Tag Archives: Biblioteca Ariostea Ferrara

Le storie dei desaparecidos in un libro e una mostra

20 Nov

Stranieri nella loro terra

Lunedì pomeriggio a Palazzo Paradiso, sede della Biblioteca Comunale Ariostea, si è svolto l’evento “Stranieri nella loro terra. Racconti e immagini ispirati all’Argentina del silenzio”.

Alle 17 in Sala Agnelli è stato presentato il libro di Fabrizia Lotta, “Stranieri nella loro terra”, che raccoglie racconti ambientati nell’Argentina degli anni ’70 e ’80. Hanno dialogato con l’autrice, Francesca Mariotti, Presidente dell’Associazione Olimpia Morata, organizzatrice dell’evento, e Mirian Mansilla, Ambasciatrice Sociale per l’Argentina, e vittima della dittatura argentina. Ha raccontato, con la voce che a tratti si spezzava per l’emozione del ricordo, quegli anni di terrore, i cadaveri degli oppositori nei fiumi, la vicenda del suo fidanzato, uno dei circa 30.000 desaparecidos scomparsi, il suo periodo di clandestinità. La stessa autrice ha ripercorso i suoi primi contatti con alcune vittime della “guerra sporca”, avvenuti a Roma grazie, anche se casualmente, al regista Monicelli. E poi l’incontro con l’ “amica” Mansilla. L’incontro si è concluso con la lettura, da parte dell’autrice, di alcuni passi del libro.

A seguire, alle 18, in Sala Ariosto, ha avuto luogo l’inaugurazione dell’esposizione fotografica “Parole scritte e sognate”, composta da venti immagini, della stessa Lotta, ispirate al libro presentato. Un omaggio a “La Camera Chiara” di Roland Barthes, visitabile fino al 21 dicembre.

Andrea Musacci 

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 novembre 2013

Moschi e Miegge ricordano il filosofo francese Ricoeur

13 Nov

Moschi-Miegge

È stato Antonio Moschi a introdurre e coordinare l’incontro dedicato a Paul Ricoeur, svoltosi martedì 5 novembre alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea. L’appuntamento, dal titolo “Paul Ricoeur: la vita come narrazione”, è stato organizzato in collaborazione con l’Istituto Gramsci e con l’ISCO di Ferrara, e ha visto come relatore il prof. Mario Miegge. Nel centenario della nascita del filosofo francese, scomparso nel 2005, Miegge ha tentato di spiegare il senso della frase: “Il filosofo ermeneuta è sempre di fronte a un fuori da sé”. In questo, infatti, risiede la svolta della filosofia ermeneutica rispetto al passato: non più la ricerca del “fondamento del mondo” ma un rapporto circolare tra soggetto ed oggetto.

Il punto di vista dell’ermeneuta, quindi, non è più oggettivo, ma si attua in un movimento di avvicinamento-distanziamento tipico del momento interpretativo. È attraverso questo processo, e passando anche per una critica “ermeneutica del sospetto”, che il soggetto si modifica, si costituisce. Attraverso la “narrazione”, il racconto nel tempo, è possibile, per il singolo o per il gruppo (ad esempio, il popolo d’Israele), compiere un autentico discorso sull’identità.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 novembre 2013

Il ricordo di Camus è vivo grazie a Baratelli e Sansonetti

12 Nov

Circa un secolo fa, il 06 novembre 1913, nacque uno dei più grandi scrittori e filosofi del Novecento, Albert Camus. L’incontro per ricordarlo, svoltosi giovedì 7 novembre alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, ha visto confrontarsi Giuliano Sansonetti, docente dell’Università di Ferrara e Fiorenzo Baratelli, presidente dell’Istituto Gramsci, che ha organizzato l’evento insieme all’ISCO di Ferrara. Proprio quest’ultimo ha incentrato la prima parte del suo intervento sulla coppia “assurdo – rivolta”. Per “assurdo”, ha spiegato Baratelli, si intende “la contraddizione tra l’irragionevolezza del mondo e il bisogno, tipico dell’uomo, di chiarezza, di dare un significato”. La filosofia per Camus non è la costruzione di un sistema astratto, ma la domanda sul senso dell’esistenza, sul fatto se la vita sia degna di essere vissuta. Sisifo è colui che è stato punito da Zeus a spingere un masso sopra la cima di un monte; masso che, per l’eternità, rotola giù, rinnovando all’infinito la pena di Sisifo. Per Camus mentre la seconda parte – il masso che cade ogni volta – è la sofferenza della coscienza, il fatto di poterlo riportare in cima è, invece la “rivolta” dell’uomo, rivolta che dev’essere sempre collettiva, mai solitaria (“io mi rivolto, dunque noi siamo”).

Camus AriosteaSansonetti si è invece soffermato su Camus come “uomo mediterraneo, in quanto tutta la sua opera è intrisa di questa sensibilità”, di questo amore per l’Italia, la Spagna, l’Algeria, sua patria. Questo amore per la terra è amore per la finitezza del reale, una profonda pietà per la condizione umana, con un senso del tragico di richiamo nietzschiano.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2013

Si ricorda Camus a cento anni dalla nascita

7 Nov

Il nuovo incontro letterario organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara si svolgerà oggi alle ore 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in via delle Scienze, 17. Proprio il giorno del centenario della sua nascita, l’incontro sarà dedicato alla figura e all’opera di Albert Camus, filosofo e scrittore francese deceduto in un incidente stradale il 04 gennaio 1960. Tra i maggiori esponenti, insieme a Jean Paul Sartre, dell’esistenzialismo ateo, ha incentrato la sua riflessione intorno al concetto di assurdo, sul quale si fonda l’esistenza umana. Tra le sue opere, Il mito di Sisifo (1942), Lo straniero (1942), Caligola (1944) e La caduta (1956).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 novembre 2013

All’Ariostea incontro sull’ultimo Foucault

20 Ott

P1020248

L’incontro sul tema “L’‘etica del sé di Michel Foucault” si è svolto venerdì pomeriggio nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea. Matteo Distaso ha introdotto la relazione di Filippo Domenicali, studioso ferrarese classe ’80, il quale si è concentrato sulle ultime due opere del filosofo, “L’uso dei piaceri” e “La cura di sé”, usciti nel 1984, anno della sua morte. I suoi studi, sempre incentrati non sul potere ma sull’analisi del soggetto, su una “genealogia del soggetto moderno”, negli ultimi anni producono il concetto di “gouvernement ‘par’ la verité”, una “verità comune” ai governanti e ai governati, già negli anni ’80 rappresentata dal neo-liberalismo. Da qui le riflessioni sull’ “etica del sé”, alla ricerca di una nuova soggettivazione, di nuovi spazi di libertà nel soggetto, finalizzati a una “politica di noi stessi” che possa essere realmente liberatrice.

L’incontro, organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, fa parte del ciclo di conferenze dal titolo “Europa una vecchia, buona idea. Percorsi etici nel ‘900 europeo”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 ottobre 2013

(nella foto, da sx: Matteo Distaso e Filippo Domenicali)

La storia di Etty Hillesum all’Ariostea

13 Ott

etty hillesum ariostea

Una giovane olandese, una donna normale, e per questo eccezionale. Come “normale” e al tempo stesso eccezionale è il Male che ha dovuto affrontare. Venerdì pomeriggio alla Biblioteca Ariostea si è svolto il nuovo incontro del ciclo “Italiani brava gente – Rileggere i caratteri degli italiani”, promosso dall’Istituto Gramsci, dall’ISCO di Ferrara e dalla Cgil di Ferrara, nell’ambito delle iniziative del 70º della morte di Etty Hillesum e della presentazione dell’edizione integrale del “Diario 1941-1943” di questa scrittrice ebrea morta nel 1943 ad Auschwitz, a soli 29 anni.

Nadia Neri ha spiegato le tre virtù principali per Hillesum: l’indignazione, la semplicità e la compassione. Tre antidoti all’odio, a quel Male che rischia di accomunare vittime e carnefici. Di conseguenza si rivela necessario riconoscere l’errore di proiettare questo Male sempre e solo al di fuori di noi, quando invece è necessario innanzitutto “guardarsi dentro”, per estirparlo prima di tutto dalla nostra anima. Oltre a Nadia Neri, hanno partecipato all’incontro Roberto Cassoli e Natasha Czertok. Proprio quest’ultima ha letto alcuni passi molto emozionanti dei diari, nei quali forte è la spiritualità di questa giovane donna che crede “in Dio e negli uomini” e osa dirlo “senza pudore”: due atti di fede autenticamente rivoluzionari, nell’inferno di Auschwitz.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 ottobre 2013

La Chiesa della Madonnina, un libro per capire

8 Ott

madonnina faust

All’incrocio tra via C. Mayr e via Formignana sorge la Chiesa di Santa Maria della Visitazione, nota come “la Madonnina”. È a questo luogo che è dedicato il libro “La chiesa della Madonnina di Ferrara. Ricerca, storia, restauro”, curato da Giulia Bressan, Lucia Ferretti e Silvia Tocchio, neo-laureate in Architettura, ed edito dalla casa editrice Faust Edizioni di Fausto Bassini. Don Andrea Zerbini, autore della prefazione del saggio, martedì 1 ottobre ha introdotto la presentazione, davanti ad un pubblico numeroso, svoltasi alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea. La chiesa, ultimata nel 1536, subì danni ingenti col terremoto del 1570, e altri ne ha subiti col sisma dello scorso anno.

Francesco Scafuri, ricercatore storico, ha ripercorso la nascita dell’edificio sacro, successiva al miracolo mariano avvenuto nel 1510, in occasione della demolizione della Porta di sotto ad opera di Alfonso I d’Este. Giulia Bressan ha quindi illustrato la storia della chiesa e spiegato i danni subiti durante il sisma del 2012, mentre Silvia Tocchio e Lucia Ferretti hanno presentato una descrizione tecnica dell’edificio e l’apporto dell’architetto Alberto Schiatti.

Andrea Musacci

Maritain e il suo umanesimo integrale all’Ariostea

29 Set

P1020234

Nel 1936 uscì in Francia un testo destinato a segnare la riflessione teologica e filosofica di tutto il Novecento: “Umanesimo integrale” di Jacques Maritain. Quest’opera, che raccoglie sei lezioni tenute nel 1934, è stata al centro della conferenza tenutasi ieri alle ore 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea. L’incontro dal titolo  “L’umanesimo integrale di Jacques Maritain e il rapporto cattolicesimo-democrazia” fa parte del ciclo d’incontri “Europa, una vecchia, buona idea. Percorsi Etici nel Novecento Europeo” organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. Dopo l’introduzione di Fiorenza Bonazzi, vi è stata la relazione di Maurizio Villani il quale ha sottolineato la centralità del tomismo nel pensiero di questo intellettuale così importante per la formazione della coscienza democratica del ‘900. Mentre l’umanesimo post-medievale era per sua natura antropocentrico, l’umanesimo integrale riconosce nell’apertura alla trascendenza, a Dio l’essenza dell’uomo e nella centralità della persona umana il fondamento della nuova cristianità. Quest’ultima si presenta come alternativa al liberalismo borghese, al marxismo e al fascismo ma anche come superamento della vecchia cristianità medievale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 settembre 2013

Incontro sull’umanesimo integrale di Maritain

27 Set

“Europa, una vecchia, buona idea. Percorsi Etici nel Novecento Europeo” è un ciclo di incontri in programma alla Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea di via Scienze, organizzati dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. Oggi vi sarà un nuovo incontro dal titolo “L’umanesimo integrale di Jacques Maritain e il rapporto cattolicesimo-democrazia”. Relatore della conferenza – che avrà inizio alle ore 17 – sarà Maurizio Villani, docente e studioso di filosofia, mentre ad introdurre sarà Fiorenza Bonazzi.

L’opera “Umanesimo integrale” del 1936 raccoglie sei lezioni tenute da Maritain nel 1934 presso l’Università di Santander, nelle quali delinea l’ideale storico di una nuova Cristianità e di un nuovo umanesimo, alternativo al marxismo, al liberalismo e al fascismo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 settembre 2013

Credere e sapere. C’è il libro di Pietro Bolognesi all’Ariostea

26 Set

Oggi alle ore 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea vi sarà un nuovo incontro con l’autore. Il libro di cui si discuterà è “Tra credere e sapere. Dalla Riforma Protestante all’Ortodossia riformata” (Alfa & Omega, 2011) di Pietro Bolognesi. Insieme all’autore dialogheranno Paul Finch e Piero Stefani.

Il libro in questione affronta alcune riflessioni riguardo al rapporto tra un’intuizione e la sua definizione organica, tra il credere nel suo più originario nocciolo e la consapevolezza di quel credere. Il tutto partendo dall’ambito del cristianesimo protestante, dalla Riforma e le sue conseguenze. Pietro Bolognesi (classe 1946) è un pastore e teologo italiano protestante.

Attualmente è pastore di una Chiesa evangelica di Padova, nonché docente di teologia nella stessa città veneta.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 settembre 2013