Tag Archives: Archivio di Stato Ferrara

«Entro due anni contiamo di aprire tutto». Intervista all’arch. Ambrogio sull’Archivio di Stato di Ferrara

24 Gen

Qui il mio articolo principale sulla difficile situazione nella quale versa l’Archivio.

Qui la mia galleria fotografica sul sito de la Nuova Ferrara.

Arch. Keoma Ambrogio

Arch. Keoma Ambrogio

«Entro un paio di anni contiamo di riaprire l’ala monumentale dell’Archivio, e ci auguriamo di metterla completamente a norma». È questa la previsione dell’arch. Keoma Ambrogio, dal 2010 in servizio presso il Centro operativo ferrarese della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e dal 2012 a capo dei lavori di restauro e consolidamento su Palazzo Trotti Borghi, sede dell’Archivio.

«È stato valutato un danno equivalente a 1.230.000 euro di lavori nel programma di ricostruzione della Regione Emilia-Romagna – ci spiega Ambrogio – e tra gennaio e febbraio consegneremo il progetto preliminare, per poi, la prossima estate, consegnare quello esecutivo. Entro la fine dell’anno dovrebbero quindi concludersi le procedure per poi far partire il bando per l’appalto, e quindi i lavori del primo lotto inizieranno tra fine 2016 e inizio 2017».

I finanziamenti richiesti per l’ala monumentale sono divisi in due lotti: il primo, da 400.000 euro, riguarderà il miglioramento sismico della copertura, la ricostruzione di una canna fumaria e il consolidamento delle altre tre, oltre al consolidamento della facciata. Il secondo, da 830.000 euro, e che partirà naturalmente appena terminato il primo, riguarderà invece gli interni: consolidamento dei solai per il miglioramento sismico e statico, consolidamento delle varie fessurazioni nelle murature e delle piattabande delle finestre, consolidamento e restauro strutturale dei soffitti in arella, restauro dello scalone e miglioramento della statica dei gradini, oltre al miglioramento della scala secondaria.

«Attendiamo poi – prosegue Ambrogio – anche finanziamenti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per programmare eventualmente diversi lotti per i lavori sull’impiantistica nell’ala monumentale, piccoli lavori sull’ala Coramari (arredi e opere di rifinitura in alcune sale), completamento della demolizione del montacarichi e sua ricostruzione. Infine, altri lavori futuri dovranno riguardare il cortile dell’edificio».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 gennaio 2016

mia pagina su Archivio

La difficile e attesa rinascita di Palazzo Trotti Borghi, sede dell’Archivio di Stato ferrarese

24 Gen

La sede dell’Archivio di Stato conserva documenti di uffici, enti pubblici e privati. Un’intera ala dell’edificio è però ancora inagibile e il personale dimezzato

Qui il link dell’articolo sul sito de la Nuova Ferrara.

Qui la mia galleria fotografica sul sito de la Nuova Ferrara.

Sanguineti con un catalogo

Cristina Sanguineti

Un’intera ala dell’edificio ancora inagibile, personale dimezzato, limitazioni nei servizi al pubblico. Al tempo stesso, però, un aumento degli ingressi, e la volontà di progettare. È una rinascita difficile quella di Palazzo Trotti Borghi in c.so Giovecca, 146 – sede dal 1955 dell’Archivio di Stato di Ferrara – dopo il sisma del 2012. L’edificio conserva archivi di uffici ed enti pubblici e archivi privati della provincia di Ferrara, e documenti su zone limitrofe. Circa 70.000 pezzi, oltre 12 km di scaffali, comprendenti, dal XI secolo, tra gli altri, anche l’Archivio dell’Arcispedale Sant’Anna.

La struttura, riaperta il 22 marzo 2013, è composta da tre corpi. L’ala monumentale su c.so Giovecca, ancora inagibile a parte l’entrata, l’ala seicentesca su via Coramari, con due piani comprendenti sala accoglienza, sala studio, direzione e uffici, sala del Luogo Pio degli Esposti (archivio e sala conferenze), sala visure catastali. Infine, l’ala opposta alla Coramari, con il deposito principale, agibile.

pacchi di documenti dal deposito

Documenti provenienti dal deposito dell’Archivio

Dal 24 giugno scorso, per tre anni, il compito di dirigere l’Archivio spetta all’arch. Cristina Sanguineti, già in servizio all’Archivio statale di Rimini. È lei a guidarci nell’ala Coramari, dove la situazione non è ottimale: «alcuni giorni – ci spiega – l’aula studio è al limite della capienza, visto lo spazio ridotto», e alcuni ambienti, come i vani scale o alcune sale, non sono riscaldati, mentre d’estate l’aria condizionata è presente solo al secondo piano.

Vi è poi il problema del personale. Dal 1° gennaio gli impiegati sono passati da otto a sette, su tredici previsti. Oltre alla Direttrice, vi sono due archivisti, un funzionario e un assistente amministrativi, un solo assistente alla vigilanza addetto alle prese e un centralinista. In seguito al D.M. 6 agosto ’15, «è previsto un bando di mobilità volontaria interno al MiBACT, che dovrebbe uscire a breve, ma ci vorranno diversi mesi, se non anni, prima che il personale possa arrivare a tredici», ci spiega.

A causa di quest’ulteriore riduzione del personale, la presa di solo due unità archivistiche al giorno continuerà fino a domani. Da martedì, la presa sarà di due unità al lunedì, giovedì e venerdì, di quattro il martedì e mercoledì, e di tre il sabato.

atrio entrata da c.so giovecca con impalcature

L’atrio dell’entrata da c.so Giovecca (ala monumentale)

Eppure, i dati sulle entrate annuali in sala studio sono in netto aumento: quelle mattutine al 31 dicembre 2014 erano 815, mentre al 31 dicembre 2015 sono state 1219. Quelle pomeridiane (martedì e mercoledì) sono passate dai 105 del 2014 ai 203 del 2015. «Significa che, nonostante tutto, il posto torna sempre più a essere vivo», commenta la Sanguineti. «Non vogliamo perdere o deludere i nostri utenti e la cittadinanza, ma cerchiamo di far capire che i problemi non dipendono da noi».

Infine, ricordiamo come lo scorso 16 dicembre è stata inaugurata la mostra “Fonti per la Storia. L’Archivio di Stato di Ferrara e Adriano Franceschini”. Nel decennale della scomparsa del Maestro, l’Archivio di Stato ha in programma nel 2016 diverse iniziative.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 gennaio 2016

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All’Archivio di Stato incontro e mostra su Adriano Franceschini

16 Dic

foto FranceschiniUn nuovo e, per certi aspetti, toccante appuntamento è proposto dall’Archivio di Stato di Ferrara per oggi, mercoledì 16 dicembre: Fonti per la Storia. L’Archivio di Stato di Ferrara e Adriano Franceschini. Dalle ore 17 il direttore, arch. Cristina Sanguineti, accoglierà la cittadinanza per commemorare il decennale della scomparsa del maestro Adriano Franceschini, indimenticabile studioso e uomo di cultura. Con l’intervento  Una biblioteca come documento, l’arch. Sanguineti presenterà la biblioteca del maestro donata dai familiari all’Istituto.

Franceschini artisti 1Ricordando sia i contenuti scientifici del lavoro sia la dirittura morale di A. Franceschini, interverranno il prof. Franco Cazzola, presidente della Deputazione Ferrarese di Storia Patria, con il contributo Adriano Franceschini e la conoscenza del territorio, e don Enrico Peverada, direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Ferrara, presenterà l’intervento Adriano Franceschini e la storia religiosa ferrarese. L’incontro sarà anche l’occasione per celebrare i 60 anni dell’istituzione dell’Archivio di Stato.

Franceschini 1L’Archivio di Stato presenterà al pubblico una selezione di materiale relativo agli stretti rapporti con studiosi nazionali ed internazionali, oltre che al metodo di studio e di lavoro del maestro Franceschini. La mostra sarà visitabile secondo l’orario dell’Archivio di Stato, in corso della Giovecca, 146 (tel. 0532-206668, as.fe@beniculturali.it)

Incontro e mostra all’Archivio di Stato

28 Gen

leadImage_miniTra le numerose iniziative in occasione del Giorno della Memoria, oggi alle 16 presso l’Archivio di Stato di Ferrara (in Corso Giovecca, 146)  vi sarà l’incontro dal titolo “L’inutile testimonianza dell’intervento ebraico alle guerre italiane attraverso le carte della Questura”. Organizzato da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Archivio di Stato cittadino e Liceo Scientifico “A. Roiti”, vedrà gli interventi di Emanuele Grigolato (Archivio di Stato), Luciano Meir Caro (Rabbino capo di Ferrara), Donato Selleri  e la classe IV D (Liceo Scientifico “A. Roiti”). Verrà inoltre inaugurata la mostra di documenti sui perseguitati ebrei, con documenti dal Fondo Questura, serie Gabinetto, Cat. A8 – EBREI. Una nuova occasione di apertura alla cittadinanza, quindi, dopo la chiusura di quasi un anno per il terremoto.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 gennaio 2015

Mostra in due sezioni al Museo della Resistenza e all’Archivio di Stato

7 Giu

MatteottiUna mostra storica in due sezioni per ricordare Giacomo Matteotti in occasione del 90° anniversario della sua uccisione per mano fascista, avvenuta a Roma il 10 giugno 1924. Si intitola “Giacomo Matteotti a Ferrara. Il Deputato, il Segretario della Camera del Lavoro, la vittima del fascismo” l’esposizione storico-documentaria a cura di Luigi Davide Mantovani, organizzata dal Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara, l’ANPI provinciale, l’Archivio di Stato di Ferrara, il Comune di Ferrara e l’Istituto Nazionale per la Storia del Risorgimento cittadino. Oggi alle 11 nella sala Mostre del Museo del Risorgimento e della Resistenza in c.so Ercole I d’Este, 19 a Ferrara verrà inaugurata la prima sezione della mostra, organizzata in collaborazione con Delfina Tromboni, direttrice del Museo e Davide Guarnieri, dell’Archivio di Stato. Al Museo del Risorgimento e della Resistenza la mostra sarà visitabile da martedì a domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18. Invece, nella Sala Luogo Pio degli Esposti dell’Archivio di Stato in c.so Giovecca, 146 sarà possibile visitare l’altra sezione della mostra, curata da Davide Guarnieri, da lunedì al sabato dalle 9.30 alle 13.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 giugno 2014

A Portomaggiore inaugura la mostra dell’ANPI

23 Apr

ResistenzaOggi in Comune a Portomaggiore inaugura la mostra “Deportati politici ferraresi nei campi di sterminio nazisti”, curata da Davide Guarnieri con l’ANPI locale e il Centro per la Memoria e il patrocinio di ANPI, ANDED, Archivio di Stato e molti Comuni della Provincia. Nei pannelli vi sono anche i deportati portuensi nei campi di sterminio. Questo il programma della giornata: ore 10, inaugurazione mostra, ore 10.30, premiazione degli elaborati del concorso ANPI “Non c’è futuro senza Memoria” per i tre plessi scolastici: Primaria M. Montessori, Secondaria di I Grado A.Cavallari e Secondaria di II Grado Falcone e Borsellino. Interverranno Nicola Minarelli, Sindaco di Portomaggiore,  l’Assessore Giovanni Tavassi, l’ex-Sindaco e partigiano di Marzabotto, Umberto Conti, il Presidente ANPI Ferrara Daniele Civolani e Davide Guarnieri, archivista di stato e storico.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 aprile 2014

“Lo squadrismo raccontato dai fascisti” in mostra fino al 2 giugno

19 Apr

2014-04-15 16.31.32Sabato scorso al Museo del Risorgimento e della Resistenza in c.so Ercole I d’Este, 19 è stata inaugurata la mostra in tre sezioni “Lo squadrismo raccontato dai fascisti – Il ‘Diario 1922’ di Italo Balbo e altre fonti”, a cura di Antonella Guarnieri. La seconda sezione dal tema “Controcanto”, a cura di Delfina Tromboni, è esposta nella stessa sala mostre del Museo. La terza, invece, “Documenti originali sullo squadrismo ferrarese dai fondi dell’Archivio di Stato di Ferrara”, curata da Davide Guarnieri, è visitabile nella sede dell’Archivio di Stato in c.so Giovecca, 146. Grazie a diverse testimonianze di protagonisti, “Controcanto” si occupa degli assalti a Cooperative, Case del Popolo e Camere del Lavoro a Ferrara e provincia (Copparo, Dosso ecc.) dal 1921. Insulti, bastonate, aggressioni, bombe, attentati, con morti e feriti, un vero bollettino di guerra. Antonella Guarnieri, invece, nella sua sezione dedica ampio spazio alla figura di Balbo, del quale spesso si dimentica il ruolo nelle violenze squadriste, il fatto che fu uno dei maggiori artefici dello squadrismo padano. Due eventi fra i tanti sono emblematici di quel periodo: l’assalto il 18 dicembre ’20 ai danni di Augusto Niccolai, socialista e presidente del Consiglio Provinciale, bastonato da fascisti, a cui seguiranno scontri con sei morti tra fascisti e socialisti; quattro mesi dopo, l’assalto e la distruzione da parte di fascisti delle case del popolo (e di tutta la documentazione dentro) di Burana, Lezzine, Pilastri e Gavello. La mostra resterà aperta nelle due sedi fino al 2 giugno nei seguenti orari: Museo Risorgimento e Resistenza, martedì-domenica ore 9.30-13 e 15-18; Archivio di Stato, lunedì-sabato ore 9.30-13.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 aprile 2014