Archivio | agosto, 2026

Ferrara Buskers Festival, bene comune sempre più mercificato

27 Ago

Per la quinta volta in sette anni l’iniziativa artistica è a pagamento con la conseguente recinzione (vigilata) del centro cittadino. Ecco perché questa chiusura si sposa con la sua definitiva commercializzazione. E come in questo c’entrino il marketing, un outlet, Hera e Ticketmaster…

di Andrea Musacci

«Un altro mondo è ancora possibile, vieni a sentire come suona»: così recitava l’invito per la conferenza stampa di presentazione del Ferrara Buskers Festival (FBF) 2026 con il lancio dell’iniziativa “Eco-Jungle”. Slogan che ne richiama un altro, quello del grande movimento di protesta e d’alternativa altermondialista contro il G8 di Genova del 2001.

Mi chiedo cosa ci sia d’alternativo nel proporre, anche quest’anno, il buskers festival a pagamento quando per sua natura dovrebbe essere libero e gratuito. Cosa ci sia d’alternativo nella privatizzazione di un evento e del centro storico per giorni, sequestrato con tanto di vigilantes privati a controllarne i varchi d’accesso. Ogni giorno, per entrare nell’area occupata dal festival, bisognerà sborsare 12 euro, con abbonamento per cinque sere a 25 euro (ingresso gratuito per under 13 e persone con disabilità). È la quinta volta che accade a Ferrara, dopo le edizioni del 2020, 2021, 2024 e 2025.

D’altronde, nel 2024 in un’intervista a Ferrara Today Rebecca Bottoni, direttrice artistica del FBF, giustificava anche in questo modo l’introduzione del biglietto a pagamento: «Serve un pubblico che sia realmente interessato: gli 11 euro sono il prezzo minimo per evitare che la gente sia distratta»…

Leggi l’articolo intero qui.

Donne nascoste, escluse, non curate, fustigate: ecco l’inferno afghano

27 Ago

Il racconto dettagliato di Francesca Borciani, giovane ferrarese, che abbiamo incontrato ieri, 25 agosto, in centro a Ferrara in occasione del sit in organizzato da Rete Pace

di Andrea Musacci

«L’Afghanistan oggi è una distopia per le donne. Lì ho visto una chiusura e un livello di violenza inimmaginabili». Così Francesca Borciani, 28 anni, ieri a Ferrara (sua città d’origine) ha raccontato la propria esperienza in uno dei Paesi più dimenticati. L’occasione, il sit in settimanale organizzato da Rete Pace davanti alla Cattedrale. Oltre a Borciani e ad alcune letture, sul tema Afghanistan è intervenuta anche Alessandra Annoni, docente ordinaria di Diritto internazionale al Dipartimento di Giurisprudenza di UniFe. Il suo intervento lo pubblicheremo domani in versione integrale qui sul nostro sito.

Borciani dall’Afghanistan è tornata venerdì scorso, dove ha svolto il ruolo di Field procurement manager (responsabile degli acquisti e delle forniture per gli ospedali) a partire da settembre 2025. Stesso ruolo che in passato ha ricoperto in Sierra Leone, Uganda e Sudan, dopo essersi laureata alla Bocconi e aver fatto alcune esperienze lavorative in Italia.

Leggi l’articolo intero qui.

Palestina, «vi racconto la mia esperienza tra resistenza e spirito di comunità»

27 Ago

Alessia Morea racconta a “La Voce” i due anni vissuti a Betlemme, dove ha insegnato a bambine e bambini, seminaristi e postulanti francescani. Lì, terra d’incontro tra cristiani e musulmani, la sua vita è cambiata. Ecco la sua narrazione tra educazione, spiritualità e condivisione

di Andrea Musacci

L’indignazione che non diventa mai odio. La parola combattiva che non si chiude mai a nuove vie, all’incontro con l’altro. Un forte sentimento di riconoscenza nei confronti del popolo palestinese e un innato senso della prossimità e della condivisione. Possiamo delineare così la personalità di Alessia Morea, 29 anni, da un mese a Ferrara per un progetto educativo per stranieri; ma io, appunto, la incontro per farmi raccontare i due anni vissuti a Betlemme, città a maggioranza musulmana ma con una consistente minoranza cristiana (cattolica, ortodossa e di altre confessioni).

Leggi l’articolo intero qui.