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La dualità dell’essere e della creazione nelle opere di Ungaro

22 Feb

2015-02-20 17.42.00Fino a sabato prossimo nella Galleria Artè Primaluce (in Via Ripagrande, 84 a Ferrara) è possibile ammirare le sculture di Donato Ungaro, artista classe ’60 nato in Francia e residente a Taviano (LE). Nadia Celi, curatrice, ci accompagna tra queste forme sinuose, calde e delicate che richiamano la scultura simbolista in quanto “è lo spazio a penetrare nella scultura, non questa a occuparlo”. Diverse opere presentano, però, alcune “facce” bruciate, a voler rappresentare la dualità dell’essere e della creazione:  l’interno corrotto fa da contraltare all’apparenza esteriore, pulita e presentabile. Questo si vede, ad esempio, in due opere che si richiamano a vicenda, per contrasto, “Il nulla” e “Passaggio di stato”,  oppure nell’affascinante “Angeli”, che svela il suo lato demoniaco, “the dark side of the moon”. “Passaggi di luce”, dunque, che esaltano le “Illusioni” del reale. Ma la trasformazione del femminile (in “Evoluzione vita”), che è il ciclo della vita, sa ridonare senso e pregnanza a queste insolubili contraddizioni. La mostra è visitabile da lunedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.30 (sabato fino alle 18.30).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 febbraio 2015

Domani inaugura la mostra dello scultore Donato Ungaro

13 Feb

Mostra Ungaro ArtèLa Gallera Artè Primaluce (in Via Ripagrande, 84 a Ferrara) domani alle 17 inaugura la mostra dello scultore Donato Ungaro, nato in Francia e in seguito trasferitosi a Taviano (Le). Fin da ragazzo è attratto da tutto ciò che significa “creazione”, le sue idee nascono in modo istintivo seguendo il solo flusso emotivo delle sensazioni. Ungaro dà forma e vita a semplici ceppi di legno dai quali nascono come per incanto meravigliose opere dalle forme arcuate e tondeggianti. Osservando le sue opere notiamo che l’artista, mediante l’uso sapiente dei suoi strumenti di lavoro, crea delle cavità attraverso le quali fa entrare lo spazio, realizzando una ritmica alternanza di pieni e di vuoti e rivelando anche, simbolicamente, la realtà più intima della forma. La mostra è visitabile fino al 28 febbraio dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.30, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 febbraio 2015

La pittura di Bernardo “Arbe” Ariatta da domani ad Arté

23 Gen

2011_melodieLa Galleria Artè Primaluce, in via Ripagrande, 84 a Ferrara, inaugura domani alle 17 la mostra di Bernardo  “Arbe” Ariatta, “Tanto reale da illudere l’occhio”, curata da Nadia Celi. L’artista, nato a Novara nel 1966, propone sulla tela oggetti e figure rappresentate con un esasperato realismo.

Una tecnica pittorica fuori dal comune, che gli consente di realizzare immagini nitide, fotografiche, luminose, dove ogni oggetto presenta contorni netti e ben definiti. Si rimane affascinati non solo dalla precisione dei soggetti dipinti ma anche dalla carica che danno i colori caldi, dai riflessi e dagli effetti di luce e ombre.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 gennaio 2015

(Foto: Bernardo Ariatta, “Melodie”, 2011)

Le opere di Marco Amore in parete nella nuova galleria Artè

20 Dic

2014-12-16 17.19.04Da circa due mesi Ferrara si è arricchita di un nuovo luogo dove poter condividere la passione per l’arte. Stiamo parlando di  Artè Primaluce, Associazione e galleria espositiva in via Ripagrande, 84. Una delle fondatrici, Nadia Celi, ci spiega come Artè nasca per “dare un vantaggio ad artisti poco conosciuti, che non riescono a trovare spazio”. Proposito che si sta realizzando, visto il calendario delle mostre già riempito fino al prossimo giugno, con due esposizioni ogni mese. Il pittore attualmente in parete è Marco Amore, residente a Pieve di Cento ma di origini ragusane, che esporrà fino al 29 dicembre. Il suo stile iperrealista permette un alto grado di verosimiglianza, senza però scadere nel freddo perfezionismo: “il gioco di luci e ombre – ci spiega Celi, curatrice della mostra – ricorda Caravaggio, è come se lui lo portasse nell’iperrealismo”. Troviamo innanzitutto sette opere sullo stile della pop art, eseguite dal 2004 al 2013, e già vendute: “Natura morta con peperoncini”, “Rain on the windshield”, “Uno tira l’altro”, “Kinder sorpresa”, “Riciclaggio”, e due senza titolo.

Alcune opere di Marco Amore in mostraPoi le altre, con la “scoperta” della figura umana, splendide opere eseguite negli ultimi due mesi appositamente per questa esposizione, nelle quali,  prosegue, “si nota la massa del corpo, le sue linee sostanziose, materiche nell’uso del colore”. Troviamo il volto tragico dell’“Adolescenza”, la  discreta sensualità di “Phoebe” , “Nudo”, la stupenda “Hakaw Uhanalu”, e infine “Io ti guardo”, conclusa solo pochi giorni fa. Le attività dell’Associazione proseguiranno dalla settimana prossima con le visite guidate di Ferrara Guida, il 3 gennaio alle 17 con l’inaugurazione della mostra di Marco Gavioli, e con i corsi di disegno, pittura e storia dell’ arte per bambini e adulti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 dicembre 2014 (in versione ridotta)