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“La lingua italiana non è ancora fuori dal tunnel”

4 Ott

Tullio de Mauro AriosteaIl secondo dei quattro incontri del Festival Internazionale in programma nella Biblioteca Comunale Ariostea in via Scienze, 17 ha visto Francesco Erbani, scrittore e caposervizio delle pagine culturali di Repubblica, dialogare col noto linguista Tullio De Mauro, ex Ministro della Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001 e curatore di una rubrica sulla rivista Internazionale. Ieri alle 17 numeroso è stato il pubblico presente all’evento (più di 300 persone, soprattutto giovani), svoltosi nella corte interna di Palazzo Paradiso, dal titolo “Tutto quello che vorreste sapere sulla lingua e cultura in Italia e non avete mai osato chiedere”.

Richiamando il titolo del celebre film di Woody Allen, De Mauro ha incentrato il proprio intervento sulla diffusa difficoltà di molti nostri connazionali a usare una lingua “molto particolare” com’è quella italiana. “Non esiste oggi”, ha proseguito De Mauro, “una struttura scolastica che assicuri un’adeguata attrezzatura culturale per dominare la propria lingua”. Lo stesso Governo Renzi, ha proseguito, non sembra in grado di invertire questa regressione, questo fenomeno di “de-alfabetizzazione”, insomma per De Mauro “non si vede ancora la luce in fondo al tunnel”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 ottobre 2014

Libri fascisti per la scuola al Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara

28 Dic

foto sala

Dopo due mesi di sosta forzata a causa del terremoto che ha colpito la nostra provincia, il 1° settembre scorso è ripresa l’attività espositiva del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara. A riaprire la Sala mostre- aula didattica del Museo è stata la mostra “Libri fascisti per la scuola. Il testo unico di Stato (1929-1943)” curata da studiosi del calibro di Tullio de Mauro e Nicola Tranfaglia, e allestita dalla brava Elena Ferraresi, giovane ed infaticabile collaboratrice del Museo. Il percorso di “fascistizzazione” della società e dello stato, dal ’25 coinvolge anche le istituzioni scolastiche, che vengono dunque strumentalizzate ai fini politici ed ideologici del regime. Ferrara in ambito culturale, soprattutto universitario, rappresentò, tra l’altro, uno dei primi esperimenti di consolidamento e diffusione dell’aspetto corporativo dell’universo ideologico fascista. La mostra, che sarà possibile visitare fino al 28 ottobre, ha registrato nelle prime due settimane un’ottima affluenza di pubblico, superando tranquillamente le duecento presenze, molti turisti e famiglie ma non mancano anche molti giovani e insegnanti. Questo è sicuramente determinato dalla gratuità dell’ingresso ma soprattutto dal fatto che questa esposizioni risulta utile in quanto mostra come in ogni ambito comunicativo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 settembre 2012