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Nelle “Sequenze” della Scalzotto tante visioni di città

6 Feb

SequenzeSi intitola “Sequenze” la nuova mostra personale di Barbara Scalzotto che verrà ospitata nella doppia sede ferrarese dello Spazio Frau (Corso Porta Mare, 8/a) e dell’Hotel Annunziata (Piazza Repubblica, 5). Domani, alle 18 a Frau e alle 19 all’Annunziata, l’inaugurazione dell’esposizione organizzata dal Centro Studi Dante Bighi di Copparo, con tele che raccolgono visioni di città contemporanee geometriche, dedali in cui perdersi con lo sguardo, labirinti e meandri instabili e mutevoli.

L’ingresso è gratuito, così come il catalogo, fino a esaurimento.

Scalzotto, che vive e lavora tra Padova e Venezia, si laurea nel 2003 in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nel 2007 consegue l’abilitazione all’insegnamento in Disegno e storia dell’arte. La stessa esposizione è stata in parete presso la Galleria Alda Costa di Copparo dal 12 aprile al 10 maggio 2014.

Per informazioni scrivere a info@dantebighi.org o contattare il 0532-861339.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 febbraio 2015

Oggi inaugura la nuova personale di Michele Rio

5 Dic

Michele Rio, Reuben, 2014, olio e resina su tela, 46x43 cm.“A tale, not a tale” è il titolo della nuova attesa personale dell’artista ferrarese Michele Rio, dedicata a Edward Kienholz e David Smith, che inaugura oggi alle 18 all’Hotel Annunziata in P.zza Repubblica e allo Spazio Frau in C.so Porta Mare a Ferrara, e sarà visitabile fino al 31 gennaio. Le opere sono tutte del 2013/2014 (in foto, “Reuben”, 2014, olio e resina su tela, 46 x 43 cm). Altre sue opere sono esposte presso due show room cittadini, Tholos, in C. so Porta Reno, 22 ed Estex, in V.le Cavour, 48.

La nuova esposizione cade nel 25° anniversario del suo debutto, avvenuto nel 1989. Un quarto di secolo ricco di mostre in Italia e all’estero, tra l’esperienza come stage decorator a New York presso il La MaMa Theatre, o le esposizioni nel 2001, 2002 e 2003 per la “Summer  Exhibition” della Royal Academy of Arts di Londra, fino alla più recente “Big Sleep/the dancer” allo Spazio l’Altrove lo scorso gennaio. Per info: http://www.michelerio.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 dicembre 2014

Michele Rio festeggia 25 anni di esposizioni

3 Dic

Michele Rio (alcune opere - suo studio)In una laterale di Argine Ducale, vicino a Via Ferraresi, si trova lo studio di uno degli artisti più indefinibili del panorama cittadino. Uno stretto corridoio in penombra si apre nella stanza dove le creazioni di Michele Rio pulsano, s’affastellano. L’ambiente si allarga, si illumina, tra alcune sue opere terminate, e altre ancora incompiute.

L’occasione di questa visita ci è data dalla sua prossima personale “A tale, not a tale” (dedicata a Edward Kienholz e David Smith), che inaugura venerdì alle 18 all’Hotel Annunziata in P.zza Repubblica e allo Spazio Frau in C.so Porta Mare a Ferrara, e sarà visitabile fino al 31 gennaio.

La nuova esposizione cade nel 25° anniversario del suo debutto, avvenuto nel 1989. Un quarto di secolo ricco di mostre in Italia e all’estero, tra l’esperienza come stage decorator a New York presso il La MaMa Theatre, o le esposizioni nel 2001, 2002 e 2003 per la “Summer  Exhibition” della Royal Academy of Arts di Londra, fino alla più recente “Big Sleep/the dancer” allo Spazio l’Altrove. Altre sue opere si possono ammirare in due show room cittadini, Tholos, in C. so Porta Reno, 22 ed Estex, in V.le Cavour, 48.

Rio, classe ’58, allievo del prof. Concetto Pozzati all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ci mostra in anteprima alcune sue creazioni, tra le quali tre serie di opere di piccole-medie dimensioni, e alcune grandi tele che catturano, fin da subito, per il senso di straniamento, per l’energia che emanano, enigmatiche tanto nei passaggi lineari, quanto nei segni vorticosi e fortemente materici.

Per rapportarsi alle creazioni di Rio bisogna tentare di far uscire le passioni che trasmettono, di entrare in dialogo con quest’artista, con ciò che ci mostra di lui. Di vivere, dunque, quelle pulsioni profonde nel gioco contraddittorio del “tale”, inteso tanto come “bugia” quanto come “racconto”, e sempre in bilico tra l’impulso e il discernimento razionale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 dicembre 2014