Cacciati dal Grattacielo: «perché le istituzioni non ci aiutano?»

29 Ott

Una famiglia nigeriana si racconta. Faith col marito, le loro tre bimbe e Venicio dall’11 febbraio vivono a Salvatonica. Le loro vite sono stravolte

di Andrea Musacci

I risparmi di una vita spesi per acquistare casa e poi, per l’ingiusta decisione da parte dell’Amministrazione comunale, l’inizio di un calvario.
Nei giorni scorsi siamo stati a Salvatonica, vicino Bondeno, a casa di Faith Akinade, ragazza nigeriana, che vive lì col marito Godswill e le loro tre figlie Odelia (5 anni), Eliore (2 anni e 4 mesi) e Abigal (1 anno e 2 mesi).
Nel fine settimana ospitano Venicio Fachin, “nonno” adottivo delle piccole, amico della coppia.
Venicio e Faith sono proprietari di due appartamenti al secondo piano della torre A del Grattacielo di Ferrara, case che han dovuto lasciare, senza colpa, lo scorso 11 febbraio.

Il sogno di una vita normale
Venicio, per una vita ha vissuto a Udine dove lavorava come elettricista, prima di trasferirsi a Casalecchio di Reno. Faith, orfana, è arrivata in Italia nel 2011, il marito l’anno successivo. I due si sono conosciuti all’interno della Chiesa evangelica di Bologna.
E nel 2011 è nata l’amicizia tra Faith e Venicio. Passano alcuni anni, arriva il 2020 («il 20 novembre», ricorda ancora bene Faith) e comprano gli appartamenti al Grattacielo, invogliati dai prezzi bassi. 23mila e 33mila euro il prezzo dei due immobili, certo, con lavori da fare, ma cifre ottime per appartamenti da 70 metri quadri l’uno. E senza mutuo.

Allontanati da casa
Poi quel maledetto 11 gennaio, il principio di incendio alla base delle torri. Ci saranno alcuni lavori necessari, pensano. Invece tutto crolla, il Sindaco e la sua Giunta scelgono la strada più conveniente per la loro propaganda: fuori tutti.

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