
Tornano le richieste dell’esercito per visite e incontri coi giovani nelle scuole ferraresi
Si avvicina il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, una ricorrenza che dovrebbe essere di pace, ma che invece è una delle più importanti occasioni per affermare i valori della patria in un’ottica militarista. L’espressione di papa Francesco sulla «terza guerra mondiale a pezzi» più passano gli anni più diventa concreta: si pensi alla guerra Russia-Ucraina, al conflitto Usa-Iran-Israele-Libano, oltre al Sudan, al Congo e ad altri circa 60 conflitti (dati Acled).
Guerra che è sempre più vicina a noi: è notizia del 16 ottobre la decisione del Consiglio di Stato di respingere il ricorso proposto dall’Agenzia delle Dogane contro la giornalista Linda Maggiori per la richiesta dei dati del traffico di armi attraverso il porto di Ravenna.
Sempre più soldi per le armi
Armi sempre più protagoniste della spesa pubblica. Secondo i dati dell’Annuario Milex 2026 negli ultimi 16 anni la spesa militare è di circa 503,6 miliardi di euro. Solo nel 2026 la stima tocca i 33,9 miliardi, «record storico».
E recentemente il governo Meloni ha fatto richiesta alla Commissione europea di attivare la clausola di salvaguardia per un extra-deficit dello 0,6% del Pil, oltre 14 miliardi di euro all’anno, quasi 29 miliardi nel biennio.
Come scrive Alessandro Volpi su [/UTOPIA-SX]Altreconomia, «il prezzo politico ed economico pagato per sbloccare questa presunta “flessibilità europea”[5-CAP1-SX] è[/5-CAP1-SX] [5-CAP1-SX]«[/5-CAP1-SX]l’obbligo di spendere una fetta colossale di queste risorse, circa 7,2 miliardi di euro all’anno, nel settore del riarmo e della Difesa».
Esercito nelle scuole
In questo contesto, nelle scorse settimane il Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”, attraverso l’Ufficio Scolastico Regionale ha inviato come ogni anno una lettera nella quale propone ai docenti di divulgare – attraverso incontri nelle scuole – agli studenti del 1° e 2° anno delle superiori [UTOPIA-SX]«[/UTOPIA-SX]le modalità di ammissione e l’offerta formativa delle Scuole Militari di Napoli e Milano (2° biennio e 5° anno dei licei classico e scientifico)[5-CAP1-SX]»[/5-CAP1-SX]. E alle «classi IV e V di tutte le scuole secondarie di secondo grado, le offerte formative dell’Accademia Militare (corsi di laurea magistrale), della Scuola Sottufficiali (corsi di laurea) e le variegate opportunità di impiego nelle altre figure professionali della Forza Armata; delle classi dei restanti ordini e gradi, ruolo, compiti e attività dell’Esercito Italiano».
Questi incontri nelle scuole – scrive ancora il Comando – lo scorso anno scolastico hanno «consentito in tutto il territorio regionale di raggiungere 2899 studenti».
Pronta è stata la risposta della Flc Cgil Emilia-Romagna: «Non condividiamo che la scuola pubblica venga utilizzata per promuovere le carriere militari e il reclutamento dei giovani a partire già dalle prime classi. (…). Si fanno convenzioni con l’Esercito per promuovere, nei fatti, l’arruolamento degli studenti e prepararli alla guerra, (…). Chiediamo all’Usr Emilia Romagna di interrompere la convenzione con il Comando Militare dell’Esercito Emilia-Romagna e invitiamo le scuole alla disobbedienza».
Bimbi all’aeronautica militare
Ma non finisce qui: dal sito del Comune di Ferrara apprendiamo che anche per quest’anno scolastico torna per il terzo anno il progetto “Diffusione della cultura aeronautica nelle scuole del territorio ferrarese”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Sezione di Ferrara dell’Associazione Arma Aeronautica, l’Aeronautica Militare – Comando Operazioni Aerospaziali (Coa), gli istituti scolastici e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione di Ferrara, «Quest’anno – recita il comunicato – la partecipazione registra una crescita significativa: sono almeno una ventina le classi coinvolte (dalla primaria alle superiori, ndr), per una stima di oltre 400 studenti (…). Un dato in aumento (…). Ad aderire per l’edizione di quest’anno sono gli istituti comprensivi Don Chendi di Tresignana, il Manzi con la primaria di San Bartolomeo in Bosco, il Dante Alighieri con la primaria Rossetti, il Perlasca con i plessi Tumiati e Monti, il Don Milani e il plesso di Cocomaro di Cona, l’Alda Costa con la Guarini, l’Ic Codigoro, la primaria Pascoli, l’Iis Einaudi e il Copernico-Carpeggiani» (alcuni studenti di quest’ultimo han preso anche parte all’alternanza scuola-lavoro al Coa). E per le scuole medie, «le classi terze potranno partecipare alle presentazioni e, su richiesta, alle visite al Comando Operazioni Aerospaziali» e al [UTOPIA-SX]Deployable Air Command and Control Centre della N[/UTOPIA-SX]ato nella base di Poggio Renatico. «Per le superiori sono previste attività rivolte in particolare alle classi seconde, quarte e quinte, comprese visite al Coa e momenti di orientamento alle opportunità formative e professionali offerte dal settore aeronautico».
Visite al comando
Una cultura della forza e dell’uso delle armi che non nasce certo oggi e che viene spacciata come positiva anche da chi dovrebbe educare alla nonviolenza e alla cura. Ad esempio, lo scorso febbraio viene diffuso il comunicato sulle attività di orientamento e informazione promosse dagli Infoteam del Comando Militare Esercito Emilia-Romagna, per «supportare gli studenti prossimi all’ingresso nel mondo del lavoro nella conoscenza delle opportunità professionali offerte dall’Esercito Italiano». Sul sito del Liceo Roiti di Ferrara troviamo un articolo del novembre 2024 dove si racconta della visita degli studenti della classe 5T alla base di Poggio Renatico. I giovani sono stati informati, fra l’altro, sul ruolo dell’Aeronautica Militare italiana «in Europa e nella Nato», e hanno «avuto la possibilità di assistere a un seminario più dettagliato sulla Nato». «L’attività – conclude l’articolo – si è rivelata inoltre molto utile anche in un’ottica di orientamento post-diploma».
Proprio in questi giorni – dal 13 al 23 ottobre – è in corso l’esercitazione nucleare della Nato nei cieli italiani, la “Steadfast Noon”. Lo spazio aereo italiano è attraversato da aerei militari di 17 Paesi Nato, aerei in grado di svolgere missioni convenzionali e nucleari, anche se l’esercitazione non prevede l’impiego di armi atomiche.
Ci chiediamo quindi come a bambini e adolescenti vengano spiegati gli armamenti in dotazione, le conseguenze del loro uso, il ruolo della base di Poggio Renatico in questo contesto dove sempre più la guerra è presente nelle nostre vite.
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Un obiettivo bipartisan
La propaganda militare nelle scuole vede nel 2014 il primo Protocollo d’intesa tra i ministeri della difesa e dell’istruzione, guidati da Roberta Pinotti e Stefania Giannini, entrambe del Pd, che prevede l’attivazione nelle scuole di percorsi per diffondere la cultura della difesa. Nel 2019 il governo Pd-M5s delega al sottosegretario Angelo Tofalo il compito di migliorare la percezione del ruolo delle forze armate e delle industrie della difesa, stesso obiettivo del “Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa” creato dal governo Meloni nel 2023 e del Programma di Comunicazione 2025 del ministero della difesa. E il ministro Valditara ha firmato negli anni protocolli con diverse forze militari per iniziative nelle scuole.
Andrea Musacci
Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 22 ottobre 2026
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