
Il 21 marzo il primo incontro all’Addolorata con 40 presenti: diverse le provenienze e le sensibilità emerse
«Il Signore sceglie le periferie per iniziare», per portare la sua luce. Chi ricorda le «periferie esistenziali» di Papa Francesco?Bene, questa espressione non era un’invenzione di Bergoglio, ma la concretezza di GesùCristo, il suo stile nella vita terrena. Periferie che sono dentro le nostre città, dentro le nostre case, dentro di noi. Ma spesso – per indifferenza o per orgoglio -non le vediamo o le neghiamo. Da qui parte l’iniziativa diocesana intitolata “Chiesa casa di tutti”, promossa dagli Uffici diocesani catechistico e per la pastorale familiare assieme al neonato gruppo “Famiglie in cammino – Ferrara”.
Lo scorso 21 marzo si è svolto il primo dei quattro incontri che si svolgeranno tutti nella parrocchia della Beata Vergine Addolorata, di Ferrara. Il calendario è così strutturato:
Ricordiamo che i prossimi incontri sono in programma (sempre con inizio alle ore 16) il 23 maggio con la meditazione su Mt 4,18-5, 16 a cura di Paolo e Chiara Mantovani, unadelle coppie di coniugi promotrici del gruppo “Famiglie in cammino – Ferrara”; a seguire, il 26 settembre la biblista Silvia Zanconato rifletterà su Mt 15, 21-28, mentre il 10 ottobre avrà luogo un momento conclusivo, dedicato ad un laboratorio di applicazioni pastorali, condotto da don Alessio Grossi.
Ogni incontro prevede anche un momento conviviale e alle ore 18, per chi lo desidera, la partecipazione alla santa Messa.
Per partecipare agli incontri si chiede di inviare una mail a vicariopastorale@proton.me
LUCE DOVE C’È OMBRA
Una 40ina i presenti al primo incontro del 21 maro, presentato da Paolo Mantovani e che ha visto la riflessione del Vicario Episcopale per la Carità Pastorale don Michele Zecchin su Mt 4, 12-17.
«L’inizio della missione e predicazione di Gesù – ha detto don Zecchin – continua», ora, sempre «dentro di noi», che siamo noi stessi a proseguire nella storia. Gesù che «va tra la gente di periferia (dove molti sono i pagani)», per portare luce dove c’è «ombra di morte». È l’invito alla conversione, invito «rivolto a ogni singola persona», a chiunque, perché «c’è l’urgenza del cuore di Dio che vuole il bene di ognuno, vuole che cambiamo mentalità, sguardo sulle cose, per assumere il Suo punto di vista».
Nessuna imposizione, ma «un movimento, un dinamismo» del Dio vivente che entra nella storia:«Gesù è qui, anche ora, è nelle mie carni, nella mia testa, nei miei affetti, e con urgenza e delicatezza invita a me, ogni persona a seguirlo».
RIFLESSIONI DAI PRESENTI
Diverse le riflessioni emerse dai quattro gruppi nei quali i presenti si sono divisi dopo la meditazione di don Zecchin e un momento di riflessione personale. «Ci sono dei momenti in cui dobbiamo metterci in gioco. Siamo popolo in cammino che deve affrontare il presente confrontandosi con la Scrittura e Gesù come esempio. Metterci in gioco e portare tutti alla salvezza! In sordina, senza effetti speciali», condivide un presente.
Mettersi in gioco in modo serio significa «conversione del cuore come tema urgente e allo stesso tempo da collocare in una storia ampia. Dobbiamo aprirci davvero a tutti, se davvero vogliamo stare con Gesù», riflette un’altra persona. «Senza farci abbattere dalla quotidianità e dalle brutture che vediamo». La chiave di tutto sta nell’altro, nell’ascolto e nella condivisione: «Gesù stava in mezzo alla gente, stava con tutti: questo è un buon esempio per noi. Stare con tutti quelli che incontriamo sulla nostra strada». Il «bisogno di conversione – quindi – è necessario per abbattere le nostre resistenze e per saperci così confrontare con una realtà molto variegata». Il «grande peccato sta nel pensare di non essere salvati». Ma «i giovani si sentono accolti?»: torna la domanda sempre più urgente nelle nostre comunità. «Quando non c’è conoscenza c’è il pregiudizio, è fondamentale il desiderio di relazione con il prossimo e con Dio», è il pensiero di un altro partecipante. «E io, ho fatto qualcosa per accogliere?».In ogni caso, in molti sentono «il desiderio di conoscere come la Chiesa affronta oggi questi temi di frontiera». «Dio si rende presente a tutti, come luce e ricerca di armonia», è un ulteriore contributo. Ed «è molto importante tenere presente la dinamica dell’economia della salvezza:i tempi che Dio pone in essere per realizzare la nostra salvezza sono particolari, chiedono il senso della profezia, di uno sguardo lungo». In ogni caso, non dimentichiamo mai che «le cose nuove iniziano proprio dove non ce ne accorgiamo».
Andrea Musacci
Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 27 marzo 2026
Abbònati qui!

Si preannuncia tutt’altro che statico e soporifero l’anno pastorale appena iniziato. E questa sempre rinnovata dinamicità, questo desiderio di portare il Vangelo, con forme sempre nuove, fuori dai nostri recinti, è innanzitutto merito dei tanti laici che scelgono di impegnarsi anche oltre la propria parrocchia o associazione di appartenenza. Nonostante la decisione di decentralizzazione, la Giornata del Laicato (GdL) svoltasi nel pomeriggio di sabato 28 settembre a Codigoro, è stata una fruttuosa occasione di reciproco ascolto e condivisione. Nell’Oratorio don Bosco (una volta dei Salesiani) un centinaio di persone si sono ritrovate per riprendere il filo del discorso delle GdL dell’anno scorso. Una continuità non scontata, ulteriormente agevolata dalla stampa, da parte della nostra Diocesi, dell’opuscolo “Passione e bellezza: testimoni di un cammino comune”, contenente il discorso pronunciato da mons. Perego durante la Giornata del Laicato del 9 febbraio scorso, e distribuito nella GdL a Codigoro. Giorgio Maghini e Marcello Musacchi hanno spiegato come le proposte che si tenterà di realizzare quest’anno sono il frutto dei diversi appuntamenti della Giornata del Laicato dell’anno scorso, quindi delle riflessioni e delle idee emerse dai laici stessi. Tre le macro proposte: quella del “Laboratorio della fede”, gli “Incontri con la Parola” e la “Bottega della Parola”. Proposte che verranno discusse collegialmente nello specifico la sera del 30 ottobre prossimo, alle ore 21 nel Seminario di Ferrara. Chiunque è interessato può partecipare a questo incontro, avanzare idee e proporsi per la loro realizzazione. Il “Laboratorio della fede” E’ toccato a Musacchi spiegare questa prima proposta, che, a differenza di quella realizzata a livello cittadino due anni fa, aperta a diverse fasce d’età, quest’anno viene proposta a quelle coppie con figli molto piccoli (indicativamente 0/5 anni), per cercare di intercettare giovani coppie, all’incirca di una fascia di età compresa fra i 20-25 e i 40 anni, quasi sempre allontanatesi dalla Chiesa nell’adolescenza o pubertà. L’idea è di svolgere, nel corso dell’anno, 8 incontri nei quali i giovani possano raccontarsi, dire i loro problemi, incontrandosi e interrogandosi insieme. Negli incontri si affronteranno temi quali la fragilità, l’essere comunità generative, l’essere ospedale da campo e l’accompagnamento delle persone nel cammino di fede.
“Incontri con la Parola” Mons. Paolo Valenti ha spiegato come iniziative quali la Lectio divina, il commento del Vangelo della domenica, o altre, possano essere portate a quelle parrocchie della nostra Diocesi che lo richiedano. Chi lo desidera può dunque mettersi a disposizione insieme ad altri per diffondere queste buone pratiche, dando vita a “centri di ascolto”, a “centri di valorizzazione dell’ascolto della Parola”, per compiere un gesto missionario semplice ma fondamentale. “Bottega della Parola” Come pensare nuovi linguaggi – verbali e non – per portare il Vangelo in un mondo di oggi così diveso? A partire da questa domanda, Maghini ha illustrato i quattro ambiti individuati in questa poliedrica fucina: l’animazione teatrale (laboratori, incontri animati itineranti nelle parrocchie compiuti da piccoli gruppi, storytelling, “libri viventi”, musica e narrazione ecc.); arte e fede (riscoprire l’arte e l’architettura sacre, ad esempio attraverso visite guidate o incontri informali, anche nelle piccole chiese o parrocchie); arte visuale e presenza in Rete (come realizzare un video, cinema, l’uso del web ecc.); sport, inteso come momento di crescita e condivisione, non in senso competitivo. L’appuntamento con la prossima Giornata del Laicato è al 23 maggio 2020.