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Suor Lucia Solera e Sant’Agostino, “passioni convertite”

31 Ago
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Sant’Agostino da Ippona

Una testimonianza viva, che sgorga da un “cuore ardente”. In occasione della settimana dedicata al patrono Sant’Agostino, l’omonima parrocchia di Ferrara ha organizzato ieri una serata teologica sui passi di vita del Vescovo di Ippona. L’incontro, introdotto e diretto da don Francesco Viali, si è svolto in collegamento skype con Rossano Calabro (Cs) dove vive suor Maria Lucia Solera, monaca agostiniana di vita contemplativa, originaria di Migliarino, appartenente alla comunità dell’Eremo di Lecceto (Si), in cui ha fatto il suo ingresso nel 1998, dopo la Laurea in Giurisprudenza. Suor Lucia vive dal giugno del 2009 con altre tre sorelle nella Casa “Madonna del Buon Consiglio” della sopracitata località calabrese. “Come nube di pioggia in tempo di siccità” è il nome del libretto da lei realizzato dedicato al tema della misericordia nelle “Esposizioni sui Salmi” di Sant’Agostino, i cui proventi sono destinati alla costruzione del monastero a Rossano, il primo agostiniano in Calabria. Il libretto è acquistabile sui maggiori store online e presso la Parrocchia di via Mambro.
«Noi suore ci portiamo dietro vite normali – raccontano le suore in un video proiettato ieri – oltre a un desiderio di pienezza e a una tensione tra gioia e insoddisfazione». Tutto questo le ha accompagnate all’incontro con «l’umile Gesù» e a una «forte attrattiva» per la preghiera. «Il respiro della preghiera – sono sempre loro parole – è l’ordito della nostra giornata. La ricerca instancabile di Dio insieme alla comunione tanto dei beni materiali quanto di quelli spirituali» fa di queste suore «donne libere sotto la Grazia».
Suor Lucia ha preso le mosse citando una frase del teologo Romano Guardini, “i santi sono passioni convertite”, spiegando come anche per il Santo di Ippona le sue passioni giovanili («un’affettività impetuosa, un desiderio di emergere, un amore per l’orazione») non sono state «represse, frustrate o amputate, ma convertite», cioè incanalate, rendendole «non più disordinate, casuali», nocive, ma, ha spiegato suor Lucia, «convogliate in una direzione, diventate un amore orientato».
Così, un momento di svolta è rappresentato a Milano dall’incontro col Vescovo Ambrogio, la cui parola «non era solo bella, ma carica di verità», perché fedele alla Parola di Dio, che «non colpisce solo le sue orecchie ma anche il suo cuore, ora non più di pietra ma di carne» (cfr. Ez 11, 19). L’incontro dell’autore delle “Confessioni” con Cristo prosegue nell’incontro di Suor Lucia col Signore, incontro che, però, ha spiegato, «non rimane intimistico ma diventa passione per Lui e passione per l’evangelizzazione, che significa, cioè, mettere in campo le nostre passioni. “Interroga il tuo cuore: quale passione lo anima? Verso chi o cosa lo muove? E questa passione è viva, sonnecchia o è morta?”» sono le «domande/provocazioni» finali proposte da Suor Lucia, suggerite dal Santo d’Ippona.
Venendo, dunque, al tema della pubblicazione di suor Solera, l’autrice ha sottolineato come «la misericordia ha avuto tanta importanza nella vita di Agostino. La misericordia è sguardo che incoraggia, sguardo benevolo, che perdona, gratuito, che gioca in anticipo, è una cosa seria, protegge e corregge, ora e qui, nelle nostre prove. Ed è un’opera d’arte, nel senso che ogni volta che siamo perdonati veniamo in un certo senso rifatti belli».

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” il 31 agosto 2017

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«Costruire la città di Dio con l’incontro e la comunione»: Mons. Perego per la festività di Sant’Agostino

29 Ago

1“L’amore di sé portato fino al disprezzo di Dio genera la città terrena; l’amore di Dio portato fino al disprezzo di sé genera la città celeste. Quella aspira alla gloria degli uomini, questa mette al di sopra di tutto la gloria di Dio. […] I cittadini della città terrena son dominati da una stolta cupidigia di predominio che li induce a soggiogare gli altri; i cittadini della città celeste si offrono l’uno all’altro in servizio con spirito di carità e rispettano docilmente i doveri della disciplina sociale”.
(“La città di Dio”, XIV, 28)

Nei luoghi dove più acute sono le ferite causate dall’abbandono, dal disagio, dalla convivenza forzata tra diversi, due sono le strade che ognuno può scegliere: quella della chiusura e dell’egoismo, o quella dell’incontro e della comunione. Vie entrambe rischiose, ma che, nel loro sviluppo, mostrano la propria aderenza, o meno, alla realtà.
Così è sempre stato, e così è, a maggior ragione, nel nostro Paese in questo periodo storico di migrazioni di massa. Nella nostra città, prima che il GAD diventasse luogo-simbolo di queste contraddizioni, un altro quartiere, quello che vede come perno Viale Krasnodar, rappresentava nel bene e nel male tutto ciò. Anche per questo la visita dell’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Mons. Gian Carlo Perego nella Parrocchia di Sant’Agostino ieri in occasione della festività del Vescovo di Ippona, ha rappresentato una tappa significativa.
4«Viviamo questo momento con profondo senso di comunione», ha riflettuto il parroco don Michele Zecchin introducendo la Santa Messa svoltasi alle 18.30. Durante l’omelia Mons. Perego, prendendo le mosse principalmente da “La città di Dio”, opera di S. Agostino redatta tra il 413 e il 426, ha comparato i cambiamenti d’epoca di allora, quando «l’Impero romano stava morendo sotto l’immoralità e per l’incapacità di difendersi dai popoli invasori», agli stravolgimenti riguardanti le nostre società occidentali. Ai propri fedeli intimoriti dalle invasioni e incapaci, di conseguenza, di pensare a Dio come un Padre che li protegge, S. Agostino risponde che «tanti sono stati i momenti difficili nella storia dell’umanità, a partire dal tradimento da parte di Adamo ed Eva della fiducia di Dio. Il Vescovo di Ippona – ha proseguito Mons. Perego – esorta a non rinunciare al fondamento della nostra fede, cioè la paternità e l’amore di Dio».
«Oggi siamo in una situazione simile, si parla di invasione, di perdita della nostra identità», non la chiusura e l’odio, però, permetteranno di affrontare questa situazione, ma la testimonianza: «mai come oggi siamo chiamati a testimoniare la novità dell’amore cristiano, le persone che ci incontrano devono poter dire: “guardate come si vogliono bene”». Viene in mente, qui, quella Lettera a Diogneto di autore anonimo, scritta forse nel II secolo d. C. . «Nuove persone guardano allo stile cristiano, ogni anno mille adulti si battezzano, tra cui l’anno scorso un centinaio erano musulmani».
L’importanza di S. Agostino e della sua santità sta anche qua, nella capacità di «continuare a parlarci», anche nel nostro tempo, continuando a «essere importante per la nostra vita e per il suo rinnovamento». Per questo motivo «oggi la città di Dio è la città che fa della cultura dell’incontro la realtà più vera e importante, altrimenti diventa la città dell’uomo, dove a dominare è l’individualismo, l’egoismo, l’avidità, dove si è incapaci di ricostruire la propria comunità». Al contrario, ha concluso Mons. Perego, «nella città di Dio deve vincere una storia di dono e di gratuità, dobbiamo essere attenti, interessati all’altro, accoglienti e disciplinati, per costruire beni comuni, una cittadinanza che sappia dar vita al domani».
Un futuro che nasce già oggi, anche nei piccoli gesti, come quelli della giovane coppia, Patrick e Mc Harol, di origini camerunensi, che si sposeranno il prossimo 16 settembre e che hanno partecipato all’Offertorio, nel quale, oltre a un regalo per il Vescovo ispirato a S. Agostino e realizzato da alcune parrocchiane, è stato portato all’altare anche un cesto di pani prodotti e donati da alcune donne musulmane del quartiere. A conclusione della Messa, prima della cena comunitaria nello spiazzo retrostante, due membri della segreteria del Consiglio pastorale hanno letto una breve cronistoria della parrocchia, istituita nel 1972 e in cui la prima S. Messa è stata celebrata il 15 dicembre ’74 dall’allora Vescovo Natale Mosconi.
Una parrocchia popolosa e piena di contraddizioni, attualmente composta da circa 7mila residenti, dei quali circa mille vivono da soli. Una comunità, nonostante tutto, convinta che «la fede senza carità è morta». Per questo, nei decenni un pezzo della “città di Dio” è stato edificato, e continua a essere edificato, da enti e associazioni come la Congregazione delle Suore di Gesù Buon Pastore (Pastorelle), Azione Cattolica, Conferenza San Vincenzo, Associazione Arcobaleno, Viale K e Caritas.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” il 29 agosto 2017

Mons. Perego a sostegno dell’Associazione “Noi per Loro”

26 Ago
Mons. Perego, Mons. Antonio Bentivoglio e alcune volontarie

Mons. Perego, Mons. Bentivoglio e alcune volontarie della “Noi per Loro”

Anche l’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Mons. Gian Carlo Perego ieri ha scelto la cena a base di pinzini nella piazzetta dietro il campanile della Cattedrale cittadina. L’Associazione “Noi per Loro” organizza l’evento culinario come forma di autofinanziamento per permettere il sostegno materiale ai detenuti poveri e bisognosi della Casa Circondariale cittadina. Accompagnato dal suo segretario don Giacomo Granzotto e accolto dal Presidente dell’Associazione e cappellano del carcere Mons. Antonio Bentivoglio, il Vescovo si è intrattenuto con alcune delle volontarie e dei volontari.
Dopo le serate di ieri e giovedi, l’evento prosegue stasera (sabato) e domani sera: dalle 17 alle 24 sarà possibile gustare, a prezzi economici, gli ottimi pinzini artigianali, fritti e serviti, farciti con salame o prosciutto crudo oppure vuoti, oltre a bibite, birra e ampia scelta di vini. Novità di quest’anno, l’angolo aperitivo (spritz, mojito, prosecco).
Per accedere nella piazzetta dietro il campanile del Duomo si può entrare da Piazza Trento e Trieste (di fianco al Campanile, civici 69-71), da Via degli Adelardi (di fianco a Felloni Studio) o da Via Canonica.
Altre informazioni sull’Associazione si possono trovare sul sito, clicca QUI.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” il 26 agosto 2017

 

Quattro serate con i pinzini benefici dietro la Cattedrale

23 Ago

11954770_536823149798483_4791792682942879682_nPinzini e salame per finanziare l’attività benefica dell’Associazione “Noi per Loro – Opera Mons. Giulio Zerbini onlus”. Anche quest’anno, in occasione del Ferrara Buskers Festival, dietro il campanile della Cattedrale giovedì 24, venerdì 25, sabato 26 e domenica 27, dalle 17 alle 24, l’Associazione diretta da Mons. Antonio Bentivoglio che aiuta i detenuti poveri della Casa Circondariale di Ferrara, propone quattro serate di autofinanziamento. Si potranno gustare, a prezzi economici, gli ottimi pinzini artigianali, fritti e serviti, farciti con salame o prosciutto crudo oppure vuoti, oltre a bibite, birra, ampia scelta di vini, e lotteria con ricchi premi (1 biglietto = 1 euro). Novità di quest’anno, l’angolo con aperitivo (spritz, mojito, prosecco).
Il tutto organizzato e portato avanti dai numerosi volontari dell’Associazione e da alcuni ex detenuti del carcere ferrarese. Per accedere nella piazzetta dietro il campanile del Duomo, si può entrare da Piazza Trento e Trieste (di fianco al campanile), da Via degli Adelardi (di fianco a Felloni Studio) o da Via Canonica.
Altre informazioni sull’Associazione si possono trovare sul sito https://noiperloroferrara.wordpress.com/.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” il 23 agosto 2017

Qui l’evento su Facebook.

Anche la tagliatella sociale in piazza per il Buskers Festival

22 Ago

1Anche la nostra tradizione culinaria è protagonista al Ferrara Buskers Festival. Fino a domenica 27, infatti, nel Largo Castello, lato Giardini di viale Cavour, l’Associazione di volontariato “Oltre i muri” è presente con il suo gazebo dove propone tagliatelle al ragù e lambrusco per finanziare i propri progetti in ambito sociale. L’onlus, nata nel 2014 e presieduta da Vincenzo Musella, commercialista napoletano residente a Ferrara, è in prima linea in attività di sensibilizzazione per i più giovani riguardanti la sicurezza, il bullismo, il cyberbullismo e una corretta alimentazione. Proprio per quest’ultimo ambito, e per la cultura del chilometro zero, in questi giorni ripropone l’iniziativa intitolata “La Tagliatella ti fa bella – Ambasciatori del gusto”, già svolta lo scorso giugno in occasione di “Comacchio by night” e lo scorso dicembre nella sede della BLN in corso Porta Reno a Ferrara per la raccolta fondi a favore di Telethon. Da settembre, infine, l’Associazione tornerà in alcune scuole e parrocchie di Ferrara e provincia per sensibilizzare i più giovani sui temi sopracitati.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 agosto 2017

Alla Galleria del Carbone mostra “oltre il contemporaneo”

21 Ago

3398_7d3991a322b6f14257cf6c181671d086Non solo musica, ma anche arte contemporanea, in occasione del Ferrara Buskers Festival. Una collettiva “oltre il contemporaneo” è visibile fino al 3 settembre nella Galleria del Carbone di Ferrara. In via del Carbone, 18/a sabato è stata presentata “Fuori mercato”, esposizione con presentazione critica di Azzurra Immediato, Orlando Piraccini, Domenico Settevendemie e Paolo Degli Angeli. Il gruppo cesenate composto da Franco Alessandroni, Andrea Artusi, Lucio Cangini, Davide Crociati, Anna Maria Nanni, Luciano Navacchia, Luciano Paganelli, Leonardo Rossi, Massimo Rovereti e Giulio Santolieri espone le proprie opere già esposte in un tour a Cesena e Ravenna.

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Un momento dell’inaugurazione

Le tecniche usate sono le più diverse: olio, acrilico, collage scultura, installazione, dando la possibilità di apprezzare un’interessante campionatura, di grande qualità, dell’arte contemporanea della Romagna. La mostra ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e rimarrà in parete con i seguenti orari di visita: dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20, chiuso il lunedì.

Qui l’evento su Facebook.

Andrea Musacci

A Ferrara otto bambine e bambini saharawiani, piccoli «ambasciatori di pace che rimangono nel cuore»

17 Ago

1Più di quaranta giorni nel nostro Paese, dei quali cinque a Ferrara, per otto piccoli «ambasciatori di pace» saharawiani. Stamattina nel Municipio di Ferrara è stato presentato il progetto “Accoglienza Saharawi 2017”, organizzato dall’Associazione Oltreconfine in collaborazione con il Coordinamento Regionale di Solidarietà per il Sahara Occidentale e con la Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia (che ha programmi simili anche in Spagna). Il progetto, giunto al 18° anno, vede otto bambine e bambini tra i 7 e i 10 anni ospiti di associazioni ed enti locali nella nostra città, dov’è interamente gestito da volontari di Oltreconfine, con il sostegno della CRI Ferrara (per gli accertamenti sanitari loro necessari e le eventuali terapie) e dell’AIC – Associazione Italiana Celiachia.
I bambini permangono a Ferrara dalla mattina del 13 agosto, fino a domani, 18 agosto, quando ripartiranno dall’aeroporto milanese di Malpensa verso la loro terra. In Italia sono giunti lo scorso 4 luglio, e, prima della tappa ferrarese, sono stati, nell’ordine, tre settimane a Reggio Emilia, poi a Bellaria, Sala Bolognese e Sasso Marconi. In tutto sono circa un’ottantina i bambini saharawiani ospiti del progetto accolti quest’estate nella nostra regione, su un totale di 400 in tutta Italia. Nello specifico, la nostra città in 18 anni ha accolto circa 150 bambine e bambini provenienti dal Sahara Occidentale, situato tra Marocco, Algeria e Mauritania.
Seppur nei pochi giorni trascorsi a Ferrara, i bambini, tra le varie attività svolte, hanno avuto la possibilità di giocare a Parco Massari, di cenare o pranzare alla Bocciofila La Ferrarese in viale Orlando Furioso, nella mensa di via Zandonai, al Ristorante 381 in piazzetta Corelli e al Puedes nel sottomura di via Baluardi, di nuotare nella piscina di Occhiobello, oltre che di visitare il Castello Estense, il Giardino delle Capinere della LIPU in via Porta Catena, e di navigare sul Po grazie al battello fluviale “Nena”.
«Questi bimbi ci entrano nel cuore, e lì rimangono», ha spiegato, ai limiti della commozione, Alessio Zagni, presidente del Comitato della Croce Rossa Italiana di Ferrara. «È importante mantenere alta l’attenzione sui problemi che vive questo popolo». Popolo la cui storia, nonostante diverse campagne di sensibilizzazione, anche nel nostro Paese rimane perlopiù misconosciuta. «Loro sono i nostri ambasciatori di pace», ha spiegato Hamadi Omar Mohamed, accompagnatore, interprete e mediatore Saharawi del gruppo, attivo in questo ruolo dal 2012. «La loro è la causa dei dimenticati: non esiste solo il muro del Marocco [che questo Paese ha istituito al confine col Sahara Occidentale per controllare meglio il popolo Saharawi, ndr], ma anche il muro del silenzio».
All’incontro di presentazione sono intervenuti anche Agnese Casazza, presidente di Oltreconfine, e Massimo Maisto, Assessore alle Politiche per la pace del Comune di Ferrara, che ha spiegato come «il popolo Saharawi ha scelto la via della pace, della legalità internazionale, la via referendaria. La cooperazione internazionale decentrata è una, seppur piccola, risposta a questo tipo di problemi».

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” il 17 agosto 2017