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Sperimentare insieme linguaggi nuovi per testimoniare Cristo

3 Giu

Il 1° giugno alla Città del Ragazzo si è svolta la terza e ultima tappa della Giornata del Laicato dell’anno pastorale: dal prossimo autunno, torna il Laboratorio della Fede e prende avvio la “Bottega della Parola”, fucina di progetti da realizzare a livello diocesano. L’intervento del nostro Arcivescovo sul tema della missione

pubblico

Conoscersi, prendere consapevolezza, discernere insieme e fare proposte per l’intera Chiesa locale. Questi i momenti che hanno scandito nel corso dell’anno il lungo e complesso lavoro di ricerca e progettazione comunitaria delle laiche e dei laici nella nostra Arcidiocesi. Un cammino fatto di diversi incontri, e di tre tappe fondamenali, le giornate del Laicato svoltesi il 29 settembre il 9 febbraio e il 1° giugno scorsi. Giorgio Maghini, uno degli organizzatori della Giornata del Laicato (GdL) ha posto fortemente l’accento sulla “sperimentazione” di linguaggi e forme nuove dell’evangelizzazione, “per cercare di dare alle verità eterne un linguaggio comprensibile alle realtà di oggi”. I frutti del lavoro di un anno riguardano innanzitutto “un metodo”, utile affinché “l’attitudine all’ascolto reciproco potesse avvenire in maniera ordinata”. Il secondo frutto – ha proseguito Maghini – è rappresentato dalle 180 proposte emerse dalle schede raccolte nella GdL del 9 febbraio scorso, mentre gli altri due, non meno importanti, “da una maggiore conoscenza di quanta vita c’è nella nostra Diocesi, e dalla consapevolezza dello spirito di servizio della GdL nei confronti delle realtà della nostra Diocesi”. Tutto ciò all’interno di una cornice magisteriale che riconosce al laicato il suo ruolo dentro la Chiesa e, di conseguenza, il suo “diritto-dovere” di partecipare e non più delegare: da alcuni documenti del Concilio Vaticano II a “Evangelii Gaudium” (si pensi ad esempio al n. 41), oltre alle due lettere pastorali di mons. Perego, in attesa della terza per il prossimo anno, nella quale centrale sarà il tema della vocazione dei laici. E, sempre pensando al prossimo anno, in autunno prenderà avvio in Diocesi la nuova Scuola di teologia pastorale, che si è scelto di intitolare a Laura Vincenzi, e della quale parleremo più approfonditamente nei prossimi numeri.

Cos’è emerso dalle schede dei laici

Un primo tema frequente in diverse schede riguarda l’ambito della comunicazione della fede: a tal proposito, una proposta ricorrente è stata quella di promuovere gruppi sulla Parola di Dio. In generale, ha spiegato ancora Maghini, “siamo chiamati a uno sforzo comunicativo maggiore e più incisivo, a pensare anche a strumenti diversi o a migliorare quelli già esistenti”. Inoltre, è importante che “la nostra comunicazione dialoghi maggiormente con il resto della comunicazione del territorio della Diocesi, evitando un’ottica di contrapposizione”. Due sono le proposte di lavoro presentate, base della progettazione pastorale del 2019/2020: la prima rigurarda la ripresa dell’esperienza del Laboratorio della fede, già svoltosi lo scorso anno, un progetto di formazione e discussione comunitaria richiesto a gran voce da molti laici. Necessarie sono alcune modifiche: innanzitutto decntrarlo maggiormente (in modo che non sia solo cittadino), attuarlo in collaborazione con realtà diocesane già esistenti, e che concretamente sia luogo di lavoro corresponsabile tra laici e consacrati. L’altra proposta è quella della “Bottega della Parola”, una fucina di progetti concreti – per ora solo ipotizzati – per (ri)tradurre in linguaggi sempre nuovi la Parola di Dio. Una ventina i progetti scelti fra i tanti proposti nelle schede: percorsi condivisi tra parrocchie e insegnanti di religione, la partecipazione a eventi di “volontariato” non diocesani, laboratori di teatro per raccontare la fede e la tradizione della Chiesa, momenti di festa aperti a tutti, non solo ai membri della comunità ecclesiale, percorsi tra le riccheezze artistiche del nostro territorio, un concorso di arte sacra per giovani artisti; e ancora, incontri interculturali e interreligiosi, una commissione mista per pensare a nuove forme liturgiche, scuole di formazione politica e sociale, o nell’ambito della comunicazione. Chiunque lo desideri, può rendersi disponibile a collaborare al Laboratorio della fede o alla “Bottega della Parola” inviando una mail a gdlcollaboro@gmail.com.

Uno stile cristiano fondato sulla missionarietà: l’intervento di mons. Perego

Fare sintesi dell’anno pastorale che sta per concludersi, anche grazie alle riflessioni emerse dalla GdL, e al tempo stesso gettare le basi per il prossimo. Su questo si è concentrato mons. Perego nel suo intervento alla Giornata del Laicato del 1° giugno, anche in vista della Tre giorni del clero in programma nei giorni successivi, e di cui parleremo nel prossimo numero. Gli stili di vita cristiani saranno al centro del prossimo anno pastorale, tema centrato in modo forte sul concetto di missionarietà: “la Chiesa della comunione e della corresponsabilità – ha spiegato il Vescovo – non interpreta questi stili di vita solamente all’interno di essa, ma anche e soprattutto all’esterno, per generare qualcosa di nuovo nella società”. Non a caso, il prossimo anno pastorale prenderà avvio in ottobre, scelto come Mese missionario straordinario dal Santo Padre in occasione dei 100 anni dalla Lettera Apostolica “Maximum Illud” di Papa Benedetto XV, dedicata proprio all’“attività svolta dai missionari nel mondo”. Una questione, quella della missionarietà, più che mai necessaria in un periodo storico come il nostro, dove, in particolare in Occidente e si pensi anche, nello specifico, alla nostra Chiesa locale, “scarseggiano sempre più missionari, fidei donum, seminaristi” e in generale sacerdoti. Senza però dimenticare, dall’altra parte, i tanti laici che scelgono di vivere periodi di volontariato in varie parti del mondo, o i tanti sacerdoti che sempre più, soprattutto dall’Africa, si trasferiscono nelle Diocesi italiane. Contro la tentazione di alcuni cristiani di chiudersi, il Papa propone dunque un rinnovato spirito missionario, tanto nelle nostre città quanto in altri Paesi, con il Mese straordinario e con l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, in programma dal 6 al 27 ottobre prossimi. “Il tema della missionarietà – ha proseguito il Vescovo – caratterizzerà inoltre il prossimo quinquennio della Chiesa italiana”. Ma una nuova presenza missionaria esige “una nuova forma della missione e della vita della Chiesa, forma che prende spunto dalle esperienze che troviamo negli Atti degli Apostoli. La missione – sono ancora parole di mons. Perego – nasce quindi dal superamento della tentazione della sterilità pastorale, dell’autoreferenzialità, della nostalgia del passato fine a se stessa. Spesso fatichiamo a ripensare noi stessi, il nostro essere Chiesa, a ripensarci insieme, proprio in ordine alla missione, a immaginare una forma diversa della Chiesa. Questa nuova forma ecclesiale, perciò, non richiede solo un cambio delle strutture fisiche, ma anche e soprattutto delle strutture mentali di ognuno: la GdL serve proprio ad aiutare questa trasformazione”. Dalla GdL, sempre nel solco dell’“Evangelii Gaudium”, per mons. Perego è emersa dunque “l’importanza della soggettività del popolo di Dio e l’evangelizzazione come scelta pastorale fondamentale”, scelta che, per essere autentica, “deve mutare il volto delle nostre parrocchie e delle nostre comunità”, che non devono essere introverse ma estroverse, rivolte al “bene dell’intera comunità”, non solo di quella ecclesiale, “ritornando sempre alla novità di Gesù Cristo, accompagnando le persone, ogni persona, nel rispetto della dignità e in uno spirito di solidarietà”.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 7 giugno 2019

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