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Welcome Mr. Sfiggy! L’antieroe ferrarese dei fumetti neopop

23 Feb

Alessio Bolognesi Mr. Sfiggy

Alessio Bolognesi, ferrarese, è un ingegnere elettronico come tanti. Se non fosse che questo suo “lato razionale” non gli ha impedito di dare vita a Sfiggy, protagonista divertente e dissacrante dei suoi fumetti. Daoggi e fino al 3 marzo il giovane fumettista ferrarese esporrà le sue opere presso Spazio San Giorgio a Bologna, nella mostra intitolata “Welcome Mr Sfiggy!”, la prima personale dell’artista nella città felsinea. Come spiega Marta Menegon della galleria bolognese, «Spazio San Giorgio ha scelto di proporre soprattutto artisti pop/neopop e quindi Alessio è perfettamente in linea con le nostre scelte artistiche». È lo stesso Bolognesi a spiegarci come «nelle opere riverso le mie passioni: pittura, ma anche cinema, letteratura, musica e fumetto. Tutto è fonte di nuovi stimoli e idee». Gli chiediamo dunque di parlarci un po’ della sua creature. A cominciare dal nome del personaggio: curioso, semplice ed efficace. «Sfiggy, ci dice, è l’antieroe per antonomasia: è “sfigato”, irriverente e anticonformista, non si pone il problema di diventare impopolare. E’ un personaggio senza compromessi». Questo giovane artista (è nato nel 1978) continua a svolgere l’attività di ingegnere, per la quale si è laureato all’Università di Ferrara nel 2006, ma ricorda come l’attività artistica sia «Iniziata quasi per gioco quattro anni fa, mentre Sfiggy è nato circa tre anni fa, da un veloce schizzo fatto durante una riunione di lavoro». Ora Bolognesi sogna di vivere solo d’arte, ma dato il momento di crisi nel quale viviamo, «il mio lato razionale mi dice che è meglio, per ora, non fare scelte avventate». Intanto pensa ai progetti per il futuro: «Vorrei fare molte mostre, anche all’estero – confessa – realizzare un fumetto, dei libri illustrati e una linea di abbigliamento street-wear, tavole da skate o snowboards». Non gli mancano di certo le idee, insomma, ma soprattutto – ci confida chiudendo la chiacchierata – «Voglio continuare a divertirmi come sto facendo adesso, anche se questo porta via tante ore di sonno alle mie nottate».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 febbraio 2013

Porta degli Angeli aperta il lunedì. Detroit in mostra

12 Feb

detroit

La Porta degli Angeli riapre le porte ogni lunedì. Una proposta concreta alla voglia di cultura della città e dei visitatori e non a caso si è scelto come giorno il lunedì, quando la maggior parte dei musei restano chiusi. La Porta è dunque aperta dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30 grazie all’impegno della Circoscrizione 1 del Comune di Ferrara, Aché associazione culturale e Rta Progetto Porta degli Angeli. Il visitatore può consultare i pannelli storico-archeologici e ricevere un opuscolo. La Porta degli Angeli è un monumento storico della città di Ferrara e come tale va conservato e valorizzato. Nata come torre d’avvistamento al centro delle mura rossettiane, nel 1506 la Porta viene citata dallo storico Zerbinati a proposito dell’esposizione dei corpi squartati di tre traditori. Non solo, nell’ ambito del progetto “Città, territorio, società”, alla Porta degli Angeli si è inaugurata la mostra fotografica “God has left Detroit”, con immagini di Alex Vetri, Andrea Neri e Filippo Reviati. L’evento è a cura dell’associazione culturale Stileitalico e di Rta Progetto Porta degli Angeli, in collaborazione con la Circoscrizione 1 del Comune di Ferrara. Questi tre giovani studenti di Parma nel loro viaggio a Detroit, nel Michigan, hanno prodotto una straordinaria quantità di fotografie che ben rappresentano il degrado dell’ormai ex capitale mondiale dell’automobile e del fordismo, la città un tempo simbolo della black music e patria di artisti del calibro di Francis Ford Coppola. Come ha spiegato Alex Vetri, la città che «abbiamo trovato è degradata, lasciata andare, una città di nessuno». «Noi stessi – spiega – abbiamo corso dei rischi, a volte abbiamo temuto per la nostra incolumità». «Una città simbolo della fine del sogno americano, quindi, «simile ad un luogo residuato da un disastro post-atomico». La mostra sarà visitabile fino al 24 febbraio dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 11 febbraio 2013

Una mostra dedicata alle opere della Mazzetti

4 Feb

gatto mazzetti

FERRARA. La mostra di Sarah Mazzetti è stata inaugurata nei giorni scorsi al Circolo Arci Zuni di via Ragno a Ferrara. Questa personale comprende locandine di concerti, serigrafie, oltre a disegni a matita. L’iniziativa parte dal progetto “Dentro le Mura”, realizzato nell’ambito di Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Dipartimento della Gioventù e dall’Anci.

La giovane artista, classe 1985, oltre a lavorare come freelance insegna all’Istituto europeo di design di Milano. Parte dei lavori esposti – divertenti e folli nella loro spontaneità – sono fatti per commissione, quindi per riviste, concerti (ad esempio per il Locomotiv Club di Bologna), mostre, mercatini o per collane di fumetti.

Lei stessa, insieme a Cristina Spanò e Giulia Sagramola, amiche prima che colleghe, possiede un’etichetta di autoproduzioni, Teiera, che si occupa di fumetti, illustrazioni e narrazioni per immagini. Ci ha raccontato quali sono le due stampe a cui è più affezionata: “31th july 1992” e un’altra (v. foto) raffigurante un gatto dall’aspetto inquietante, ricordo della sua permanenza a Lipsia, in Germania, grazie ai 50 anni di gemellaggio tra la città tedesca e Bologna, città d’origine della giovane e interessante artista.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 febbraio 2013

Le opere della Mazzetti in mostra in via Ragno. Disegni e serigrafie

1 Feb

gatto mazzetti

La mostra di Sarah Mazzetti è stata inaugurata venerdì al circolo Arci Zuni di via Ragno a Ferrara. Questa personale comprende locandine di concerti, serigrafie, oltre a disegni a matita. L’iniziativa parte dal progetto Dentro le Mura, realizzato nell’ambito di Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dalla presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento della Gioventù, e dall’Anci. Parte dei lavori esposti sono fatti per commissione, quindi per riviste, concerti mostre, mercatini o per collane di fumetti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 31 gennaio 2013

Aperta la mostra di Davide Guarnieri coi libri sulla Shoah

28 Gen

davide guarnieri

Daniele Civolani, presidente dell’Anpi provinciale, ieri mattina al Museo del Risorgimento e della Resistenza ha introdotto la mostra “I triangoli e le stelle. Momenti di memoria”, portando i saluti dell’associazione e ricordando il valore fondamentale di eventi come questo. Davide Guarnieri, curatore dell’esposizione, ha ricordato come i testimoni indiretti stiano pian piano scomparendo, «Dunque – dice – non c’è modo migliore per perpetrare la memoria che farlo con iniziative di questo tipo, in particolare se rivolte ai bambini e ai giovani». Anche a questo si riferisce la legge n. 211 del 2000, che istituisce il Giorno della Memoria in ricordo non solo della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, ma di tutti coloro, italiani e non, che hanno subìto deportazione, prigionia e morte ad opera dei nazisti e dei fascisti. L’esposizione comprende, infatti, oltre a quattro vetrine con vari libri sul tema, nove pannelli, cinque dei quali dedicati alle diverse categorie: deportati politici, internati militari italiani, lavoratori coatti, gay, lesbiche e Testimoni di Geova.

libri esposti mostra shoah

Gli altri quattro sono invece dedicati rispettivamente a una breve introduzione del curatore, alla persecuzione ebraica in Germania e in Italia, e al “Sistema Hollerith”. Quest’ultimo fu l’ideatore di un brevetto per l’elaborazione di dati attraverso schede perforate lette da grosse macchine, antenati degli attuali computer. Questa schedatura riguardava dati personali (specie sulla qualifica lavorativa) di ebrei e non ebrei, e coinvolse anche diverse filiali dell’Ibm in Germania e nei territori annessi (tra cui l’Italia). Per finire, ha portato i suoi saluti al curatore ed ai presenti anche il ferrarese Franco Schönheit, deportato a 17 anni nel campo di Buchenwald insieme al padre Carlo. La madre, Gina Finzi, fu invece deportata a Ravensbruck. Fortunatamente tutti e tre sopravvissero. Una storia a “lieto fine” per ricordarsi di tutti quelli che non sono mai tornati.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 gennaio 2013

 

Inaugurazione della mostra di Guarnieri

27 Gen

In occasione del “Giorno della Memoria” oggi alle 10.30 al Museo del Risorgimento e della Resistenza vi sarà l’inaugurazione con visita guidata della mostra di Davide Guarnieri “I triangoli e le stelle. Momenti di memoria”. L’esposizione, dal chiaro valore didattico, ha come obiettivo quello di fare chiarezza tra le varie forme di deportazione e internamento a cui furono destinate anche tante migliaia di italiani durante la seconda guerra mondiale. Attraverso schede sintetiche vengono presentate alcune tipologie di internamento, assumendo come oggetto non il tipo di campo ma la causa che aveva condotto all’internamento. La mostra, promossa oltre che dal Comune di Ferrara, anche dal Comitato provinciale Giorno della memoria 2013 e dall’Anpi provinciale, resterà aperta al pubblico nella Sala Mostre del Museo fino al 24 febbraio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 gennaio 2013

 

Locandine e disegni. Oggi apre la mostra della Mazzetti

26 Gen

Oggi alle 20 al circolo Arci Zuni di via Ragno a Ferrara verrà inaugurata la personale di Sarah Mazzetti. L’esposizione comprende locandine di concerti, serigrafie, ma anche disegni a matita. La giovane artista oltre a lavorare come freelance, si occupa dell’etichetta di autoproduzioni Teiera e insegna allo Ied di Milano. La mostra è un’iniziativa del progetto Dentro le Mura, realizzato nell’ambito di Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dal dipartimento della Gioventù – presidenza del consiglio dei ministri e dall’Anci.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 gennaio 2013

Il cinema di Antonioni raccontato dalle immagini

23 Gen

I documenti sono esposti nella sala Ariosto, ieri l’inaugurazione.

L’assessore Maisto:  è necessario che anche nelle biblioteche si parli di cinema

FERRARA. Nella nostra epoca è difficile concepire che il primo approccio ad un film potesse avvenire esclusivamente attraverso materiali a stampa affissi sui muri o nelle bacheche dei cinema. É questo il fascino che riesce a trasmettere l’esposizione “Antonioni movie collection”, inaugurata ieri alle 17 nella Biblioteca Ariostea alla presenza del vicesindaco Maisto, e dedicata appunto al materiale pubblicitario della produzione filmica del regista ferrarese. La mostra è curata dalla studiosa Silvia Nonnato, esperta in iconografia del cinema. Il materiale esposto proviene dalla sua collezione privata, composta da circa 25mila documenti, veri e propri cimeli della storia del cinema nazionale e internazionale dagli anni trenta fino ad oggi. L’evento è stato realizzato grazie al Circolo del cinema di Adria (Rovigo), alla sponsorizzazione di Motionpicture.it, agenzia di comunicazione con sede nello stesso comune rodigino, e in collaborazione con il Servizio biblioteche e archivi del Comune di Ferrara. All’interno della splendida sala Ariosto, posta al primo piano della Biblioteca Civica ferrarese, si possono osservare una trentina di documenti, tra i quali manifesti, locandine, fotobuste, riviste, foto di scena e programmi di sala di provenienza non solo italiana ma anche europea ed orientale. Questa tipologia di materiali viene classificata sia come non-book materials (materiale non librario) sia come materiale “effimero”, cioè documenti creati per uno scopo preciso e contingente, e dunque non pensati come duraturi; in realtà questa documentazione è ormai fondamentale per lo studio della storia del cinema, delle tecniche visive nella comunicazione di massa e rappresenta, nello specifico, un valore aggiunto nella conoscenza dell’iconografia antonioniana. Per questo come ha sottolineato Enrico Spinelli, direttore della Biblioteca, «oggi questi materiali vengono rivalorizzati come durevoli, non caduchi», mentre l’assessore Maisto ha ricordato «come – data la mancanza di barriere tipica della cultura – è necessario che anche nelle biblioteche si parli di cinema, si mostri il cinema». L’inaugurazione si è conclusa con il rituale taglio del nastro e la visita guidata alla mostra. L’esposizione sarà visitabile fino al 25 febbraio prossimo negli orari di apertura della biblioteca (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, il sabato dalle 9 alle 13, domenica e festivi chiuso).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 gennaio 2013

Elaborare il lutto attraverso le foto. Mostra di Giordano Pariti

17 Gen

Pariti

FERRARA Per l’iniziativa “Uno sguardo al cielo”, ciclo di conversazioni sull’elaborazione del lutto, promosso da Amsef   e Dipartimento di scienze umane di Unife, è stata inaugurata presso le Grotte del Boldini l’installazione “Con la terra che ho spostato per seppellire il tuo corpo ho costruito una collina da cui contemplo il mondo”, del leccese Giordano Pariti. L’esposizione è il racconto, attraverso oggetti e fotografie, di un lutto, una perdita che ha segnato indelebilmente la vita dell’artista e della madre: la morte del fratellino, avvenuta nel ’65, rievocata mediante immagini della madre in relazione ad un oggetto caro al figlio, un paio di scarpe e la scatola che le conteneva, e al luogo dov’è stato sepolto. Lo spazio della mostra viene tagliato in due da una lunga striscia di terra che, come ci spiega Pariti, «è la terra di tutti noi da dove nasciamo, su cui camminiamo e nella quale riposiamo una volta morti; volevo dunque dare l’idea di una linea infinita, che tenda simbolicamente all’infinito». La morte, dunque, trasforma il punto di vista sulla vita, il suo limite e il mistero dell’oltre, e questo progetto ha perciò senso in quanto aiuta non solo l’artista e i suoi cari, ma ognuno di noi, ad affrontare, a (ri)elaborare i propri lutti. La mostra – curata dalla professoressa Paola Bastianoni di Unife – è visitabile fino al 20 gennaio, dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 gennaio 2013

Prima dècade personale nel mondo dell’arte per Darbo

14 Gen

Darbo

FERRARA Il codigorese Guglielmo Darbo, con l’esposizione inaugurata ieri alla Porta degli Angeli (nella foto), festeggia la prima dècade personale nel mondo dell’arte. «Il filo rosso che unisce le mie opere sono la ricerca suoi materiali e il bisogno di autenticità – dice l’artista – faccio l’avvocato per sopravvivere e l’artista per vivere». La mostra in questione è a cura dell’associazione culturale Stileitalico, Rta- Porta degli Angeli, con la collaborazione della Circoscrizione 1 del Comune di Ferrara. Il nome della location riflette bene lo stile dell’artista, uno stile metafisico e riflessivo, la cui astrattezza è densa di mistero e di inquietudine. Al tempo stesso, però, risulta forte la carica drammaticamente realistica trasmessa dalle opere.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 gennaio 2013