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La missione è un fatto condiviso: il laicato diocesano fucina di proposte concrete

30 Set

La Giornata del Laicato del 28 settembre a Codigoro: “Laboratorio della fede” per giovani coppie, “Incontri con la Parola” e “Bottega della Parola” sono le tre proposte dei laici. La sera del 30 ottobre importante incontro in Seminario, aperto a tutti, per decidere come attuarle

pubblico 2Si preannuncia tutt’altro che statico e soporifero l’anno pastorale appena iniziato. E questa sempre rinnovata dinamicità, questo desiderio di portare il Vangelo, con forme sempre nuove, fuori dai nostri recinti, è innanzitutto merito dei tanti laici che scelgono di impegnarsi anche oltre la propria parrocchia o associazione di appartenenza. Nonostante la decisione di decentralizzazione, la Giornata del Laicato (GdL) svoltasi nel pomeriggio di sabato 28 settembre a Codigoro, è stata una fruttuosa occasione di reciproco ascolto e condivisione. Nell’Oratorio don Bosco (una volta dei Salesiani) un centinaio di persone si sono ritrovate per riprendere il filo del discorso delle GdL dell’anno scorso. Una continuità non scontata, ulteriormente agevolata dalla stampa, da parte della nostra Diocesi, dell’opuscolo “Passione e bellezza: testimoni di un cammino comune”, contenente il discorso pronunciato da mons. Perego durante la Giornata del Laicato del 9 febbraio scorso, e distribuito nella GdL a Codigoro. Giorgio Maghini e Marcello Musacchi hanno spiegato come le proposte che si tenterà di realizzare quest’anno sono il frutto dei diversi appuntamenti della Giornata del Laicato dell’anno scorso, quindi delle riflessioni e delle idee emerse dai laici stessi. Tre le macro proposte: quella del “Laboratorio della fede”, gli “Incontri con la Parola” e la “Bottega della Parola”. Proposte che verranno discusse collegialmente nello specifico la sera del 30 ottobre prossimo, alle ore 21 nel Seminario di Ferrara. Chiunque è interessato può partecipare a questo incontro, avanzare idee e proporsi per la loro realizzazione. Il “Laboratorio della fede” E’ toccato a Musacchi spiegare questa prima proposta, che, a differenza di quella realizzata a livello cittadino due anni fa, aperta a diverse fasce d’età, quest’anno viene proposta a quelle coppie con figli molto piccoli (indicativamente 0/5 anni), per cercare di intercettare giovani coppie, all’incirca di una fascia di età compresa fra i 20-25 e i 40 anni, quasi sempre allontanatesi dalla Chiesa nell’adolescenza o pubertà. L’idea è di svolgere, nel corso dell’anno, 8 incontri nei quali i giovani possano raccontarsi, dire i loro problemi, incontrandosi e interrogandosi insieme. Negli incontri si affronteranno temi quali la fragilità, l’essere comunità generative, l’essere ospedale da campo e l’accompagnamento delle persone nel cammino di fede.

giovani“Incontri con la Parola” Mons. Paolo Valenti ha spiegato come iniziative quali la Lectio divina, il commento del Vangelo della domenica, o altre, possano essere portate a quelle parrocchie della nostra Diocesi che lo richiedano. Chi lo desidera può dunque mettersi a disposizione insieme ad altri per diffondere queste buone pratiche, dando vita a “centri di ascolto”, a “centri di valorizzazione dell’ascolto della Parola”, per compiere un gesto missionario semplice ma fondamentale. “Bottega della Parola” Come pensare nuovi linguaggi – verbali e non – per portare il Vangelo in un mondo di oggi così diveso? A partire da questa domanda, Maghini ha illustrato i quattro ambiti individuati in questa poliedrica fucina: l’animazione teatrale (laboratori, incontri animati itineranti nelle parrocchie compiuti da piccoli gruppi, storytelling, “libri viventi”, musica e narrazione ecc.); arte e fede (riscoprire l’arte e l’architettura sacre, ad esempio attraverso visite guidate o incontri informali, anche nelle piccole chiese o parrocchie); arte visuale e presenza in Rete (come realizzare un video, cinema, l’uso del web ecc.); sport, inteso come momento di crescita e condivisione, non in senso competitivo. L’appuntamento con la prossima Giornata del Laicato è al 23 maggio 2020.

“Battezzati e inviati”: la nuova Lettera pastorale di mons. Perego

Quali sono i luoghi dell’azione dei laici, dentro e fuori la Chiesa? Su questo ha incentrato il proprio intervento mons. Gian Carlo Perego durante la Giornata del Laicato del 28 settembre. Intervento che anticipa i passaggi principali della nuova Lettera pastorale, “Battezzati e inviati. Gli stili di vita cristiana”, che in questi giorni pubblichiamo sul sito diocesano (www.arcidiocesiferraracomacchio.org) e sul sito del nostro settimanale (www.lavocediferrara.it) e che a breve verrà stampata e diffusa. Centrale, dunque, il tema della missione, che richiama immediatamente quelli della testimonianzae degli stili di vita cristiana. Insieme a Matteo e ai cinque grandi discorsi contenuti nel suo Vangelo (“che – ha proposto il Vescovo – potrebbero essere, di volta in volta, ripresi e approfonditi da gruppi della Parola”), iniziamo quest’anno, nel quale un’attenzione particolare è assegnata proprio ai laici, in quanto “componente maggioritaria” del popolo di Dio, divenuto così fondamentale soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, “superando una concezione piramidale della Chiesa a favore di una circolare”. Tre sono i testi conciliari analizzati brevemente: “Lumen Gentium”, “Gaudium et spes” e “Apostolicam Actuositatem”. Testi ancora estremamente attuali ma ancora non del tutto recepiti. Nel primo, oltre all’invito a “evitare una contrapposizione tra laici e chierici”, emerge la volontà di “rifondazione della centralità battesimale”, da cui si evince il rifiuto di evitare la pratica diffusa di definire il laicato solo in maniera funzionale. Nella “Gaudium et spes” di “rivoluzionario” vi è il fatto che non si parli di Chiesa e mondo, ma di Chiesa nel mondo, superando la contrapposizione tra i due e sottolineando come i laici possano e debbano essere voce della Chiesa nel mondo e voce del mondo per la Chiesa. Tema, questo, ripreso anche nell’ultimo dei tre documenti citati, nel quale si analizza l’azione cattolica dei laici nella società. Ampio spazio nella Lettera pastorale è dedicato ai luoghi fondamentali della vita dei laici. Il primo è la famiglia, “nella quale le verità dell’amore (come in ogni luogo) devono emergere gradualmente, senza forzature, sempre guidati dalla cura e dall’attenzione per l’altro, anche delle cosiddette ‘famiglie ferite’ ”, “affinando l’udito del cuore” (Amoris laetitia 232). Tema più che mai urgente vista “la sempre maggiore complessità delle composizioni famigliari”: il Vescovo ha fatto alcuni esempi citando “la diversa nazionalità o il diverso credo” di uno dei due coniugi, “la forte differenza d’età” fra i due, o il fatto che “uno dei due possa scoprire, dopo diversi anni, la propria omosessualità”. Altri luoghi della vita dei laici sono l’ambito sociale e politico, dov’è importante la “collaborazione con tutte le donne e gli uomini di buona volontà”, nel proprio piccolo fino ad avere uno sguardo globale; i luoghi del dolore e della sofferenza, attraverso i ministeri dentro la Chiesa, nell’Azione Cattolica, che, sono parole del Vescovo, “può diventare una compagnia fondamentale, fondando la vita su nuove relazioni pastorali”. Una figura, in particolare, di laico impegnato nel mondo propone mons. Perego nella sua Lettera (oltre a quella di don Primo Mazzolari): quella di Giuseppe Lazzati (Milano, 1909 – Milano, 1986), politico, giornalista, docente, nel 2013 dichiarato Venerabile da papa Francesco. Riguardo poi al presbiterio, il Vescovo ha posto l’accento sulla necessità di “uscire dalla centralità della figura del parroco”, valorizzando la sinodalità. Processo, questo, certamente facilitato dalla nascita di Unità Pastorali, che “obbligano” i sacerdoti a tentare “una diversa e più fraterna convivenza”, e ad assegnare maggiori responsabilità a diaconi e laici. Una parte è stata poi dedicata alla vita consacrata, pensando da una parte alle suore che hanno dovuto lasciare la nostra Diocesi (quelle di Monticelli, o del Sacro Cuore di Ferrara), ma dall’altra a una comunità viva e relativamente giovane come quella dei “Ricostruttori nella preghiera”. In conclusione, l’Arcivescovo – dopo aver citato due figure della nostra Diocesi, la Serva di Dio sr. Veronica del Ss. Sacramento (1896-1964) e il Servo di Dio Padre Marcello dell’Immacolata OCD (1914-1984) – ha riflettuto sull’eucarestia, “fonte e culmine della vita cristiana, luogo dove tutti i luoghi di vita, anche dei laici, si uniscono”, e ha affidato la nostra comunità alla Vergine Maria, ricordando in particolare la “Madonna del Popolo” di Comacchio.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 04 ottobre 2019

http://lavoce.epaper.digital/it/publicazioni/133-la-voce/riviste

https://www.lavocediferrara.it/

Le foto raccontano Bassani e la difesa della storia

5 Apr

In parete alla MLB home gallery il progetto della forlivese Camporesi dedicato a luoghi abbandonati

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Ex stazione dei treni di Bondeno

Il Bassani dell’impegno in difesa del patrimonio artistico e naturale, come fonte d’ispirazione per un rinnovato progetto artistico. Silvia Camporesi, una delle più apprezzate fotografe italiane, torna nella Maria Livia Brunelli home gallery di Ferrara, con una mostra originale, la cui parte inedita è dedicata a quattro luoghi abbandonati del nostro territorio. “Atlas Italiae: Tabula Ferrarense cento anni dopo Giorgio Bassani” è il nome dell’esposizione della fotografa forlivese che verrà inaugurata sabato 8 aprile alle 18, e rimarrà in parete nella home gallery di corso Ercole I d’Este, 3 fino al prossimo 8 ottobre. “Atlas Italiae” è il nome del volume fotografico edito nel 2015 in cui l’artista ha raccolto 112 foto di 70 luoghi abbandonati lungo tutta la Penisola.
In mostra, dunque, sulla parete centrale della galleria fotografie stampate in bianco e nero e poi colorate a mano, per un lavoro di studio, ricerca e viaggio durato circa due anni. La Camporesi ritorna, dunque, a Ferrara, più di un anno dopo la presentazione di “Atlas Italiae” dalla Brunelli nel febbraio 2016: in occasione del centenario dalla nascita di Giorgio Bassani (04 marzo 1916 – 13 aprile 2000), intende, così, omaggiare a un tempo lo scrittore e la sua città. Le abbiamo rivolto alcune domande sulla mostra.

Silvia Camporesi

Silvia Camporesi

A Ferrara presenterai un “Atlas italiae” rinnovato: cosa rimane del vecchio progetto, e cosa c’è invece di nuovo?
Esporrò una selezione di 15 opere tra le tante pubblicate, oltre a quattro inediti riguardanti altrettanti luoghi abbandonati di Ferrara e provincia. Per la precisione, l’ex stazione dei treni di Bondeno, il manicomio infantile di Aguscello, una villa di Ferrara, che stanno per ristrutturare, e l’ex Eridania di Codigoro: sono tutte foto inedite, non presenti nel libro.
Perché hai scelto Bassani per raccontare questi luoghi ferraresi?
L’ho scelto per il legame sentimentale che mi lega a lui, in particolare nel suo lavoro per Italia Nostra. Ho visitato i luoghi “ferraresi” di Bassani, quelli della sua vita e della sua produzione letteraria, ma non ne ho trovati che mi soddisfacessero a livello fotografico. E, in più, quello sui luoghi bassaniani è un lavoro già fatto, e non poco, in passato. Ho preferito riprendere l’impegno di Bassani sull’ “Italia da salvare” [titolo dell’omonimo libro con gli scritti di Bassani sul tema, ndr].
Queste foto ferraresi quando le hai scattate? Il territorio di Ferrara non è presente nel progetto di “Atlas Italiae”?
Sono scatti che ho realizzato in periodi diversi. In “Atlas Italiae” è presente uno scatto dell’ex Eridania di Codigoro, diverso però da quello che esporrò nella MLB gallery.

Infine, ricordiamo che la Camporesi non è nuova ad omaggi a illustri ferraresi: infatti, sempre nella gallery di corso Ercole I D’Este, tra fine 2015 e inizio 2016 ha esposto “Le citta del pensiero. Un’indagine metafisica” ispirata a de Chirico, mentre nel 2012 ha presentato “Qualche volta, di notte. Omaggio ad Antonioni”, per il centenario della nascita del regista.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 aprile 2017

A Codigoro “Il bucato delle donne”

8 Mar

Mostra UDIIeri alle 12, per la Giornata Internazionale della Donna, è stata inaugurata la mostra fotografica “Il bucato delle donne”. Luogo dell’esposizione, Palazzo Borello – Sala Pro Loco in via IV novembre, 18 a Codigoro.

L’inaugurazione ha visto la partecipazione degli studenti degli Istituti scolastici del Comune. La mostra è stata organizzata dall’UDI – Unione Donne In Italia, Circolo di Codigoro e dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune. Sono intervenuti Rita Cinti Luciani, Sindaco del Comune di Codigoro, Graziella Ferretti, Assessore alle Pari Opportunità e Cinzia Martellossi, Presidente del Circolo UDI. È seguito un aperitivo offerto dall’UDI ai presenti.

Alle 09.30, invece, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale “G. Bassani”, in Riviera F. Cavallotti, 27, si è svolto l’incontro “Depressione post-partum” nell’ambito del Primo Seminario “Salute Donna” promosso da Comune di Codigoro, Azienda USL Distretto Sud Est e Circolo UDI.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’08 marzo 2015

Egofobica e Discomen live a Codigoro

18 Ott

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Continua la collaborazione tra gli Egofobica e i Discomen, con serate live all’insegna del rock. L’appuntamento è per stasera alle 22 al New die Hard, in via Pomposa, 2 a Codigoro.

I Discomen, di Massa Fiscaglia, sono composti da Andrea Dal Passo (voce e chitarra), Vanni Pozzati (basso) e Enrico Balestra (batteria e voce). Gli Egofobica, invece, sono nati nel 2009 tra Rovigo e Ferrara e sono composti da Gianluca Padovani (batteria), Antony Crepaldi (voce-chitarra), Giovanni Orlandini (basso) e Matteo Bortolotti (tastiere e synth).

Le sonorità di entrambe le band spaziano dal grunge anni ’90 al new wave anni ’70.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 ottobre 2013