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Una Chiesa «dinamica» fatta di tanti volti e storie

27 Mag

Presentato a Casa Cini il libro di Gian Pietro Zerbini sui primi 40 anni dell’unione tra Ferrara e Comacchio: tanti i ricordi agrodolci, sempre guardando al futuro

Aneddoti, racconti scherzosi e ricordi commoventi: è stato un incontro ricco di emozioni quello svoltosi lo scorso 21 maggio a Casa Cini in occasione della presentazione del nuovo libro di Gian Pietro Zerbini “La Chiesa di Ferrara-Comacchio nei suoi primi quarant’anni 1986-2026”. Tante, infatti, sono le emozioni vissute dalle nostre comunità in questi 40 anni, raccolte da Zerbini in 35 anni di lavoro  a “La Nuova Ferrara”, e ora una loro selezione presente in questo volume edito da CEDOC SFR (Centro documentazione della parrocchia di Santa Francesca Romana) come Quaderno n. 57. La prefazione è affidata a don Andrea Zerbini, direttore del CEDOC.

Dopo l’introduzione del nostro Direttore mons. Massimo Manservigi, è intervenuto il  vescovo mons. Gian Carlo Perego, il quale ha sottolineato come la nostra Chiesa locale nel 1989 e a inizio anni ’90 fosse, anche allora, «una Chiesa che guardava al futuro», con «le prime riflessioni sulle unità pastorali e un rapporto nuovo tra Chiesa e società»: la Chiesa, infatti, «non è una realtà statica ma dinamica, che si rapporta di continuo con la Storia e in questo rapporto sempre si ripensa». Fra gli eventi di quel periodo non affrontati su “La Nuova Ferrara” ma molto importanti per la neonata Diocesi, mons. Perego ha ricordato la nascita deiConsigli pastorale e presbiterali diocesani, la ristrutturazione della Curia, la divisione in vicariati, la nascita dell’ISSR, la Lettera del Vescovo Maverna Desiderio desideravi del 1994 (nome poi ripreso da papa Francesco come Lettera apostolica nel 2022), l’arrivo dei Ricostruttori nella preghiera a Pomposa, l’unione delle AC di Ferrara e Comacchio.

Zerbini  – che ha invitato anche il Prefetto Marchesiello per un breve saluto introduttivo – ha poi ricordato gli esordi a “La Nuova Ferrara”, il fatto che conoscesse, allora, metà dei sacerdoti diocesani, «quindi ero favorito…», e al fatto che avesse tre famigliari sacerdoti (don Andrea Zerbini, mons. Giulio Zerbini e donAntonio Bentivoglio), aspetto, questo, invece «non sempre facile da gestire». In ogni caso, quello di seguire l’Arcidiocesi «è sempre stato un compito interessante», ha aggiunto. «I temi principali di oggi sono gli stessi di allora: i poveri, i migranti, le missioni. E il Vangelo dev’essere sempre la nostra guida, la nostra bussola».

Zerbini ha poi raccontato alcuni aneddoti che hanno reso l’incontro profondo e al tempo stesso leggero. Come quello riguardante la notizia della visita di papa Giovanni Paolo II a Ferrara-Comacchio, con un’impiegata delle Poste che ricevendo le copie della “Voce” da spedire scopre lo scoop sull’arrivo del pontefice, notizia che quindi comunica subito a una sua conoscenza della “Gazzetta di Ferrara”, mentre la Diocesi voleva dare lo scoop al nostro Settimanale diocesano. O, sempre in quell’occasione, lo «scherzo» che il card.Tonini fece aggiungendo la tappa argentana con la visita del papa alla tomba di don Minzoni – presente anche il presidente della Repubblica -, o la benedizione della prima pietra di quello che diventerà l’Arcispedale di Cona. Un altro aneddoto riguarda mons. Perego: «l’ho intervistato nel Seminario di Cremona prima della Messa solenne di ordinazione episcopale» nel maggio ’17. «E in quell’occasione gli ho consegnato la figurina di Gabriele Cantagallo, portiere della SPAL negli anni ’60, figurina datami dallo stesso Cantagallo come dono a mons. Perego dopo aver saputo che la cercava perché quand’era bambino era l’unica mancante per completare il suo album dei calciatori Panini». E ancora, un gesto di umanità in una situazione di estremo dolore: nel ’19, la vicinanza di mons. Perego alla madre di Adriano Bianco, giovane morto a Ferrara poche ore dopo la laurea. Oltre al ricordo dei singoli vescovi di questi quattro decenni, Zerbini ha omaggiato don Patruno, «prete capace di far ponti tra mondi diversi», oltre a don Samuele Gardinale, padre Silvio Turazzi e mons. Giulio Zerbini. 

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Per il prezzo della copia cartacea, contattare il Cedoc.

Il libro si può scaricare in pdf qui: http://santafrancesca.altervista.org/materiali/quad57.pdf

Andrea Musacci

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 29 maggio 2026

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Raccontare il cinema: il libro di Gian Pietro Zerbini

11 Set

Nel volume, 365 recensioni e diversi interventi. Presentazione il 12 settembre in Biblioteca Ariostea

Si intitola “Il cinema raccontato giorno per giorno” il volume che raccoglie 365 recensioni di film, una per ogni giorno dell’anno, del giornalista Gian Pietro Zerbini, dal 1989 fino a pochi mesi fa nella redazione de “la Nuova Ferrara”.

Da giornalista, Zerbini vedeva scorrere ogni giorno la pellicola della realtà, e con gli occhi del cronista la registrava, la interpretava. Per fare il giornalista, bisogna avere passione per la realtà. E il cinema (l’arte in generale) non è meno “reale” di quella fuori dallo schermo. È la realtà vissuta prima nella mente e nel cuore del regista, che poi rivive nel cuore di chi la osserva. Ho sempre apprezzato poco l’espressione “cinema della realtà”: il cinema è un’illusione non negativa (lo è la mera foto “di cronaca”, figuriamoci un film “di finzione”…), è creazione, ri-creazione nel senso di stacco, di distacco, di sempre nuova realtà, che prima non esisteva. 

Allo stesso modo, il cronista/critico cinematografico Zerbini con le sue parole ha ri-creato 365 e più volte quel reale sullo schermo che tanto ama. Lo ha fatto rivivere di vita nuova, perché la parola non può essere corpo morto, ma vita che si incarna sulla pagina, vita che a sua volta rivive in chi la legge. E così via, su una pellicola invisibile e potenzialmente infinita.

Andrea Musacci

IL 12 SETTEMBRE PRESENTAZIONE IN BIBLIOTECA ARIOSTEA

Il volume, già acquistabile nelle librerie e anche on line, viene presentato giovedì 12 settembre alle ore 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea di Ferrara (via delle Scienze, 17).

Il libro di Zerbini inaugura anche una nuova collana della Faust edizioni di Fausto Bassini, intitolata “Buio in sala”, dedicata ai legami tra il cinema e Ferrara.

GLI INTERVENTI NEL LIBRO

Uscito per Faust edizioni, il volume ospita anche diversi interventi: Cristiano Meoni (Direttore “la Nuova Ferrara”), Massimo Marchesiello (Prefetto Ferrara), mons.Massimo Manservigi (Vicario della nostra Arcidiocesi e regista), Paolo Micalizzi (critico d’arte e nostro storico collaboratore), Gabriele Caveduri (ex gestore di sale cinematografiche),  Paolo Govoni (Vice Presidente  Camera di Commercio Ferrara-Ravenna), Carlo Magri (docente UniFe a.c. e filmaker), Riccardo Modestino (Presidente De Humanitate Sanctae Annae odv), Stefano Muroni (attore e fondatore di “Ferrara La Città del Cinema”), Erik Protti (Foiunder e co-CEO gruppo Cinepark), Anna Quarzi (Presidente ISCO Ferrara), Bobo Roversi (Presidente nazionale Unione Circoli Cinematografici ARCI).

Pubblicato sulla “Voce” del 13 settembre 2024

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