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Giornalismo, verità, etica a Casa Cini

2 Mar

P1000081Quello dell’informazione giornalistica è un tema delicato vista la possibilità di porsi o a servizio della verità o della sua mistificazione. Su questa questione è ruotata la tavola rotonda svoltasi venerdì alle 21 all’Istituto Casa Cini dal titolo “Comunicazione: servizio all’uomo, servizio alla verità”. È stato Alberto Lazzarini dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti ad introdurre uno dei discorsi più importanti: il messaggio del 2008 di Benedetto XVI per la XLII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Un testo definito “epocale” dallo stesso don Manservigi, direttore de La voce di Ferrara – Comacchio, nel quale Ratzinger mette in guardia dal rischio che i mezzi di comunicazione “si trasformino […] in sistemi volti a sottomettere l’uomo”, usati “per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo.” Il rischio, ha proseguito don Manservigi, è che la comunicazione non “rappresenti la realtà, ma la determini”. Per questo, tornando al testo di Benedetto XVI, è più che mai necessaria “un’info-etica così come esiste la bio-etica.”

Sul tema della velocità delle informazioni si è invece soffermato Cristiano Bendin de Il resto del Carlino citando le parole di  Papa Francesco su come “la velocità dell’informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta”. Mentre Dalia Bighinati di Telestense ha parlato dei diversi condizionamenti a cui sono soggetti i media, Stefano Scansani, direttore de la Nuova Ferrara, ha provocato il pubblico e gli interlocutori sottolineando l’assenza nel dibattito dei rappresentanti dell’informazione via web: noi siamo il giornalismo storico – ha proseguito – ma manca la controparte: loro che idea hanno della verità e del giornalismo?”

Mons. Negri ha colto il cuore del tema nella questione antropologica, nell’essenza reale dell’uomo, nella “difesa da parte della comunicazione della persona e della sua dignità”. La questione in quanto antropologica è anche educativa, bisogna cioè chiedersi “chi educa il giornalista a essere uomo? Sentitevi dentro – ha proseguito il Vescovo – un cammino di educazione, la verità dev’essere l’impegno della vita, sentitevi sfidati ad un’umanizzazione, a crescere come uomini nella ricerca della verità”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 marzo 2014

(nella foto, da sinistra: Cristiano Bendin, Alberto Lazzarini, Mons. Luigi Negri, Dalia Bighinati, Stefano Scansani, Don Massimo Manservigi)

Lezioni sulla cristianità a Casa Cini

24 Feb

portici6Cinque sono gli incontri organizzati dall’Istituto diocesano di cultura Casa G. Cini e l’Ufficio diocesano di Arte Sacra e Beni Culturali per riscoprire e approfondire le prime tracce della presenza cristiana nel territorio ferrarese durante l’epoca costantiniana e tardo imperiale, attraverso i rinvenimenti archeologici e le fonti scritte. Le lezioni saranno tenute da importanti archeologi e storici alle 17 presso l’Istituto di Cultura Casa G. Cini in via Boccacanale di Santo Stefano. Un percorso, questo, che rientra pienamente nella “Nuova Evangelizzazione” promossa da Papa Francesco, riscoprendo le antiche evangelizzazioni e dunque le nostre radici più profonde.

La prima lezione, dal titolo “Prime tracce di presenza cristiana nel nostro territorio: Comacchio” si è tenuta lunedì 17 febbraio con la relazione del prof. Sauro Gelichi, ordinario di archeologia medievale presso l’Università Cà Foscari di Venezia. Oggi, invece, avrà luogo il secondo incontro, “Prime tracce di presenza cristiana nel nostro territorio: zona ferrarese”, tenuto dalla dott.ssa Fede Berti, archeologa e già direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. La dott.ssa Berti focalizzerà l’attenzione sul tema delle prime tracce cristiane nella zona attorno a Ferrara illustrando gli scavi da lei condotti a Voghenza, a Santa Maria in Padovetere vicino a Lagosanto e nella necropoli dei Fadieni a Gambulaga. Continuando nel programma, il 10 marzo lo studioso Alberto  Andreoli terrà la lezione dal titolo “Implantatio ecclesiae: S. Cassiano e S. Giorgio”, nel quale verrà messa in luce l’origine delle basiliche cattedrali della nostra diocesi.

Il 24 marzo invece don Paolo Cavallari, parroco della Concattedrale di Comacchio, parlerà – nell’incontro “Dall’eremo alla missione” – dei monaci di Sant’Alberto in Pereo i quali, nell’alto medioevo, si trasferirono nei territori dell’attuale Polonia con un intento evangelizzatore. Infine, l’ultimo incontro in programma si svolgerà il 7 aprile e vedrà Antonio Manfredi, vicedirettore della Scuola Vaticana di Biblioteconomia, confrontarsi con il tema “Pomposa: spiritualità e cultura”. Per informazioni consultare il sito http://www.casacini.altervista.org.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 febbraio 2014

“L’ossessione nordica” in mostra a Rovigo

12 Gen

2014-01-10 18.07.51“Parecchi dei nostri pittori, specie se veneti o lombardi, si appalesano profondamente influenzati dall’arte nordica, tanto da rinunciare ad alcuni tradizionali caratteri dell’arte italiana per presentarsi camuffati da Scozzesi, Scandinavi o Tedeschi”. Sono parole pronunciate dal critico Vittorio Pica nel 1901, dopo le prime edizioni della Biennale di Venezia. È questa la cosiddetta “ossessione nordica” che dà il titolo alla mostra in programma a Palazzo Roverella a Rovigo dal 22 febbraio al 22 giugno. Venerdì alle 18 presso il Salone di Casa Cini in via Boccacanale di Santo Stefano, 26 ha avuto luogo la presentazione dell’esposizione “L’ossessione nordica – Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana”, tenuta da Giandomenico Romanelli, curatore della mostra e Beatrice Buscaroli, docente di arte contemporanea dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Romanelli, dopo aver analizzato la figura di Pica, ha iniziato la propria relazione proprio da quel 1901, anno della IV Biennale, che ospitò una personale dello svizzero Arnold Böcklin, uno dei capiscuola dei “nordici”. Nove anni dopo, nel ’10, fu Gustav Klimt a proporre le proprie opere a Venezia. La mostra ospitata a Palazzo Roverella presenta circa 125 opere, suddivise in sette sezioni tematiche, tra le quali “Dal Simbolo alla Natura: Gente del Nord”, “La Poesia del Silenzio” e “Venere senza Pelliccia”. Tra queste si possono ammirare, ad esempio, “La vanità” di Munch (1899), “Il peccato” di Von Stuck (1908) e una “Lotta di centauri” di De Chirico (1909), oltre ad opere di Klimt, Klinger e Laurenti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 gennaio 2014

“L’ossessione nordica” fa tappa a Ferrara

10 Gen

Nel 1901 il grande critico d’arte Vittorio Pica sottolineò l’ “ossessione nordica” che catturò numerosi artisti italiani, ispirati dalla modernità rivoluzionaria di diversi artisti nordici. Oggi alle ore 18 presso il Salone di Casa Cini, in via Boccacanale di Santo Stefano, 26, verrà presentata, a tal proposito, la mostra “L’ossessione nordica – Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana”. Interverranno Giandomenico Romanelli, curatore della mostra e Beatrice Buscaroli, docente di arte contemporanea, Accademia di Belle Arti di Bologna.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 gennaio 2013

Mons. Negri e il piano della “nuova evangelizzazione”

10 Ott

Ieri alle ore 18 in via Boccacanale di Santo Stefano, 24, presso il salone di Casa Cini, ha avuto luogo l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2013-2014 dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “B.Giovanni Tavelli da Tossignano”. Per l’occasione vi è stata la prolusione di Mons. Luigi Negri, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.

L’intervento di Negri ha avuto come nucleo il concetto di “nuova evangelizzazione”, vale a dire una rinnovata missione della Chiesa nel mondo, anche nella “vecchia Europa”, patria dell’ideologia dell’individualismo libertario. Questa ha trasformato, per usare le parole di Mons. Cafarra, “la verità in opinione, il bene in benessere, la ricerca della giustizia in giustizialismo.” La nuova evangelizzazione non è un “mero discorso, una teoria”, ma il riproporre “l’evento di Cristo, l’incontro hic et nunc con Lui, un evento che coinvolge la persona nella sua totalità.” Da qui riparte una nuova presenza della Chiesa, che non significa “né presa di distanza dal mondo né autoscioglimento in esso.” Tutto ciò esige che la Chiesa riprenda una “funzione educativa” nei confronti del popolo, partendo dal “nesso tra carità e verità” che Benedetto XVI ha ben esplicitato nella sua ultima enciclica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 ottobre 2013

Mons. Negri inaugura l’anno di Scienze Religiose

9 Ott

Stasera alle ore 18 in via Boccacanale di Santo Stefano, 24, presso il salone di Casa Cini, vi sarà l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2013-2014 dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “B.Giovanni Tavelli da Tossignano”. Per l’occasione vi sarà la prolusione di Mons. Luigi Negri, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.
L’Istituto Superiore di Scienze Religiose “B.Giovanni Tavelli da Tossignano” è nato il 28 luglio 2012 dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede, ed è un’istituzione accademica promossa dalla Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna e collegata alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Il corso degli studi è articolato in tre anni, necessari per raggiungere la “Laurea in Scienze Religiose” . Le lezioni hanno preso avvio il 19 settembre scorso.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 09 ottobre 2013