
Per un mese piazza Trento e Trieste a Ferrara sarà blindata per lo spettacolo nazionale di Radio 105. Barriere e camionette dell’Esercito occupano il cuore della nostra città
di Andrea Musacci
Spiazzati. Pedoni e ciclisti circumnavigano il Listone di Ferrara senza capirne il perché o fingendo indifferenza. La verità è che – ancora una volta – residenti e passanti, turisti, studenti e lavoratori sono stati espulsi dalla loro piazza. Per un mese. Costretti a passare nel poco spazio tra gli edifici e le barriere che da inizio marzo recintano quella che il 21, 22, 23, 26 e 27 del mese sarà l’area dedicata esclusivamente alla rassegna canora nazionale di Radio 105 (vi saranno 5mila persone ogni sera). Un incubo che ritorna: per alcuni anni, infatti, il Ferrara Summer Festival ha occupato per oltre un mese il cuore cittadino.
Fino a Pasqua, quindi, lo spazio libero diventerà ridottissimo, soffocante soprattutto nel lato Duomo, col solo porticato come passaggio. Ancora peggiore la strettoia obbligata causa area cantiere per i lavori al campanile. Dentro il recinto, alcuni vigilanti privati della solita Securfox presidiano la piazza svuotata di corpi, di incontri, di parole, di bancarelle e musicisti di strada. Insomma, svuotata di vita. Sono lì h24. Domenica mattina, anche due carabinieri piantonano il recinto lato piazza Duomo. Il Listone è invece già riempito degli scheletri che andranno a comporre il baraccone, l’ennesimo, per ridurre parte del centro storico Unesco a vetrina glitterata. Alcuni bagni chimici color verde pisello dentro il recinto sono il candito indigesto di questa torta servita ma non richiesta, che non abbellisce, non arricchisce, non accoglie. Ancora una volta, la bellezza dell’antica piazza è ridotta a mera scenografia per uno spettacolo mediatico senz’anima. A presidiare la cornice rosicchiata del Listone, la solita camionetta militare in pieno stile “confine israelo-libanese”.
Panem et circenses? No, bellum et circenses. Il pane non è assicurato, anzi: la turistificazione galoppante rende sempre meno economico anche un normale spuntino in un bar. Ciò che non manca è l’immaginario bellico: «Generale, c’è un rischio concreto che l’Italia o Poggio Renatico vengano colpite dall’Iran?». «No, non al momento», ha risposto lo scorso 6 marzo al Carlino Ferrara Claudio Gabellini, ex comandante del COA – Comando Operazioni Aerospaziali vicino Ferrara. «Non al momento». Intanto balliamo. E la Prefettura nel suo comunicato stampariguardante l’evento di Radio 105 ha spiegato: il «passaggio al livello di allerta superiore» (causa terza guerra nel Golfo) «prevede l’impiego di dotazioni tecniche avanzate per il personale». Non si specifica quali.
Insomma, nella primissima periferia urbana gli ultimi e i penultimi vengono sfrattati dalle loro case al Grattacielo, dal loro quartiere, dalle loro relazioni, dalle loro vite. In centro, invece, si dà spazio all’ennesimo show, e ci si abitua alle camionette militari.
Ancora una volta, siamo tutti spiazzati.
(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 13 marzo 2026 – Abbònati qui!)
(Foto Musacci)