Tag Archives: Alberto Boschi

Lo stile di Antonioni al Teatro Comunale di Ferrara

19 Apr

Lunedì 8 aprile, alle 17.30, presso il Ridotto del Teatro Comunale in Corso Martiri della Libertà, 5, si è tenuta la seconda conferenza del ciclo “L’orizzonte di Antonioni”, organizzato dalla Fondazione Ferrara Arte, dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, dalla Fondazione Teatro Comunale e dall’Università di Ferrara. Protagonista dell’appuntamento è stato il prof. Alberto Boschi, il quale ha tenuto una conferenza dal titolo “Usare i mezzi più semplici e il minor numero di mezzi. Lo stile cinematografico di Michelangelo Antonioni”.

Il docente ha subito spiegato come il titolo del suo intervento sia una citazione del regista presa da un’intervista collettiva, “La malattia dei sentimenti”, contenuta nella rivista «Bianco e Nero» (1961). Qui Antonioni spiega la sua ostilità nei confronti dell’uso dell’accompagnamento musicale nel cinema, “perché – dice – sento il bisogno di essere asciutto, di dire le cose il meno possibile, di usare i mezzi più semplici e il minor numero di mezzi”.

Questa semplicità stilistica è evidente nella prima parte della sua produzione, negli anni ’50, e si caratterizza anche per la linearità, l’oggettività e l’esteriorità della narrazione. Rappresenta un’eccezione il ricorso del regista al piano-sequenza, presente in “Cronaca di un amore” (1950) e nel finale di “Professione: reporter” (1975). Tra questi due film è invece dominante un uso originale del montaggio, un uso non ortodosso del campo-controcampo e del raccordo dello sguardo e della direzione, oltre all’uso di inquadrature semi-soggettive.

Il prof. Boschi ha concluso spiegando come Antonioni, “al di là delle apparenze sia un regista psicologico, fortemente interessato all’interiorità dei suoi protagonisti”. Questo spiega la presenza di pochi dialoghi per rappresentare i sentimenti, valorizzati al contrario attraverso la “dimensione mimico-gestuale” e i paesaggi, naturali o urbani.

Andrea Musacci

Antonioni fa il pieno anche a Wunderkammer

24 Mar

wunder antonioni

(nella foto, da sx: Doris Cardinali, Massimo Maisto, Alberto Boschi, Leonardo Delmonte, Elena Bertelli, Elisabetta Antonioni)

Ottimo successo di pubblico per la serata antonioniana organizzata ieri da “Basso Profilo” e dal “Consorzio Wunderkammer” al palazzo ex-Savonuzzi di via Darsena, 57. Alle 18 vi è stato il  vernissage della mostra “Is Michelangelo Dead?”, a cura del Centro Studi Dante Bighi di Copparo. Quattro artisti, Daniele Cestari, Enrico Panbianchi, Denis Riva e Silvia Forese, su un’unica grande parete (oltre ad un’installazione video) hanno esposto le loro opere ispirate all’immaginario del grande regista ferrarese. Mentre il vicesindaco Massimo Maisto ha spiegato l’importanza della mostra nel “rendere attuale la figura di Antonioni, evitando il rischio di creare ‘santini’ “, Elisabetta Antonioni, presidente dell’ “Associazione Michelangelo Antonioni”, ha sottolineato quanto l’interesse sempre rinnovato verso il regista dimostri quanto egli sia piu’ che mai vivo.” L’introduzione e’ proseguita con la presentazione del Piano Antonioni da parte di Doris Cardinali e con gli interventi di Elena Bertelli, di Antonio Boschi dell’Universita’ di Ferrara e di Jonny Costantino, direttore della rivista “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre”. Prima della proiezione dei documentari di Antonioni, alle 19.30 vi e’ stato l’incontro “Antonioni documentarista”, a cura di APS Basso Profilo, con l’intervento di Francesco Pitassio dell’Università di Udine e l’interlocuzione di Francesco Di Chiara, dell’Università di Ferrara, sul tema del paesaggio e delle sue relazioni coi personaggi nell’universo documentaristico antonioniano.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 marzo 2013

La musica nei film di Antonioni

28 Dic

FERRARA. «Per colonna sonora intendo i suoni naturali, i rumori piuttosto che la musica»: si potrebbe partire da questa frase di Antonioni per analizzare il suo rapporto complesso con la musica nel cinema. Su questo tema si basava la conferenza che si è svolta lunedì alla Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, introdotta da Doris Cardinali e tenuta dal prof. Alberto Boschi, docente di Storia del Cinema all’Università di Ferrara. La conferenza, dal titolo “Detesto la musica per film.

Rumori e paesaggi sonori nel cinema di Michelangelo Antonioni”, è il secondo dei sei incontri del ciclo Sinfonie urbane all’interno del Piano Antonioni. Antonioni dice di odiare la musica per film e in una dichiarazione del 1959 afferma: «Se i produttori mi lasciassero fare, userei soltanto una colonna sonora di rumori». Quindi più che di musica, il regista preferisce parlare di rumori, i quali devono rappresentare il paesaggio. Nonostante ciò, il regista collaborò con un musicista del calibro di Giovanni Fusco, l’equivalente di Nino Rota per Fellini.

Nei film degli anni ’70 (Blow-up e Zabriskie Point) addirittura Antonioni arrivò ad usare musica rock e pop. A tal proposito, Doris Cardinali ha sottolineato come nel Fondo a lui dedicato vi siano molti dischi rock o di musica leggera.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 dicembre 2012

Tre giorni di analisi e riflessioni su Antonioni

28 Dic

FERRARA. Si è concluso ieri mattina il convegno “Cronaca di un autore” dedicato al regista Michelangelo Antonioni e durato tre giorni. Gli incontri si sono svolti nella sede della Facoltà di Economia in via Voltapaletto e hanno visto la partecipazione di numerosi studiosi da tutto il mondo. Ogni giornata ha visto la presenza di circa 50 persone, giovani e meno giovani, tra cui l’Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto, che ha anche aperto i lavori insieme al Rettore Pasquale Nappi, a Matteo Galli, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici e ad Alberto Boschi, Docente di Storia del cinema e di Storia e fenomenologia del cinema all’Università di Ferrara. La mattinata conclusiva è stata inaugurata dall’intervento di Ruggero Eugeni, dell’Università di Firenze, il quale ha analizzato “L’avventura”, “La notte” e “L’eclisse” attraverso la lente del disagio psichico e della psicosi. In particolare, si è soffermato sulla scomparsa, avvenimento centrale de L’avventura e sulle sequenze della visita all’ospedale e della festa finale ne La notte. José Moure, docente della Sorbona di Parigi ha invece incentrato il proprio contributo sull’aspetto architettonico presente nel cinema antonioniano mentre l’intervento di Roberto Calabretto, musicologo dell’Università di Udine, ha riguardato invece la musica e i suoni nei film del regista. Il convegno è stato, quindi, concluso dal prof. Marco Bertozzi, docente di Filosofia teoretica dell’Università di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 dicembre 2012