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Grunge e psichedelia nel sound degli Egofobica

10 Apr

egofobica

Gli Egofobica sono una band nata nel 2009 tra Rovigo e Ferrara. Iniziano subito a lavorare al loro primo album, “Il leone e lo scorpione”, il quale uscirà a fine 2011. Durante la lavorazione, a Gianluca Padovani (batteria), Antony Crepaldi (voce-chitarra) e Giovanni Orlandini (basso) si aggiunge Matteo Bortolotti (tastiere e synth). Le sonorità grunge anni ’90 e psichedeliche anni ’70 dominano i loro brani. Hanno recentemente pubblicato un EP, “A piedi di piombo”. Il 14 aprile prossimo torneranno a suonare a Taglio di Po, il loro paese (solo Giovanni è di Ariano Ferrarese), insieme a The Mexican Whi-Sky. Forte è la collaborazione con la band Discomen, di Massa Fiscaglia, coi quali condividono l’etichetta Pindici Dischi.

È da poco uscito il loro nuovo EP, intitolato “A piedi di piombo”. Loro si chiamano “Egofobica”, sono amici da molto tempo, molto prima che iniziassero il loro progetto musicale. “Musicalmente – mi spiega il batterista Gianluca – ci siamo conosciuti quando io e Antony (voce-chitarra) abbiamo iniziato a provare alcune idee per la stesura dei primi brani,  verso la fine del 2009. A breve si sono aggiunti Giovanni Orlandini (basso) e Matteo Bortolotti (tastiere e synth).” Già durante la lavorazione del primo album, “Il leone e lo scorpione”, iniziano a girare in piccoli locali per proporre i primi brani: all’inizio a Rovigo e dintorni, in seguito fuori provincia, in diversi luoghi della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia-Romagna.

Le loro sonorità alternative rock attingono dal Grunge anni ‘90 e dalla psichedelia anni ’70, e per il loro primo album i gruppi che li hanno influenzato sono stati gli Afterhours, i Marlene Kuntz, e i Verdena, ma anche formazioni meno famose. Tra i loro pezzi si alternano “ballad melodiche, pezzi più ruvidi e distorti e vere e proprie cavalcate psichedeliche che lasciano spazio anche ad improvvisazioni”. I loro testi sono in italiano, anche se “siamo consapevoli – continua Gianluca – che sempre più band adottano l’inglese come lingua per le loro composizioni”, soprattutto nell’ambito del rock.

Dopo l’uscita de “Il leone e lo scorpione” hanno iniziato subito a lavorare ai nuovi pezzi, decidendo di far uscire un EP e non un altro disco, in quanto il primo “può essere definito un concept proprio perché tutte le canzoni girano attorno ad una storia di vita, la mia personale, mentre nell’EP l’argomentazione ruota attorno a diversi temi di attualità, di politica e di religione”.

Infine, numerose sono le partecipazioni a festival, anche per beneficenza. Tra questi, ricordano “con maggiore entusiasmo” “Le 100 Urla Festival 2012” a Massa Fiscaglia per la raccolta fondi a favore dei terremotati dell’Emilia e “Darsena rock festival” a Migliarino (FE) con Discomen e Dubby Dub.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 aprile 2013