Grattacielo, i residenti: «bilanci gonfiati, nostro debito è molto inferiore»

19 Mag

Sarebbe di 660mila euro e non di 1.400.000 euro il debito dei condomini del Grattacielo di Ferrara. A denunciarlo sono Daniele Pachera e Filippo Calafato, rappresentanti del Comitato dei Condomini per la Trasparenza del Grattacielo, dopo l’incontro dello scorso 15 maggio nella sede dello Studio di Francesco Donazzi, amministratore condominiale. «Le risultanze – dichiara Pachera – hanno sollevato interrogativi ancora più inquietanti sulla gestione finanziaria del Grattacielo». Il Comitato denuncia «una discrepanza contabile colossale che getta un’ombra pesante sulla trasparenza dei bilanci passati. Nel corso dell’ispezione – spiegano dal Comitato -, l’Amministratore ha consegnato due versioni contrastanti della situazione debitoria: un prospetto basato sui bilanci approvati che indica un debito di 1.400.000 euro; e un prospetto definito “effettivo” che indica invece un debito di 660mila euro. A fronte di una differenza di ben 740mila euro, alla richiesta di chiarimenti da parte mia – spiega Pachera – l’Amministratore ha risposto testualmente che “nei bilanci approvati si maggiorano sempre le spese per sicurezza”. «È una dichiarazione scioccante – commenta Pachera –, si ammette candidamente che i bilanci sottoposti all’approvazione dei condomini contenevano cifre gonfiate rispetto alla realtà. Ricordiamo che inizialmente si parlava di un debito di oltre 2 milioni di euro: sembra che sotto la pressione della nostra azione legale e mediatica, questo debito diminuisca ogni giorno. Dove sono finiti i soldi versati dai condomini se il debito reale è meno della metà di quello dichiarato?».

Ma non è finita qui: «Nonostante lo Studio Donazzi non abbia ancora consegnato le fatture e i giustificativi di spesa (promessi per il prossimo 21 maggio)», il Comitato spiega: «emergono indiscrezioni clamorose a seguito di una serie di telefonate interlocutorie e sondaggi informali avviati per verificare la reale entità delle pendenze con i creditori. Le risposte ricevute da alcune delle ditte inserite nell’elenco dei debiti farebbero ipotizzare che le fatture emesse e le somme che i fornitori realmente avanzano corrispondano a meno della metà rispetto a quanto riportato nel prospetto dei debiti “effettivi” esibito dall’amministrazione. Una discrepanza enorme che, se confermata dai documenti ufficiali, farebbe crollare definitivamente il debito milionario dichiarato».

E Pachera interpella nuovamente il Sindaco Alan Fabbri: «il 16 maggio ho inviato una nuova PEC urgente al Sindaco sollecitando un tavolo di confronto per la mattina del 21 maggio, dato che la precedente richiesta del 12 maggio è rimasta a tutt’oggi priva di riscontro. L’intervento del Comune è ormai urgente su più fronti. Dai conti forniti dall’amministratore, il Comune, essendo condomino per circa 50 millesimi, risulterebbe debitore di circa 10mila euro. Ma se le spese reali sono gonfiate del doppio, si sta chiedendo all’Ente pubblico di versare denaro dei contribuenti in eccedenza». Infine, «il timore più grande» dei condomini è che «lo stallo amministrativo possa compromettere la raccolta delle prove». Di qui il rinnovato appello «alla Procura della Repubblica di Ferrara affinché intervenga con la massima celerità», conclude Pachera. «Chiediamo che i Magistrati diano tempestivo incarico alla Guardia di Finanza per sequestrare e cristallizzare la documentazione contabile presso lo Studio Donazzi, prima che i faldoni e i giustificativi di spesa del periodo 2018-2023 possano essere modificati, occultati o fatti sparire». Infine, spiega Pachera, «entro maggio chiameremo a rispondere l’amministratore del condominio per le gravissime irregolarità gestorie, i bilanci alterati e l’ostinato occultamento dei registri obbligatori, a partire dal Registro di Anagrafe Condominiale».

Andrea Musacci

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 22 maggio 2026

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