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Un 8 marzo dedicato a grandi donne

10 Mar

Dedicato a una donnaUn modo per festeggiare le donne di tutto il mondo attraverso diverse forme artistiche e culturali. “Dedicato a una donna” è l’evento svoltosi allo Spazio d’arte l’Altrove in via De’ Romei, 38 ieri alle 17 e presentato da Maria Cristina Nascosi Sandri, giornalista e critico SNGCI e Micaela Zambardi, poetessa ferrarese, con la partecipazione del Maestro Corrado Celada, 93 anni. Dopo la lettura di due poesie di Celada dedicate alle donne, si è proceduto con la lettura di alcuni versi di  Saffo, la poetessa ucraina Anna Achmatova e Alda Merini (anche contro la violenza sulle donne) tutte intervallate da alcuni divertenti stacchetti musicali in dialetto ferrarese eseguiti dallo stesso Celada. Durante l’incontro si è omaggiata Anna Magnani, attraverso la lettura di alcune sue liriche nella quale la grande attrice parla del suo “carattere eccessivo e smodato”, anche riguardo all’amore. Una critica simpatica dell’Achmatova, “io ho insegnato alle donne a parlare, ma come obbligarle a tacere?” ha permesso di dare un tocco di autoironia a questa giornata.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 marzo 2014

Al Cortazar va in scena “Chenditrì” per i ragazzi

10 Mar

Teatro CortazarObsoleta Teatro, il progetto nato nel 2012 grazie a Natasha Czertok, Chiara Galdiolo, Greta Marzano, Giulia Generali e Paola Leuci, propone oggi alle 17 uno spettacolo dedicato all’anno internazionale dell’agricoltura familiare. Al Teatro Cortazar in via Ricostruzione, 40 a Pontelagoscuro andrà in scena “Chenditrì – L’albero delle caramelle”, rivolto a bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado. Natasha Czertok, Greta Marzano, Martina Pagliucoli hanno scelto di raccontare l’aspetto che riguarda più strettamente la vita quotidiana dei piccoli consumatori: il junk-food, il cibo-spazzatura. “Chenditrì” è un atto unico di 50 minuti ispirato al dramma “L’eccezione e la regola” di Bertolt Brecht e al video-documentario “Land Rush” (2012) di Hugo Berkeley e Osvalde Lewat.

La narrazione scenica di Chenditrì prende le mosse da uno degli ingredienti più amati dai piccoli e meno piccoli, lo zucchero che, nella finzione scenica, si trasforma nella magica e fascinosa caramellina. Il tono e i modi che sostengono il racconto sono quelli della fiaba. Con “Chenditrì”, Obsoleta Teatro prosegue un percorso iniziato con “In the bottle!”, dedicato alla raccolta differenziata.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 09 marzo 2014