Il maestro? Un testimone sempre in ricerca

28 Gen

Al via il ciclo di incontri di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea

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“Cosa autorizza una persona a istruire un’altra?”. Da questa domanda “inquietante”, ha preso le mosse la riflessione alla base del ciclo di incontri del 2019 organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’ISCO-Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. La rassegna “Maestri” è stata presentata venerdì 25 gennaio nella Sala Agnelli della Biblioteca comunale Ariostea di via delle Scienze a Ferrara. Dopo l’introduzione di Davide Pizzotti (vicedirettore dell’Isco) e i saluti del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, ha preso la parola il Direttore del Gramsci, Fiorenzo Baratelli. “Mettersi in ascolto di testi classici può essere importante per evitare sia di essere inghiottiti dal passato in modo acritico e passivo, sia per superare un’idea di libertà sradicata e delirante rispetto all’eredità di cui ognuno deve farsi carico dei beni della cultura e della sapienza”, è scritto nel testo introduttivo. Così, “il classico – ha riflettuto Baratelli – è colui che, al tempo stesso, è profetico e necessario al presente”, è oltre la contemporaneità e “fuori dal tempo”. Prendendo le mosse dal sopracitato e “inquietante” interrogativo, Baratelli ha riflettuto su come “il vero maestro non fornisce modelli, ma offre una testimonianza, quindi agisce soprattutto sul metodo, sollecitando la volontà dell’allievo, contro l’inerzia del conformismo, presente in tutte le società”. Proseguendo, “il maestro deve riuscire a trasmettere passione per la ricerca della verità, e deve rinnovare nell’allievo lo stupore, la meraviglia per la conoscenza e per la vita”. Deve, quindi, “generare potenzialità, aprire possibilità anche diverse da quelle che lui stesso possiede”. Per l’allievo vale, specularmente, la celebre frase di Goethe: “Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. I maestri, dunque, “nascono ogni volta che vi sono domande di senso, che si sente il bisogno di un rinnovato ethos pubblico”. Successivamente, Piero Stefani e Magda Iazzetta hanno letto testi tratti da “Maestro, dove abiti?”, a cura dello stesso Stefani, e intervallate da musiche di W. A. Mozart e J. S. Bach eseguite dalla violinista Lucilla Rose Mariotti. Nel testo, Stefani ha riflettuto sulla coerenza, “che è sempre del testimone, non sempre del maestro”, e a tal proposito ha citato il passo evangelico Mt 23, 1-3: “Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno”. In conclusione, si può dire che il corretto rapporto tra maestro/testimone e allievo/discepolo sta, come la vita stessa, “in un cammino di ricerca condiviso, anche se è sempre personale”, chiamando così in ballo la responsabilità e la creatività di ognuno.

Andrea Musacci

http://lavocediferrara.it/

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 1° febbraio 2019

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