Archivio | 09:32

“E fu sera e fu mattina”: gli scatti raccontano la memoria collettiva

20 Mag

E fu sera e fu mattina

Una giornata per ricordare condividendo la memoria di ciò che e successo il 20 e il 29 maggio di un anno fa. Dopo le letture di Roberta Marrelli del suo libro“L’odore dei tigli di maggio”, il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore provinciale Stefano Calderoni nel Porticato del Cortile del Castello Estense ieri pomeriggio hanno inaugurato la mostra “E fu sera e fu mattina”. L’esposizione e ‘ stata realizzata in collaborazione con i circoli fotografici di Ferrara e provincia – Fotoclub Ferrara, Fotoclub Vigarano, Associazione Feedback, Gruppo Fotografico Iride e Fotoclub Il Guercino – e con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna per ricordare, ad un anno di distanza, il sisma che ha colpito la nostra regione, ed in particolare le province di Ferrara e Modena. La mostra – che comprende anche foto amatoriali di chiunque voglia contribuire al ricordo collettivo – si inserisce in un più ampio programma di eventi, tra i quali la mostra in Via Coperta di Isabella Guidi, “Un posto del sempre. Il silenzio dei granai”, luoghi “simbolo di sicurezza e prosperità ” e luoghi privilegiati dell’infanzia dell’artista.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 maggio 2013

L’originale mostra di Darbo nel sottoportico

20 Mag

Darbo Idearte

Le opere di Guglielmo Darbo, pittore codigorese, sono state esposte sabato dalle 10 alle 20 nel sottoportico di via Zemola angolo via Terranuova, 41, a fianco della sede dell’Idearte Gallery.

L’originale idea di “Una Galleria IN Galleria” ha suscitato molta curiosita’ non solo tra gli abitanti della zona ma anche tra i passanti e gli amanti dell’arte alla continua ricerca di iniziative originali. Parte delle diciassette opere – tele classiche e di canapa – erano dislocate anche all’interno dell’Idearte. La pittura di Darbo, avvocato di professione ma artista riconosciuto a livello nazionale da piu’ di dieci anni, sprigiona gli impulsi piu’ reconditi della personalita, stimolando nel fruitore un approccio piu’ inconscio che razionale. A tratti le parole esplicite – esprimenti un flusso di coscienza critico – rompono l’astrattezza della forma pittorica senza pero’ intaccarne la forza. Il suo stile informale risulta comunque al tempo stesso intriso di una concretezza viva, reale, grazie anche alla scelta dei materiali piu’ disparati.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 maggio 2013