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Chiuso il Festival con il concerto del Maestro Battaglia

2 Dic

Battaglia e TselinskajaNelle giornate conclusive del 2° Festival delle Arti, organizzato da Francesca Mariotti, Presidente dell’Associazione Olimpia Morata, Laura Menarini, Fabrizia Lotta e Silvia Greggio, tre sono stati gli eventi nella Sala Imbarcadero 3 del Castello estense di Ferrara. Sabato 30 novembre alle 16 ha avuto luogo l’incontro con Fineco Banca, sponsor dell’evento e a seguire, alle 17.30 vi è stato il concerto del Maestro Marco Battaglia dell’ ‘800 Musica Festival di Milano con la soprano Olga Tselinskaja. Il Maestro Battaglia, già protagonista di due concerti nella nostra città, al Teatro Comunale e al Palazzo della Racchetta, ha spiegato come la chitarra che suona durante le sue esibizioni sia appartenuta a Giuseppe Mazzini, il quale era anche musicista e compositore. Uno strumento del 1811 dal suono dolce, molto particolare. Ugualmente particolare è la voce della soprano Olga Tselinskaja, originaria di San Pietroburgo, in questo originale ma affascinante connubio artistico che ha emozionato le circa ottanta persone presenti.

Ieri alle 15.30 vi è stato, invece, “Permanenze”, suite multimediale in tre tempi (Informale, Figurale e Geometrico) per video-art, musica elettronica, installazioni audio-video con il Maestro Silvio Franzini di Parma, Antonio Grande e Giulio Montepoli.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 dicembre 2013

Il beneficio dell’inventario è nei disegni

2 Dic

saloneAl Circolo Arci Zuni in via Ragno, 15 a Ferrara venerdì 29 vi è stato il vernissage della personale “Il beneficio dell’inventario” di Liliana Salone, visitabile fino al 12 gennaio prossimo. Il tentativo dei suoi disegni di “raccogliere il mondo”, sia quello noto, sia quello sconosciuto, si presenta come una piccola e innovativa rielaborazione collezionista dal sapore di altre epoche. Reali e oniriche sono le sue immagini nelle quali scienza e magia si incontrano e si fondano. L’occulto, il misterioso accompagnano immagini maggiormente dedicate a un immaginario razionalista e positivista. I confini tra irrazionale e razionale sono, dunque, labili, insetti catalogati si accompagnano a figure irreali antropomorfe. Così l’occulto, tra cui anche il massonico, vive in un substrato mai del tutto soppresso, mai del tutto superato, provocando un senso di disfacimento, in un vano tentativo di esorcizzare la morte.

Liliana Salone, palermitana, ha studiato Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Alcuni suoi lavori sono stati selezionati per la Biennale di Architettura di Venezia e per il Progetto Impossibile di Parma.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 dicembre 2013