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“Apriamo i nostri occhi per vedere Cristo, le nostre sorelle e i nostri fratelli”

30 Set

Messa multietnica domenica 29 settembre nella Basilica di san Francesco a Ferrara in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Tre i cori – anglofono, francofono e ucraino – che hanno animato la liturgia

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUna liturgia all’insegna dell’incontro dei popoli del mondo è stata quella delle ore 18 di domenica 29 settembre nella Basilica di San Francesco a Ferrara. La S. Messa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, sul tema “Non si tratta solo di migranti”, è stata presieduta dal Vicario episcopale per la Carità Pastorale, mons. Paolo Valenti, e animata dai cori delle comunità anglofona, francofona e ucraina, curati da Don Rodrigue Akakpo, vice Direttore del Centro Missionario diocesano, diretto da Roberto Alberti, che ha fatto un breve intervento finale. Nell’omelia mons. Paolo Valenti ha riflettuto su come “in questa zona della città”, l’Unità Pastorale Borgovado, “oltre a tre monasteri di clausura e al Santuario del miracolo eucaristico, c’è la sede della Cariatas diocesana”. Richiamando anche il Vangelo del giorno (Lc 16, 19-31), mons. Valenti ha riflettuto sulla ricchezza, “di per sè non malvagia, se non diventa il fine primario per l’uomo”. La povertà – tanto materiale quanto sociale o spirituale – richiama una povertà ancora più grande, quella che ci accomuna tutti: ognuno di noi, infatti, “è bisognoso di perdono e della misericordia di Dio”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADio, che, in Cristo, “ha scelto i poveri”, scelta che deriva dal “dare la preferenza a chi più soffre, e quindi è ‘meritevole’ di maggiore attenzione. Il nostro centro – sono ancora sue parole – deve dunque essere sempre Gesù Cristo, senza dimenticare che Dio è vicino”, prossimo alle donne e agli uomini. Così, “a partire da questo Mese missionario straordinario, apriamo i nostri occhi per vedere Cristo e chi è prossimo a noi”. Emozionante, oltre ai canti, anche la preghiera dei fedeli, letta in italiano, inglese, francese e ucraino da quattro donne diverse: “Signore – è un passaggio che segniamo come messaggio da portarci a casa – aiutaci ad aprire le nostre porte a chi bussa per avere un futuro migliore”.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 04 ottobre 2019

http://lavoce.epaper.digital/it/publicazioni/133-la-voce/riviste

https://www.lavocediferrara.it/

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Foto e documenti con storie di profughi siriani

16 Nov

Mostra rifugiati SiriaGiovedì alle 15.30 si è svolta l’inaugurazione della mostra “Rifugiati nel racconto. Storie di profughi siriani in Giordania e in Libano”, allestita presso Palazzo Renata di Francia (Rettorato dell’Università) in via Savonarola, 9/11 a Ferrara, e visitabile fino al prossimo 28 novembre, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.

L’esposizione, realizzata da Focus on Syria, comprende le fotografie di Francesco Fantini e i testi di Federico Dessì e Emilie Luciani con le storie e le testimonianze di sfollati e rifugiati siriani. Un lavoro enorme, composto da più di 50 foto in bianco e nero e altrettante interviste, fatte tra il dicembre del ’12 e l’aprile del ’13, per raccontare in prima persona la vita quotidiana tra i campi profughi, con le tende allestite dall’UNHCR, e i palazzoni delle periferie libanesi. Vi sono immagini della distribuzione del pane, di materassi e altri beni di prima necessità, le tende abbattute dalla neve, le numerose famiglie, la cottura del pane in forni improvvisati. Tanti sono anche i bambini e i ragazzi, i cui occhi narrano meglio di tante parole gli orrori visti e il desiderio di un ritorno alla normalità che si può vedere anche nei giochi spontanei tra la miseria degli accampamenti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 novembre 2014

In Rettorato mostra sui rifugiati siriani

13 Nov

0632-syrian-refugees-children-jordan-ff“Rifugiati nel racconto. Storie di profughi siriani in Giordania e in Libano” è il nome della mostra di fotografie (di Francesco Fantini), voci e racconti di rifugiati siriani realizzata da Focus on Syria. Oggi alle 15.30 verrà inaugurata presso Palazzo Renata di Francia (Rettorato dell’Università) in via Savonarola, 9/11 a Ferrara e sarà visitabile fino al prossimo 28 novembre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.

La mostra vuole raccontare le storie dei sempre più numerosi sfollati e rifugiati siriani, attraverso testi, fotografie che mostrano la vita nei campi di rifugiati, e testimonianze.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 novembre 2014