Tag Archives: Teatro Comunale Ferrara

All’Ariostea ecco “La scuola dell’ascolto”

10 Feb

Tra i numerosi eventi organizzati dalla Fondazione Teatro Comunale, oggi inaugura un nuovo ciclo dal titolo “La scuola dell’ascolto”. Nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in via Scienze, 17 a Ferrara avranno luogo quattro incontri, curati da Fabrizio Festa, compositore e direttore d’orchestra, per conoscere le parole della musica. Si inizia oggi alle 17 col tema “Natura”, si prosegue, sempre allo stesso orario, il 10 marzo con “Forma”, il  7 aprile con “Sublime” e il 12 maggio con “Genio”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 febbraio 2014

Il Fascismo e gli intellettuali, storia di un “tradimento”

23 Dic

Zanardi e BaravelliIn occasione dello spettacolo “Gli indifferenti” di e con Fabrizio Gifuni, in scena da giovedì 19 a sabato 21 dicembre al Teatro Comunale, martedì 17 nella Biblioteca Ariostea s’è svolto l’incontro “Gli intellettuali italiani del ventennio e il tradimento di una missione”. Curatore e relatore è stato Andrea Baravelli dell’Università di Ferrara, introdotto dalla prof. Paola Zanardi, presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, organizzatore dell’incontro insieme alla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. La relazione di Baravelli si è focalizzata sul tema del rapporto tra intellettuali e fascismo, e più in generale tra intellettuali e potere. Il titolo dell’incontro riprende infatti “Il tradimento dei chierici”, opera di Julien Benda del 1927, nella quale si analizza la tendenza, di molti intellettuali tra ‘800 e ‘900, a inseguire solo “la conquista del temporale”, del potere, e a non cercare più la verità. Se è l’affaire Dreyfus a segnare in un certo senso la nascita di questo tipo di intellettuale, l’Italia del Ventennio vede l’egemonia di una cultura vitalistica, antintellettualistica, e un tentativo di controllo di alcuni ambiti come la scuola, gli istituti di cultura e gli ordini professionali. In questa cornice, oltre allo scontro tra Croce e Gentile, due figure sono state messe in risalto da Baravelli: Gaetano Salvemini e Antonio Gramsci. Il primo, antifascista e fondatore della Mazzini Society, il secondo padre del comunismo italiano nonché convinto sostenitore della necessità per l’intellettuale del Novecento di non rifugiarsi sulla “torre d’avorio” ma di lavorare a contatto col popolo e con la politica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 dicembre 2013

Fracking, ovvero la fine della rivoluzione verde

7 Ott

energia-petrolio

“Il petrolio è finito, viva il petrolio! Fracking, boom energetico e conseguenze sull’ambiente” è il titolo dell’incontro svoltosi sabato alle 15 al Teatro Comunale nell’ambito del Festival di Internazionale.

Silvia Bencivelli, collaboratrice con la Rai per Presa diretta, di Riccardo Iacona, e per Radio3 scienza, di Rossella Panarese, ha introdotto e moderato il dibattito tra tre giornalisti esperti di politiche energetiche a livello globale: Serge Enderlin, svizzero, Dimiter Kenarov, bulgaro e Fred Pearce, britannico. Il Governo degli USA ha annunciato con orgoglio di puntare, nel giro di pochi anni, a raggiungere l’indipendenza a livello energetico. Da cosa dipende questo? Dal fatto che la tecnica del fracking grazie alla possibilità di produrre energia a basso costo e alla possibilità di creare molti posti di lavoro, viene sempre più presentata come il futuro, la miglior soluzione possibile per sfruttare le proprie risorse naturali. L’aumento del numero di perforazioni negli USA ha, quindi, “sepolto” tutti i progetti basati sulla “rivoluzione verde”, sull’uso di combustibili puliti. Il fracking, infatti, ha totalmente riabilitato combustibili come il gas e il petrolio. Le rapide mutazioni tecnologiche e la scoperta di nuovi giacimenti sembrano presentarlo come l’unico modo per affrontare i problemi di disoccupazione: si potrebbe dire che “l’economia di ieri” (i vecchi combustibili fossili) stiano aiutando “l’economia di oggi” ad uscire dalla crisi. Questo punto di vista non tiene conto delle nefaste conseguenze a livello ambientale, non solo l’ulteriore innalzamento della temperatura globale ma anche i problemi legati all’enorme quantitativo di acqua che la tecnica del fracking richiede.

A risentirne sono, dunque, anche tutti i progressi compiuti nella ricerca di combustibili puliti, nel grande progetto della “rivoluzione verde”. Inoltre, come ha sottolineato Enderlin, “il fracking porterà ad un miracolo economico di breve durata” (5-10 anni), sarà insomma nient’altro che una “bolla”.

Silvia Bencivelli ha concluso ricordando come la teoria secondo la quale sia il fracking la causa del sisma avvenuto nel 2012, sia nientemeno che una “bufala”, in quanto nel nostro Paese non vi sono le risorse naturali sufficienti per giustificare l’uso di questa tecnica, che peraltro sarebbe impossibile da nascondere.

Andrea Musacci

Doppio aperitivo con Massimo Ghini

16 Set

Doppio appuntamento ferrarese per l’attore Massimo Ghini, che parteciperà agli eventi organizzati dal Teatro Comunale e alla festa del Pd. Domani, infatti, dalle 18 al Teatro Comunale avranno luogo tre iniziative diverse, ma tutte riconducibili a una stessa intenzione: aprirsi alla città, con cui dar vita a una maggiore interazione. Con l’occasione i cittadini potranno avere libero accesso ai luoghi del teatro, in particolare al palcoscenico. L’intento è quello di far conoscere meglio i propri spazi davanti e dietro le quinte, la propria storia, le professionalità delle maestranze che lavorano in palcoscenico e di tutto il personale che vi opera. Tra gli eventi in programma, verrà aperta la Rotonda Foschini e sarà inaugurata la mostra fotografica di Marco Caselli Nirmal “Teatro quotidiano: le persone e lo spazio”, installazione che introduce le iniziative che il teatro sta programmando per il 50esimo anniversario della propria riapertura. Infine, con l’occasione verrà mostrato al pubblico il nuovo ingresso agli uffici, dal rinnovato Scalone d’onore del Ridotto. Oltre alla partecipazione dell’attore Massimo Ghini, è prevista anche una piccola sorpresa, resa possibile dal contributo di sponsor privati, dell’Istituto di Istruzione Superiore Vergani Navarra e dalla collaborazione degli esercizi commerciali che fanno parte dell’edificio del teatro. Ma Massimo Ghini sarà ospite anche alla festa Pd del centro città, iniziata lo scorso fine settimana nella Piazzetta San Nicolò. Sempre domani, alle 19, parteciperà infatti a “Il Pd che vorrei …”, aperitivo nel quale dialogherà con Stefano Bonaccini (segretario regionale del Pd). Alla festa Pd, inoltre, sempre domani alle 21 avrà luogo il concerto degli Acoustic live experience Stringintrio cover band. Infine, domenica alle 19 si esibiranno i Pocabanda ed alle 21 i Jamina tribute Band ufficiale fondazione De André.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 settembre 2013

Lo stile di Antonioni al Teatro Comunale di Ferrara

19 Apr

Lunedì 8 aprile, alle 17.30, presso il Ridotto del Teatro Comunale in Corso Martiri della Libertà, 5, si è tenuta la seconda conferenza del ciclo “L’orizzonte di Antonioni”, organizzato dalla Fondazione Ferrara Arte, dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, dalla Fondazione Teatro Comunale e dall’Università di Ferrara. Protagonista dell’appuntamento è stato il prof. Alberto Boschi, il quale ha tenuto una conferenza dal titolo “Usare i mezzi più semplici e il minor numero di mezzi. Lo stile cinematografico di Michelangelo Antonioni”.

Il docente ha subito spiegato come il titolo del suo intervento sia una citazione del regista presa da un’intervista collettiva, “La malattia dei sentimenti”, contenuta nella rivista «Bianco e Nero» (1961). Qui Antonioni spiega la sua ostilità nei confronti dell’uso dell’accompagnamento musicale nel cinema, “perché – dice – sento il bisogno di essere asciutto, di dire le cose il meno possibile, di usare i mezzi più semplici e il minor numero di mezzi”.

Questa semplicità stilistica è evidente nella prima parte della sua produzione, negli anni ’50, e si caratterizza anche per la linearità, l’oggettività e l’esteriorità della narrazione. Rappresenta un’eccezione il ricorso del regista al piano-sequenza, presente in “Cronaca di un amore” (1950) e nel finale di “Professione: reporter” (1975). Tra questi due film è invece dominante un uso originale del montaggio, un uso non ortodosso del campo-controcampo e del raccordo dello sguardo e della direzione, oltre all’uso di inquadrature semi-soggettive.

Il prof. Boschi ha concluso spiegando come Antonioni, “al di là delle apparenze sia un regista psicologico, fortemente interessato all’interiorità dei suoi protagonisti”. Questo spiega la presenza di pochi dialoghi per rappresentare i sentimenti, valorizzati al contrario attraverso la “dimensione mimico-gestuale” e i paesaggi, naturali o urbani.

Andrea Musacci