
Testimonianze. Fino al 5 dicembre nella nostra diocesi quattro missionari brasiliani. Li abbiamo incontrati per farci raccontare chi sono e la loro esperienza qui da noi
Missione significa portare Cristo alle persone. È, questa, anche la sfida dei quattro missionari brasiliani che per tre mesi (dall’11 settembre al 5 dicembre) affiancano don Roberto Sibani nel servizio alle comunità del vicariato beato Tavelli, partendo dall’Unità pastorale di Pilastri, Burana, Gavello e Scortichino.
Il mercatino a Ferrara
I missionari sono anche impegnati – dal 16 ottobre al 16 novembre – nel chiostro di san Paolo a Ferrara per la 27esima edizione del Mercatino della Fantasia del “Cammino di Fraternità” portato avanti dallo stesso don Sibani. Il ricavato del Mercatino servirà per completare il rinnovo della copertura della Casa della Pastorale della Salute, attività sanitaria per i poveri di Parauapebas in Brasile. Si possono trovare oggetti di ogni tipo, dai libri all’abbigliamento, da soprammobili a casalinghi, da borse e scarpe a oggetti d’artigianato e molto altro. Questa iniziativa è portata avanti anche da volontari dell’Up di don Sibani e di Ferrara, fra cui Giancarlo Mazzacurati e la moglie Iside Gamberini – della parrocchia di santo Spirito -, Cristina Cerutti e Laura Chiappini, dell’Up Borgovado.
Sabato 7 novembre alle ore 18 nel chiostro di san Paolo don Sibani presiederà la messa in lingua portoghese.
Estate brasiliana
Nei due mesi trascorsi quest’estate in Brasile (esperienza che ripete ogni anno), don Sibani fra le diverse visite è stato nel Centro per adolescenti del Progetto Gildete nel Bairro Primavera, un luogo che da anni accoglie bambini e giovani che vivevano per strada. Tante le attività per loro, dallo sport alla scuola di computer, dal teatro alla musica. Un progetto da tempo sostenuto dal “Cammino di Fraternità”. Fra le altre mille attività, don Roberto ha amministrato ben 43 battesimi, celebrato sei messe in italiano, ideato e organizzato le Olimpiadi dei chierichetti e visitato il carcere, in particolare la scuola di chitarra per detenuti, anch’essa finanziata dal “Cammino di Fraternità”.
«Impariamo a vivere la fede»
Ma conosciamo meglio i brasiliani che fino a dicembre presteranno servizio nella nostra diocesi.
Gabriel Fernando, 18 anni, impegnato in parrocchia nella liturgia e nella carità, sogna di diventare catechista, ministro straordinario dell’Eucarestia e della Parola e medico. Recentemente, con gli altri tre è stato in pellegrinaggio ad Assisi: «lì mi hanno molto colpito i santi – ci spiega -, importanti per imitare Gesù nel modo di vivere. Voglio trasmettere la Parola e portare Cristo alle persone. Spero di lasciare qui un po’ di me e di tornare in Brasile con qualcosa della vostra fede. Uno scambio, quindi, di pensieri e parole. Qui mi colpisce molto la devozione e, nella liturgia, la preghiera eucaristica e alcuni canti».
Luis Fernando, 19 anni, studente di informatica all’Università federale del Rio Grande del nord, nella sua parrocchia Nostra Signora di Nazareth collabora col ministero musicale, sia nell’accompagnamento alla liturgia sia come insegnante di canto per i bambini. «Suono la chitarra e il flauto – ci racconta -, ma prima, sempre durante la messa, suonavo anche la batteria, e ho suonato il violino durante diversi matrimoni. Qui ho trovato una realtà molto bella, l’impegno mi stanca ma le persone sono pazienti nell’insegnarci ed ascoltarci. Anche io, dopo Assisi, sono cresciuto nella fede. Prima di partire per l’Italia avevo molti dubbi su questa missione ma ora ho capito che aiutare il prossimo è qualcosa di buono ovunque, a qualsiasi latitudine. È, sempre, ciò che Dio vuole da noi».
Jaiane Teodoro, 29 anni, ha due figlie e lavora come segretaria nella parrocchia di San Sebastiano e nella stessa comunità è responsabile della decima. È inoltre una delle coordinatrici del ritiro Emmaus per persone di età tra i 24 e i 40 anni non sposate, credenti e non credenti. «Questa è la mia prima esperienza missionaria», sono le sue parole. «Alla fede mi sono riavvicinata circa tre anni fa. Per me è una grande gioia, qui nella vostra diocesi, portare l’Eucarestia ai malati e agli infermi, è un’altra maniera di vivere la prossimità alle persone».
Cleidineia, 51 anni, lavora invece come estetista ed è impegnata anche nella lavorazione dell’açaí. Ha tre figli e due nipoti. È ministra straordinaria dell’Eucarestia nella parrocchia di Santa Luzia, dove visita anche anziani e malati. Anche qui da noi, questo gesto le permette di «portare nelle case parole di fede, conforto e l’Eucarestia», ci spiega. Un rapporto famigliare, legami stretti che nascono nel tempo, dentro l’intimità domestica dei malati e dei loro famigliari.
Ed è stata lei, l’anno scorso, a chiedere a un consigliere comunale di conferire il titolo di Cittadino onorario di Parauapebas a don Sibani. Quest’ultimo, ci spiega, «è stato molto importante per il mio cammino di fede».
Andrea Musacci
Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 22 ottobre 2026
Abbònati qui!