La musica nei film di Antonioni

28 Dic

FERRARA. «Per colonna sonora intendo i suoni naturali, i rumori piuttosto che la musica»: si potrebbe partire da questa frase di Antonioni per analizzare il suo rapporto complesso con la musica nel cinema. Su questo tema si basava la conferenza che si è svolta lunedì alla Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, introdotta da Doris Cardinali e tenuta dal prof. Alberto Boschi, docente di Storia del Cinema all’Università di Ferrara. La conferenza, dal titolo “Detesto la musica per film.

Rumori e paesaggi sonori nel cinema di Michelangelo Antonioni”, è il secondo dei sei incontri del ciclo Sinfonie urbane all’interno del Piano Antonioni. Antonioni dice di odiare la musica per film e in una dichiarazione del 1959 afferma: «Se i produttori mi lasciassero fare, userei soltanto una colonna sonora di rumori». Quindi più che di musica, il regista preferisce parlare di rumori, i quali devono rappresentare il paesaggio. Nonostante ciò, il regista collaborò con un musicista del calibro di Giovanni Fusco, l’equivalente di Nino Rota per Fellini.

Nei film degli anni ’70 (Blow-up e Zabriskie Point) addirittura Antonioni arrivò ad usare musica rock e pop. A tal proposito, Doris Cardinali ha sottolineato come nel Fondo a lui dedicato vi siano molti dischi rock o di musica leggera.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 dicembre 2012

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