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Oggi a Poggio libro e reading per ricordare Darinka Joijc

15 Gen

Stasera, con inizio alle 20:30, alla Biblioteca Comunale di Poggio Renatico in via Don Minzoni, 1 vi sarà la presentazione del libro “Darinka, una staffetta partigiana”, della stessa Darinka Joijc e di Daniele Civolani, presidente dell’ANPI provinciale di Ferrara, organizzatore dell’evento. Durante la serata, nella quale oltre a Civolani interverrà anche Antonella Guarnieri, vi sarà anche un reading musicato “Passaggi Partigiani” di Alessia Passarelli e Giovanni Tufano della Piccola Compagnia “Giuoco del Pallone” di Ferrara.

Darinka Joijc Guzzinati, storica staffetta partigiana, è morta a 87 anni nel dicembre del ‘2012.  Dopo aver vissuto gli anni della Resistenza in Jugoslavia, nell’immediato dopo guerra decise di approdare in Italia insieme a Marco Guzzinati, un giovane soldato ferrarese che in futuro divenne suo marito.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 gennaio 2014

Le storie dei comunisti ferraresi alla Biblioteca Ariostea

4 Apr

vite schedate

(nella foto, da sx: Luca Alessandrini, Daniele Civolani, Delfina Tromboni, Eugenio Squarcia, Giacomo Marighelli, Anja Rossi)

“Vite schedate. Comunisti a Ferrara durante il fascismo” è un dizionario biografico curato da Delfina Tromboni e Dante Giordano che ripercorre le storie dei comunisti ferraresi schedati dalla polizia fascista. Il volume è stato presentato ieri pomeriggio alla Biblioteca Ariostea. L’incontro è stato aperto dalla lettura – da parte di Anja Rossi, Eugenio Squarcia e Giacomo Marighelli – di alcune lettere di comunisti ferraresi incarcerati, inviate alle famiglie. “Non so quale sia la mia sorte”, “Non desidero che ritornare presto”, sono alcune citazioni tratte dalle missive lette, di Gino Bovi e Otello Putinati. E’ proprio quest’ultimo a scrivere una frase emblematica del terrore di quegli anni: “Da un giorno all’altro ti prendono e ti portano via, senza che tu abbia il tempo di parlare”. Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto di Storia Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione “Ferruccio Parri”, ha chiarito come “per il fascismo la violenza non fosse uno strumento, ma un fine, la sua parte strutturale”, e come il fascismo e il nazismo fossero, a differenza del comunismo, per loro natura totalitari”. Il libro ha il merito di restituirci un’idea di comunismo come “unica via possibile di protesta sociale” e come “ridefinizione del rapporto tra le masse e l’attesa positiva del futuro”. Delfina Tromboni, direttrice del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara, ha ripreso una definizione di Daniele Civolani, presidente provinciale ANPI, secondo il quale le donne sono state “la logistica, il perno della Resistenza al fascismo”. La Tromboni ha evidenziato l’apporto delle donne in ruoli delicati perché “meno sospettabili”, per la fuga forzata di molti uomini, ma soprattutto perché più “attente alla cura dell’organizzazione di gruppi di persone diverse”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 4 aprile 2013

Aperta la mostra di Davide Guarnieri coi libri sulla Shoah

28 Gen

davide guarnieri

Daniele Civolani, presidente dell’Anpi provinciale, ieri mattina al Museo del Risorgimento e della Resistenza ha introdotto la mostra “I triangoli e le stelle. Momenti di memoria”, portando i saluti dell’associazione e ricordando il valore fondamentale di eventi come questo. Davide Guarnieri, curatore dell’esposizione, ha ricordato come i testimoni indiretti stiano pian piano scomparendo, «Dunque – dice – non c’è modo migliore per perpetrare la memoria che farlo con iniziative di questo tipo, in particolare se rivolte ai bambini e ai giovani». Anche a questo si riferisce la legge n. 211 del 2000, che istituisce il Giorno della Memoria in ricordo non solo della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, ma di tutti coloro, italiani e non, che hanno subìto deportazione, prigionia e morte ad opera dei nazisti e dei fascisti. L’esposizione comprende, infatti, oltre a quattro vetrine con vari libri sul tema, nove pannelli, cinque dei quali dedicati alle diverse categorie: deportati politici, internati militari italiani, lavoratori coatti, gay, lesbiche e Testimoni di Geova.

libri esposti mostra shoah

Gli altri quattro sono invece dedicati rispettivamente a una breve introduzione del curatore, alla persecuzione ebraica in Germania e in Italia, e al “Sistema Hollerith”. Quest’ultimo fu l’ideatore di un brevetto per l’elaborazione di dati attraverso schede perforate lette da grosse macchine, antenati degli attuali computer. Questa schedatura riguardava dati personali (specie sulla qualifica lavorativa) di ebrei e non ebrei, e coinvolse anche diverse filiali dell’Ibm in Germania e nei territori annessi (tra cui l’Italia). Per finire, ha portato i suoi saluti al curatore ed ai presenti anche il ferrarese Franco Schönheit, deportato a 17 anni nel campo di Buchenwald insieme al padre Carlo. La madre, Gina Finzi, fu invece deportata a Ravensbruck. Fortunatamente tutti e tre sopravvissero. Una storia a “lieto fine” per ricordarsi di tutti quelli che non sono mai tornati.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 gennaio 2013

 

Inaugurazione della mostra di Guarnieri

27 Gen

In occasione del “Giorno della Memoria” oggi alle 10.30 al Museo del Risorgimento e della Resistenza vi sarà l’inaugurazione con visita guidata della mostra di Davide Guarnieri “I triangoli e le stelle. Momenti di memoria”. L’esposizione, dal chiaro valore didattico, ha come obiettivo quello di fare chiarezza tra le varie forme di deportazione e internamento a cui furono destinate anche tante migliaia di italiani durante la seconda guerra mondiale. Attraverso schede sintetiche vengono presentate alcune tipologie di internamento, assumendo come oggetto non il tipo di campo ma la causa che aveva condotto all’internamento. La mostra, promossa oltre che dal Comune di Ferrara, anche dal Comitato provinciale Giorno della memoria 2013 e dall’Anpi provinciale, resterà aperta al pubblico nella Sala Mostre del Museo fino al 24 febbraio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 gennaio 2013

 

Quegli studenti che “offesero” l’onore del duce

28 Dic

foto Ferrara 1942Il 29 luglio 1942 il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato (nella foto) emise una sentenza (la sentenza n. 480), che oggi riterremmo liberticida, nei confronti di 13 giovani ferraresi, dei quali 7 studenti universitari, 3 studenti delle superiori, un agricoltore, un elettrotecnico e un maestro elementare: Gianfranco Bigoni, Vittorio Accorsi, Franco Bertoni, Raoul Bindini, Bruno Bruttomesso, Antonio Chendi, Odone Frabetti, Severino Galvani, Amelio Gnaccherini, Gian Vito Mazzilli, Ermanno Orsini, Ilario Pelati, Giorgio Santini. Ai condannati veniva imputato di “avere […] svolto un’attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali e diffuso notizie false atte a destare pubblico allarme e a deprimere lo spirito pubblico, mediante l’abbandono di manifestini sovversivi in luoghi pubblici”, di avere “offeso l’onore del Capo del Governo Duce del Fascismo”, oltre al reato di “ascoltazione continuata di trasmissioni di radio nemiche”. I reati furono commessi a Ferrara il 30 marzo 1941 e dal 7 marzo al 5 aprile 1942. Le pene per i giovani furono molto pesanti. A questi avvenimenti è dedicata la mostra “Ferrara 1942. Il processo degli studenti”, visitabile fino al 6 gennaio al Museo del Risorgimento e della Resistenza, in corso Ercole I d’Este 19. La rassegna proposta è a cura di Delfina Tromboni, in collaborazione con l’Anpi Ferrara. Gli orari di apertura sono dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (chiuso il lunedì). L’esposizione fa parte delle iniziative di commemorazione e cultura storica in occasione degli anniversari degli eccidi fascisti e nazisti a Ferrara del 15 novembre 1943 (eccidio del Castello) e del 17 novembre 1944 (eccidio del Doro).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 novembre 2012