Tag Archives: Bettino Craxi

All’Ibs Claudio Martelli e gli ultimi 30 anni d’Italia

13 Mar

Un’occasione per riflettere sul complesso e tormentato periodo che va dalla fine degli anni ’70 ai giorni nostri, passando per la svolta del PSI, Tangentopoli e la Seconda Repubblica. Oggi alle 17 alla libreria Ibs.it in p.zza Trento e Trieste verrà presentato “Ricordati di vivere” (Bompiani, 2013), l’ultima fatica di Claudio Martelli, nel quale l’ex dirigente socialista racconta le vicende salienti degli ultimi trent’anni del nostro Paese attraverso il punto di vista privilegiato di protagonista. È nel ’76 che Bettino Craxi lo chiama ad entrare nella direzione nazionale del partito. Da qui l’ascesa che lo porterà nel ’79 ad essere eletto deputato, nell’84 a diventare vicesegretario del PSI, poi europarlamentare e nell’89 vicepresidente del Consiglio dei ministri del governo Andreotti. Nel 1991 diventa Ministro di Grazia e Giustizia: sarà lui a chiamare Giovanni Falcone a dirigere la Direzione Generale degli Affari Penali, e insieme a lui a progettare la Superprocura antimafia. Nel 1993 è costretto a dimettersi dalla guida del Ministero di Grazia e Giustizia dopo aver ricevuto un avviso di garanzia sulla vicenda della bancarotta del Banco Ambrosiano. Sempre durante Tangentopoli è stato condannato, dopo aver confessato, per aver ricevuto 500 milioni di lire nel caso della maxitangente Enimont. Da qui l’inizio del declino politico: nel 1998 diventa consulente del Ministro Livia Turco nella commissione per le politiche d’integrazione degli immigrati e della consulta degli immigrati, nel ’99 viene eletto eurodeputato per lo SDI, partito che abbandonerà nel 2001 per fondare il Nuovo PSI. Infine, dal 2005 al 2009 conduce vari programmi sulle reti Mediaset.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 marzo 2014

I populismi da Mussolini a Berlusconi nel nuovo libro di Roveri

30 Mag

Roveri ISCO

Cosa può avere in comune Silvio Berlusconi con Benito Mussolini e con Bettino Craxi? Ieri alle ore 17 nella Sala conferenze dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, in Vicolo S. Spirito, 11, la presentazione del libro di Alessandro Roveri, “Mussolini e Berlusconi. Un pamphlet storico”, è stata un’occasione per discuterne. La casa editrice ferrarese Faust edizioni di Fausto Bassini ha edito questo saggio del prof. Roveri, il quale ha insegnato diversi anni all’Università di Ferrara ed è uno storico esperto soprattutto di storia del fascismo, del movimento operaio e della Rivoluzione francese. Nel libro in questione, già ristampato a soli pochi mesi dall’uscita, l’autore propone, dunque, una linea che arriva all’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, partendo da Benito Mussolini, accomunati dal populismo antipartitico, dall’essere due capi carismatici, di culto, e dal rifiuto di ogni cornice e limitazione democratico-costituzionale. Tra i due, sono stati citati come fautori di questa “cultura” politica anche Bettino Craxi e Francesco Cossiga. Durante l’incontro pubblico l’autore, che ha dialogato con Fausto Bassini e con Francesco Giombini, ha ripercorso, a braccio, la guerra ingaggiata da Berlusconi e dal suo “popolo” contro il potere giudiziario italiano, per eliminarlo, e l’uso dei mass media come arma contro gli avversari politici e lo Stato.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 maggio 2013