Tag Archives: Francesca Boari

Slow reading, Cono e Boari presentano le loro opere

12 Mag

unnamedProseguono oggi gli appuntamenti del ciclo di presentazioni librarie e letture dal vivo “Slow Reading”, con un sottotitolo eloquente: “Perché leggere libri è ciò che ci insegnerà a pensare e capire nella vita”. Alle 17.30 nella sala da thè You&Tea in via de’ Romei, 36/a lo scrittore Giampaolo Cono presenterà il suo libro “Il mezzo maratoneta”, mentre Francesca Boari presenta “Il prezzo del riscatto”. Quest’ultima nel suo ultimo libro come nei precedenti (“Aldro”, 2009 e “Piovono sassi dal cielo”, 2014) dimostra una notevole capacità di tradurre esperienze dolorose, al limite della lacerazione, per poi esplodere nel riscatto della persona. Gianpaolo Cono, invece, omaggia la sua grande passione, la corsa, lui che è non solo un maratoneta, ma un vero e proprio lottatore.

Il ciclo di incontri è organizzato da Francesca Mariotti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 maggio 2016

Annunci

Cattani, l’artista diventa uno scopritore di talenti

1 Mag

 

Giorgio Cattani in Fabula - Copia

Giorgio Cattani

Il pittore ferrarese a 67 anni volge lo sguardo verso nuovi orizzonti culturali. «Ho vissuto come un solitario: la mia amante è sempre stata l’arte»

[Qui sul sito de la Nuova Ferrara la galleria fotografica di Andrea Samaritani (con anche due mie foto) dedicata a Cattani. Qui la pagina de la Nuova Ferrara con l’articolo]

Un artista il cui fuoco interiore lo porta a cercare sempre nuove prospettive, ad attraversare confini, a tendere al Cielo. Giorgio Cattani è questo, uno che fa del tras-loco la cifra del proprio essere. E che lo porta ora, a 67 anni, ad abbandonare il ruolo di artista per intraprendere quello di gallerista e curatore. Il progetto è ambizioso: far nascere una galleria d’arte contemporanea, la “Fabula Fine Art”, nel centro di Ferrara, in via del Podestà, 11, dove spiccano saracinesche abbassate e vecchi portoni. Ma l’arte ricrea, dona vita con un soffio. Come ci spiega lui stesso, «diamo luce a uno spazio che viveva nel buio»: così è l’arte, che dà luce all’anima e ai luoghi che abita.

Docente all’Accademia di Brera, interprete originale della Transavanguardia, in 35 anni ha collezionato una sessantina tra personali e collettive, tra cui nel 1986 “Documenta 8” a Kassel, a New York nel 1988 e nel 2001, e alla Biennale di Venezia nel ’93 e nel ‘12. A Ferrara ha esposto, tra l’altro, nel 2005 a Casa Cini e nel 2008 alla Galleria del Carbone. Riparte dalla sua Ferrara, perché, come scrive presentando la galleria, “non si scappa dai luoghi, non si cancellano le origini [..], l’origine va alimentata ed arricchita con nuove e diverse conoscenze”.

Giorgio Cattani

Giorgio Cattani

«A Roma e all’estero – ci spiega – mi dicevano: “Ferrara è bella, ha storia, ma non ha gallerie d’arte contemporanea con respiro internazionale!”. Poi, un collezionista locale mi propose alcuni suoi spazi sfitti». L’idea è di fare «un laboratorio d’arte di fama europea, senza assistenzialismo pubblico, solo stimolando la creatività ferrarese. Uno spazio culturale che inviti a entrare in una dimensione di pensiero completamente libera dall’ansia del possedere». Ad affiancare Cattani ci saranno Maria Letizia Paiato, Francesca Boari, Andrea del Guercio, Veronica Zanirato ed Erika Scarpante. La galleria verrà inaugurata sabato 7 maggio con una personale di Cattani, la sua ultima prima di far spazio alla nuova, folle creatura. La mostra, che si intitola “Di Là da Dove per Andar Dove” e sarà visitabile fino al 15 giugno, «darà il senso di dislocazione, di slittamento, del divenire guidato dall’istinto». Inoltre, “Fabula” comprenderà anche tre ambienti al civico 14/a della stessa via, un ex deposito che diventerà eno-biblioteca e spazio per installazioni.

Questa di Cattani è sicuramente una provocazione che farà bene a Ferrara, il poter riaccogliere sotto nuove spoglie un artista così travolgente e imprevedibile. «La mia vita è tutto un miracolo nato dalle ali della parola “arte”», ci dice. «Sono un solitario, la mia amante è sempre stata l’arte, con la quale ho avuto un abbraccio totale». “Lo stupore, la meraviglia, il grande delirio del cercare e del cercarsi”, scrisse alcuni anni fa. Vedremo se Ferrara saprà ancora stupirsi e sentirsi cercata da questo suo figlio che ancora la ama.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 maggio 2016

Alla Feltrinelli presentazione del romanzo “L’incrocio”

30 Mag

downloadOggi alle 17.30 nella libreria Feltrinelli in via Garibaldi, 30 a Ferrara avrà luogo la presentazione del romanzo “L’incrocio” di Ruggero Osnato (Cicorivolta Edizioni, 2015), una settimana dopo l’anniversario della Strage di Capaci. Ne parleranno con l’autore Francesca Boari, autrice tra l’altro de “Le orme dell’orso” (nonché autrice della prefazione del libro di Osnato) e Marco Gulinelli, autore de “La perizia”. Una regione dello Stato nelle forme di un’isola prossima, volutamente stipata entro i confini immaginari della separazione, terra dimenticata all’estremità di un concetto geografico legato a un destino secolare. “L’incrocio” tra una giovane siciliana bellissima, sensuale, letterata, avvinghiata alla sua Sicilia e anche lei vittima del crimine, e l’odissea di un uomo di mondo, uomo della comprensione, che la ama disperatamente e nulla può per salvarla. Un libro tra la memoria eroica dei servitori coraggiosi dello Stato e i mostri della mafia, tra il bene e il male dunque, tra un’attualità senza tempo e la storia ancora recente del nostro Paese. Infine, “L’incrocio” tra la speranza e la rassegnazione, il mito e la storia, l’amore eterno e la sua estenuante negazione.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 30 maggio 2015

Dalla Boari la vita di Adriana Valles

27 Giu

le-orme-dell-orso-htmlOggi alle 19 al Circolo dei Negozianti, a Palazzo Roverella in C.so Giovecca, 47 a Ferrara, vi sarà l’ottava presentazione del romanzo di Francesca Boari, “Le orme dell’orso”. L’opera della Boari racconta alcune vicende fondamentali della vita di Adriana Valles, fondatrice del salone Valles parrucchieri. Attraverso uno stile passionale e mai scontato, la Boari racconta dell’abbandono e della riscoperta, dell’angoscia e della bellezza che hanno dominato la vita della Valles. Attraverso un cammino di fede, le vicende narrate portano a un perdono che sembrava impossibile, alla riscoperta di sé.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 giugno 2014