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Nel nome di Borges, Aisemberg celebra l’artista a suon di tango

12 Mag

Domani al Ridotto un concerto per celebrare lo scrittore. Il pianista: amo la musica di Piazzolla e le sue opere

Aisemberg al piano nella sua casa (2)

Hugo Aisemberg al pianoforte nella sua casa

“Da allora in poi, quante cose / io e te abbiamo visto: / le partenze e il soffrir / d’amore non corrisposto. / La morte mi prenderà, / tu costeggerai la vita, / tu sei memoria infinita, / tango che fosti e sarai”. Sono versi da Qualcuno parla al tango (1965) di Jorge Luis Borges e Astor Piazzolla, emblematici della vita del musicista di origini ebraiche Hugo Aisemberg. Il suo è un amore viscerale per il tango, che lo porta a suonare il pianoforte, a 78 anni, fino a dieci ore al giorno. La sua storia è fatta di venature di culture e luoghi diversi: Ferrara e Buenos Aires, Odessa e Roma. Siamo andati a trovarlo nella casa dove vive da 17 anni con la moglie Rosi Murro, e dove ha sede il Centro Astor Piazzolla, fondato nel 1993 dopo la morte del Maestro. Domani sera alle 21 regalerà alla città un concerto al Ridotto del Teatro Comunale, dove eseguirà brani di Borges musicati da Piazzolla e da altri compositori, accompagnato da Ruben Peloni. E proprio del grande compositore argentino serba un ricordo vivo, totale. Con affettuosa venerazione ci mostra una lettera che Piazzolla gli scrisse nel maggio del 1985, oltre a uno spartito manoscritto dello stesso donatogli dalla vedova, Laura Escalada Piazzolla, Presidente Onorario di quel Centro diretto da Aisemberg, che ora ha un sogno: aprire a Ferrara un Museo del Tango.

Quali sono le sue origini, e com’è arrivato a Ferrara?

I miei nonni erano russi, nel ’13 i miei genitori sono nati nella campagna vicino Buenos Aires, dove sono nato anch’io nel ’38. Nel ‘71 mi sono trasferito in Italia, a Sezze Romano, vicino Latina. Io e mia moglie Rosi, romana, stiamo insieme da circa vent’anni. Fino al 2009 ho insegnato al Conservatorio Rossini di Pesaro. Il 31 dicembre 1999 suonai al Teatro Comunale di Ferrara col mio gruppo, Novitango, e vi tornai nel 2009: da quel momento io e Rosi ci innamorammo della città e decidemmo di trasferirci.

Ci parli del rapporto col tango e con Piazzolla.

Fin da bambino amai il tango. Sono stato il primo pianista a suonare brani di Piazzolla in un concerto di musica classica. Parliamo di 50 anni fa, era l’11 agosto 1966: fu qualcosa di rivoluzionario, dato che in Argentina vi era una rigida divisione tra classica e tango. Poi, passai due anni stupendi a Budapest, all’Accademia di Musica Franz Liszt. Nel frattempo seppi che Piazzolla si era informato di me e voleva conoscermi. Il nostro primo incontro avvenne nel ’68, e poi lo rincontrai nel ’73 nella sua casa a Piazza Navona a Roma. Dopo la sua morte, nel ’92, contattai subito la moglie per proporle l’idea di intitolare al marito un Centro.

Aisembeg mentre ci mostra la lettera che Piazzolla gli scrisse nell'85

Aisemberg mentre ci mostra la lettera che Piazzolla gli scrisse nel 1985

Veniamo all’incontro di domani sera. Come conobbe Borges?

Borges lo conobbi, non personalmente, ascoltandolo alle sue conferenze pubbliche. Da giovane non riuscivo ad amarlo, visto il suo appoggio a varie dittature, da Peron a Videla. Mi avvicinai a lui per il suo legame con Piazzolla. In tutto sono sette i brani di questo con testi di Borges. Di queste, domani sera ne eseguiremo quattro, di cui tre dalla raccolta Para las seis cuerdas, mentre altre quattro sono musicate da Carlos Guastavino, Eladia Blazquez e Juliàn Plaza. È la prima volta che eseguiamo otto brani, tre dei quali, se non sbaglio, verranno fatti per la prima volta in Italia.

Com’è nato, invece, il rapporto con Ruben Peloni?

Con Ruben mi lega un’amicizia nata nei primi anni ‘90, grazie alla compagnia di Syusy Blady con la quale collaboravo. Ruben è il personaggio ideale per questi concerti, ha una voce stupenda e una bellissima presenza. Tra noi c’è un grande feeling, per me è insostituibile.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 maggio 2016

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Al Jazz Club suona il pianista Aisemberg a ritmo di tango

12 Dic

10154237_789161584462035_8138949383156870229_nUna serata a ritmo di tango, con protagonista uno dei maggiori interpreti di Astor Piazzolla. Stasera alle 21.30 presso il Jazz Club di Ferrara, nel Torrione San Giovanni in via Rampari di Belfiore, 167, avrà luogo l’esibizione del pianista Hugo Aisemberg dal titolo “Vuelvo al sur. Piazzolla secondo Aisemberg. Parole, immagini e musica”.

“Vuelvo al sur” è il titolo di una canzone composta nel 1988 dal grande musicista argentino, con testo di Fernando Solanas, e colonna sonora del film “Sur” (‘88), per la regia dello stesso Solanas.

Hugo Aisemberg nasce nel 1938 a Buenos Aires da una famiglia ebrea di Odessa, si diploma al Conservatorio e il governo ungherese gli assegna una borsa di studio grazie alla quale per due anni frequenta l’Accademia di Musica “Franz Liszt” di Budapest, dove si perfeziona in pianoforte con Bèla Ambrozy e in musica da camera con Petry Endre.

Trasferitosi in Italia, insegna pianoforte principale al Conservatorio Rossini di Pesaro sino al 2005. Ha suonato in Sud America e nelle principali città europee come solista, solista con orchestra e diverse formazioni cameristiche. Da più di trent’anni si dedica allo studio della musica popolare latino-americana, e nel 1987 crea il gruppo strumentale “Novitango”, originale formazione votata alla diffusione del tango, e in particolare della musica di Piazzolla.

Ha fondato, insieme ad altre personalità del mondo della musica e della cultura, l’Associazione Culturale “Astor Piazzolla – centro archivio e documentazione”, la cui presidentessa onoraria è Laura Escalada Piazzolla, vedova del compositore.

Aisemberg ha inoltre dato vita al “Centro Astor Piazzolla”, nato per promuovere la diffusione del tango attraverso la raccolta di documentazione e spartiti, e l’organizzazione di seminari e corsi di perfezionamento.

Apertura del Jazz Club alle 19.30, per info. 339-7886261, mentre prenotazione per cena facoltativa al 333-5077059.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 dicembre 2014

(Foto tratta dal profilo Facebook “Centro Astor Piazzolla – Direttore Artistico: M° Hugo Aisemberg“)