettori più esplicitamente mobili e irrequieti, e in Tabarelli l’alterità del supporto tecnologico rompe, con le sue linee stranianti, le famigliari catene fenomenologiche. Proprio queste ondulazioni dai colori accesi inquietano (di un’inquietudine viva, mai annullatrice) ancor più nelle loro interazioni con le croci e gli incroci al tempo stesso parziali e direzionali, labili e razionali, della Pignatelli. Per questo, “l’eco di luoghi nascosti”(come recita il titolo in italiano) è, come ha spiegato la Paiato, sinonimo di emotività, al pari, per usare le suggestioni di Cattani, di una musica, di una danza. La mostra è visitabile fino al prossimo 8 aprile.

Quella a Fabula non è l’unica mostra che inaugura in città o nelle vicinanze. Oggi alle 18.30, infatti, alla Galleria del Carbone in via del Carbone, 18/a viene presentata “Serendipity”, personale di Nanni Menetti. In galleria verranno esposte una ventina di lavori a tempera su tavola, ottenuti assecondando il gelo. La rassegna rimarrà in parete fino al 12 marzo con i seguenti orari: dal mercoledì al venerdì, dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

“Le regole del Giano” è, invece, il nome del laboratorio artistico in programma oggi alle 16 nello Spazio Aperto in via Carlo Mayr, 69. L’evento, a cura di Cose Comunicanti, è strutturato come un gioco di società, per imparare a realizzare un Giano Ipnotizzatore.

Spostandoci fuori città, alle ore 17 al Museo MAGI ‘900 di Pieve di Cento inaugura la mostra personale dell’artista Graziano Pompili, dal titolo “Omnia”. L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 30 aprile ed è curata da Valeria Tassinari, Pompili propone una sintesi dei passaggi salienti della sua ricerca artistica.

Infine, da ieri fino al 25 giugno a Palazzo Fava in via Manzoni, 2 a Bologna è visitabile la mostra collettiva “Costruire il Novecento. Capolavori della Collezione Giovanardi”, novanta opere provenienti dalla Collezione Giovanardi realizzate dai migliori pittori italiani attivi tra le due guerre mondiali. La mostra, curata da Silvia Evangelisti, raccoglie opere, tra gli altri, di Giorgio Morandi Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Massimo Campigli e Mario Sironi, Mario Mafai e Ottone Rosai.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2017

Annunci

I detenuti-attori insegnano”La forza del perdono”

25 Feb

Spettacolo in carcere dopo “Pope is pop”images

C’è tanta ironia ma anche struggimento per un tema importante, com’è quello del perdono, e rappresentato da attori particolari. Ieri nel primo pomeriggio nella Casa Circondariale di via Arginone ha avuto luogo lo spettacolo teatrale “La forza del perdono”, che ha visto protagonisti una decina di detenuti del carcere ferrarese, coadiuvati dal cappellano Mons. Antonio Bentivoglio. In una decina di giorni, per un’ora al giorno, i detenuti, italiani e non, hanno preparato lo spettacolo, rappresentato nel teatro/palestra della casa circondariale.

La rappresentazione racconta la vicenda di un mafioso, Trovato Innocente, arrestato perché colto in flagranza mentre chiede il pizzo in un mercato. Dopo il finto processo, troviamo il protagonista in cella (con letti e coperte realmente usati dai detenuti/attori): qui inizia il processo di pentimento per il male commesso, e di perdono nei confronti del complice, finito anche lui in carcere, suo accusatore durante il processo.

Alla rappresentazione hanno assistito diversi volontari dell’Associazione Noi per Loro, la comandante Annalisa Gadaleta e alcune educatrici.

Ad apertura dello spettacolo, e dopo lo stesso, vi è stato l’intrattenimento musicale eseguito da sei detenuti  (più due tecnici del suono), che hanno reinterpretato brani di Dylan, Vasco, Celentano e tanti altri.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2017

Mediazione sociale, giustizia tra le differenze

21 Feb

Un dibattito sulla mediazione per vivere meglio ed evitare conflitti

bertelli-sapigni-martini

Bertelli, Sapigni e Martini

Nei contesti abitativi è possibile costruire un senso di comunità nonostante le differenze? Di questo si è riflettuto ieri mattina a Palazzo Bonacossi (in via Cisterna del Follo) nel seminario “La mediazione sociale nelle società complesse. Cos’è? A cosa serve? Principi metodologici e possibilità d’intervento”, organizzato, per la Giornata della Giustizia Sociale, da Camelot, Rete “Dialogo Negoziazione Ascolto”, in collaborazione con ACER e Mediattivi (Coordinamento regionale Mediatori ACER) e con il patrocinio del Comune di Ferrara. Dopo l’introduzione di Patrizia Bertelli, presidente Camelot, e dell’Assessore Servizi alla Persona Chiara Sapigni, che ha ricordato il ruolo del Centro di Mediazione, è intervenuto Raffaello Elvio Martini, psicologo di comunità e promotore del progetto “BuonAbitare”.

«La mediazione non è appannaggio di professionisti, ma è una funzione molto diffusa», ha esordito Martini, «significa trovare soluzioni per far convivere in modo soddisfacente le diversità, che a volte diventano conflitti». Nello specifico, «la mediazione sociale è servizio specialistico alla persona realizzato tramite sportelli sul territorio, ma è anche lavoro di comunità – ha proseguito –, un’azione che aiuti le persone a realizzare cambiamenti nell’ambiente dove vivono, con il coinvolgimento attivo e responsabile dei singoli».

martiniGli spazi in comune, ad esempio nei condomini, «se da un lato consentono il fare comunità, dall’altro possono provocare conflitti». Per questo, anche con fatica, «bisogna sviluppare fiducia, solidarietà, intelligenza collettiva», senza “gestioni” dall’alto, ma «facilitando lo sviluppo di una comunità d’intenti», e non dimenticando che «il conflitto può anche essere una risorsa perché obbliga a trovare soluzioni e a riconfigurare la situazione».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 febbraio 2017

Gli origami artistici di Bascetta in mostra a Ferrara

19 Feb

3398_ee3f7f7e10684c6fa05c5b2df6697526Gli origami deliziosamente geometrici di Paolo Bascetta sono in mostra da ieri nella sede dell’Associazione Rrose Sèlavy in via Ripagrande, 46 a Ferrara.
Bascetta presenta una selezione di modelli origami quasi tutti modulari, cioè ricavati da quadrati o rettangoli di carta piegati secondo uno schema e che assemblati ad incastro, rigorosamente senza colla, formano composizioni bidimensionali o tridimensionali.
L’autore, molto conosciuto nell’ambito origamistico per avere inventato alcuni modelli diventati classici, continua la sua ricerca giocando con le forme che più lo affascinano: triangoli, pentagoni, esagoni, cubi, prismi e poliedri, per creare forme nuove, astratte, eleganti, mai banali.
Un’eleganza che si ritrova nelle sequenze di pieghe necessarie per ottenerli, nei colori, nella proporzione dell’oggetto finito. Le invenzioni di carta di Paolo Bascetta ricordano i dettagli dei cristalli, i movimenti delle cellule, le composizioni chimiche, la bellezza della natura.
“Paolo Bascetta è un matematico. E i matematici, si sa, vedono intrecci di numeri e di forme geometriche con l’occhio della mente”, scrive Ramin Razani in “Bascetta. Arte in piega” (ed. Sigem, 2016). “L’evoluzione dei suoi lavori non va soltanto nella direzione della piegatura della carta, bensì si inoltra anche in altre discipline”. La mostra sarà visitabile fino al 24 marzo, il mercoledì, venerdì e sabato dalle 15.30 alle 19.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 febbraio 2017

Ferrara città d’arte: guida alle mostre del fine settimana

18 Feb
savonuzzisbolci

Opera di Tiberio Savonuzzi (a sinistra) e Renzo Sbolci

Anche questo fine settimana sono numerosi gli eventi all’insegna dell’arte nella nostra città.

Oggi alle 16 nella Galleria del Carbone, in via del Carbone, 18/a, nell’ambito della mostra “Sapienza e racconto” di Raffaello Margheri (visitabile fino a domani) avrà luogo un incontro con l’artista, durante il quale verrà fatta una dimostrazione di stampa xilografica, che evidenzierà la maestria esecutiva di Margheri per questa antichissima tecnica di stampa. Al termine vi sarà un recital musicale eseguito dalla flautista ferrarese Emmanuela Susca. La mostra è visitabile oggi e domani dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

amaducci

Andrea Amaducci

L’artista ferrarese Andrea Amaducci oggi presenta invece la personale “Headquarter”, esposta in due luoghi: alle 17.30 inaugura la parte nello showroom di Gavioli Paolo Arredamenti in corso Portamare, 8/a, mentre alle 18.30 la seconda parte all’Hotel Annunziata in piazza Castello. In mostra vi saranno una ventina di opere tra dipinti, sculture e bozzetti di grande formato. La mostra sarà visitabile tutti giorni fino al 16 aprile negli orari dei pubblici esercizi: dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 per quanto riguarda Gavioli, tutti i giorni dalle 10 per l’Annunziata.

Oggi alle 17 inaugura anche alla Galleria Il Rivellino in via Baruffaldi, 6 la mostra “Ferrara e… Dintorni”, con opere di Andrea Latta, Franco Marchesi, Cristina Rizzi, Luigi Ardizzoni, Michele Altamura, Duilio Nalin, Roberto Beghelli.L’esposizione, promossa dal Club Amici dell’Arte, sarà visitabile fino al 3 marzo, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, chiuso i pomeriggi di giovedì e domenica.

Proseguendo, ieri nello Studio Beza di via Ragno, 6 a Ferrara è stata inaugurata la mostra fotografica di Pier Paolo Tralli, mentre giovedì nel Ristorante 381 Storie da Gustare, in p.zzetta Corelli, 24, in collaborazione con il Centro Donna Giustizia è stata presentata la mostra fotografica “Patchworks. The Face of Freedom is Female”, ideato dalle fotografe Ippolita Franciosi e Letizia Rossi, risultato di percorsi formativi basati sull’insegnamento della ripresa fotografica, che hanno coinvolto donne vittime della tratta e di violenza.

mario-schifano-vite-al-limite

Mario Schifano

Domani, invece, alle 17 a Palazzo Spisani, sede dello show room “La Tognazza” in via Byron, 10, inaugura la bipersonale di Tiberio Savonuzzi e Renzo Sbolci, per la rassegna “Arte&vino”, mentre alle 18 nel teatro Ferrara Off in viale Alfonso I d’Este, 13 avrà luogo un incontro dedicato al pittore Mario Schifano, ultimo appuntamento del ciclo sull’arte del Novecento intitolato “Vite al limite”. L’incontro è curato da Giacomo Cossio. Infine, fuori città, la pittrice ferrarese Rosy Locatelli partecipa da oggi alla collettiva “Trofeo dell’arte” nel Castello di Montagnana (PD), che inaugura alle 17.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 febbraio 2017

Addio Mons. Negri, attestati di riconoscenza per l’opera pastorale

16 Feb

I commenti dei sacerdoti sull’avvicendamento al vertice della Diocesi. Don Bedin: «ricordo l’incontro tra Perego e Negri per i dieci anni dell’Associazione Nadiya»

mons negri

Mons. Luigi Negri

«Grande è il senso di riconoscenza nei confronti di Mons. Negri»: così don Michele Zecchin, parroco di Sant’Agostino a Ferrara, uno dei sacerdoti presenti ieri mattina per l’annuncio del nuovo Vescovo. Insieme a lui, tra gli altri, vi era don Stefano Zanella, responsabile dell’Ufficio Tecnico diocesano, che ha sottolineato come «sia importante l’età non anziana del nuovo Vescovo, che quindi avrà tempo per continuare il cammino portato avanti da Negri». Sui molti progetti promossi da quest’ultimo, hanno espresso gratitudine altri sacerdoti della Diocesi. «Mons. Negri ha dato una spinta al cammino pastorale, con un’attenzione alla vita ecclesiale e alla formazione», è il pensiero di don Emanuele Zappaterra, Rettore del Seminario. «Ha permesso anche – ha proseguito – un lavoro sinodale nel clero. Per quanto riguarda il Seminario, ho lavorato bene insieme a lui, è stato una buona guida, una presenza sempre costante e aperta al confronto».

Di «un uomo appassionato alla verità, che lascerà un’impronta significativa, e che non ha mai risparmiato energie e parole, trovando spesso soluzioni azzeccate», ha parlato invece don Roberto Pambianchi, Responsabile diocesano per la Pastorale Giovanile. «Gli ho voluto e gli voglio molto bene, sono stati anni molto intensi e belli», è invece il commento di don Graziano Donà, economo della Diocesi. «Con lui è stato costruito molto, ha cercato di intraprendere percorsi nuovi, attuando cambiamenti dolorosi ma significativi, che daranno i loro frutti negli anni».

Riguardo al nuovo Vescovo, Mons. Perego, è don Domenico Bedin a ricordare come il 18 marzo 2014 venne a Ferrara come direttore della Fondazione Migrantes, per i 10 anni dell’Associazione Nadiya. Per l’occasione si svolse un incontro pubblico a Casa Cini alla presenza anche di Mons. Negri, per discutere di flussi migratori e accoglienza. «Mi era sembrata una persona disponibile e rigorosa, molto preparata», è il ricordo di don Bedin, che per alcuni anni è stato direttore della Fondazione Migrantes, prima a livello diocesano, poi regionale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 febbraio 2017

Una casa per le associazioni grazie al centro “Il Parco”

13 Feb

Inaugurato a Consandolo il nuovo grande spazio all’interno di Villa Salvatori. Le attività saranno concordate fra i vari enti. Coinvolti soprattutto i ragazzi

foto-inauguraz-il-parco

Foto di gruppo all’inaugurazione

Una rinnovata proposta aggregativa che fa della collegialità e del servizio ai giovani del paese le sue ragioni d’essere. E’ con questo spirito che nasce, o meglio, “rinasce” nella “casa” di Consandolo, ovvero Villa Salvatori sulla via Provinciale, un centro d’aggregazione giovanile, rinominato “Il Parco”. Il centro, che sarà aperto tutte le domeniche dalle 14 alle 17, è stato inaugurato ieri alla presenza di Giulia Cillani, Assessore associazionismo e politiche giovanili di Argenta. Uno spazio dove soprattutto i giovani del paese, ma in realtà l’intera comunità, possano incontrarsi e realizzare ogni tipo di attività, dalle arti al teatro (anche dialettale), dalla lettura allo sport, dalla ceramica fino alla realizzazione delle luminarie, o alla riparazione delle biciclette.
Promotore del Centro è innanzitutto la cooperativa sociale Gaia, insieme a Comune di Argenta, Gruppo Attività Teatrali, Gruppo Ciclistico, Estensi Consandolo, Gruppo Attività Natalizie di Consandolo, Pro Loco e Argentea Arte Ceramica.
Il Centro, diretto dai giovani educatori Elena Bonora e Giulio Bolognesi. avrà a disposizione tutto il piano terra, con, oltre al salone d’entrata, cinque stanze, e il grande parco circostante l’edificio. Le attività verranno di volta in volta concordate tra le associazioni, coinvolgendo sempre le ragazze e i ragazzi interessati.
Lo scorso dicembre la coop. Gaia ha vinto per la seconda volta il bando comunale per la gestione di tre luoghi di aggregazione giovanile, ad Argenta, Santa Maria Codifiume e, appunto, Consandolo. Dopo il primo triennio di gestione del centro “La Base”, sempre a Villa Salvatori, ora la cooperativa ha scelto di cambiare nome, e, soprattutto di impegnarsi in una gestione sinergica con i soggetti del territorio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 febbraio 2017