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Stasera alla Vigor l’uso dell’audiovisivo contro la demenza

21 Mar

vigor3“Oltre il Cinema: l’uso dell’audiovisivo contro la demenza” è l’incontro organizzato dall’Associazione Feedback stasera alle 21 alla Videoteca Vigor in via Previati, 18 a Ferrara. Tema sarà il cinema come strumento per stare meglio e per ridare ricordi e identità a persone malate, idea portante del progetto “Memofilm, la creatività contro le demenze”, una ricerca scientifica sull’uso del cinema nei confronti di persone con malattie degenerative, portata avanti sotto la guida dello sceneggiatore Eugenio Melloni. A parlarne saranno, oltre a Melloni, Luisa Garofani, psichiatra e responsabile del Sert di Ferrara, Pier Luigi Guerrini, Centro audiovisivi Vigor, Massimo Alì Mohammad, Associazione Feedback, e coordinerà la serata Giorgia Mazzotti, giornalista. In conclusione proiezione di un contributo di Alessandro Bergonzoni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 marzo 2014

Oggi all’Ibs.it Castellani parla di teletrasporto

21 Mar

Oggi alle 18 presso la libreria IBS.it in p.zza Trento e Trieste a Ferrara avrà luogo la presentazione del libro “Teletrasporto. Dalla fantascienza alla realtà”, di Leonardo Castellani e Giulia Alice Fornaro. Insieme a Castellani, Professore ordinario di Fisica teorica all’Università del Piemonte Orientale, ne discuterà Carlotta Cocchi dell’Ufficio Comunicazione ed Eventi dell’Università di Ferrara, ente promotore dell’evento presentato dal Prof. Mauro Savriè, curatore responsabile de “I Venerdì dell’Universo”.

Nel libro gli autori propongono un viaggio nel mondo dei quanti, dove si nascondono possibilità sorprendenti: non solo il teletrasporto di particelle, ma ad esempio sistemi crittografici complessi. A volte, dunque, la realtà, o l’insieme di potenzialità offerte dalla ricerca scientifica, supera davvero la fantascienza.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 marzo 2014

Piano e corpo nella pittura di Henri Matisse

21 Mar

MatisseAll’interno del ciclo di conferenze “Sguardi su Matisse”, ieri alle 17.30 in Sala Estense in p.zza Municipale si è svolto l’incontro “Matisse: piano e corpo”. Gli appuntamenti sono legati alla mostra “Matisse, la figura. La forza della linea, l’emozione del colore”, in programma a Palazzo dei Diamanti fino al 15 giugno. Tomàs Llorens, storico dell’arte esperto di arte europea della prima metà del Novecento e già direttore del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid ha relazionato sul tema. L’analisi è partita dalla vicinanza tra Matisse e Picasso nel ruolo essenziale, e rivoluzionario, avuto nell’ambito artistico del Novecento. La svolta data dai due è stata infatti quella di “dare l’illusione dell’eliminazione della profondità, la riduzione dunque dello spazio pittorico alla bidimensionalità”. Questo approccio sfocerà poi, soprattutto negli anni ’50-’60, nell’astrattismo tipico di alcuni grandi artisti statunitensi. Tornando a Matisse e alla tendenza alla bidimensionalità, risultano decisivi gli anni ’16-’18, ispiratagli dalla pittura decorativa, periodo nel quale l’artista da Parigi si trasferisce a Nizza. Nel cosiddetto “periodo di Nizza” il pittore francese “ricerca nuovamente una pittura che si allontani dalla bidimensionalità”, recuperando la rappresentazione della volumetria dei corpi, in particolare del corpo umano. Un esempio a riguardo è l’ “Odalisca con pantaloni grigi” del ’27. Questo “ritorno nella tridimensionalità” significa per Matisse un ritorno alla pittura fiamminga (in particolare Vermeer) e a quella di Chardin. Altrettanto fondamentale, nel periodo di Nizza, risulta l’approccio, oltre che con la tecnica di Michelangelo (e il suo “Schiavo morente”), con la pittura di Cezanne, in quanto anch’essa volta alla “sperimentazione, alla ricerca di nuovi modi di rappresentare la corporeità del mondo”. Riguardo al Buonarroti, due colleghi di Matisse in particolare l’hanno accompagnato nel suo interesse per la scultura michelangiolesca: Adolf von Hildebrand e il maestro Auguste Rodin. A metà degli anni ’30, dopo un “ritorno alla bidimensionalità”, riprenderà questa ricerca sul volume, per lui così fondamentale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 marzo 2014

Otello Ceccato e il ciclo della canapa in mostra al MAF

21 Mar

P1000094Al Centro documentazione del Mondo agricolo ferrarese (Maf) di San Bartolomeo in Bosco, in via Imperiale 263, fino al 27 aprile è visitabile la mostra “Otello Ceccato. Il ciclo della canapa. Racconto per immagini”, a cura di Galeazzo Giuliani, Corrado Pocaterra e Paolo Volta. Venti acquerelli con storie di collettività, di uomini e donne impegnati nelle diverse fasi di raccolta e lavorazione della canapa. Un universo che il pittore, padovano d’origine e copparese d’adozione, è riuscito a rappresentare in tutte le sue sfaccettature, compreso l’amore e la maternità. In Italia il declino della lavorazione della canapa comincia negli anni ‘60. Nel ’72 Renato Sitti, insieme a Mario Roffi, fonda il Centro Etnografico ferrarese. Sei anni dopo, nel ’78, lo stesso Sitti e Franco Farina organizzano una grande esposizione sulla lavorazione della canapa, che assegnano a Ceccato. «L’idea alla base di questo progetto – ci racconta Corrado Pocaterra – è quella di preservare e valorizzare la storia dell’agricoltura e la tradizione contadina del nostro territorio». Ceccato crea ventisei grandi tele, una delle quali, dedicata a uno sciopero dei braccianti, viene però esclusa. Dopo il ’78 creerà venti acquerelli dai disegni preparatori delle tele, dai quali sono stati ricavati le litografie esposte al MAF. Alcune di queste tele verranno esposte al MAF domenica 23 marzo in occasione dell’incontro in programma alle 15.30 “La canapa. Tra coltura e cultura di un territorio”. L’esposizione, a ingresso libero e promossa dal Comune di Ferrara, dal Maf e dall’associazione omonima, è visitabile nei seguenti orari: da martedì a venerdì, 9-12, domenica e festivi, 15:30-18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 marzo 2014

L’omaggio di Gualandi a Ferrara nelle sue illustrazioni

21 Mar

Paolo Volta e Claudio GualandiIl talento di Claudio Gualandi e della moglie Linda Mazzoni rappresentano una risorsa importante per la nostra città. Sabato si è svolta l’inaugurazione della mostra di Gualandi “Disegnoinsegno. Ferrara nelle illustrazioni” alla Galleria del Carbone di Ferrara nell’omonima via al 18/A. Gualandi ha fatto da Cicerone tra le sue opere anche al sindaco Tiziano Tagliani, presente all’evento insieme alla moglie. Un ulteriore attestato di stima al genio di questi due artisti. Tra le opere, si possono ammirare le illustrazioni (e relative bozze) raffiguranti i maggiori monumenti della città (Palazzo Schifanoia, Teatro Comunale, Cattedrale, Castello Estense, Palazzo Diamanti, Biblioteca Ariostea), quattro locandine ufficiali del Buskers Festival, il “Giocaegira” e una locandina dell’AVIS. Le opere rimarranno in parete fino al 30 marzo prossimo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 marzo 2014

(Nella foto, da sinistra: Paolo Volta e Claudio Gualandi)