Tag Archives: IBS Ferrara

Luoghi e non-luoghi dove immaginare il futuro

18 Mar

Torna il festival fotografico “Riaperture”, che dischiude luoghi abbandonati di Ferrara. Per l’occasione verrà riaperta anche la Caserma di via Cisterna del Follo e la “Cavallerizza” di via Scandiana. Già visibile la mostra “sospesa” lungo via Mazzini, denuncia delle “new towns” aquilane

cocco2Cogliere le essenze del reale per dischiudere orizzonti. Abitare luoghi abbandonati, disvelandoli attraverso la fotografia, ridonando loro senso, nuova bellezza. E’ questa, fin dalla prima edizione, la filosofia che orienta gli ideatori del Riaperture Photofestival, diretto da Giacomo Brini, che torna quest’anno (dal 29 al 31 marzo e dal 5 al 7 aprile) scegliendo come filo rosso il tema del “Futuro”. Una delle novità è la “riapertura”, per l’occasione, della grande area, abbandonata dal 1997, comprendente su via Cisterna del Follo la Caserma “Pozzuolo del Friuli” e, su via Scandiana, la “Cavallerizza”, il grande capannone in stile Liberty un tempo deposito di veicoli, viveri, armi e munizioni della vicina Caserma. Di quest’ultima verrà utilizzato il piano terra per la biglietteria (l’altra sarà a Grisù), il cortile per ospitare una delle mostre, e il percorso che conduce alla stessa “Cavallerizza”. Un progetto, quello di “Riaperture”, che ogni anno aiuta a riflettere innanzitutto sulla questione della rigenerazione degli spazi urbani, di come potersene riappropriare per farli tornare luoghi vivi e creativi di socialità. Un festival, questo, che intende dunque scardinare portoni chiusi attraverso i chiavistelli dell’arte, e “paradossalmente” inaugurato con una mostra en plein air, “Displacement”, bi-personale con foto e testi rispettivamente di Giovanni Cocco e Caterina Serra, esposta lungo via Mazzini a Ferrara dal 16 marzo al 28 aprile, con il sostegno di Comune di Ferrara, Commercianti di via Mazzini, Coop Alleanza 3.0 e IBS+Libraccio, libreria che nel pomeriggio di sabato 16 ne ha ospitato la presentazione, moderata da Eugenio Ciccone e con l’intervento dello stesso Brini. La mostra – che costringe i passanti ad alzare lo sguardo (metaforicamente, il senso primo dell’arte), guardando con occhi nuovi una via ai più molto familiare – racconta attraverso corpi e luoghi il senso di spaesamento che da anni vivono i tanti abitanti de L’Aquila, costretti da una gigantesca operazione speculativa a vivere in una sorta di “non luogo”, quelle 19 “new town” costruite fuori dalla città storica. “Cittadini – ha spiegato Giovanni Cocco – che hanno perso la loro città, e quest’ultima, perdendoli, ha perso la propria anima”. Riguardo al progetto, nato nel 2013, “con gli aquilani fotografati abbiamo instaurato prima un rapporto personale, fatto di tanti pranzi e cene insieme, di dialoghi e confronti. Siamo stati a L’Aquila, in diversi momenti, tra il 2014 e il 2015”. “Abbiamo trovato una città buia, deserta, abbandonata” – ha spiegato invece Caterina Serra – e, parallelamente, fuori dalla stessa, “queste new town, spazi senza memoria, appartenenza, luoghi privi di segni del proprio vissuto, dove le persone possano riconoscersi ed esprimersi, dove le identità scompaiono a vantaggio di una crescente omologazione”. Citando il filosofo Mark Fisher e le sue riflessioni sulla depressione di massa tipica delle società neoliberiste, la scrittrice ha denunciato come questo progetto di sradicamento di migliaia di persone “spostate” in queste città fantasma – dove vi sono ben quattro nuovi centri commerciali, iniziati a costruire fin subito dopo il sisma – non a caso abbia portato a un aumento significativo del consumo di antidepressivi e di alcool. Oltre alla Caserma e a Via Mazzini, gli altri luoghi del festival saranno Factory Grisù (ex Caserma Vigili del Fuoco), Palazzo Prosperi Sacrati, Palazzo Massari, Salumaia dell’Hotel Duchessa Isabella e il Negozio di via Garibaldi 3. Questi invece i nomi dei fotografi protagonisti: oltre a Cocco, Gianni Berengo Gardin (che a Factory Grisù in via Poledrelli 21 porta “Venezia e le Grandi Navi”), Francesco Cito, Elinor Carucci, Simon Lehner, Claudia Gori, Mattia Balsamini, Fabio Sgroi, Eugenio Grosso, Tania Franco Klein, Ettore Moni, Claudio Majorana, Zoe Paterniani, Marika Puicher. Infine, diversi saranno anche gli workshop ai quali potersi iscrivere.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 22 marzo 2019

http://lavocediferrara.it/

(foto Giovanni Cocco)

Annunci

Il prof. Stefani presenta il suo “I volti della misericordia”

26 Nov

stefaniAlla Libreria Ibs-Libraccio in P.zza Trento e Trieste a Ferrara oggi alle ore 17.30 il biblista Piero Stefani presenta il suo ultimo libro I volti della misericordia, da poco uscito per Carocci.

Durante l’incontro l’autore parlerà di “Divagazioni attorno al Miserere: Dante, Petrarca, Manzoni, Belli”, con l’introduzione di Roberto Cassoli dell’Istituto Gramsci di Ferrara, e letture di Magda Iazzetta.

La riflessione di Stefani prende le mosse dalla bolla Misericordiae Vultus, con la quale Papa Francesco ha indetto il Giubileo Straordinario dedicato alla celebrazione della misericordia, che prenderà avvio il prossimo 8 dicembre. L’autore rifletterà sulle due aree in cui sorge la domanda alla quale la misericordia cerca di rispondere, quelle della sofferenza e della colpa (o del peccato, se ci si colloca in un ambito religioso).  Perché non scompaia il senso dell’eguaglianza diviene indispensabile appellarsi alla dignità umana.

Piero Stefani insegna storia del pensiero ebraico all’Università di Ferrara e Bibbia e cultura alla facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano: Gesù (Il Mulino, 2012); traduzione e cura di Qohelet (Garzanti, 2014); L’esodo della Parola. La Bibbia nella cultura dell’Occidente (edb, 2014); La Bibbia di Michelangelo (Claudianaemi, 2015).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 novembre 2015

Adolescenti in versione pulp: l’innocenza diventa omicidio

13 Lug
Piergiorgio Pulixi, Marco Belli e Matteo Strukul

Piergiorgio Pulixi, Marco Belli e Matteo Strukul

I libri di Pulixi e Strukul presentati ieri per “Giallo Ferrara”

Nonostante la calda giornata festiva, ottima è stata la partecipazione all’incontro sul genere pulp per la rassegna “Giallo Ferrara”. Ieri alle 11 sotto il portico della Libreria IBS+Libraccio in P.zza Trento e Trieste si è svolta la presentazione di due romanzi usciti lo scorso aprile per Edizioni e/o.

Il canto degli innocenti di Piergiorgio Pulixi, cagliaritano classe ’82, e Cucciolo d’uomo di Matteo Strukul, classe ’73 e padovano come il loro maestro Massimo Carlotto, sono stati presentati dal ferrarese Marco Belli, anch’egli fresco autore di un libro, Il romanzo dell’ostaggio (Koi Press, 2015).

Il primo tema affrontato in maniera più dettagliata è stato quello dell’infanzia e dell’adolescenza. Per quanto riguarda il libro di Strukul, il bambino è «l’innocente», vittima di trafficanti senza scrupoli, costretto alla prostituzione o mero oggetto di traffico di organi. Questo suo ultimo romanzo, nel quale riprende anche il concetto di “Mcmafia” da Misha Glenny, rappresenta il terzo della saga con protagonista Mila Zago, celebre cacciatrice di taglie dai dreads rossi. Al contrario nel suo libro Pulixi attua «un ribaltamento: l’infanzia e l’adolescenza non sono necessariamente sinonimo di innocenza» e, infatti, i giovani adolescenti protagonisti del racconto sono spietati omicidi, «giovani pieni di rabbia e di sete di vendetta» sui quali indaga il commissario Vito Strega. Questi ragazzi, però, ha proseguito Pulixi, «non sono solo carnefici, ma anche vittime di se stessi e della società che vuole plagiarli. Sono al di là del bene e del male, nel senso che non hanno gli strumenti per saperli distinguere».

Il pubblico presente all'incontro

Il pubblico presente all’incontro

Dominano, dunque, nelle due opere temi difficili: quello della perdita dell’innocenza, dei traumi dell’infanzia, dei rapporti complessi coi propri genitori, o con l’altro sesso. Infine, un’altra questione posta da Belli ai due autori è stata quella del territorio. In Cucciolo d’uomo «la terra tra Ferrara e Rovigo, del Delta del Po, che è particolarmente interessante» fa da sfondo a parte della narrazione. Ne Il canto degli innocenti, invece, viene rappresentato non un territorio reale ma «dell’anima, una città dell’anima».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 luglio 2015

“L’intelligenza delle formiche” oggi a Ibs.it

7 Feb

cop_intelligenza-formiche-mage_copia“L’intelligenza delle formiche. Scelte interconnesse” è il nome del libro di Maura Franchi e Augusto Schianchi, che verrà presentato oggi alle 17.30 alla Libreria Ibs.it in Piazza Trento e Trieste a Ferrara. Per l’occasione sarà Gianni Venturi a dialogare con i due autori.

Una singola formica è infinitamente meno intelligente di un essere umano, ma una colonia di formiche forma un’entità intelligente. Accade qualcosa di simile agli individui, nel tempo della perpetua connessione virtuale? Il libro si propone di far emergere le influenze sulle nostre scelte, indagando sulle più recenti ricerche.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 febbraio 2015

“Raccontando Mogol” oggi a Ibs.it

20 Nov

downloadPresso la libreria IBS.it in Piazza Trento e Trieste a Ferrara, oggi alle 17.30 avrà luogo la presentazione del libro “Raccontando Mogol” (edito da Ass. Culturale Il Foglio, 2014), dedicata al noto paroliere e produttore discografico, al secolo Giulio Rapetti (Milano, 1936). Parteciperanno all’evento Gino Saladini e Giovanni Favero, autori del libro, Alessandro Formenti, cantante, chitarrista e insegnante di canto, a cui spetterà il compito di eseguire le sette straordinarie canzoni di Mogol che ispirano i racconti del libro, e l’artista hip-hop Pico Rama, che leggerà un racconto e parteciperà alla discussione. Inoltre, interverrà Roberta Girotto, Responsabile relazioni esterne del CET (Centro Europeo di Toscolano), associazione no-profit fondata nel 1992 dallo stesso Mogol per valorizzare nuovi professionisti della musica pop.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 novembre 2014

A Ibs Boatti racconta la strage di Piazza Fontana

7 Nov

downloadIl libro di Giorgio Boatti, “Piazza Fontana. 12 dicembre 1969: il giorno dell’innocenza perduta” (Einaudi, 2009) verrà presentato oggi alle 17 presso la Libreria Ibs.it in Piazza Trento e Trieste a Ferrara. Oltre all’autore interverranno Andrea Baravelli, storico dell’Università degli Studi di Ferrara (il quale ricostruirà la fase storica), Paolo Veronesi, costituzionalista dell’Università di Ferrara, ed Eleonora Brusi con una lettura scenica. L’evento dal titolo “Stragismo. La bomba di Piazza Fontana” fa parte del ciclo di incontri dal titolo “Passato Prossimo. Pagine recenti di storia costituzionale”, organizzato dal Dottorato di ricerca in Diritto costituzionale, nell’ambito delle iniziative trasversali di IUSS-Ferrara 1391. Inoltre, martedì 11 alle 21 in Sala Estense avrà luogo il monologo teatrale, per la regia e l’interpretazione di Mauro Monni, dal titolo “Feltrinelli. Una storia contro”.

Durante il ciclo di incontri saranno affrontati, oltre alla stagione dello stragismo, quelle dell’affermazione dei diritti civili, del terrorismo, della partitocrazia, del populismo, grazie a cinque libri presentati: oltre a quello di Boatti, i saggi di Oreste Pivetta, Miguel Gotor, Piero Ignazi e Giovanni Orsina.

L’intero ciclo è pensato per studenti e dottorandi, ed è accreditato nelle attività di formazione e aggiornamento dall’Ordine dei Giornalisti della regione Emilia-Romagna e dell’Ordine degli Avvocati di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 novembre 2014

Incontro e libro sull’elaborazione del lutto

23 Ott

fe“Comunicare la morte” è l’iniziativa di apertura della rassegna “Pre-senza. Nuove forme dell’assenza” in programma oggi alle 18 alla Libreria Ibs.it in p.zza Trento e Trieste a Ferrara. Vi sarà la presentazione del libro ”Uno sguardo al cielo. Le voci del lutto”, che raccoglie le conversazioni sul lutto tenute nella precedente edizione, e passa in esame le diverse tematiche affrontate. Saranno presenti la direttrice del progetto Paola Bastianoni, insieme agli altri responsabili del Comitato scientifico, Chiara Sapigni, Daniele Seragnoli, Chiara Baiamonte e Paolo Panizza.

Ogni singolo evento e laboratorio pensato nell’ambito della rassegna nasce dal comune convincimento  che sia necessario riconoscere e soddisfare il bisogno di comunicazione di un’esperienza cosi intensa e traumatica come quella della perdita di una persona amata.

Andrea Musacci