Archivio | 09:39

Le opere di Marjon e la musica di Bisha insieme alla Porta degli Angeli

26 Mag

MarjonFar incontrare, fino a fonderle, le rispettive arti. È ciò che han fatto venerdì alle 18.30 alla Porta degli Angeli, in via Rampari di Belfiore, 1, due giovani artisti ferraresi, albanesi d’origine. L’occasione è stata l’inaugurazione della personale di pittura di Igli Marjon, accompagnato dalla fisarmonica di Robert Bisha, polistrumentista noto ormai ben oltre i confini nazionali, e compositore, tra l’altro, delle musiche per Anija (La nave), film di Roland Sejko, fresco vincitore del David di Donatello come miglior documentario. Marjon ha, invece, già alle spalle qualche esposizione, in Italia e non solo, e studia Economia e Commercio all’Università di Ferrara. Le sue opere si concentrano in particolare su volti e figure cariche di erotica sensualità, di mistero onirico, e di profonda malinconia. Oltre a ciò, non mancano omaggi a Mozart, a Poe, alla dea Aton, riferimenti all’iconografia cristiana e ai “viaggi della speranza”. Ha fatto gli onori di casa Alberto Squarcia, presidente dell’Associazione Culturale Stileitalico e della RTA – Porta degli Angeli, organizzatori dell’evento. La mostra sarà visitabile fino a oggi, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 maggio 2013

(nella foto, da sx, Alberto Squarcia, Igli Marjon, Robert Bisha)

Il ricordo di Tabucchi in Biblioteca Ariostea

26 Mag

Tabucchi Ariostea

Martedì scorso alle ore 17 presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea l’Istituto Gramsci ha ricordato lo scrittore Antonio Tabucchi ad un anno dalla scomparsa, avvenuta il 25 marzo 2012. È stato presentato il suo ultimo libro, a cui lo scrittore ha lavorato fino all’ultimo, “Di tutto resta un poco. Letteratura e cinema” (Feltrinelli). Ha partecipato all’incontro la curatrice del volume, e amica dello scrittore, Anna Dolfi, oltre a Gianni Venturi e a Vito Contento. Diverse sono le sfaccettature del pensiero di questo “difficile e straordinario scrittore” affrontate dalla prof.ssa Dolfi nel suo intervento. Innanzitutto per Tabucchi il senso della letteratura e’ quello di essere “antidoto contro il pensiero dominante, contro il pensiero al potere”; ruolo  dell’intellettuale, dunque, e’ quello di chi deve “inquietare”, di chi va controcorrente, di essere “non organico”. Altri temi significativi sono il rapporto tra letteratura e vita (e tempo), anche in relazione alla dimensione del viaggio e della saudade, sullo sfondo dell’amato Portogallo. L’altro dei due grandi ambiti suggeriti nel sottotitolo del libro, il cinema, e’ stato invece sviscerato da Vito Contento, il quale ha dialogato con la curatrice citando alcuni grandi miti – Luis Bunuel, Federico Fellini, Marilyn Monroe, ad esempio – affrontati da Tabucchi in alcuni suoi saggi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 maggio 2013