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All’Ariostea l’incontro su Edith Stein e il concetto di “empatia”

19 Mag

Stein Ariostea

Venerdì alle ore 17 presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea si è svolto il sesto incontro del ciclo, organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’ISCO, “Europa: una vecchia, buona idea. Percorsi etici nel novecento europeo”. La Conferenza dal titolo “Empatia. A partire da Edith Stein” è stata tenuta dal prof. Giuliano Sansonetti dell’Università di Ferrara, e presentata da Roberto Cassoli. Edith Stein, alias Teresa Benedetta della Croce, è stata una religiosa e filosofa ebrea-tedesca dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, morta ad Auschwitz nel 1942. Nel 1998 Papa Giovanni Paolo II l’ha proclamata Santa e l’anno successivo Compatrona d’Europa.

Fra i suoi massimi contributi, vi e’ il tema dell’empatia, da lei sviluppato fin dalla tesi di dottorato presentata nel ’17. La riflessione e’ partita dal concetto husserliano di “vissuto” (erlebnis) e dalla prima definizione di “empatia” come non un’immedesimazione totale, ma neanche come un annullamento della distanza, della diversita’, dell’altro. Secondo Stein esiste una dialettica tra l’identico e il diverso per cui l’io, nonostante la sua singolarita’ e la sua “insopprimibile solitudine” ha la possibilita’ di relazionarsi e di comprendere l’altro, per via della comune natura umana.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 maggio 2013