
Si intitola “Sogni e avventure sulle Alpi” il secondo libro dedicato alle memorie della giovinezza: un viaggio complesso per diventare umani
Quella «spoliazione» necessaria per scoprire la propria umanità. È da poco uscito il secondo libro di racconti di Piero Ferraresi, dal titolo “Sogni e avventure sulle Alpi” (Este Edition, gennaio 2026), séguito del libro d’esordio “Sogni e avventure sull’Appennino” (Este Edition, Ferrara, luglio 2024). Il nuovo volume – ambientato sulle Alpi, prevalentemente sulle Dolomiti, in particolare nella Val Di Fiemme e nel comune di Tesero (Trento) – Ferraresi lo presenta il 9 marzo alle ore 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Per l’occasione l’autore dialogherà con Mauro Presini, maestro elementare in pensione e scrittore. E il 4 marzo alle ore 16 il libro viene presentato al Centro sociale “Azzurro” (via F. Cavallotti, 33) di Occhiobello (RO). Libro che è acquistabile, oltre che negli store on line, anche a Ferrara nella libreria Libraccio (p.zza Trento e Trieste), nella libreria “Testaperaria” (via de’ Romei) e nella Cartoleria Sociale (via Spadari).
In quest’ultima fatica, Ferraresi raccoglie alcuni racconti tra biografia e fantasia, con protagonista Pierino, membro di una famiglia numerosa, fin da piccolo quindi abituato alle «piccolissime rinunce» e soprattutto all’«importanza di condividere». Al senso del limite, quindi (per ora solo fuori di sé). Le vicende di Pierino si svolgono durante le vacanze estive con la famiglia, su quei monti e quei boschi verso i quali prova «un richiamo fortissimo, un’esigenza quasi fisica».
La prima parte è il racconto della sua ricerca, con un amico, dei resti “dell’orso speleo”, preistorico, di cui tutti parlano. Ma è un rapporto, quello di Pierino con la natura non umana, appunto di attrazione, di richiamo ancestrale ma al tempo stesso di conflitto, di timore. Che sono gli stessi sentimenti che il giovane dovrà affrontare, dominare e vincere nei confronti della realtà, intesa come altro-da-sé, alterità inevitabile, quindi anche imprevisto. Insomma, dalla Storia collettiva – che tanto lo attrae, ma già vissuta, e sempre spersonalizzante – dovrà arrivare alla storia personale, unica.
In ciò, infatti, consisterà il suo doloroso ma affascinante cammino fuori dall’infanzia, il suo farsi uomo. “Uomo” da intendersi non solo, non tanto, come maschio adulto, ma come essere umano. Insomma: umani si diventa, è una conquista, e l’umano ha sempre il volto dell’Altro, è l’incontro-scontro con ciò che ci supera, che non possiamo afferrare. L’autore definisce ciò una continua «spoliazione». Nel caso di Pierino, è quell’imponente cattedrale di rocce e rami, un gatto, un nido di vespe, gli amici, i vecchi del bar. Sarà grazie a un capriolo che avverrà in lui una svolta, sarà la breve epifania di questo animale «maestoso ed elegante» a sconvolgerlo. Sarà uno dei riti di passaggio necessari nella vita del giovane.
Ma come in tutti i transiti, «le ombre» incombono, il sentirsi inadeguato, fragile, preda del proprio rimuginare. Capirà, Pierino, che al sonno inteso come stasi, routine, palude esistenziale, deve contrapporre il sonno costellato di sogni, di desideri, di visioni che rompono l’abitudinarietà stantia dei nostri quotidiani («l’appiattimento delle abitudini collettive») per farci uscire da noi stessi e dalle nostre gabbie invisibili. Serve, in questo – come detto – un Altro, che si esprime soprattutto attraverso la voce, il richiamo (spesso ricorrente nel libro), la parola quindi. E la Parola: quella del Creatore che «accompagna verso l’invisibile, verso la profondità delle altre persone, delle cose e delle situazioni».
È questa la conquista di Pierino: il riconoscere il valore della «condivisione profonda» fatta di «ascolto, attenzione, riflessione, pazienza, capacità di immedesimarsi negli altri». Quel «giardino meraviglioso» fatto di dono e comunione, nel quale contemplare la bellezza di ciò che è, dopo aver (ri)trovato sé stessi, dopo aver compreso l’essenziale.
Andrea Musacci
Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 6 marzo 2026
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