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Cara vecchia Ferrara: un territorio sempre più anziano e spopolato

21 Giu


La ricerca Neodemos per la Cisl: aumentano gli stranieri, calano i giovani e le persone in età lavorativa

Calo demografico, invecchiamento della popolazione, debole ricambio generazionale: è ciò che emerge dalla recente ricerca intitolata “La situazione demografica dell’Emilia-Romagna e le proiezioni al 2050”, realizzata dall’associazione Neodemos per conto di Cisl e Fnp Cisl (Federazione nazionale pensionati) Emilia-Romagna. Un quadro alquanto fosco che sicuramente deve far riflettere sul futuro dell’intero nostro territorio provinciale.


Calo demografico nonostante gli stranieri

«La provincia di Ferrara – è scritto nel documento presentato lo scorso 20 maggio – ha perso quasi circa diecimila residenti negli ultimi cinque anni». Un calo di «oltre il 2,5%, un dato certamente non trascurabile». Se si considera che la popolazione straniera è «in deciso e costante aumento dal 2012» – hanno preso la residenza più di 8600 persone -, «se ne deduce una netta diminuzione della popolazione di nazionalità italiana calata di almeno sedicimila unità. Quindi, da un lato si può ipotizzare che in questa provincia nel medio-lungo termine si potrà assistere ad un aumento delle nascite grazie al contributo delle donne straniere, portatrici di un tasso di fecondità superiore agli standard italiani, dall’altro lato è plausibile un ulteriore calo della popolazione soprattutto nelle fasce di età più centrali e in età lavorativa».«Gli effetti del calo demografico e dell’invecchiamento della popolazione – prosegue il testo – risultano particolarmente accentuate nelle aree interne» della Regione. In particolare, «nel Basso Ferrarese si prevede un calo numerico di quasi tutta la popolazione under 75, accentuando le dinamiche in atto nel resto della provincia di Ferrara».


Sempre meno giovani

A livello regionale i valori dell’indice di vecchiaia previsti nei prossimi decenni «mostrano una chiara tendenza al rialzo almeno fino al 2040» e «si nota una evoluzione particolarmente accentuata nelle province di Ferrara e Ravenna». Il ferrarese «mostra rispettivamente valori che già oggi superano quota 250, vale a dire che ci sono cinque persone over 65 per ogni due ragazzi under 14». Gli over 65 rappresentano il 28,5% del totale. Nella nostra provincia «la presenza di giovani, in proporzione a quella di persone anziane, è già calata in questi ultimi anni e la tendenza non sembra destinata a invertirsi neanche in un orizzonte di futuro breve».Al contrario della nostra, la vicina provincia di Modena – che in generale ha prospettive migliori -, «vedrà un più accentuato aumento della popolazione anziana ma, al contempo, registrerà anche un aumento del numero di giovani». Inoltre, la ricerca spiega come «il deciso processo di invecchiamento che caratterizza la provincia di Ferrara, porterà a un verosimile aumento del numero di persone vedove».Dati negativi per il ferrarese anche per quanto riguarda la speranza di vita – «sebbene segue il trend regionale in aumento, mantiene ancora oggi valori inferiori di circa 1 anno» rispetto alle altre province – e del tasso di fecondità: «la situazione della provincia di Ferrara resta critica, con valori che già da 5 anni rasentano la soglia del 1,2». Altre provincie sono sopra l’1,3-1,4.


Conseguenze del Covid

Per quanto riguarda la pandemia, «a livello regionale – è spiegato nella ricerca – i territori più colpiti da questo fenomeno sono stati il piacentino che ha fatto registrare un aumento del 62,8% rispetto alla media dei cinque anni precedenti, il parmense con un aumento del 53,3% e il riminese con un incremento del 24,5%. Al contrario, la provincia di Ferrara è stata meno coinvolta dall’emergenza, almeno dal punto di vista dei decessi». Questo elemento positivo «sembrerebbe scontrarsi con una realtà in cui la percentuale di persone anziane è piuttosto elevata rispetto al totale». «Potrebbe essere probabile che tali valori siano dovuti alla minore densità della popolazione nel territorio ferrarese, un aspetto che ha così indirettamente favorito il distanziamento fisico e di conseguenza del numero di contagi».

Andrea Musacci

Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 25 giugno 2021

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