Quello dell’informazione giornalistica è un tema delicato vista la possibilità di porsi o a servizio della verità o della sua mistificazione. Su questa questione è ruotata la tavola rotonda svoltasi venerdì alle 21 all’Istituto Casa Cini dal titolo “Comunicazione: servizio all’uomo, servizio alla verità”. È stato Alberto Lazzarini dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti ad introdurre uno dei discorsi più importanti: il messaggio del 2008 di Benedetto XVI per la XLII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Un testo definito “epocale” dallo stesso don Manservigi, direttore de La voce di Ferrara – Comacchio, nel quale Ratzinger mette in guardia dal rischio che i mezzi di comunicazione “si trasformino […] in sistemi volti a sottomettere l’uomo”, usati “per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo.” Il rischio, ha proseguito don Manservigi, è che la comunicazione non “rappresenti la realtà, ma la determini”. Per questo, tornando al testo di Benedetto XVI, è più che mai necessaria “un’info-etica così come esiste la bio-etica.”
Sul tema della velocità delle informazioni si è invece soffermato Cristiano Bendin de Il resto del Carlino citando le parole di Papa Francesco su come “la velocità dell’informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta”. Mentre Dalia Bighinati di Telestense ha parlato dei diversi condizionamenti a cui sono soggetti i media, Stefano Scansani, direttore de la Nuova Ferrara, ha provocato il pubblico e gli interlocutori sottolineando l’assenza nel dibattito dei rappresentanti dell’informazione via web: noi siamo il giornalismo storico – ha proseguito – ma manca la controparte: loro che idea hanno della verità e del giornalismo?”
Mons. Negri ha colto il cuore del tema nella questione antropologica, nell’essenza reale dell’uomo, nella “difesa da parte della comunicazione della persona e della sua dignità”. La questione in quanto antropologica è anche educativa, bisogna cioè chiedersi “chi educa il giornalista a essere uomo? Sentitevi dentro – ha proseguito il Vescovo – un cammino di educazione, la verità dev’essere l’impegno della vita, sentitevi sfidati ad un’umanizzazione, a crescere come uomini nella ricerca della verità”.
Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 marzo 2014
(nella foto, da sinistra: Cristiano Bendin, Alberto Lazzarini, Mons. Luigi Negri, Dalia Bighinati, Stefano Scansani, Don Massimo Manservigi)


Nel 1901 il grande critico d’arte Vittorio Pica sottolineò l’ “ossessione nordica” che catturò numerosi artisti italiani, ispirati dalla modernità rivoluzionaria di diversi artisti nordici. Oggi alle ore 18 presso il Salone di Casa Cini, in via Boccacanale di Santo Stefano, 26, verrà presentata, a tal proposito, la mostra “L’ossessione nordica – Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana”. Interverranno Giandomenico Romanelli, curatore della mostra e Beatrice Buscaroli, docente di arte contemporanea, Accademia di Belle Arti di Bologna.
