Archivio | 15:43

Buskers festival “in gabbia”

30 Ago

(Foto Francesca Brancaleoni)


Costretta dentro Parco Massari la bella rassegna musicale svoltasi dal 25 al 29 agosto. Una riflessione

Ristretto e isolato. No: più intimo, sicuro e confortevole. Ha diviso molto i ferraresi la nuova versione “limitata” del Buskers Festival 2021.

Dal 25 al 29 agosto, la rassegna celebre in tutto il mondo si è svolta per la prima – e speriamo ultima – volta nel Parco Massari di corso Porta Mare. L’anno scorso, invece, venne scelta la formula dei tre concerti a sera per ognuno dei cinque luoghi del centro selezionati (giardino di palazzo dei Diamanti, cortile di palazzo Crema, chiostro di San Paolo, cortile del Castello Estense, palazzo Roverella). Costo del biglietto, 12 euro (l’anno scorso 10). Rilevante la partecipazione di ferraresi e non, com’è nella tradizione di questo festival negli anni sempre più amato anche oltre le Mura estensi.

Ma l’emergenza sanitaria ancora in corso ha sfibrato e stravolto rapporti, creato lontananze. E così, anche per il festival della città di Ferrara, l’anomalia è evidente, l’innaturalità del luogo palese e da non tacere. La rassegna, suo malgrado, assomigliava nei giorni scorsi a un animale, per sua natura selvatico, costretto in gabbia. Suo mondo, invece, è la città, la nostra città, non un – pur suggestivo e accogliente – parco pubblico. Relegato nella quarantena del grande cuore verde, incubo di ogni nomade, il festival si è ritrovato obbligato fra le definite e strette mura di Parco Massari.

Ma il centro di Ferrara non ha angoli, non conosce spigoli, men che meno durante “i Buskers”, inafferrabile e tarantolato vortice che prima di ogni regola rompe le geometrie, ignorando vincoli e percorsi, creando una visionaria e mai del tutto mappabile “città dei musicisti di strada”, un dedalo di slarghi e viuzze. Una rottura del quotidiano che a tutto invitava fuorché alla ripetitività, alla linearità degli spostamenti, a scansioni troppo rigide.

Con un anticipo di qualche mese, all’anno che verrà chiediamo, quindi, di restituire ai Buskers la loro città, e a quest’ultima il piacevole frastuono di quell’anima selvatica.

Andrea Musacci

Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 3 settembre 2021

https://www.lavocediferrara.it/

Circolo Laudato si’ di Ferrara-Comacchio, a breve la nascita

30 Ago
(Foto Pino Cosentino)

Un progetto dal basso: le fondatrici sono sei laiche


“Pensare globale, agire locale” è un celebre slogan degli ultimi anni che ben spiega come l’interconnessione tipica del nostro tempo renda le problematiche comuni e ognuno di noi responsabile per la loro soluzione.

È questa visione a ispirare le animatrici del nascente Circolo Laudato si’ di Ferrara-Comacchio, parte del Movimento Laudato si’ (ex Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, nato prima della stessa enciclica di papa Francesco) e che sarà presentato ufficialmente il 3 ottobre nel Monastero Corpus Domini a Ferrara durante i Vespri per il Transito di San Francesco.

Un piccolo tassello di un grande mosaico in continua costruzione dal basso, e che vede i laici in prima linea. Così è anche nel nostro territorio: Giovanna Foddis, Chiara Ferraresi, Alessandra Guerrini, Cecilia Cinti, Arianna Cantoni e Cecilia Gessi sono le fondatrici del Circolo locale nato per sensibilizzare quante più persone dentro la Chiesa sui temi ecologici, sempre in un’ottica ecumenica e interreligiosa e in dialogo con i gruppi ambientalisti già attivi sul territorio.

Un ruolo, quello di animatore/animatrice, aperto a chiunque sia interessato e che prevede la possibilità di partecipare, periodicamente, ad alcuni corsi di formazione. Dopo la Settimana Laudato si’ dello scorso maggio (nella foto, l’incontro alla Stazione Foce del 23), negli ultimi mesi il Circolo ha collaborato all’organizzazione dei primi appuntamenti del Tempo del Creato, in programma il 4 e il 9 settembre, oltre alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato prevista per il 26 del mese.

Preghiera, riflessione e azione sono i tre pilastri su cui le animatrici intendono costruire questa piccola “casa”, anzi “tenda”, simbolo del Tempo del Creato, e che meglio rappresenta la sobrietà e la volontà di porsi in cammino nella piena ospitalità, proprio come la biblica tenda di Abramo. E una tenda sarà fisicamente presente nei tre incontri sopracitati, con al proprio interno alcuni pannelli espositivi e la possibilità di firmare la petizione del Movimento Laudato si’ (https://thecatholicpetition.org/it/home-it/).

Il nascente Circolo Laudato si’ di Ferrara-Comacchio ha anche un gruppo WhatsApp al quale già partecipano una 50ina di persone e al quale ci si può iscrivere dal seguente link: https://chat.whatsapp.com/CfbvAjTofHh78MOntOdf3R

Andrea Musacci

Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 3 settembre 2021

https://www.lavocediferrara.it/