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Pulce, nostra casa del cuore

5 Nov
1977, campo Acr ragazzi Porto Garibaldi

La villa di Loiano per ragazzi e non solo raccontata nel libro di don Vittorio Serafini. Storia di un “miracolo”. Nel volume i tanti aneddoti e i momenti di difficoltà, la storia dal 1949 ad oggi con l’Associazione guidata da Matteo Duò e le vite trasformate in quel luogo

“Cinquantadue finestre per una Pulce. Storia di una casa dalle sette vite” è il libro di don Vittorio Serafini (direttore dell’Ufficio diocesano Irc – Insegnanti di religione cattolica) da poco edito e che racconta la lunga storia di “Villa Maria Regia” a Loiano, nell’appennino bolognese.
Con la prefazione del nostro arcivescovo monsignor Gian Carlo Perego, il volume racconta gioie e sofferenze legate a questo luogo ormai iconico per la nostra Chiesa locale.
Dal lontano 1949, l’edificio – detto anche “Villa Bastia” – ha ospitato prima i seminaristi di Comacchio (allora una cinquantina, a Loiano fino al ’66), poi i ragazzi del collegio Pio XII, i gruppi dell’Acr – Azione Cattolica Ragazzi, gli scout, i gruppi famiglia, i Genitori in cammino e tanti altri gruppi di persone.
Don Serafini nel volume racconta di come bisogna tornare all’ottobre del 1973 per trovare le radici dei progetti di campi scuola. Fu l’allora parroco di Porto Garibaldi don Florindo Arpa a proporre all’allora giovane sacerdote di andare con lui a Villa Maria Regia con gli scout lì presenti per un campo scuola. L’anno successivo, don Vittorio vi tornerà per il suo primo campo come guida dei giovani dell’Acr, con trenta tra ragazze e ragazzi. Così ricorda nel libro: «La “Pulce” è stato un grande dono nel percorso della mia vita, un dono grande ricevuto al mio primo anno di sacerdozio».


Quella stalla là lontano
Alla fine degli anni ’40 avvenne un primo “miracolo”, con la trasformazione dell’edificio da abitazione di contadini e stalla per le mucche (di razza Calvana) in struttura di accoglienza e socialità per intere generazioni. Quell’edificio, allora, costruito forse a fine del XIX secolo, con la facciata rosa antico e le imposte verdi, con – alle finestre al piano terra – pomelli a forma di piccole sfingi ospitava nel retro le case dei contadini, la stalla, i fienili, i pollai, le conigliere, un cortile e il letamaio. La parte anteriore, invece, più in alto rispetto all’altra e con un ampio prato, veniva affittata a villeggianti che in estate scappavano dal caldo di Bologna.
L’acquisto dell’edificio da parte della diocesi di Comacchio nel ’49 ne cambiò il volto con anche la costruzione di un secondo piano rialzato. E il nome, grazie all’allora vescovo di Comacchio che lo intitolò alla Madonna, per la precisione alla Vergine dell’Aula Regia, come il santuario nella località lagunare. I contadini rimasero ad abitarci, in un appartamento all’interno, fino al ’57.
Il Campo della Croce, la Grotta dei Tedeschi, le crescentine e gli immancabili scherzi sono tra i ricordi più vivi di quel periodo per i giovani aspiranti al sacerdozio.


Don Nevio e i suoi ragazzi
Nel 1969 venne nominato rettore dell’Istituto Pio XII di Comacchio e direttore della Pulce, don Nevio Pulginelli.
Prima della sua morte – avvenuta il 24 gennaio 2015 all’età di 77 anni – nel testamento lasciò scritto che gran parte dei suoi beni (300mila euro) dovevano essere destinati alla Pulce.
Poi, dal ’74 – come accennato sopra – iniziarono i campi Acr: al ritorno, «si sparse la voce in tutta la zona lagunare che a Loiano si poteva vivere “una settimana da Dio”». Scriveva Delia Borsetti nel 1980 a don Serafini: «Non riesco a descriverti la scena in corriera. Tutti piangevano perché non volevano andare a casa».
Dal 1978 la Pulce accolse i ragazzi e le ragazze delle parrocchie di Porto Garibaldi, Comacchio, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Codigoro, Ostellato, Vaccolino, Goro, Gorino, San Giuseppe e Pomposa.
«La “Pulce” – scrive don Vittorio – fu l’esperienza che segnò il futuro delle persone che ancora oggi, dopo tanti anni, sostengono numerose comunità parrocchiali. Il fatto che poi rese incredibile il fenomeno fu che gli educatori lavoravano gratuitamente e a volte pagando la retta come i ragazzi. C’era anche chi rinunciava alla propria vacanza annuale per dedicarsi ai più giovani».


Aneddoti e leggende
Non solo esperienze di socialità e divertimento ma, per molti, di profonda trasformazione interiore. Nel libro si racconta, ad esempio, di quel ragazzo non battezzato che alla Pulce chiese, dopo due anni di domande, di ricevere il battesimo.
La fede – lo sappiamo – è un’avventura comunitaria fatta anche di ricordi e di tanti momenti ludici e leggeri. Così, il libro è pieno di racconti e aneddoti, come il rapporto dei ragazzi col vicino impianto sportivo “La piscina” o leggende come quella dell’uomo con l’accetta, della mano nera, della sopracitata Grotta dei Tedeschi.

2021, verso il torrente Savena, ragazze/i Elementari di Quartesana


Gli ultimi dieci anni
La rinascita vissuta dalla Pulce negli ultimissimi anni segue a un periodo non breve di crisi e di profonda incertezza sul futuro dell’immobile. Dopo la morte di don Nevio Pulginelli e con gli anni della pandemia da covid 19, non poche furono le difficoltà.
Solo a fine maggio 2020 la Pulce fu riconsegnata per le consuete attività, dopo che il rettore del nostro Seminario diocesano, don Paolo Valenti, licenziò le varie imprese impegnate nella ristrutturazione dell’immobile. Anche questo, un iter con diverse problematiche legate alla « mancanza di sorveglianza ai lavori e per l’incapacità di alcune imprese». Lavori enormi, con una spesa totale di 900mila euro, sommando i 300mila euro lasciati in eredità da don Pulginelli e i restanti provenienti dal Fondo Bellini riservato all’ex seminario di Comacchio.
Solo nell’estate del 2021 si ritenterà di organizzare alcuni campi scuola alla Pulce. Il 28 agosto dello stesso anno muore don Valenti. Il suo successore alla guida del seminario, don Giampiero Mazzucchelli, «comunicava con decisione che il seminario di Ferrara-Comacchio non era più in grado di gestire e di sostenere economicamente la “Pulce”».
Bisogna far passare due anni, arrivare al 29 luglio 2023: durante la Festa dei nonni nella parrocchia di san Giuseppe di Comacchio, il nostro arcivescovo Gian Carlo avvicina uno dei più forti sostenitori della Pulce, Matteo Duò, proponendogli di unire diversi amici della casa di Loiano per dar vita ad un’Associazione che se ne potesse prendere cura. Nel novembre 2023, dopo incontri, discussioni e progetti, l’incontro in Curia con monsignor Perego, a cui segue una cena in pizzeria. Fu qui che nacque l’idea del nome da dare all’Associazione: “Pulce nel cuore Aps”.
Il 1° dicembre 2023, alle ore 18, viene firmato l’atto costitutivo dell’Associazione “La Pulce nel cuore Aps” e all’unanimità viene eletto primo presidente Matteo Duò. Il 13 novembre 2024 l’Associazione accetta la donazione della casa di Loiano.


Condividere senza telefonino
Tante le storie d’amore nate alla Pulce, diverse le conversioni, innumerevoli le amicizie. Un luogo magico ma non fuori dal mondo. Un luogo diverso, speciale, che tante vite ha trasformato: «Chi transita lungo la strada Napoleonica che costeggia la “Pulce” – scrive don serafini – magari si domanda come mai tanti ragazzi possano vivere una settimana in una casa con così tante finestre e senza la dotazione di iPhone, tablet, televisione, computer, Play Station e usando con il contagocce il telefonino, per di più in un cortile pieno di polvere con il bel tempo e di fango se piove. Questo è uno dei grandi misteri della “Pulce”».
La risposta la dà lo stesso don Serafini: «Ogni volta che, davanti alla fame di affetto, di senso, di pace, di valori, scegliamo di condividere invece di trattenere, rinasciamo a qualcosa di più vero e importante».

Andrea Musacci

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 5 novembre 2026

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