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E all’alba, ecco la nostra rinascita: “Passio Christi” al Teatro Comunale

6 Apr
Vito Lopriore – (C) Marco Caselli Nirmal

L’opera di Michele Placido con la “Passione” di Mario Luzi presentata il Venerdì Santo: i tormenti della condizione umana e la Liberazione in Cristo

di Andrea Musacci

L’affanno di chi ha paura, il rantolo dell’angoscia, di chi è solo e senza luce. Di chi, disarmato, vive la lontananza, l’apparente insanabilità dello smarrimento. Dove ogni dire e udire è vano, ogni sguardo è nemico, dove il male ha le sembianze dell’irreparabile.
Oltre 20 anni fa il poeta Mario Luzi, invitato da Giovanni Paolo II a scrivere i testi per la Via Crucis al Colosseo, seppe, come pochi, dare parola a questo tremendo umanissimo non comprendere. Per questo, la scelta di alcuni di quei versi per lo spettacolo “Passio Christi”, non può non commuovere. Il progetto tra cinema e teatro andato in onda la sera di Venerdì Santo sul canale You Tube del Teatro Comunale di Ferrara (e disponibile fino al 12 aprile), è stato ideato dal Presidente dell’“Abbado” Michele Placido su testi, oltre che di Luzi, di Dario Fo e Franca Rame (“Maria alla croce”), coi Salmi recitati da Moni Ovadia e lo Stabat Mater interpretato in dialetto trentino da Daniela Scarlatti. In scena, anche lo stesso Placido, Sara Alzetta e Vito Lopriore nei panni del Cristo. Fra i luoghi della nostra città scelti, la chiesa di San Giuliano e il Cimitero ebraico. Magistrale il Coro dell’Accademia dello Spirito Santo diretto da Francesco Pinamonti.

La stanchezza, dicevamo, quel respiro affannoso che «inciampava nei denti» (1). E, insieme, la violenza della derisione, lo scherno impietoso che anticipa la brutalità sulla carne. «Dubito talora – prega al Padre il Cristo di Luzi – / che questa sofferenza non ti arrivi / poi subito di questo mi ravvedo / perché so la tua misericordia». Ma la notte è buia, i minuti non scorrono ma incombono: «Io dal fondo del tempo ti dico: la tristezza / del tempo è forte nell’uomo, invincibile». E quegli anfratti sono, nella “Passio” di Placido, le budella nascoste del teatro ferrarese, dove gli umori e i tormenti urlano per affiorare, per rivivere in questa stagione di non-presenza, di chiusura e lontananze. E questa mancanza, questa privazione il regista sceglie di mostrarla, per renderle giustizia. È il “retroscena” col suo travaglio a un tempo manuale e intellettuale, del legno e del pensiero, in una zona ambigua dove finzione e realtà sovrapponendosi sanno di incertezza.

Negli interstizi dietro, sopra e oltre la scena, dunque, al di là dell’apparire – vero o falso che sia – il dialogo è con Dio, sempre, è la confidenza del Figlio col Padre, è la preghiera che si apre all’eterno. Dai sottofondi, la vertigine: «quanto è lontana da te l’angoscia che mi opprime»; e ancora Luzi: «Anche la morte pare eterna, è duro convincerli, gli umani, / che non ci sono due eternità contrarie, / il tutto è compreso in una sola e tu sei in ogni parte / anche dove pare che tu manchi». Anche in quell’ossatura di legno e polvere, dove una debole luce filtra, sul palco dell’umano dimenarsi dove le tuniche, come detto, possono essere inganno o domanda perpetua, lì, nel fastidio e nel dubbio, «Tu entri» «e lo disbrogli / pure così lontano come sei nella tua eternità / da questi nodi delle esistenze temporali».

E nei viluppi entra anche il femminile, portando cura e visione, rivelandosi nel viso contratto di Maria, sulle labbra il lamento, ancora l’affanno della via che porta alla croce. Lungo la strada – di nuovo – la scelta, fino al sepolcro, è di affiancare, coi loro corpi, alcuni morti ammazzati del nostro tempo: da Pier Paolo Pasolini a Stefano Cucchi, da George Floyd ai bambini vittime delle guerre. Volti morti o sofferenti privi di luce, come nel tremendo silenzio del sabato. Ma Lui «non è qui», e allora perché Lo cerchiamo tra ciò che non può essere all’altezza di tutto il nostro dolore? Perché, invece, nello smarrimento non tentare di riconoscerLo mentre ci accompagna, quando nel buio ci affianca? Perché anche lungo la via che Tu hai tracciato, che Tu sei, è «difficile tenersi». Ma «Tu solo» davvero sai il Mistero. 

«Ora sì, o Redentore», «invochiamo il tuo soccorso, tu, guida e presidio, non ce lo negare».  Ora e sempre, ora e ogni giorno. Adesso possiamo chiederglieLo, sappiamo di poterglieLo chiedere perché crediamo nella Sua Resurrezione, perché – sempre tentati dal non sperare – ancora una volta speriamo. Nell’affanno, «con amore ti chiediamo amore». Un amore che libera, che fa uscire, un amore «infinitamente più grande».

La resurrezione è, nella “Passio”, proprio un’uscita, una fuga, una lode, ancora e sempre, una perenne preghiera sulle labbra, in canto o in prosa, nel giubilo o nel dolore. Si ricongiunge il cammino, ritorna su quei passi iniziali, gli stessi ma incredibilmente diversi: nell’esordio della “Passio” vi era, infatti, Placido pellegrino inquieto fra le vie del centro di Ferrara. Un sobbalzo nel petto, poi gli spari improvvisi come un lampo di luce, e invece era notte, una lunga notte, quella dei corpi riversi ai piedi del Castello, quella tremenda notte nel novembre del ’43. Ma non dormono, no, sono morti, giacciono ma rivivranno. E allora «di mattino, quando era ancora buio» (2), in un’alba grigia e vuota, è l’ora della Liberazione, della Rinascita, è il tempo della pienezza, anche per noi, per chi, come gli apostoli, non aveva «ancora compreso» (3). 


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(dove non indicato, le citazioni sono tratte da “La Passione. Via Crucis al Colosseo” di Mario Luzi, 1999)


(1) F. Guccini, “Venezia”.

(2) Gv 20, 1.

(3) Gv 20, 9.

Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 9 aprile 2021

http://www.lavocediferrara.it

Scutellari espone da Cloister

5 Apr

3398_83bf477b2e678d60e49902232b15f61c[Sotto l’articolo, alcune immagini dell’esposizione]

Si intitola “Il segno e la forma” la nuova esposizione che inaugura oggi alle 18.30 nella Galleria d’arte Cloister di Ferrara (in corso Porta Reno, 45).
In mostra, opere di Giulio Scutellari, artista ferrarese classe ’74. Scutellari si diploma nel ’94 all’Istituto d’arte Dosso Dossi di Ferrara, e successivamente frequenta lo studio del pittore Pistoiese Max Loy. Laureatosi nel 2002 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in “Scenografia”, in seguito frequenta il corso di pittura di scena, autorizzato dalla Regione Veneto, e il corso di tecnico teatrale promosso dal Rossini Opera Festival. Fin dal 2002 collabora con continuità, presso teatri di tradizione ed enti lirici, in qualità di tecnico di palcoscenico.
La mostra sarà visitabile fino al prossimo 29 aprile da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 19.30.
L’amore per l’arte, il teatro, il corpo umano, lo portano ad un continuo studio e ad una attenta progettazione di corpi e di spazi. Il segno è l’assoluto protagonista nella produzione di questo giovane artista che riempie nitidi spazi, con campiture ad acquerello, ottenendo una pulizia grafica e un’immediata carica espressiva nella precisione formale.
Attualmente Scutellari collabora con Teatri di Tradizione ed enti Lirici Italiani, quali il Teatro Comunale di Ferrara, il Teatro Regio di Parma e la Fondazione Arena di Verona.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 aprile 2017

I detenuti-attori insegnano”La forza del perdono”

25 Feb

Spettacolo in carcere dopo “Pope is pop”images

C’è tanta ironia ma anche struggimento per un tema importante, com’è quello del perdono, e rappresentato da attori particolari. Ieri nel primo pomeriggio nella Casa Circondariale di via Arginone ha avuto luogo lo spettacolo teatrale “La forza del perdono”, che ha visto protagonisti una decina di detenuti del carcere ferrarese, coadiuvati dal cappellano Mons. Antonio Bentivoglio. In una decina di giorni, per un’ora al giorno, i detenuti, italiani e non, hanno preparato lo spettacolo, rappresentato nel teatro/palestra della casa circondariale.

La rappresentazione racconta la vicenda di un mafioso, Trovato Innocente, arrestato perché colto in flagranza mentre chiede il pizzo in un mercato. Dopo il finto processo, troviamo il protagonista in cella (con letti e coperte realmente usati dai detenuti/attori): qui inizia il processo di pentimento per il male commesso, e di perdono nei confronti del complice, finito anche lui in carcere, suo accusatore durante il processo.

Alla rappresentazione hanno assistito diversi volontari dell’Associazione Noi per Loro, la comandante Annalisa Gadaleta e alcune educatrici.

Ad apertura dello spettacolo, e dopo lo stesso, vi è stato l’intrattenimento musicale eseguito da sei detenuti  (più due tecnici del suono), che hanno reinterpretato brani di Dylan, Vasco, Celentano e tanti altri.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2017

La magia del Furioso nelle sculture-teatro di Maurizio Bonora

11 Dic

In occasione del quinto centenario dalla prima edizione dell’Orlando furioso, nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a) è visitabile la mostra “Angelica e Alcina per un teatro ariostesco” di Maurizio Bonora.

Come mi spiega lui stesso, si tratta di una scultura narrativa, fatta di opere d’arte tripartite: il volto (parte anteriore), la narrazione di scene tratte dall’Orlando furioso nella parte posteriore dell’opera, e la base scultorea. Sono sculture in terracotta e cemento realizzate nel 2013, e in parte concluse proprio per questa esposizione, più alcuni disegni a matita, compreso uno del 1966. Tutta la riflessione dell’artista gioca su profonde dicotomie: essere/nulla, pieno/vuoto, luce/ombra, materia/spirito.

Il progetto prende le mosse, anticipandolo, da quello di una struttura teatale da realizzare in futuro.

La mostra è visitabile fino a fine mese, dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

“Compulsioni. Fantasmi d’amore”: a Cloister le opere di Manelli

1 Nov

manelli-a-cloisterDopo l’esposizione di sculture e disegni di Sergio Zanni, “Tutto scorre”, rimasta in parete fino a venerdì scorso, oggi alle 18.30 nella Galleria d’arte Cloister in via c.so Porta Reno, 45 inaugura la personale “Compulsioni. Fantasmi d’amore” di Enrico Manelli.

Come viene spiegato con suggestione nella presentazione della mostra, “l’Artista rappresenta il profondo desiderio d’amare sul palco del teatro nel chiarore scenografico, rivelando le sue origine più autentiche di Scenografo. Sul palcoscenico si materializzano i Personaggi di drammi e commedie d’amore. Gli attori reali e forse riconoscibili, si proiettano nell’Eroina e nell’ectoplasma dei dolci e soffocanti desideri dei ricordi dei primi giochi. Una nuvoletta beffarda ed ammaliatrice è il segno distintivo di Enrico Manelli”.

Manelli nasce a Modena nel 1946, ed è diplomato in Scenografia presso l’Accademia di Bologna, dove insegna la stessa disciplina ininterrottamente dal 1968 al 2008. Come scenografo e pittore svolge attività espositiva dal 1966, ideando e realizzando allestimenti teatrali ed espositivi in Italia e all’estero, per teatri stabili, Enti Lirici, gruppi sperimentali, Pinacoteche Nazionali, industrie ceramiche, firma scenografie per il cinema e trasmissioni televisive per RAI2 e RAI3. Consegue numerosi riconoscimenti e premi nelle varie discipline. Collabora e progetta spettacoli con molti gruppi teatrali e con le formazioni sperimentali dell’Università di Bologna in seno all’Istituto di studi musicali e teatrali, fonda numerosi collettivi di studenti del corso, realizzando con loro numerosi allestimenti scenografici ed espositivi, esperienze che lo portano a fondare nel 1945 la cattedra di Scenografia del Melodramma a Cesena in collaborazione col Conservatorio B. Maderna e il teatro Bonci.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’01 novembre 2016

Incontro su Brecht all’Ariostea

27 Ott

Palazzo Paradiso AriosteaIn occasione del sessantesimo della morte del grande autore teatrale Bertold Brecht, domani alle 17 in Biblioteca Ariostea, Istituto Gramsci, Istituto di Storia Contemporanea insieme a Horacio Czertok e al Teatro Nucleo organizzano un incontro pubblico a lui dedicato.

Un evento pensato per ricordare e riflettere il maestro, tante volte frainteso e strumentalizzato.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 ottobre 2016

Al via questa sera le lezioni teatrali dirette da Malucelli

6 Ott

14344867_1819275008301230_5447703014775133978_nLa scuola di teatro Fonè diretta da Massimo Malucelli, con sede in via Arianuova, 128 a Ferrara, oggi alle ore 21 riprende i propri corsi del primo anno, tenuti dallo stesso Malucelli, con la rituale lezione di prova.

Il corso si concluderà a maggio, e gli ultimi mesi saranno dedicati alla preparazione dello spettacolo finale, così come avvenuto negli anni scorsi, realizzando diverse repliche, anche presso il “Teatro Comunale” di Ferrara. Altri momenti spettacolari di incontro col pubblico saranno creati durante il percorso.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 ottobre 2016

Caselli Nirmal, ecco le immagini della nuova mostra

13 Lug

“Atelier” è il nome della personale del noto fotografo ferrarese Marco Caselli Nirmal, visitabile fino al prossimo 31 luglio (dalle 9 alle 19.30, esclusa la domenica) nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45.

Qui le immagini dell’esposizione.

Andrea Musacci

Il Teatro Nucleo sempre in scena tra Bergamo e l’Est Europa

29 Giu

ferraraTra Bergamo e Tbilisi, sono sempre itineranti i progetti del Teatro Nucleo di Pontelagoscuro. Domenica 3 luglio alle 20.30 in occasione del Festival Boccaleone Open Space, nell’ambito di Bergamo Estate, vi sarà lo spettacolo “I.N.F.E.R.N.O. Invasione Notturna Frivola E Ruggente Non Ostile”, con la regia di Davide Della Chiara e Natasha Czertok. In scena, oltre ai registi, Martina Pagliucoli, Sara Draghi, Lorenzo Magnani, Massimo Festi e gli abitanti del quartiere Boccaleone.

Protagonista dello spettacolo è la città, così come la conosciamo: “fatta di funzionari, massaie, taxisti e poeti ubriaconi. La città con i suoi diabolici compromessi, le sue torbide lusinghe.  Accettarli o rifiutarli? E’ il quesito che tortura il poeta che ognuno di noi porta dentro”, scrivono gli organizzatori.

Da mercoledì 6, invece, il Nucleo sarà nel Caucaso per un “Teatro per la pace”. In collaborazione con ONG di Armenia e Germania, il Teatro Nucleo realizzerà in Georgia, vicino Tbilisi, un progetto teatrale rivolto ad operatori dei diritti umani della Cecenia, del Nagorno Kharabak, dell’Inguscezia, dell’Ossezia, dell’Azerbaijan, dell’Ucraina, della Russia, della Georgia, dell’Armenia, dell’Abkhazia e del Dagestan. Vi saranno inoltre partecipanti e osservatori di una ONG che cura i diritti umani nel Libano. Il progetto, in programma fino al 16 luglio, prevede una fase seminariale formativa, e la realizzazione di uno spettacolo con tutti i partecipanti.

L’intento del Teatro Nucleo è di potenziare le capacità degli operatori, nell’utilizzare le capacità introspettive, comunicative ed espressive del teatro per affrontare in modo non violento e creativo i terribili conflitti in atto in quell’area dell’Est Europa.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 giugno 2016

Alle 17 al Ridotto del Comunale c’è il “Molière” di Mnouchkine

12 Nov

downloadAll’interno del programma degli incontri con il pubblico, organizzato nel Ridotto del Teatro Comunale Abbado in C.so Martiri della libertà a Ferrara, oggi alle ore 17 verrà proiettato il film “Molière” di di Ariane Mnouchkine. La pellicola, uscita nel 1978, racconta la vita del drammaturgo e commediografo francese ed è stato presentato in concorso al 31° Festival di Cannes.

Ariane Mnouchkine (Boulogne-Billancourt, 1939) è una regista teatrale francese e tra i fondatori, nei primi anni Sessanta, del Théâtre du Soleil. Numerosa la produzione, che vede un “Macbeth” di Shakespeare, del 2014, come sua ultima realizzazione.

Nel fine settimana, dal 13 al 15 novembre il Teatro Comunale ospiterà “Il malato immaginario” di Molière con Gioele Dix e Anna Della Rosa, per la regia di Andrée Ruth Shammah. Dal 18 al 21 febbraio prossimi, invece, sempre al Comunale, l’attore Paolo Rossi interpreterà “Molière: al recita di Versailles”, di Stefano Massini, Paolo Rossi e Giampiero Solari, con la regia di quest’ultimo. Infine, il prossimo appuntamento col “Cinema al Ridotto” è previsto per il 21 gennaio 2016 quando, alle ore 17, verrà proiettato “The lady – l’amore per la libertà” di Luc Besson.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2015